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V domenica di Pasqua - Anno B PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore   
domenica 03 maggio 2009
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rinuncia-per-la-vita.gif Colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l'eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio, che ci hai inseriti in Cristo
come tralci nella vera vite, donaci il tuo Spirito,
perché, amandoci gli uni gli altri di sincero amore,
diventiamo primizie di umanità nuova
e portiamo frutti di santità e di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 
 


Prima lettura 
At 9,26-31
Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore.
 
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 21
 
A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea.


Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!


Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.


A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.


Ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l'opera del Signore!». 
 


Seconda lettura 
1Gv 3,18-24
Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo. 
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Parola di Dio 
 


Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.
 


Vangelo 
Gv 15,1-8
Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto.
 
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore
 


Commento

"senza di me non potete far nulla"

Non è solo una affermazione che riguarda la possibilità o meno di compiere le opere.
Prima ancora riguarda il nostro essere e il nostro esser-ci.

Il credente scopre e sa che appartiene a Cristo e che solo in Lui e per sua grazia può operare il bene.
Non sceglie da sé ma sceglie in Lui e per Lui.
Non conta sulle sue forze ma sulla Sua presenza e la Sua grazia.
Non si vanta di sé ma del bene che Dio compie, dentro e fuori di Lui.

Non è geloso, né invidioso; non mendica stima qua e la, ma chiede e dona la stima di Dio.
Gioisce che altri lo superino in santità e grazia.

Il credente, per essere tale, dunque, deve essere nudo, spogliato, umile e consapevole di essere un dono.
Non desidera cambiare il mondo ma solo cambiare il suo cuore perché possa essere dimora di Lui.
Non desidera che si compiano i propri progetti ma cerca che anzitutto venga il Suo Regno.
Non cerca di essere libero ma di appartenere a Cristo perché sa che solo in Lui e per Lui c'è la vera libertà.

Non si fa ingannare, incantare dalle luci, dal frastuono e dai colori del mondo ma cerca il silenzio di Dio che è adorazione.

Non propone se stesso ma indica la Via che è Gesù.
Non propone le proprie scuole di pensiero ma offre il pensiero della Chiesa.
Considera le sue intuizioni piccolissima cosa e i suoi carismi un dono da restituire e non una proprietà.

Non vuole essere chiamato santo e non cerca l'apprezzamento degli uomini ma cerca di essere vero e sincero davanti a Dio.
Non cerca il gradimento degli uomini ma solo quello di Dio.

E' capace di obbedire a Dio attraverso le obbedienze scomode, inopportune e talvolta "ingiuste" della vita.
Persino attraverso le contraddizioni che gli vengono dalla Chiesa e dai fratelli.
Non si turba, nemmeno delle proprie lacrime, nemmeno delle lacrime dell'ingiustizia; ma confida in Dio, che sempre guida con giustizia la storia. Si fa povero con i poveri e debole con i deboli.
Non si crede mai arrivato eppure è nella pace.

Non è un superuomo né una superdonna,
ma un piccolo miracolo sostenuto dalla grazia di Dio... e non vuole saperlo..
se non quel tanto che basta per dare lode all'Altissimo.

Proprio per questa sua consapevolezza nuda e disarmata il credente cambia la storia perché la ri-consegna totalmente, attivamente e pagando di persona, a Cristo Re, Signore e Maestro, vera vite di Resurrezione.

A Lui solo la gloria e il Regno, la potenza e l'onore, nei secoli dei secoli. Amen!

Salvatore


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