| XX domenica del tempo ordinario - Anno B |
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| Scritto da Francesca | |
| lunedì 10 agosto 2009 | |
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Colletta
Oppure:
La sapienza si è costruita la sua casa,
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Benedirò il Signore in ogni tempo,
Temete il Signore, suoi santi:
Venite, figli, ascoltatemi:
Custodisci la lingua dal male,
Seconda lettura
Fratelli, fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi, facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò sconsiderati, ma sappiate comprendere qual è la volontà del Signore.
Parola di Dio
Vangelo
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Parola del Signore Commento "Colui che mangia di me vivrà per me". Non solo mangiare è necessario ma ciò che mangiamo rivela il nostro stato di salute. Nell'antropologia cristiana Cristocentrica tutto è stato fatto in vista di Lui, cioè in vista del figlio. Pertanto non solo Gesù sceglie il gesto del mangiare e dell'assimilazione per parlare della realtà trascendente della "cristificazione" dell'uomo.. ma potremmo dire che questi gesti biologici sono stati creati in vista di una realtà di comunione radicale e profonda che Dio in Cristo voleva annunciarci e regalarci. L'accusa di antropofagia fatta ai primi cristiani dai pagani è frutto della durezza di cuore dell'uomo dopo il peccato e anche del veleno scimmiottatore di satana che disordina la mente, il cuore e la storia dell'uomo. In principio però non era così. I simboli naturali, anche biologici sono stati donati all'uomo per significare una realtà più grande di comunione ed intimità con Dio. Così il mangiare, il respirare, la sessualità, il rapporto con il creato, il rapporto con se stessi, ecc.. tutte le dimensioni dell'uomo sono state create per la vita, la fecondità in vista del bene più grande e compiuto della trasfigurazione in Cristo. L'Eucarestia non è solo realtà e dono reale di Cristo nell'apparenza delle specie del pane e del vino ma il luogo, la "dimora" in cui Cristo vuole rendersi "più intimo dell'intimità stessa" con noi e con ciascuno di noi. Proprio per questo l'Eucarestia non può non trasformare. Proprio per questo i suoi ascoltatori, poveri di intimità pura e scevra di concupiscenza, non comprendono. L'esempio simbolico fornito da alcuni "santi" che si sono nutriti per un lungo periodo di sola Eucarestia la dice lunga in proposito. Una sola è la cosa di cui c'è veramente bisogno: Cristo e l'intimità con Lui, il resto, pur importante sia nella sfera biologica, relazionale, psichica è figura, pre-figurazione, caparra di questa intimità perfetta a cui ogni uomo è chiamato. Forse sarebbe il caso di rivalutare il silenzio durante l'Eucarestia nelle nostre celebrazioni, almeno di tanto in tanto. Infatti nel chiasso di alcuni canti fatti perché si "devono" fare si è persa anche la dimensione della coralità ed è rimasta solo la dimensione della superficialità e del "supermercato eucaristico".. che certo è ben lontano da quel cammino di trasfigurazione personale e comunitario a cui siamo chiamati in Gesù Eucarestia. Il silenzio davanti all'Eucarestia non nasce dunque dall'incapacità di potere o saper dire qualcosa ma dalla ricchezza del cuore che non trova parole adatte se non l'adorazione e la lode profonda a colui che tutto si è donato, affinché noi potessimo vivere per Lui e per i fratelli. Francesca |












