| III domenica di Pasqua - Anno B |
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| Scritto da Paolo Aragona | |
| lunedì 20 aprile 2009 | |
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Oppure:
Prima lettura
In quei giorni, Pietro disse al popolo: «Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
In pace mi corico e subito mi addormento,
Seconda lettura
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Parola di Dio
Vangelo
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Parola del Signore Il Commento "Avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane". E' sempre stata questa, per me, la frase chiave del brano sui discepoli di Emmaus. Gesù compie un gesto chiaro, non solo perché ricorda ai due discepoli il momento del giovedì santo, in cui il Maestro offre ai suoi il suo corpo e il suo sangue, ma soprattutto perché lo spezzare il pane e il distribuirlo è il segno per eccellenza della condivisione della vita. Come possiamo oggi riconoscere Gesù nello spezzare il pane? A me vengono sempre in mente i nostri missionari che, lontani dalla propria casa e dalla famiglia, donano la vita per i poveri e per gli sfortunati della terra. Nessun missionario oggi minimamente immaginerebbe di predicare il Vangelo senza prima averlo vissuto nella condivisione di tutto quello che la Provvidenza gli assegna "in dote" per la sua scelta d'amore. E' così che le anime vengono conquistate all'amore di Cristo: perché lo "riconoscono" pur non avendolo visto. E' l'uomo che riconosce la propria natura e che, stimolato dall'azione di carità sincera e totalmente oblativa, scopre in sé l'immagine e la somiglianza con il Dio che si dona. Riconoscere Gesù nello spezzare il pane è ritrovare in sé la vocazione essenziale e naturale del uomo all'essere per gli altri. Paolo Aragona http://www.paoloaragona.com/sorriso_del_cuore.htm Vd anche: Redemptionis sacramentum MANE NOBISCUM DOMINE Fate questo in memoria di me La Resurrezione di Cristo e le Sue implicazioni San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa Omelie sui vangeli, n°26 ; PL 76,1197 « Sono proprio io ! Toccatemi » Come può essere reale il corpo del Signore, dopo la risurrezione, dal momento che ha il potere di attraversare le porte chiuse ? Ma bisogna sapere che le opere di Dio non sarebbero più mirabili se fossero comprensibili dalla nostra mente; né si ha il merito della fede quando la ragione umana fornisce le prove. Dobbiamo considerare alla luce di tutta l'opera del Redentore quelle azioni che per se stesse non si possono comprendere, affinché i mirabili fatti della sua vita offrano argomento di fede a quanto ci appare più sorprendente. Infatti il corpo del Signore che entrò nel cenacolo a porte chiuse era quello stesso che al momento della sua nascita uscì agli occhi degli uomini dal grembo intatto della Vergine. Perché dunque meravigliarsi se, dopo la risurrezione, entrava a porte chiuse già vincitore in eterno, egli che era uscito dal seno intatto della Vergine quando era venuto per morire? Ma poiché la fede di coloro che contemplavano il suo corpo era titubante, subito mostrò loro le mani e il fianco, e fece toccare quella carne che era passata attraverso le porte chiuse... Ora ciò che si può toccare si corrompe necessariamente e ciò che non si corrompe non si può toccare. Ma in modo meraviglioso e incomparabile, il nostro Redentore mostrò, dopo la risurrezione, il suo corpo incorruttibile ma palpabile, affinché l'incorruttibilità invitasse a conquistare il premio, e la possibilità di toccarlo fosse una conferma per la fede. Si mostrò incorruttibile e palpabile anche per dimostrare che il suo corpo, dopo la risurrezione, aveva la stessa natura, ma una diversa gloria. |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 26 aprile 2009 ) |












