| Domenica di Pasqua Resurrezione del Signore |
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| Scritto da Elena, Paola ed Edda. | |
| lunedì 06 aprile 2009 | |
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Prima Lettura At 10, 34a. 37-43 Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dei morti. Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome». Salmo Responsoriale Sal 117 Questo è il giorno di Cristo Signore: alleluia, alleluia. Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua misericordia. La destra del Signore si è alzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Seconda Lettura Col 3, 1-4 Cercate le cose di lassù, dove è Cristo. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. SEQUENZA Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode. L'agnello ha redento il suo gregge, l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre. Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa. «Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?». «La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea». Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
Víctmæ pascháli láudes: ímmolent Christiáni. Agnus redémit oves: Christus ínnocens Patri reconciliávit peccatóres.
Mors et vita duéllo conflixére miràndo: dux vitæ mórtuus, regnat vívus. Dic nobis, María, quid vidísti in via? Sepúlcrum Christi vivéntis: et glóriam vidi resurgéntis.
Angélicos testes, sudárium, et vestes. Surréxit Christus spes mea: præcédit vos in Galilǽam. Scímus Christum surrexísse a mórtuis vere: tu nobis, victor Rex, miserére.
Elena, Paola, Edda. Giorno di giubilo e di gioia «Questo è il giorno fatto dal Signore, rallegriamoci in esso» (Sal 117,24). Non per caso, fratelli, leggiamo oggi questo salmo in cui il profeta ci invita alla gioia e all'esultanza, in cui il santo Davide invita tutta la creazione a celebrare questo giorno: Oggi infatti, la risurrezione di Cristo apre l'inferno. I neofiti della Chiesa rinnovano la terra. Lo Spirito Santo dischiude i cieli. L'inferno, ormai spalancato, restituisce i morti. La terra rinnovata rifiorisce dei suoi risorti. Il cielo dischiuso accoglie quanti vi salgono. Anche il ladrone entra in paradiso (Lc 23,43), mentre i corpi dei santi fanno il loro ingresso nella santa città (Mt 27,53)... Tutti gli elementi, in virtù della risurrezione di Cristo, si elevano a maggiore dignità. L'inferno restituisce al paradiso quanti teneva prigionieri. La terra invia al cielo quanti nascondeva nelle sue viscere. Il cielo presenta al Signore tutti quelli che ospita... La risurrezione di Cristo infatti è vita per i defunti, perdono per i peccatori, gloria per i santi. Davide invita, perciò, ogni creatura a rallegrarsi per la risurrezione di Cristo, esortando tutti a gioire grandemente nel giorno del Signore. Ma direte..., il cielo e l'inferno non sono stati stabiliti nel giorno di questo mondo; possiamo forse chiedere a questi elementi di celebrare un giorno al quale sfuggono totalmente? Ma questo giorno fatto dal Signore penetra tutto, contiene tutto, abbraccia insieme cielo, terra e inferno! La luce che è Cristo non è fermata da alcun muro, né ostacolata dagli elementi, né sopraffatta dalle tenebre. La luce di Cristo è veramente giorno senza notte, giorno che non conosce tramonto. Ovunque risplende, ovunque irradia, ovunque dimora. San Massimo di Torino ( ? – circa 420), vescovo Santa Pasqua di Resurrezione Traccia dal sito Totustuus I Lettura: At 10,34a.37-43 II Lettura: Col 3,1-4 oppure 1 Cor 5,6b-8 Vangelo: Gv 20,1-9 oppure Mc 16,1-7 SCHEMA RIASSUNTIVO Tema: Cristo è davvero risorto. Obiettivo: Accrescere la fede dei fedeli nella risurrezione. 1. Cristo è risorto davvero: il sepolcro vuoto, a) Non fu un inganno, un'invenzione degli apostoli, né il corpo fu rubato. b) Il sepolcro vuoto ha costituito per tutti un segno essenziale. La sua scoperta da parte dei discepoli è stato il primo passo verso il riconoscimento dell'evento della Risurrezione. c) Il tema centrale della predicazione degli apostoli era la risurrezione di Cristo. I) Questo Gesù, Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni (At 2,32). II) Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù (At 433). LA BIBBIA «Conoscere lui, la potenza della sua Risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti» (Fil 3,8-11). LA CATECHESI E IL MAGISTERO «L'ottavo giorno. Per noi, però, è sorto un giorno nuovo: quello della Risurrezione di Cristo. Il settimo giorno porta a termine la prima creazione. L'ottavo giorno dà inizio alla nuova creazione. Così, l'opera della creazione culmina nell'opera più grande della Redenzione. La