| Santissimo Corpo e Sangue di Cristo - Corpus domini - Anno B |
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| Scritto da Milko G. - Paul | |
| lunedì 08 giugno 2009 | |
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Oppure:
Prima lettura
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Che cosa renderò al Signore,
Agli occhi del Signore è preziosa
Seconda lettura
Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Parola di Dio
Sequenza
Impegna tutto il tuo fervore:
Pane vivo, che dà vita:
Veramente fu donato
Lode piena e risonante,
Questa è la festa solenne
È il banchetto del nuovo Re,
Cede al nuovo il rito antico,
Cristo lascia in sua memoria
Obbedienti al suo comando,
È certezza a noi cristiani:
Tu non vedi, non comprendi,
È un segno ciò che appare:
Mangi carne, bevi sangue;
Chi ne mangia non lo spezza,
Siano uno, siano mille,
Vanno i buoni, vanno gli empi;
Vita ai buoni, morte agli empi:
Quando spezzi il sacramento
È diviso solo il segno
Ecco il pane degli angeli,
Con i simboli è annunziato,
Buon pastore, vero pane,
Tu che tutto sai e puoi,
Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Vangelo
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Parola del Signore Amen, Signore Gesù Sono passati più di cinquanta giorni dalla Pasqua, il Signore è già asceso al cielo, dove può di nuovo bere il frutto della vite. E continua a berlo insieme a noi. Il rapporto che si instaura tra noi e Gesù è quello evidenziato da un lato dal "tu" dei discepoli verso Gesù e dall'altro dal "noi" di Gesù nei confronti dei discepoli (cf. vv. 12, 15). Il "tu" dei discepoli diventa un "noi" per Gesù. Anche qui, come in altri brani di Marco (cf. 3,31-35; 8,31-33; 10,42-45), si evidenzia il lato tipicamente umano, quello del "tu" che relativamente a se stessi diventa un "io", con il lato divino di Cristo che guarda oltre se stesso e pensa a(l) "noi". Egli sa bene che non è celebrare solamente il rito della Pasqua, quanto un condividere se stesso, ed intende condividerlo con noi. Totalmente, interamente, fino in fondo, senza riserve. Carne e sangue, nella presenza del pane e del vino, sono dono di Gesù al mondo, un dono a ciascuno che si fa sempre realmente presente nella cerimonia eucaristica. E qui Lui fornisce l'insegnamento e ancor più la sua consegna che i discepoli non riescono ancora a cogliere, o almeno non integralmente. Gesù dona se stesso a noi, ogni volta che celebra la Pasqua con noi, ogni volta muore e risorge per noi. Ogni volta si consegna per noi. Un dono di fedeltà e di amore assoluto e completo. Un amore e una fedeltà che ri-creano ogni volta. Quell'io a cui noi facciamo sempre riferimento, per Gesù non esiste in forma egoistica e narcisistica, Egli è dono, diventa dono, si fa pane e vino, si fa vita per noi. Egli è dunque la nostra vita ed anche sorgente di salvezza per noi. Ma da dove passa questa salvezza? Passa attraverso la morte, attraverso il sacrificio che Gesù fa di sé per noi. E se è vero che poi vi è la risurrezione, Egli non fugge il dolore, non fa passare il calice, lo beve, nonostante sia un calice amaro, un calice che solo Lui è in grado di bere. Passando attraverso Lui quel sapore amaro svanisce, mutandosi nel delicato sapore del vino a cui ciascuno di noi può accedere (cf. 10, 39), anche nei momenti più dolorosi. Il giogo di Gesù è leggero proprio perché Lui si è accollato la parte più pesante e più difficile, impossibile per l'uomo; con Lui, il sapore amaro dell'olio nell'orto degli Ulivi si trasforma per noi nell'olio profumato, nel pane fragrante, nel vino delizioso e sobrio che Egli ci ha concesso con il sacrificio della sua carne e del suo sangue. Non è metafora; non è mistica disincarnata ma necessità, fondamentale e vitale, di immergersi totalmente nel mistero presente. Per valorizzare tutto questo occorre in primo luogo una fede ben radicata in Lui e nell'Eucarestia, reale presenza di Cristo Risorto, nonché la consapevolezza che al sacramento dell'Eucaristia corrisponde il sacrificio gratuito, totale e senza riserve di Cristo per la salvezza del mondo e di ciascun uomo. Occorre dunque che l'Amen che proclamiamo nella dossologia liturgica (Per, Cristo, con Cristo ed in Cristo, a Te Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo...) risuoni realmente nell'Amen che proclamiamo prima di ricevere la Santa Eucarestia. Amen, Signore, io credo e mi consegno totalmente a te che tutto ti sei consegnato a me. Milko G. - Paul Altri spunti " Corpus Domini, l'Amore si fa carne perché la carne si trasfiguri " L'Eucarestia e la coppia " Ammonizione prima di San Francesco " Mane nobiscum Domine " Redemptionis Sacramentum " Abramo Padre nella fede " Vd sezione documenti Inno antico per il sabato Santo Borgia, Frammenti eucaristici antichissimi, p. 46-50 « Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti » Oggi abbiamo contemplato sull'altare il nostro Signore Gesù Cristo. Oggi ci siamo nutriti del carbone ardente (Is 6,6), all'ombra del quale cantano i Cherubini. Oggi abbiamo sentito la voce potente e dolce dirci: Questo corpo brucia le spine dei peccati, illumina le anime degli uomini. Questo corpo è stato toccato dalla donna che aveva delle perdite di sangue ed è stata liberata dalla sua infermità. Questo corpo è stato visto dalla figlia della Cananea ed è stata guarita. Questo corpo è stato avvicinato dalla peccatrice, con tutta la sua anima, ed è stata liberata dal fango del suo peccato. Questo corpo è stato toccato da Tommaso ed egli l'ha riconosciuto esclamando: «Mio Signore e mio Dio». Questo corpo, grande e altissimo, è il fondamento della nostra salvezza. Un tempo colui che è il Verbo e la Vita ci dichiarò: «Questo sangue è stato versato per voi ed è stato dato per la remissione dei peccati». Abbiamo bevuto, carissimi, il sangue santo e immortale. Abbiamo bevuto, carissimi, il sangue che è uscito dal fianco del Signore, che guarisce ogni malattia, che libera tutte le anime. Abbiamo bevuto il sangue per mezzo del quale siamo stati riscattati. Siamo stati riscattati e istruiti, siamo stati illuminati. Guardate, fratelli, quale corpo abbiamo mangiato! Guardate, figlioli, quale sangue ci ha inebriati! Guardate l'alleanza conclusa con il nostro Dio, perché non veniate ad arrossire, nel giorno terribile, nel giorno del giudizio (cfr 1 Cor 11,29) Chi è in grado di glorificare il mistero della grazia? Siamo stati ritenuti degni di partecipare al dono. Vigiliamo fino alla fine, per sentire la sua voce beata, dolce e santa: «Venite benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi» (Mt 25,34)... Carissimi, celebriamo le meraviglie del battesimo di Gesù (cfr Mtc 10,38), la sua santa e vivificante risurrezione, grazie alla quale la salvezza è stata data al mondo. Tutti ne aspettiamo il compimento beato, nella grazia e nella benevolenza del nostro Signore Gesù Cristo: a lui sono la gloria, l'onore e l'adorazione. © il vangelo del girono |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 14 giugno 2009 ) |


