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Presentazione del Signore PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul   
presentazione-del-signore.jpg Dio onnipotente ed eterno,
guarda i tuoi fedeli riuniti
nella festa della Presentazione al tempio
del tuo unico Figlio fatto uomo,
e concedi anche a noi di essere presentati a te
pienamente rinnovati nello spirito.


Prima lettura

Ml 3,1-4
Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate.


Dal libro del profeta Malachìa


Così dice il Signore Dio:
«Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.
Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.
Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia.
Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani». 

Salmo responsoriale

Sal 23


Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.


Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.


Seconda lettura

Eb 2,14-18
Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli.


Dalla lettera agli Ebrei

Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.



Canto al Vangelo (Lc 2,30.32)
Alleluia, alleluia.
I miei occhi hanno visto la tua salvezza:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele.
Alleluia.



Vangelo
Lc 2,22-40 (forma breve: Lc 2,22-32)
I miei occhi hanno visto la tua salvezza


+ Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.



Forma breve:

Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» - e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».



Commento
"Perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza".
Cosa distingueva la famiglia di Nazareth con quell'unico bimbo da molte altre venute per la presentazione?
Agli occhi feriti, i nostri, nulla.
Ma agli occhi carichi di Scienza di Simeone vuol dire tutto. Qui la differenza per Simeone e per tutti coloro che invocano il dono di Scienza.
E' infatti questo dono che consente di vedere quello che la ragione, soprattutto per le nostre ferite, è incapace di vedere.
E' la Scienza quell'unzione che fa vedere Dio proprio dove Egli si nasconde e si è nascosto. Ora, poichè la storia non è solo un susseguirsi di eventi ma, soprattutto, l'agire di Dio nel tempo, è fondamentale avere questo dono.
Non è un dono "misticheggiante" che rende "ebeti" e disincarnati. No. E' il dono per vedere con Sapienza e cogliere l'agire di Dio e tutta la speranza che ne comporta in esso.
Sono questi "occhi" che abbisognano del collirio dello Spirito.
E' lo Spirito che va invocato incessantemente per "vedere la salvezza del Signore". La Scienza dunque non è un dono accessorio ma fondamentale per intuire, co-intuire, vedere ciò che Dio compie nella storia. Nella storia personale e comunitaria.
Il discernimento vocazionale ha bisogno di questo dono. I pastori hanno sogno di questo dono. Il Papa, i vescovi e tutti i sacerdoti hanno bisogno di questo dono.
I papà hanno bisogno di questo dono. Tutti i cattolici hanno bisogno di questo dono, tanto più se operano con ruoli e ministeri di servizio sociale e pubblico.
Ma è un dono delicatissimo che si ottiene e si mantiene nella preghiera e nella devozione; si sorregge nella carità sincera e si alimenta con la catechesi e lo studio umile.
E' un dono di profezia e come tutti i doni di profezia sincera si radica su un cuore umile, obbediente, sottomesso, scarnificato, nascosto.
E' un dono che Simeone ha alimentato ma ha ricevuto in pienezza grazie alla visita della Sacra Famiglia.
Pertanto chiunque si appresti a desiderare la pienezza di questo dono lo chieda a Gesù per l'intercessione dei suoi genitori.
Anzi incontri proprio la Sacra Famiglia nella preghiera se desidera il dono di Scienza.
Perchè Gesù è la Scienza stessa e la sacra famiglia è quella che lo custodisce e lo dona.

Paul

vd Il dono di Scienza
 
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