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Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Oppure:
O Dio, che nell'ora della croce
hai chiamato l'umanità
a unirsi in Cristo, sposo e Signore,
fa' che in questo convito domenicale
la santa Chiesa sperimenti
la forza trasformante del suo amore,
e pregusti nella speranza
la gioia delle nozze eterne.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Prima lettura
Is 62,1-5
Gioirà lo sposo per la sposa.
Dal libro del profeta Isaìa
Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,
che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Sal 95
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.
Seconda lettura
1Cor 12,4-11
L'unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (2Ts 2,14)
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia.
Vangelo
Gv 2,1-12
Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Parola del Signore
Commento
"Ora attingete e portatene al maestro di tavola".
In questo brano del vangelo di Giovanni si trovano diversi elementi che ricorreranno anche più avanti nella vita di Gesù:
il riferimento ai tre giorni (cf. 2, 19-20) ,
la presenza di Maria (cf. 19, 25-27),
il vino (cf. 4, 46),
il miracolo o segno, come definito nella teologia giovannea (cf. ad esempio 12, 37; 20, 30).
Il contesto è quello delle nozze, che ci ricordano quelle tra Cristo (lo sposo) e la Chiesa (la sposa). Nella sua umanità la Chiesa manca sempre di qualcosa, l'uomo, senza Cristo, che è immagine visibile del Dio invisibile (cf. 2Cor. 4, 4), non è mai completo; può organizzare nozze, unioni, ma senza la presenza di Dio che sigilla e santifica l'evento, rendendolo anche sacramento, tutto questo è senza valore, senza speranza, senza la presenza dell'eternità.
Il vino, nel simbolismo liturgico, rappresenta il sangue di Cristo, versato per santificare e suggellare tra loro i due sposi, che ci rammentano propriamente l'unione tra Cristo e la Chiesa.
Nelle nozze di Cana questo suggello si indebolisce nel momento in cui viene a mancare il vino, elemento importante per esaltare una festa e dare gioia; nello stesso tempo, poiché suggello è anche il sangue di Cristo possiamo percepire come la sofferenza non possa essere dicotomica alla gioia, bensì ad essa strettamente unita.
Non ci sono rose senza spine...
In questa categoria di senso si inserisce la figura di interceditrice della madre di Gesù, che nella sua sensibilità ed empatia per quegli sposi, Lo prega di intervenire affinché Egli possa salvarli davanti a tutti i loro ospiti.
Maria, dunque è custode della gioia, in modo particolare di quella sponsale e in modo ancor più specifico della gioia tra l'anima e Dio.
Insensato non ricorrere a Lei costantemente.
Maria è anche madre della Chiesa, madre dell'umanità e nella sua stessa umanità trasmette la necessità di chiedere e pregare Dio per salvare le nozze della nostra vita con Lui, ma anche per salvare tutte quelle nozze che sono in difficoltà.
Senza Dio, che porta il vino buono della gioia, non vi sono nozze. Senza Dio non c'è alcuna possibilità di festeggiare, non c'è nessuna festa, nulla viene sigillato, si perde il senso della propria vita, restando soltanto la sofferenza, mentre ogni possibile gioia è una mera ed effimera illusione.
Ed è il caso di affermare quanto si percepisca oggi, purtroppo, questo tentativo di cancellare, di annichilire, di sterilizzare la presenza Dio all'interno di tante famiglie, spezzate dal dolore e da tanti drammatici eventi. Quando si cancella Dio dalla propria vita, quando si vuole annullare l'amore di Cristo, quando si vuole negare la possibilità di salvezza ed il cambiamento che Cristo può fare nella nostra vita, allora non può che verificarsi lo smarrimento e la ricerca di quei "beni" che alla fine si rivelano mali molto dannosi e dolorosi.
Surrogati che aumentano spaventosamente il vuoto in ogni famiglia.
Questo brano evangelico mostra anche come Cristo possa cambiare la sorte delle nozze partendo da un elemento estremamente semplice e fragile come l'acqua.
Fragile e innocuo, ma primario.
Noi possiamo immaginarci tutte persone fragili e nella nostra fragilità Cristo, spesso anche per intercessione della Beata Vergine Maria, riesce ad operare cambiamenti che ci reincanalano nella via della salvezza.
Inizialmente Cristo sembra rivolgersi con apparente severità a sua madre, ma poi Egli stesso, che da buon pedagogo suscita gesti di fede, asseconda le sue preghiere, che sono, in qualche modo, la nostra preghiera. La severità di Cristo, infatti, è più dolce del miele e più grande di ogni misericordia.
Il segno di Cristo a Cana di Galilea ci esorta a ricordare che Lui è il centro di ogni festa, il centro della nostra vita, Colui che proprio con tali segni vuole mostrarci la strada per realizzare ed attualizzare la nostra salvezza.
Una festa che genera festa, che genera Chiesa. La festa è dunque per la missione.
Prima di concludere, una semplice preghiera: "Signore, tu che scrivi dritto sulle righe storte, mostrami la via, non lasciarmi mai solo.. trasforma la mia acqua nel vino della festa perché in molti possano attingre alla gioia e conoscerti come doce sposo e creatore".
Milko G.
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