prima creazione trova il suo senso e il suo vertice nella nuova creazione in Cristo, il cui splendore supera quello della prima» (CCC, n. 349). «La Risurrezione di Gesù glorifica il nome di Dio Salvatore perché ormai è il nome di Gesù che manifesta in pienezza la suprema potenza del «Nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil 2,9-10). Gli spiriti malvagi temono il suo nome ed è nel suo nome che i discepoli di Gesù compiono miracoli; infatti tutto ciò che essi chiedono al Padre nel suo nome, il Padre lo concede» (CCC, n. 434). I PADRI «Poiché dunque questa notte luminosa, mettendo insieme la luce delle lampade con quella dei raggi del sole nascente, ha fatto un lunghissimo giorno continuo, senza nessuna interruzione di tenebre, cerchiamo di capire la profezia che dice: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore". Nel quale ciò che ci si propone di fare non è cosa grave né difficile, ma gaudio, letizia, esultanza, poiché la Scrittura dice: "Esultiamo e godiamo in esso" (Ps 117,24). O raro comando! O legge dolcissima! Chi non vorrà obbedire senza indugio e senza dilazioni a un tale ordine? Anzi chi non riterrà un danno anche una piccola dilazione? La letizia è ciò che vien comandato e la tristezza si muta in gioia, perché la condanna inflittaci per il peccato è stata abolita» (San Gregorio di Nissa, Oratio IV in Pascha). «Siccome a tua volta mi chiedevi il mio parere circa la risurrezione dei corpi e le funzioni delle membra nello stato futuro d'incorruttibilità e d'immortalità, ascolta cosa in breve ne penso; e, se non ti soddisferà, ne potremo discutere più a lungo, con l'aiuto di Dio. Si deve credere con tutta la forza quanto nella Sacra Scrittura è affermato in modo veridico e chiaro: che cioè i nostri corpi visibili e terreni, che ora chiamiamo animali, nella risurrezione dei fedeli e dei giusti, diventeranno spirituali. Ignoro d'altronde come si possa comprendere o far comprendere ad altri di quale specie sia un corpo spirituale, di cui non abbiamo conoscenza sperimentale. E certo però che in quello stato i corpi non avranno corruzione di sorta e perciò non sentiranno, come ora, il bisogno di questo cibo corruttibile; potranno tuttavia prenderlo e consumarlo realmente, non costretti da necessità, ma assecondando una possibilità. Altrimenti neppure il Signore avrebbe preso cibo dopo la sua risurrezione dandoci in tal modo l'immagine della risurrezione corporea; per cui l'Apostolo dice: "Se i morti non risorgono, non è risorto neppure Cristo" (1 Co 15,16). Il Signore infatti, apparendo con tutte le sue membra, e servendosi delle loro funzioni, mostrò pure il posto delle ferite. Io ho sempre creduto che non si tratti di ferite, ma di cicatrici, conservate dal Signore non già per necessità, ma per sua volontà. E la facilità di attuare questa sua volontà, la dimostrò soprattutto e quando apparve sotto altre sembianze e quando apparve com'era realmente, a porte chiuse, nella casa dove si erano adunati i discepoli» (Sant'Agostino, Epistola, 95, 7). PENSIERI E FRASI Alcune affermazioni contrarie alla risurrezione: - E voi cristiani, avete un qualche pegno tangibile che vi garantisca questo incredibile messaggio d'amore di Dio? - Sì, la risurrezione e le sue tracce. Ce le ha date Cristo, con la solenne promessa. - I soldati di guardia? Un'invenzione. - Il sigillo inviolabile all'ingresso? Una leggenda tardiva. - La testimonianza delle donne? Isteria. - La sparizione del cadavere? Fu sottratto. - L'integrità di Giuseppe d'Arimatea? Pura invenzione. - Le apparizioni successive del Crocifisso? Morte apparente. - Sinedrio senza il corpo del delitto? Irriconoscibile; fossa comune. - La trasformazione dei discepoli? Ottenebramenti. - La convinzione di 500 uomini dabbene? Cose della vita. - La conversione del mondo? Oppio dei popoli (Marxisti)». (J. L. Carreño Etxeandìa sdb, Las huellas de la resurrecciòn). ANEDDOTI «Una volta, fu chiesto a Isacco Newton in che modo l'uomo trasformato in polvere poteva ricomporsi di nuovo per dar luogo ad un corpo. Senza dire una parola, egli raccolse un pugno di limatura di ferro, lo mescolò con la sabbia e domandò al suo interlocutore: "Lei saprebbe separare la polvere di ferro da questa massa?". L'altro rispose di no. Allora, il saggio prese una calamita, l'accostò al composto e subito le particelle di ferro si attaccarono alla calamita. Quindi, Newton disse con calma: "Colui che ha posto una tal forza nel ferro inanimato, non potrà dare di nuovo un involucro corporale alla nostra anima immortale?"». |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 29 aprile 2009 ) |












