| XIX domenica del tempo ordinario - Anno B |
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| Scritto da Francesca | |
| martedì 04 agosto 2009 | |
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Oppure:
Prima lettura
In quei giorni, Elia s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra.
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Benedirò il Signore in ogni tempo,
Seconda lettura
Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Vangelo In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Commento La realtà divina ha scelto, e giustamente, di nascondersi e di non proclamarsi in maniera sfolgorante, eclatante, sorprendente. C'è una sapienza in questo. Dio che si fa realmente prossimo agli uomini in Gesù. Non diciamo si è fatto ma si "fa prossimo" perché Egli ora, anche in situazione di assoluta disperazione, smarrimento, dramma, peccato, miseria e solitudine è presente in maniera velata ma sicura. Siamo noi, che abbiamo il dono della fede, chiamati a rendere viva la velata presenza di Cristo, dentro e fuori di noi. Tuttavia nessuno porta se non ciò che ha già "provato" nel suo cuore e nella sua carne. Per questo il limite, talvolta insopportabile, della sofferenza diventa una scuola di umiltà per tutti e di verifica della nostra fede. "Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre.."(Gv6,44). La fede non è un esercizio della mente o una serie di pratiche, la fede è cuore di bambino amoroso, è nudità che coglie Gesù nudo che si dona. Ognuno, nelle varie fasi della vita, deve scoprire come - andare oltre se' - per scoprire realmente chi si è nella sincerità disarmante della croce. Solo chi entra nella logica esistenziale (e non meramente mentale) del Pane di Vita che si presenta nell'apparenza del pane e del vino comprende "il modo" per andare oltre il limite dei sensi e della storia e mettere sull'altro piatto della bilancia della vita, in ogni situazione, il "peso" dell'eternità. L'intelletto se illuminato dalla Sapienza e dalla Scienza dello Spirito può aiutare, ma non la curiosità che rimane nozione e non diventa cultura. Ecco perché l'adorazione rimane uno dei veicoli privilegiati per sopire l'uomo vecchio. L'adorazione non solo è un atto dovuto a Cristo eucarestia ma un regalo che Egli ci fa per disarmare, conevrtire l'uomo vecchio e "gustare e vedere com'è buono il Signore" (Sl. 33) Questa realtà cambia la realtà. La tua realtà. Questa misura colma ogni misura. Questa presenza, il Pane di Vita, colma ogni vuoto. Nella semplice Ostia di Pane c'è Dio che si dona interamente... qui c'è la scuola del dono, nel "perdere tempo" davanti a Lui. Ciò che non "rattrista lo Spirito" è proprio restituire il tempo a Cristo nell'adorazione. Così hanno fatto i santi, così ha fatto Santo Francesco, così ha fatto il Santo Curato d'Ars ricordato in questi giorni. Francesca |






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