| Ascensione al Cielo di Nostro Signore Gesù Cristo - Anno B |
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| Scritto da Francesca | |
| lunedì 18 maggio 2009 | |
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Prima lettura
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Seconda lettura
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)
Vangelo
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Parola del Signore Il Commento "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura". Gesù comanda agli apostoli come a noi di annunciare. Il comando, così raro nel parlare di Gesù, è qui annunciato perché nell'Amore il comando è esortazione gioiosa di condivisione di ciò che si è ricevuto. E' dallo "stare con Lui" che i discepoli sono "abilitati" ad annunciare. E' dall'intimità con Lui che gli apostoli fanno fecondo il proprio annuncio. Ogni segno è possibile dunque a partire dall'intimità e nell'intimità con Gesù, sigillata in pienezza poi dal dono dello Spirito Santo. La vicinanza costante con Cristo fa si che la "Parola" comandata diventi vita. Dio quando parla crea, fa una cosa nuova e qui Cristo crea l'apostolo con il suo "annunciate". Poteva farlo senza chiamarli amici, senza intimità, senza condivisione ed invece ha voluto seguire il cuore dell'Amore, perchè nell'Amore ogni uomo si riconosca intimo con Dio. Questa è l'esperienza dell'annuncio, l'esperienza della condivisione di una intimità e di una compagnia. I segni che accompagnano la predicazione sono l'effetto di questa "riconciliazione profonda" tra Dio e la creatura. Noi siamo fecondi annunciatori solo nella via mistica. Quella via che da il primato di Cristo nella nostra vita sia dal punto di vista spirituale, psichico, morale ed esistenziale. Quella via che riconosce che "senza di Lui" non possiamo far nulla, non tanto in senso operativo, quanto piuttosto nel senso ontologico, dell'essere. Ecco perché l'annuncio non è solo "parola" esterna detta, parola che crea, ma anche parola che scopre ciò che nel cuore dell'uomo è già presente: "la nostalgia di essere amato da Dio!" Quella nostalgia che è già un tesoro reale con Cristo Risorto e Asceso, con la nostra umanità, presso il Padre. Gesù asceso è salito nell'Amore e per Amore. Veramente Dio è servo dell'uomo e gli prepara un posto nella gioia! Se vedessimo la realtà delle cose non potremmo non annunciare; non potremmo non piangere di gioia. Francesca Liturgia siriana « Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta » (Lc 15,6) Nel giorno della tua Ascensione, o Cristo Re, gli angeli e gli uomini ti acclamano: «Sei santo, Signore, perché sei disceso e hai salvato Adamo, l'uomo fatto con la polvere (Gen 2,7), dall'abisso della morte e del peccato, e con la tua Ascensione santa, o Figlio di Dio, i cieli e la terra entrano nella pace. Gloria a colui che ti ha mandato!» La Chiesa ha visto il suo Sposo nella gloria, e ha dimenticato le sofferenze del Gòlgota. Invece del fardello della croce che portava, egli viene portato da una nube di luce. Ecco che viene elevato in alto, vestito di spendore e di gloria. Un grande prodigio viene compiuto oggi sul monte degli Ulivi: Chi è capace di esprimerlo?... Il nostro Maestro era disceso alla ricerca di Adamo, e, dopo aver ritrovato colui che era perduto, se l'é messo in spalla, e con gloria l'ha introdotto in cielo con lui (cfr Lc 15,4s). È venuto e ci ha mostrato che era Dio; ha rivestito un corpo e ha mostrato che era uomo; è disceso negli inferi e ha mostrato che era morto; è salito ed è stato esaltato e ha mostrato che era grande. Benedetta sia la sua esaltazione! Nel giorno della sua nascita, Maria si rallegra, nel giorno della sua morte, la terra trema, nel giorno della sua risurrezione, l'inferno si affligge, nel giorno della sua ascensione, il cielo esulta. Benedetto sia la sua Ascensione! Fonte. Vangelo del Giorno |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 24 maggio 2009 ) |












