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Memoria di Sant'Agnese Martire PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul e Francesca   
santa-agnese-vergine-martire.jpg La memoria di Sant'Agnese, vergine e martire ricorre nel calendario liturgico il 21 Gennaio.
Nel 2001, in questo giorno, è stato inaugurata l'inizio dell'attività evangelizzatrice nel web del nostro sito Zammerù Maskil.
Il sito è affidato al patrocinio di Sant' Agnese, San Francesco di Assisi, San Michele Arcangelo, San Giuseppe sposo della Vergine e, naturalmente, alla Vergine Maria Santissima Madre di Dio e madre nostra.

Breve storia di S. Agnese:
Agnese nacque a Roma da genitori cristiani, di una illustre famiglia patrizia, nel III secolo. Quando era ancora dodicenne, scoppiò una persecuzione e molti furono i fedeli che s'abbandonavano alla defezione. Agnese, che aveva deciso di offrire al Signore la sua verginità, fu denunciata come cristiana dal figlio del prefetto di Roma, invaghitosi di lei ma respinto. Fu esposta nuda al Circo Agonale, nei pressi dell'attuale piazza Navona. Un uomo che cercò di avvicinarla cadde morto prima di poterla sfiorare e altrettanto miracolosamente risorse per intercessione della santa. Gettata nel fuoco, questo si estinse per le sue orazioni, fu allora trafitta con colpo di spada alla gola, nel modo con cui si uccidevano gli agnelli. Per questo nell'iconografia è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simboli del candore e del sacrificio. La data della morte non è certa, qualcuno la colloca tra il 249 e il 251 durante la persecuzione voluta dall'imperatore Decio, altri nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano. Continua qui


Liturgia del giorno

Dio onnipotente ed eteno, che scegli le creature miti e deboli per confondere le potenze del mondo, concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo di sant'Agnese vergine e martire, di imitare la sua eroica costanza nella fede.

Prima Lettura  Rm 8, 31b-39

Né morte né vita potrà mai separarci dall'amore di Dio.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello.
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

   

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 125
Chi semina nel pianto, raccoglie nella gioia.

   

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.

Allora si diceva tra i popoli:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro»
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha colmati di gioia.

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri,
come i torrenti del Nègheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà con giubilo.

Nell'andare, se ne va e piange,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo,
portando i suoi covoni. 


Canto al Vangelo  Gv 15,9.5

Alleluia, alleluia.

Rimanete nel mio amore, dice il Signore;
chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto.

Alleluia.

  


  

Vangelo  Mt 13, 44-46

Trovata una perla, vende tutti i suoi averi e la compra.
 
Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo;
un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».


Commento
"poi va, pieno di gioia..".
La vita è il dono più prezioso che ciascuno di noi ha ricevuto. Tutto facciamo per avere e stare di più nella vita.
Dunque perché alcuni fratelli e sorelle l'hanno considerata secondaria e apparentemente "disprezzata"?
Perché S. Agnese ha donato così giovane la sua vita?
Questo perché è Cristo e tutto ciò che viene da Lui.
Per Cristo Gesù tutto viene donato, ri-donato, offerto e considerato secondario.
Tutto pesa poco o nulla davanti al "peso dell'eternità". Qui risiede la gioia. Quella gioia che non sa fermarsi ma muove alla Carità, alla compassione, al dono, all'inventiva nello Spirito, alla pazienza, al perdono, alla forza, alla testimonianza.
Questa gioia muove all'annuncio e all'apologetica. Alla teologia e alla scienza; alla ragione e allo studio.
La gioia è il motore di tutto.
Anzi non solo la gioia che si può ottenere ma soprattutto quella che si può donare al volto di Dio con l'adesione perfetta alla Sua volontà.
Qui risiede la perfezione che cerca la gioia non tanto per ottenerla quanto per donarla a Dio e ai fratelli.
Qui risiede la vocazione all'amore: far-si dono.
Poco importa che si sia missionari su una cattedra, in strada, negli estremi punti della terra, con la parola o il silenzio, con la piena vitalità o la paralisi degli arti.
Quel che conta è la gioia di donar-si.
Come Gesù e per Gesù.
Questo ci dice S. Agnese offrendo la sua giovane vita, come un agnello, mansueto ma fermo nella sapienza di Cristo
 
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