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| XXXIV domenica del tempo ordinario - Anno A - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo |
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| Scritto da Paul | |
| lunedì 17 novembre 2008 | |
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Oppure:
Prima lettura
Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.
Salmo responsoriale
Il Signore è il mio pastore:
Rinfranca l'anima mia,
Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Canto al Vangelo (Mc 11,9.10)
Vangelo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Commento "Gesù, unico re e pastore di tutti gli uomini" La Verità è Amore e l'Amore è Verità. Il giudizio, nell'Amore di Cristo, comincia già ora, nelle piccole e grandi scelte del presente, dell'attimo. Oggi, deformata nel suo significato primigenio, va tanto di moda l'auto-determinazione. Ebbene è proprio qui che ci richiama il Vangelo. Perché se è vero che Cristo è Re, pastore e giudice è vero che siamo noi che scegliamo, sin da ora, da che parte stare; siamo noi che, in certo qual modo ci auto-determiniamo. Siamo già determinati al bene e alla gioia però, per superbia e accidia, possiamo scegliere di illuderci, auto-determinandoci al peccato, alla piccineria, alla terribile illusione di salvarci da soli e di darci da soli un'etica, di darci da soli la gioia. Invece l'unica vera auto-deterrminazione è nella scelta di essere liberamente e consapevolmente di Cristo; anzi alla riconoscenza che già gli apparteniamo. L'auto-determinazione tanto paventata dalle correnti relativistiche contemporanee è il preludio alla morte eterna, alla dannazione mascherata da libertà. Il nemico dell'uomo, che è ladro e astuto, sa bene dove ingannarci e usa il criterio buono di libertà, di persona e di scelta per orientarci alla superbia. Ha sempre fatto così e continua su questa linea. Noi, imbecilli, ci caschiamo spesso. Noi che abbiamo ricevuto il dono della fede auto-determiniamoci al bene, al servizio, al dono incondizionato della Parola e di ogni opera, a servire l'orfano e la vedova, il povero e l'indigente sapendo che facendo un solo servizio serviamo miracolosamente due persone: il fratello e Cristo. Il fratello nella sua unicità irripetibile; Cristo nella Sua regale presenza. Auto-determiniamoci sin da ora alla vita vera e tutto quello che non possiamo chiediamolo a Cristo Re e pastore, senza riserve, senza tentennamenti. Fiduciosi, gioiosi. Non facciamoci trascinare dalla sofferenza e dalla paura. Ma chiediamo sapendo di avere ottenuto ogni cosa in Lui che tutto ci ha donato. Chiediamo al Re di saper regnare sui nostri fantasmi, le nostre paure e sui nostri deliri. Auto-determiniamoci dicendo sempre sì a Dio, come Maria. Auto-determiniamoci all'umiltà e alla reale consapevolezza di sé. Se infatti saremo giudicati sull'Amore significa che Egli ci ha reso capaci di Amore e di servizio. Auto-determiniamoci alla condivisione, dunque; tutto abbiamo ricevuto e tutto doniamo senza paura di perdere ma anzi con la certezza di acquistare per noi e per chi incontriamo, amici e nemici, vicini e lontani, credenti e non credenti, la vera vita: l'eternità con Cristo. Tutto si pesa qui: nella gioia di stare con Lui, gli uni con gli altri, nel vincolo della Sua Bellezza. Paul |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedì 17 novembre 2008 ) |







