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Salmo Responsoriale Dal Salmo 30
In te, Signore, mi sono rifugiato,
Vieni presto a liberarmi;
Fà splendere il tuo volto sul tuo servo,
Seconda Lettura Rm 3, 21-25a. 28
Canto al Vangelo Gv 14,23
Vangelo Mt 7, 21-27
Commento "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Nell'ondata distorta di alcuni interpreti del Concilio Vaticano II, che ancora inquinano la Chiesa con le ideologie, ci si è lanciati, a partire dagli anni 70, in una sorta di "cattolicesimo immanentizzato" re-interpretando la Parola di Dio a sostegno delle proprie tesi ideologiche e pseudo-pastorali. Chi dice "Signore Signore", secondo questa visione, è il bigotto, conservatore, liturgista che in realtà non "si sporca le mani" nella carità e nel "farsi prossimo" e dunque non fa la volontà di Dio. Indubbiamente questa visione, prettamente ideologica, inficiata di un marxismo sotterraneo, ha un suo fascino e, senza dubbio, non basta proclamare con le labbra il credo se poi questo non si fa vita. Tuttavia questa visione non è biblica ma, appunto ideologica, e, come tutte le ideologie, nasce dal cuore più o meno malato dell'uomo. Infatti è facile constatare che i "giacobini" di un cattolicesimo sociale cadono in una sorta di narcisismo auto-referenziale che li distacca sempre più dal seno da cui sono nati con l'inganno sottile dell'ideologia. Gran parte delle attuali visioni di dissenso nascono da questa visione e passano da piani "gossippari" come "Adista" a visioni più (disonestamente) sistematiche alla Hans Kung. Entrambe queste visioni, che inquinano la vita dei fedeli, nascono dalla stessa condanna che proclamano; non sono infatti solo i "bigotti conservatori" che proclamano "Signore, Signore" e "scollano" la vita dalla fede ma anche coloro che, rivestiti del manto dell'ideologia, sostengono una sorta di "cristianesimo sociale" e dividono ostinatamente la Chiesa del clero da quella dei fedeli. Un'operazione scorretta che anch'essa invece di proclamare "Signore, Signore" e fare la volontà di Dio, divinizza il proprio ombelico con la parvenza di carità. Una visione che fa presa sulle menti sempre anarchico-adolescenziali e bisognose di protagonismo presenti ovunque e in ogni tempo. Infatti tutte le volte che l'uomo usa Dio per sostenere una ideologia, una propria idea, una propria visione e non si mette al servizio di Cristo in Pietro è un ladro e un brigante che proclama "Signore, Signore" ma fa invece i beati affari propri. Si illude e illude. E' un nemico dell'uomo e dell'umanità. Talvolta, talmente inebetito da sé, neanche se ne accorge. Pertanto le visioni di "cattolicesimo sociale" fanno un po sorridere e sono un tantino fuori tempo oramai, figlie di uno smarrimento che non ha nulla a che vedere con la fede, con Cristo e con Pietro. In sostanza tutte le volte che cerchiamo di "piegare" Dio alle nostre idee e non siamo in ascolto di Cristo e della Chiesa siamo appunto come coloro che proclamano "Signore, Signore" ma conservano il male della propria "riserva malata", del proprio inutile dissenso o del tanto "pur obbedendo" che è politicamente corretto. Poco importa essere "conservatori" o "progressisti"; in entrambi i casi, con modi diversi ma speculari (anche se apparentemente distanti) non si sta proclamando realmente che Cristo Gesù è il Signore della nostra vita nei fatti e nella verità e non si sta ascoltando Pietro ma il veleno della propria inutile auto-stima fondata sull'inganno. Il richiamo della Parola e della liturgia di oggi invece è un richiamo all'ascolto e alla fiducia in Dio e nella Chiesa. Se manca questa dimensione ineludibile dell'esperienza di fede non c'è né l'uomo né la fede; non cè Timor di Dio. E il Timor di Dio, quando è tale, porta inevitabilmente a camminare umilmente nei passi di Cristo e a costruire la casa sulla Roccia di Cristo e di Pietro e non sulle vanità, pur affascinanti e seduttive, delle nostre opinioni. Il timor di Dio porta a conoscere sponsalmente Cristo e ad essere finalmente Chiesa. Curioso constatare che gran parte della nostra vita la viviamo a sostegno delle nostre tesi e non dell'ascolto umile e fecondo di Cristo in e per Pietro. Sprechiamo tante energie inebetiti dall'ideologia e non inebriati dall'azione dello Spirito Santo e dall'umiltà della Vergine Maria e di tutti i santi. Non costruiamo sulla Roccia ma sulla sabbia delle nostre paure che diventano ideologia, dissenso, rabbia inutile e stoltezza sistematica. Eppure c'è un tempo, ed è questo, in cui i credenti sono chiamati ad andare all'osso e alla sostanza della fede. Il momento di incominciare ad essere saggi. Deporre i disordini inutili dell'ideologia e delle ideologie e finalmente seguire Cristo con l'aiuto, la conferma e il sostegno di Pietro. Umili. Anche perché solo qui l'uomo viene saziato e si umanizza. Altrove si rende sempre più simile alle sue paure e diventa più "bestia" e bestiale che, invece, figlio di Dio, nella bellezza di Cristo. "Fà splendere il tuo volto sul tuo servo, salvami per la tua misericordia." Paul |







