| IV domenica di Pasqua - Anno B |
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| Scritto da Alberto e Morena | |
| lunedì 27 aprile 2009 | |
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Oppure:
At 4,8-12 Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: Parola di Dio
Sal 117 La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d'angolo.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
1Gv 3,1-2 Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Parola di Dio
Gv 10,11-18 + Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Parola del Signore Il Commento "Il buon pastore dà la propria vita per le pecore" In questa 4^ domenica del tempo di Pasqua e nel vangelo di oggi l'evangelista Giovanni raccoglie ciò che Gesù dice di se stesso, utilizzando la figura del buon pastore. In questo brano Gesù ci mette in guardia dai mercenari che vogliono passare per pastori, ma in realtà non lo sono affatto e ci mette in guardia donandoci alcuni criteri. Innanzi tutto cerchiamo di capire perché Gesù si vuole svelare a noi, utilizzando la figura del buon pastore. Cosa fa il pastore? Egli conduce le pecore al pascolo, cioè al luogo dove possono mangiare, riposare, sentirsi protette ed amate: provvede, dunque, al loro sostentamento primario. Esse sanno riconoscere la sua voce perché lo conoscono. Si fidano di lui perché sono state oggetto della sua cura ogni giorno ed in ogni istante. E' bello, nella nostra vita, poter contare su una guida sicura, su una persona con la quale confrontarsi specialmente nelle circostanze avverse della vita. E' importante potersi appoggiare su qualcuno, potersi affidare a qualcuno. Ma come trovare questo punto di riferimento? Con il vangelo di oggi Gesù si propone come il nostro unico pastore, come il nostro buon pastore, unica guida sicura che ci conduce ai pascoli della vita. Come entrare in questo rapporto confidente con Gesù, nostro buon pastore? Io credo che l'unico modo per fidarsi di Gesù ciecamente e quello di conoscerlo. E l'unico modo per conoscerlo è quello della preghiera, attraverso la quale entriamo in comunione con Lui e con il Padre. Se vogliamo conoscere Gesù, dobbiamo, ogni giorno, permettergli di condurci al pascolo della preghiera: nostro bisogno primario di sostentamento. Solo nell'incontro con Lui possiamo farci illuminare e condurre verso i pascoli della vita. I pascoli sono per noi quei luoghi dove Gesù ci indica la soluzione ai tanti quesiti della nostra esistenza, sono quei luoghi dove Egli ci consola, ci "coccola", ci ristora: "Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io vi ristorerò.". Sono anche il luogo della nudità e della provocazione; dell'ascesi e della fatica. Dello stare con Lui senza consolazione. Penso che ogni persona che voglia fare un vero e profondo cammino di fede debba "scontrarsi" un giorno con quello che viene chiamato "abbandono confidente nelle braccia del Padre". Affidarsi, abbandonarsi con fiducia in Gesù significa attendere che Lui si sveli a noi, che Lui ci conduca ai pascoli, significa confidare nel fatto che Lui ci guidi. Padre Jaques Philippe nel libro "La pace del cuore" tocca in maniera sublime questo argomento. Molte volte la passività, cioè l'attesa della manifestazione di Dio, il "non fare" per "lasciarsi fare" è l'atteggiamento migliore per lasciarsi raggiungere dalla "luce di Cristo", unica vera luce. L'uomo contemporaneo ha tanto bisogno della "vera pace del cuore", che si può ottenere soltanto facendosi raggiungere da lei, permettendo a Cristo di donarcela, mettendosi semplicemente in un atteggiamento di attesa confidente. E' un cambiamento di mentalità, di modo di vedere e quindi di vivere la propria vita: "Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me.". E' proprio vero che molte volte, anzi troppe volte, cerchiamo lontano ciò che invece abbiamo vicino a noi, a portata di mano. Quelle risposte che cerchiamo in chissà quali "Guru" e "maestri di sapienza", in chissà quale spiritualità dall'altra parte del globo, in chissà quali "venditori di fumo" e "commercianti del nulla", noi non solo le abbiamo vicino a noi, ma le abbiamo dentro di noi, in quanto figli di Dio e tempio dello Spirito Santo che abita in noi, sin dal battesimo. Se ci daremo del tempo di preghiera, del tempo per ascoltare Gesù che ci parla, Gesù che ci consiglia, Cristo che ci ammaestra, quando arriverà il momento in cui avendo bisogno di essere condotti sul "vero pascolo della vita" sentiremo diverse voci che ci chiamano, sapremo distinguere la voce del nostro "buon pastore", da quella dei mercenari, perché solo Lui ha offerto la sua preziosa vita per il bene nostro, suo gregge e sue amate pecorelle. Non saremo confusi perché la voce con cui Egli ha chiarito nel nostro cuore che ha dato la vita per noi, anzi per ciascuno di noi, per me... sarà talmente nitida e chiara che ogni vociare e ogni mondana confusione verrà riconosciuta come la spazzatura che essa è; null'altro. Alberto e Morena Altri spunti Corso sulla preghiera Gratia supponit naturam et perficit eam |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 17 maggio 2009 ) |












