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Ha vinto la Vita!!
Ha vinto la vita, ha
vinto il buon senso, hanno vinto le donne ed ha vinto il rispetto che l'uomo
ha per se stesso. I
risultati si commentano da sé, segno di una democrazia attiva e consapevole.
Vogliamo solo aggiungere che tali risultati dovrebbero non sfiduciare ma
rinnovare la fiducia che la classe politica è chiamata ad avere verso il suo
servizio ai cittadini.
Con la vittoria dell'astensione i cittadini, pur saturi di tanti inutili
teatrini e lungaggini del politichese,
hanno rinnovato la fiducia in una classe politica dirigente e parlamentare
capace di scelte
autentiche a difesa della società e della vita.
Sta ora alla classe politica cogliere questa opportunità in ascolto di ciò che
il risultato referendario ha detto.
Tutto il materiale analitico sui quesiti referendari è consultabile nella
sezione di archivio
qui
Testimonianze utili per il Referendum del 12-13
Giugno 2005
Mi astengo, senza
per questo dover svelare una mia conversione. Rimango fermamente marxista e
non credente ma in onore alla ragione non posso procedere per
binari prestabiliti...
Questa sulla
fecondazione non è una battaglia tra cattolici e laici ma è una sfida della
razionalità... nel desolato e paludoso panorama del pensiero unico, gli
oscurantisti sono oggi coloro che dicono sì.
Sono loro che hanno paura delle battaglie culturali e che devono trovare ad
ogni costo un'etichetta per assopire i loro dubbi.
(Fabio Cavallari, non credente e marxista)
L a
ringrazio per tutto quello che sta facendo a difesa dell’embrione. Sono un
medico dell’Ospedale Policlinico di Milano: noto come nei dibattiti televisivi
si parli di tutto tranne che della natura dell’embrione. Definire cos’è
l’embrione viene prima di tutto (prima della libertà della donna, del
desiderio della coppia, della ricerca eccetera). I pochi che entrano nel
merito della questione danno il loro giudizio più o meno motivato senza mai
tenere conto del fattore tempo. L’embrione è un essere in divenire, la sua
trasformazione è inarrestabile. Molti opinionisti esprimono il loro giudizio
sull’embrione in un determinato istante, paragonandolo in un certo senso a una
foto (è un ammasso di poche cellule, non ci sono ancora i neuroni eccetera).
Ma l’embrione, appunto, è in divenire, non è una foto, è un film. Giudicare un
film da un singolo fotogramma è semplicemente idiota e interrompere un film
dopo il primo fotogramma non ha senso. Quel film è una persona, sei tu, sono
io.
(Anonimo sulle lettere al Direttore de
Il
Foglio)
Oriana
Fallaci: "Qui si torna al nazismo - dice la
giornalista sul Corriere della Sera - Il 12 giugno non userò la scheda
elettorale, e con tutto il cuore mi auguro che l'offensiva fallisca
penosamente"
’Non mi piace questo referendum al quale i
mecenati dei dottor Frankenstein voteranno per semplice partigianeria politica
o miopia morale’ e il 12 giugno ’non usero’ la scheda elettorale, e con tutto
il cuore mi auguro che l’offensiva fallisca miseramente’. In un lungo
intervento sul ’Corriere della Sera’ lo scrive Oriana Fallaci, convinta che
dietro il referendum sulla legge 40 ci sia ’un progetto, anzi un proposito
inaccettabile e terrificante. Il progetto -scrive- di reinventare l’uomo in
laboratorio, trasformarlo in prodotto da vendere come una bistecca o una
bomba’. ’Bando alle chiacchiere e alle ipocrisie -prosegue la Fallaci- Se al
posto di Birkenau e Dachau eccetera ci metti gli Istituti di ricerca gestiti
dalla democrazia, se al posto dei gemelli vivisezionati da Mengele ci metti
gli embrioni umani che dormono nei congelatori, in discorso non cambia’. news
da
www.comitatoscienzaevita.it
Anonimo
da Internet «Da ateo non mi recherò a votare
al prossimo referendum perché come diceva il grande laico Norberto Bobbio:
"non possiamo lasciare ai credenti il privilegio della difesa della vita fin
dal concepimento"».
Anonimo
da Internet, ci scrive Salvatore
«Vorrei dare in questo momento la mia testimonianza:
Tengo
a casa con grande fatica un genitore malato di alzhaimer, oramai giunto ad uno
stato non relazionale a livello verbale da circa due mesi.
E' mia madre che ha cresciuto nove figli, tre concepiti, di cui uno sono io, e
altri 6 in affidamento lungo.
Tre mesi fa mia madre, prima che non fosse più in grado di parlare mi disse
dai suoi 75 anni.. "perché vogliono uccidere le creature per dare
speranze inutili ad un malato? Ma non si vergognano?"
Penso che avesse pienamente ragione.
Questa affermazione, tra l'altro non cercata, ha fatto cambiare la mia
opinione su questo referendum.
Prima volevo votare alcuni si... ora mi si sono aperti gli occhi.
