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Ascensione al Cielo di Nostro Signore Gesù Cristo - Anno B PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca   
lunedì 18 maggio 2009
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ascensione-anno-b.jpg Colletta
Esulti di santa gioia la tua Chiesa,
o Padre,
per il mistero che celebra
in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza
di raggiungere Cristo,
nostro capo, nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te... 
 


Prima lettura 
At 1,1-11
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
 
Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 46
 
Ascende il Signore tra canti di gioia.


Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
grande re su tutta la terra.


Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.


Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. 
 


Seconda lettura 
Ef 4,1-13
Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

Parola di Dio 
 


Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)
Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.
Alleluia.
 


Vangelo 
Mc 16,15-20
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore
 



Il Commento

"Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura".


Gesù comanda agli apostoli come a noi di annunciare.
Il comando, così raro nel parlare di Gesù, è qui annunciato perché nell'Amore il comando è esortazione gioiosa di condivisione di ciò che si è ricevuto.
E' dallo "stare con Lui" che i discepoli sono "abilitati" ad annunciare.
E' dall'intimità con Lui che gli apostoli fanno fecondo il proprio annuncio.

Ogni segno è possibile dunque a partire dall'intimità e nell'intimità con Gesù, sigillata in pienezza poi dal dono dello Spirito Santo.
La vicinanza costante con Cristo fa si che la "Parola" comandata diventi vita.
Dio quando parla crea, fa una cosa nuova e qui Cristo crea l'apostolo con il suo "annunciate".
Poteva farlo senza chiamarli amici, senza intimità, senza condivisione ed invece ha voluto seguire il cuore dell'Amore, perchè nell'Amore ogni uomo si riconosca intimo con Dio.

Questa è l'esperienza dell'annuncio, l'esperienza della condivisione di una intimità e di una compagnia.
I segni che accompagnano la predicazione sono l'effetto di questa "riconciliazione profonda" tra Dio e la creatura.

Noi siamo fecondi annunciatori solo nella via mistica.
Quella via che da il primato di Cristo nella nostra vita sia dal punto di vista spirituale, psichico, morale ed esistenziale.
Quella via che riconosce che "senza di Lui" non possiamo far nulla, non tanto in senso operativo, quanto piuttosto nel senso ontologico, dell'essere.

Ecco perché l'annuncio non è solo "parola" esterna detta, parola che crea, ma anche parola che scopre ciò che nel cuore dell'uomo è già presente: "la nostalgia di essere amato da Dio!"
Quella nostalgia che è già un tesoro reale con Cristo Risorto e Asceso, con la nostra umanità, presso il Padre.

Gesù asceso è salito nell'Amore e per Amore. Veramente Dio è servo dell'uomo e gli prepara un posto nella gioia!
Se vedessimo la realtà delle cose non potremmo non annunciare; non potremmo non piangere di gioia.

Francesca

 Liturgia siriana


« Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta » (Lc 15,6)

Nel giorno della tua Ascensione, o Cristo Re,
gli angeli e gli uomini ti acclamano:
«Sei santo, Signore, perché sei disceso e hai salvato Adamo,
l'uomo fatto con la polvere (Gen 2,7),
dall'abisso della morte e del peccato,
e con la tua Ascensione santa, o Figlio di Dio,
i cieli e la terra entrano nella pace.
Gloria a colui che ti ha mandato!»
La Chiesa ha visto il suo Sposo nella gloria,
e ha dimenticato le sofferenze del Gòlgota.
Invece del fardello della croce che portava,
egli viene portato da una nube di luce.
Ecco che viene elevato in alto, vestito di spendore e di gloria.

Un grande prodigio viene compiuto oggi sul monte degli Ulivi:
Chi è capace di esprimerlo?...
Il nostro Maestro era disceso alla ricerca di Adamo,
e, dopo aver  ritrovato colui che era perduto,
se l'é messo in spalla,
e con gloria l'ha introdotto in cielo con lui (cfr Lc 15,4s).
È venuto e ci ha mostrato che era Dio;
ha rivestito un corpo e ha mostrato che era uomo;
è disceso negli inferi e ha mostrato che era morto;
è salito ed è stato esaltato e ha mostrato che era grande.
Benedetta sia la sua esaltazione!

Nel giorno della sua nascita, Maria si rallegra,
nel giorno della sua morte, la terra trema,
nel giorno della sua risurrezione, l'inferno si affligge,
nel giorno della sua ascensione, il cielo esulta.
Benedetto sia la sua Ascensione!

Fonte. Vangelo del Giorno


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Ultimo aggiornamento ( domenica 24 maggio 2009 )
 

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