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Festa dell'Esaltazione della santa Croce PDF Stampa E-mail
Scritto da Elena, Paola, Edda   
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Cristo Re del mondo Crocifisso per Amore
O Padre, che hai voluto salvare gli uomini con la Croce del Cristo tuo Figlio, concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero di amore, di godere in cielo i frutti della sua redenzione.

Gv 3, 13-17
Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: «Nessuno è mai salito al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» .
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Commento

"La croce è la chiave d'oro che ci apre al Cielo"

Nel pensiero di Giovanni la croce non è più sofferenza ma la gloria di Dio anticipata.
"Bisogna che sia innalzato" (Gv. 3,14)
Quel bisogna testimonia tutto l'amore e tutta la misericordia di Dio per noi. Un dio che non si da per vinto al "no" dell'uomo e manifesta tutta la potenza dell'amore nella croce del Suo unico Figlio.
Innalzato come un nuovo serpente di bronzo (vd. Num. 21,4-9) diventa guarigione per tutti.
La croce è dunque punto cruciale per dirigere lo sguardo dal basso verso l'alto, dalla terra al Cielo.
Morso dal serpente l'uomo peccatore guarda verso l'alto, verso colui che "si è fatto peccato" per amore ed inchioda sulla croce tutta la miseria umana al fine di riportare in maniera rinnovata l'uomo allo splendore della sua gloria di figlio di Dio.
Bereshit, in principio. Dio ricrea in cristo crocifisso un nuovo e perfetto inizio.
La redenzione procurata da un cadavere? Da un condannato appeso? Quale scandalo!
Gesù aveva pre annunciato questa reazione frutto dell'ignoranza (Mt. 28.31) ma questo "scandalo" era nel disegno di Dio.
Tutta la scrittura parla di questo.
Lo sa bene San Paolo che entra nel vivo del mistero parlando della Sapienza di Dio che va oltre la logica umana.
Gesù appeso al legno della croce ha permesso di inchiodare in peccato nella carne (Rm. 8, 3). in tal modo la sentenza della legge è stata eseguita ma nello stesso tempo, inchiodandola alla croce, ha distrutto la sua supremazia (Col. 2,14) facendo germogliare la legge nuova dell'amore del Padre (Gv. 17).
Sopprimendo le antiche divisioni del peccato ha riconciliato a sé tutto il creato (Sl. 150).
"La pienezza della vita ingoiò la morte, essa fu assorbita dal Corpo di Cristo" (S. Agostino).
Ed è la Luce!
Cristo, Via, Verità e Vita svela così il vero volto di Dio, il volto del Padre.
Un Padre amante e appassionato follemente del destino dell'uomo e di ogni uomo che non disdegna di dare l'unico e più prezioso suo bene: il suo unico Figlio. Come fu in Abramo, figura e anticipazione dell'amore del Padre, anche qui, in maniera perfetta e compiuta si rigenera ogni uomo nella croce.
Così che quel legno un tempo abominio diventa amabile altare dove il vero altare, Cristo Gesù, si dona compiutamente.
Qui il Re canta il suo poema verso la sua sposa redenta dal suo "sì" all'uomo e al Padre.
La croce diventa "cassa di risonanza" perchè il suono "perfetto della ri-creazione" prenda forma e sostanza e diventi "musica" che genera la "sinfonia" dell'uomo nuovo in Cristo.
Sulla Croce la Santissima Trinità si esalta. Padre e Figlio e Spirito Santo sono tutti e tre uno per dare frutti succosi e sanguigni alla sete infinita dell'uomo, per curare ogni miseri, peccato e ferita. Per sanare ogni dubbio e paura.
Per illuminare ogni cecità e scaldare ogni freddo e ogni cuore gelido e indurito.
"Io vi darò un cuore nuovo. porrò in voi uno Spirito nuovo" (Ez. 36,25).
Questa promessa si è compiuta in Cristo sulla croce.
Gesù crocifisso, dunque, educa allo sguardo... quello verso il Cielo.
Quando a Natale guardiamo commossi il piccolo Gesù, quel bimbo tutta dolcezza che ci tende le mani, abbassiamo i nostri occhi perché Lui, il Figlio incarnato, si mostra piccolo e nudo e ci invita a chinarci per discendere umilmente nel costro cuore e ritrovare quel bimbo innocente che abbiamo accantonato e dimenticato seguendo il nostro io, la superbia antica di Adamo. E dopo esserci fatti piccoli con Lui, Egli stesso prende la nostra miseria e la porta sul legno della croce e la inchioda, la vanifica, la annulla.
Ora il nostro sguardo si alza e coglie il mistero di Sapienza nascosto nei secoli eterni.
La morte è vinta da Cristo e il nostro sguardo è guarito.
Grazie Signore, perché con la Tua santa Croce
hai redento il mondo.

Elena, Paola, Edda
 
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