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Natività di S.Giovanni Battista PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul   
domenica 21 giugno 2009
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naitivita-san-giovanni-battista.jpg O Padre, che hai mandato san Giovanni Battista a preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto, allieta la tua Chiesa con l’abbondanza dei doni dello Spirito, e guidala sulla via della salvezza e della pace.

PRIMA LETTURA
Is 49, 1-6

Dal libro del profeta Isaia
Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all'ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria» .
Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio» .
Ora disse il Signore che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele, poiché ero stato stimato dal Signore e Dio era stato la mia forza mi disse: «E' troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Ma io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra».



SALMO RESPONSORIALE
Sal. 138


Dal grembo di mia madre tu mi hai chiamato.


Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie.


Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere.


Tu mi conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.


SECONDA LETTURA
At 13, 22-26

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Paolo diceva: «Dio suscitò per Israele come re Davide, al quale rese questa testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri.
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d'Israele.
Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciò che voi pensate che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali.
Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata questa parola di salvezza.



CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia.

Tu, bambino, sara chiamato
profeta dell'Altissimo,
precederai il Signore per preparare le sue vie.

Alleluia.


VANGELO
Lc 1, 57-66. 80
Dal Vangelo secondo Luca

Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni» . Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome» . Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome» . Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.


Commento


"Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre."


P. Raniero Cantalamessa nell'introdurre questa festa così dice: "Al posto della XII Domenica del Tempo Ordinario quest'anno si celebra la festa della Natività di S. Giovanni Battista. Si tratta di una festa antichissima risalente al IV secolo. Perché la data del 24 Giugno? Nell'annunciare la nascita di Cristo a Maria l'angelo le dice che Elisabetta sua parente è al sesto mese. Dunque il Battista doveva nascere sei mesi prima di Gesù e in questo modo è rispettata la cronologia (Il 24, anziché il 25 giugno, è dovuto al modo di calcolare degli antichi, non per giorni, ma per Calende, Idi e None). Naturalmente, queste date hanno valore liturgico e simbolico, non storico. Non conosciamo il giorno e l'anno esatti della nascita di Gesù e quindi neppure del Battista. Ma questo cosa cambia? L'importante per la fede è il fatto che è nato, non il quando è nato."

Aggiungiamo: l'importante per noi è che il Battista sia stato amato.
E' la presa di coscienza di questo fatto: Dio mi ha amato, mi "ha tessuto" nel seno di mia madre.
Molto di più e prima dei miei genitori; anzi mi ha amato anche se i miei genitori non mi volevano.
La consapevolezza quotidianamente coltivata dell'amore di Dio per se stessi costituisce tutta l'importanza del Battista e la validità del suo annuncio.

Un annuncio che grida la vita sin da subito per i sordi di ogni tempo, per i ciechi di ogni tempo, per i duri di cuore di ogni tempo.
Per tutti coloro che vogliono ridurre, magari giudiridicamente, la qualità della persona a ciò che è civilmente, produttivamente, sociologicamente.
Non al suo essere, alla sua unicità, alla sua bellezza.
Coloro che piegano la realtà ai loro capricci da adolescenti.
Giovanni Battista è il primo anti-abortista del nuovo testamento perché è figlio della gioia e della vita.
Sussulta a Cristo e alla vita. Non tace, ma esulta "nello Spirito" sin dal grembo di sua madre.
Tutti coloro che sono "pro-life" e non "pro-choice" dovrebbero prenderlo a patrono.

Dio chiama ad essere e da un nome. Cioè Dio da una unicità irripetibile riferita al tuo essere per Lui e per i fratelli.
Chiunque, pur avendo il dono della vita, non si riferisce a Dio e ai fratelli tradisce la sua essenza e il suo ruolo di essere per la vita.
Gridare alla vita dunque non è questione di partigianeria o di religiosità, non è questione di sensibilità politica o etica, ma è rispetto alla realtà tout court.
Vuol dire essere reali, veri, autentici.

Chiunque vive e rema contro la vita coscientemente oppure per omissione e vigliaccheria o per sovvertire l'ordine naturale delle cose, sta bestemmiando la vita in sé; sta bestemmiando il suo essere per Cristo e il sussulto che ha fatto sin dal grembo della propria madre al dito creatore di Dio.
Sta compiendo un cammino involutivo verso l'abbrutimento della propria vita.
Non sta servendo Dio e sta nella via che conduce alla morte eterna.

Noi, invece, che abbiamo ricevuto il dono della fede, che non sostituisce la ragione ma la fortifica contro le sue derive, abbiamo il dovere e il compito, tutto concreto, di fortificarci e fortificare "nello Spirito" e coltivare, anche quando le condizioni sembrano inopportune, il dono della vita.
Non ne va solo della nostra vita e dell'altrui vita. Ne va del rispetto e del timore dovuto a Dio e alla realtà delle cose.
Realtà evidente a chi non ha calpestato dietro le proprie dissoluzioni, ipocrisie, perbenismi, compromessi, il lavoro che Dio ha fatto sin dal seno di nostra madre.

Paul


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Ultimo aggiornamento ( domenica 21 giugno 2009 )
 

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