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| Assunzione della Beata Vergine Maria |
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| Scritto da Paul | |
| venerdì 08 agosto 2008 | |
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Prima lettura
Parola di Dio
Salmo responsoriale
Figlie di re stanno tra le tue predilette;
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio,
Con lei le vergini compagne a te sono condotte;
Seconda lettura
Parola di Dio
Acclamazione al Vangelo
Commento "Benedetta tu fra le donne!" Il legame strettissimo tra Maria e Gesù è di natura unica. Probabilmente nessun figlio, anche somaticamente parlando, ha assomigliato di più alla madre di Gesù Signore. Pertanto se vogliamo conoscere Maria, anche andando oltre i tratti estremamente essenziali del Vangelo, lo possiamo fare guardando Gesù. Nell'economia dell'Amore non c'è gelosia e i criteri e le paure nati dalla deriva protestante (e che in certo qual modo non erano neanche di Lutero) sul culto di venerazione particolare che la Chiea dona alla madre di Dio, sin da sempre, sono il prolungamento ineludibile della logica dell'incarnazione. Dio non è geloso e non fa confusione in se stesso ma è ben felice quando una sua creatura aiuta altri fratelli e sorelle ad incontrare Gesù, unico Signore e Salvatore, Mediatore unico ed eterno del Padre. Dio non è geloso, dicevamo, perché rende compartecipi, nella logica dell'incarnazione, altre creature, della mediazione unica del Cristo. Pertanto Dio è ben contento che un fratello o una sorella preghi per noi e ci porti "sul lettuccio" della penitenza e dell'offerta davanti al Padre per Cristo. Nella logica dell'incarnazione tutti sono responsabili di Abele e a tutti e a ciascuno Dio chiede "Dov'è tuo fratello?" Cosa dunque dovremmo dire di Maria; l'intima del Cristo, la credente, criterio e norma del discepolato a Cristo? Lei ha istruito umanamente Gesù con il suo esempio e la sua parola; con l'esortazione e i suoi passi; con timore e tremore confidando del fatto che Dio Padre l'ha adibita a questo ruolo. Ha vissuto il dono e la custodia del dono come una consegna e come tale l'ha coltivata. Se vogliamo capire come Maria "guardava" lo possiamo capire da come Gesù guardava ogni uomo e ogni donna. L'umanità di Gesù ha bevuto dall'umanità di Maria e l'ha portata a compimento in sé nella perfezione che era possibile solo a Lui. Ecco perché imparare da Maria vuol dire imparare anche su Gesù e capire come "custodirlo", come "ascoltarlo", come "stare nella croce e sotto la croce", magari fuori le mura di Gerusalemme. Vuol dire capire come amare la Chiesa e come servirla nell'appartenenza e nel silenzio obbediente. Il legame unico tra Gesù e Maria, legame nella grazia e umano, legame di seno materno e prima ancora di discepolato del "Sì!" non poteva non richiamare Maria al dono dell'Assunzione. Come abbiamo già detto non ci si domandi perché Maria ha avuto questa grazia ma piuttosto come Ella sia rimasta sulla terra tutto quel tempo dopo l'Ascensione al Cielo del Figlio. E anche qui Lei, la sempre ancella, ha dato segno di perfetta obbedienza e di perfetta penitenza. Nell'economia della Sapienza la sua permanenza sulla terra fu, probabilmente, necessaria al fiorire della Cheisa delle origini. Sostegno simbolico e di presenza ma sopratutto di segno unico di "stare" dove Dio la voleva morendo in sé ogni giorno del desiderio di essere in comunione perfetta con il Figlio. Soffrendo dell'ancora della terra e donando questa sofferenza come caparra per la Chiesa delle origini e di ogni tempo. Lei è la regina del "martirio bianco"; infinitamente più doloroso e più fruttuoso di quello ordinariamente cruento. Maria è la donna dello "stare" dove Dio la vuole. Per questo è benedetta tra le donne di ogni tempo e per questo è criterio e norma della feminilità sanata dal peccato e tutta orientata alla grazia. Qui ogni donna, se desidera essere tale, può attingere senza indugio ed imparare da lei "mite e umile di cuore". In questo giorno Dio, che non è geloso, desidera che cantiamo le lodi alla Vergine sempre ancella del Signore e comprendiamo, come Maria ha sempre fatto, a servirlo "in santità e giustizia tutti i nostri giorni" e a comprendere, con radicale ed intimo desiderio, che Dio è la nostra casa e che lo sposo ci attende. Paul vd anche la sezione dele catechesi mariane |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 14 agosto 2008 ) |







