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XXV domenica del tempo ordinario - Anno B PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul   
lunedì 14 settembre 2009
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papa-bacia-bimbo.jpg Colletta
O Dio, che nell'amore verso di te e verso il prossimo
hai posto il fondamento di tutta la legge,
fa' che osservando i tuoi comandamenti
meritiamo di entrare nella vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio, Padre di tutti gli uomini,
tu vuoi che gli ultimi siano i primi
e fai di un fanciullo la misura del tuo regno;
donaci la sapienza che viene dall'alto,
perché accogliamo la parola del tuo Figlio
e comprendiamo che davanti a te
il più grande è colui che serve.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 
 


Prima lettura 
Sap 2,12.17-20
Condanniamo il giusto a una morte infamante.
 
Dal libro della Sapienza

[Dissero gli empi:]
«Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta.

Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 53
 
Il Signore sostiene la mia vita.

Dio, per il tuo nome salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia.
Dio, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio alle parole della mia bocca.


Poiché stranieri contro di me sono insorti
e prepotenti insidiano la mia vita;
non pongono Dio davanti ai loro occhi.


Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore sostiene la mia vita.
Ti offrirò un sacrificio spontaneo,
loderò il tuo nome, Signore, perché è buono. 
 


Seconda lettura 
Giac 3,16-4,3
Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.
 
Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei, dove c'è gelosia e spirito di contesa, c'è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall'alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.
Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni.

Parola di Dio 
 


Canto al Vangelo (Cf 2Ts 2,14)
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia.
 


Vangelo 
Mc 9,30-37
Il Figlio dell'uomo viene consegnato... Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
 
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Parola del Signore
 


Commento

"Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti"

Francesco di Assisi, il santo della minorità, aveva ben compreso che l'essere "minore" è una condizione dinamica non statica.
C'è sempre qualcuno di cui essere minore, servo. C'è sempre una situazione in cui si è chiamati a servire.
La minorità non smette mai di cercare l'ultimo posto. E quando non le è possibile, vive con il massimo distacco ogni "prestigio e ogni onore" non considerando il "privilegio" come un diritto ma come un regalo e, nel contempo, cerca di condividere questo regalo con i fratelli.
La minorità infatti ha ben presente che l'unico prestigio è appartenere a Cristo.

Si arriva a questa condizione del cuore coltivando non atteggiamenti finto-poveri o finto-umili che nascondono, di solito, una superbia più grande ed una patologia del cuore, ma coltivando l'infanzia spirituale.
Di cosa è "armato" il bambino? In genere di due cose; della propria innocenza e dell'amore di papà e mamma.
Francesco era così. Un infante nello Spirito armato dell'amore di Dio e della verità che procede dalla comunione con Lui.

Per questo Francesco ha potuto amare i fratelli, anche fratello lupo; ha potuto riconciliarsi con la creazione, ha potuto affermare sempre in condizioni opportune ed inopportune la verità.
Per questo Francesco è stato il santo della perfetta letizia e del perdono.
Per questo è stato uomo di pace e combattente per Cristo.
Tutto nasce dal suo essere bambino e non infantile. Attaccato a Dio solo, sopra ogni cosa.
Per questo si è spogliato e si è fatto lebbroso con i lebbrosi.
Francesco è un gigante della cristianità.
E come tutti i grandi uomini della cristianità viene tirato "per la giacchetta" un po da tutti, dai pacifisti, dalla sinistra, dalla destra, dagli animalisti, dai conservatori e dai progressisti.
Tuttavia lo si comprende solo nella sua ricerca di piacere a Dio solo senza compromessi e nella continua ricerca di essere minore, ultimo, servo, disarmato.

Sono tante le pagine bellissime della vita di Francesco e straordinari gli scritti che egli ci ha lasciato.
In un certo senso profetici per l'umanità ma anche per la Chiesa.
Per l'autocoscienza sempre in cammino della Chiesa nel suo essere "serva" di Dio e degli uomini senza annacquamenti della Verità del Vangelo.

Il santo Padre Benedetto XVI, talvolta, provato dalla violenza mediatica e dall'ignoranza delle correnti di ogni tipo, è stato un po un bambino, evangelicamente parlando; forte nella verità ma disarmato dei mezzi umani e della solidarietà dei potenti della terra.
Una vera benedizione questa.

Una prova che rivela molte cose sia del cammino verso la libertà dell'uomo sia della meschinità delle classi di "potere".
Un momento importante per la santificazione di Don Joseph e per la sua testimonianza di servo dei servi di Dio.
Un momento di minorità prezioso che lo ha conformato ancora di più a Gesù servo degli uomini e servo della Verità.

Dobbiamo essere grati a Dio grandemente, con inni, canti e suppliche per questo santo Papa che Egli ci ha donato come guida con tale umile spirito della Chiesa.
Come Cristo, come il discepolo Francesco, il Papa non smette di far tuonare il vangelo con la mitezza dei bambini che sono forti dell'innocenza che nasce dallo Spirito e dall'Amore del Padre.

L'augurio è che tutti i pastori della Chiesa possono calcare queste "orme" del servizio e della testimonianza disarmata della verità, ma senza sconti, fino in fondo. Senza compromessi, buonismi o inutili rigidità.
L'augurio è che ciascuno di noi possa essere minore, servo, a cominciare dalla propria casa.
Così come Cristo non solo ci esorta ma ancora prima ci comanda: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti».

Maria che perfettamente ha vissuto questo comando ci accompagni e ci istruisca il cuore e le membra a rendere "storia" questa esortazione del nostro Signore.

Paul


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Ultimo aggiornamento ( domenica 20 settembre 2009 )
 

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