| Festa di San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia |
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| Scritto da Franco,Vania, Edda.Paul e Francesca | |
| martedì 29 settembre 2009 | |
PRIMA LETTURAGal 6, 14-18Dalla lettera di san Paolo ai Galati Fratelli, quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio. D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen. C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio. SALMO RESPONSORIALESal 15RIT: Sei tu, Signore, l'unico mio bene. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene» . Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, è magnifica la mia eredità. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. CANTO AL VANGELOAlleluia, Alleluia.Prendete il mio giogo su di voi, dice il Signore, e imparate da me che sono mite e umile di cuore. Alleluia. VANGELOMt 11, 25-30Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» . Commento " Non vi chiamo più servi.....vi ho chiamati amici " (Gv.15,15)
Cioè vive con un sentimento appassionato la tua storia, la tua persona; si immedesima nella tua vita e ti prende per mano per camminare insieme, ma senza invadenza e nel più totale rispetto.
"Benedico il Signore che mi ha dato consiglio, anche di notte il mio core mi istruisce" (Sal.16,7)
Ma quello che era un privilegio di pochi Dio ha voluto che fosse esteso a tutti attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo.
e operante.
Ma senza l'umiltà non potrò mai diventare "sacrificio spirituale a Dio gradito" (Rm.12,1), cioè persone che condividono con intima unione la volontà e il progetto di salvezza che Dio ha per tutta l'umanità, non si può essere Chiesa.
aveva amato (FF.758) e tutte considerava dono e di tutte si sentiva umilmente servitore.
Francesco il cantore della gioia cristiana, l'amante del crocifisso vivente, considerava l'umiltà la radice della perfezione e insieme alla obbedienza, alla docilità e alla purezza arrivò a quella scienza per cui l'uomo più è unito a Cristo più partecipa alla Sapienza divina e si vede introdotto nell'intimità di Dio. Tu sei umiltà, Tu sei bellezza.... Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra vita eterna Grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, Misericordioso Salvatore" (San Francesco) Franco, Vania, Edda. Commento "Rapisca ti prego Signore, l'anima mia da tutto ciò che è sotto il Cielo e concedimi di morire per amore dell'Amore Tuo come tu ti sei degnato di morire per amore dell'amore mio" (San Francesco - Absorbeat) Nel mese di Ottobre abbiamo un susseguirsi di memoria e festività straordinarie anticipate dalla Festa dei Santi Arcangeli, Gabriele, Michele e Raffaele. Sono accenti liturgici di luce; quella vera che illumina l'anima. C'è infatti un legame strettissimo tra il dono di Scienza e gli angeli e gli arcangeli. Un dono di contemplazione. Contemplazione fatta propria da Santa Teresina e dal poverello di Assisi, nostro patrono, San Francesco. Se c'è un santo che è stato chiamato alter Christus è lui. Se c'è un santo che più di ogni altro ha svettato nella contemplazione questi è lui. Una contemplazione sigillata con il dono delle stimmate. Dono che, come dice San Bonaventura, è esplosione di ciò che aveva avuto dentro tutta la vita. Infatti nelle stimmate di Francesco contempliamo non solo un dono straordinario concesso a pochi altri, ma un dono che, come in Maria, è stato un continuo e costante collaborare tra umanità e grazia. Le stimmate sono per Francesco quasi un "concepimento" ed una nascita di conformazione. Sembra che le stimmate di Francesco non fossero semplici fori, ma chiodi ricurvi di carne. Segno che Francesco stava sulla croce come "Madonna povertà". Egli era conforme al suo sposo perfettamente. In Francesco i misteri di Cristo e della sua vita si compivano ed erano compiuti. Francesco è dunque uno dei perfetti discepoli di Cristo. Un "campione" dell'umanità riconciliata. In queste gemme di Scienza va fissato il nostro sguardo e mentre appare non solo ridicolo ma anche irrispettoso chi si "appropria" politicamente di Assisi e di San Francesco, sia a destra che a sinistra. Che estrapolano alcuni effetti senza le midolla di questa sostanza che è l'amore di Cristo fatto carne nella vita di Francesco. Parlano di pace, natura, rispetto e della parola più terribile: dei "valori". Affermazione che vuol dire proprio nulla se non c'è la luce di Cristo, anzi che è l'inizio di un dualismo pratico, di un ateismo operativo, di un borghesismo della fede, di uno "stupro" di Francesco e dei sui passi nella terra Umbra. Un'operazione anti-culturale oltre che stupida. Francesco è Francesco perché ha amato e ama Cristo, Crocifisso, povero e nudo. Francesco è Francesco perché ha amato e obbedito alla Chiesa sempre anche quando è stato mandato a pascolare i porci. Non ha proiettato la sua idea di Chiesa ma ha accolto quella che storicamente gli veniva innanzi e l'ha amata nell'obbedienza e nel servizio evangelico. Non ha obbedito con riserve. Non ha cercato "conferme democratiche" delle sue intuizioni come si è fatto in questi tempi davanti al "motu proprio Summorum Pontificum" del Santo Padre Papa Benedetto XVI. Non ha cercato conferme se non l'adeguarsi totale a Cristo e l'amore perfetto per "riparare la casa del Signore". Egli è il "piccolo" nel vangelo che, conforme all'unico vero "piccolo" Cristo Gesù, è ripieno dei doni di Scienza e di Sapienza. Quella che chiediamo per noi e per la nostra cara terra. A cominciare da noi cattolici. Spesso tiepidi e poco amanti. Incapaci della passione di Cristo e della passione per la Sua Chiesa. Paul e Francesca |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 29 settembre 2009 ) |