Dopo quell'affermazione fatta dal
mio genitore ho iniziato una ricerca sistematica e sofferta sulle motivazioni
del Referendum in tutti i siti dei promotori e in quelli dell'astensione. Due
sono state le cose che mi sono saltate agli occhi e che mi sono sembrate
altamente stridenti:
1 - che i promotori facessero una
campagna con foto di bambini felici e sani, quando di fatto si accingevano a
fare una selezione;
2 - La seconda, la più sofferta, è
che leggendo molti forum e molti blog sul tema, la questione della vita umana
veniva trattata come un'opinione. Proprio questa questione che io avevo
saltato a piè pari davanti alla sofferenza di mia madre e alla sofferenza che
avevo in casa scegliendo in anticipo i tre si.. mi aprì definitivamente gli
occhi. Se la vita umana veniva questionata come un'opinione qui c'era qualcosa
che non andava in tutti i noi. Si era innestato a livello societario un
meccanismo perverso e tutt'altro che liberale che relegava la questione della
vita umana e dell'embrione ad un opinione e ad una scelta di quorum.
Mi sono detto ma se questa
questione è un'opinione dove stiamo andando? Perché ci stiamo prendendo così
tanto in giro? Ma siamo impazziti?
Si stavamo impazzendo.
E' per questo che la mia opinione
è mutata e credo fermamente, per motivi laici, liberali, societari che
questionare sulla vita e ridurla ad un'opinione è già eugenetica. In questo
caso il fine non giustifica i mezzi.. anzi i mezzi uccidono il fine e la
società.
Non entro più in questi trucchi,
non mi faccio confondere dalla mia sofferenza né da quella degli altri e
quindi mi asterrò decisamente, perché questo referendum non solo è inutile ma
anche dannoso, socialmente dannoso"».
Chiara
Mantovani: "il 12-13 giugno non andrò a votare: perché quando sono diventata
un medico non mi sono impegnata ad esaudire i desideri dei miei pazienti,
bensì a proteggere la loro vita e la loro salute."
Dalle
lettere al Direttore de
Il Foglio:"Sono
un ex membro del consiglio nazionale radicale. Il mio spot per i prossimi
referendum: l’embrione è mio e me lo gestisco io! Io scelgo la libertà,
libertà anche di non andare a votare. Da sempre sostengo la validità del
referendum come momento di democrazia diretta tanto più necessario quando i
temi in discussione riguardano la bioetica e il futuro dell’umanità, perché è
chiaro che la difesa della salute della donna, negli attuali referendum, è
solo strumentale, l’oggetto del contendere essendo il business legato alla
libertà incondizionata di ricerca sugli embrioni con le possibili conseguenze
di clonazione umana/selezione della razza/riserva pezzi di ricambio eccetera.
Una mia proposta ricorrente è per l’abolizione del quorum, ma finché il quorum
esiste la scelta del non voto è giusta e legittima e sarebbe da masochisti non
servirsene (e giustamente dell’astensione e di inviti in tal senso si sono già
serviti in passato numerosi partiti anche quelli che ora gridano allo
scandalo) L’importante però – a mio avviso – è che il fronte dei no si metta
d’accordo: frammentarci sarebbe far vincere il sì. Alcune mie ragioni del no:
la medicina è scienza sperimentale e come tale può sbagliare, la
sperimentazione successiva spesso ha sconfessato quelle che sembravano verità
acquisite, è ora che si faccia un passo indietro, davanti a ragionevoli dubbi
meglio fermarsi a riflettere tanto più che all’estero si procede anche in tal
senso e che comunque la ricerca va avanti comunque, si stoppa solo quella a
rischio (ma all’estero poi che risultati, che valori aggiunti ha prodotto
questa ricerca sulle embrionali?). Per quanto ne so io, penso che i medici in
digiuno possano riprendere tranquillamente a mangiare: la salute di tutti i
malati è tutelata dalla ricerca sulle staminali adulte, le staminali
embrionali hanno in esclusiva, al momento, solo la potenziale clonazione
umana. A mio avviso, poi, non c’è analogia fra il referendum sull’aborto e
questi: quello ha permesso una libertà di scelta alla donna, questi la
toglierebbero, infatti che diritti di scelta avremmo sul destino dei nostri
embrioni in esubero?
Maria Grazia Barbieri, via Internet
Ciao da Paolo e Chiara di Bologna,
viviamo in prima persona proprio
questa situazione discussa nei referendum e quindi vi diamo la nostra breve
testimonianza perchè possa essere utile a smascherare le falsità del fronte
che va contro la Vita (che propone oggi i referendum sulla fecondazione
artificiale, domani ci dovremo aspettare altre subdoli tentativi)...
Infatti sono paralizzato a causa di
una lesione midollare (incidente d'auto) e sono sposato da quasi 7 anni
con Chiara, senza riuscire ad avere figli.
Ebbene, posso testimoniare che non
m'interessano eventuali cure per la guarigione fatte sulla pelle di altri
esseri umani come gli embrioni, e che la ricerca scientifica trova decisamente
più promettente e con meno problemi "tecnici" la sperimentazione sulle cellule staminali adulte e non con quelle embrionali.
Possa anche testimoniare che io e mia
moglie abbiamo intravisto cosa possa significare intraprendere la strada della
fecondazione artificiale e abbiamo capito subito che è una via pubblicizzata
per altri fini e non per "colmare" il desiderio di avere un figlio e ci siamo
rifiutati di pensare ad un passo del genere.
a proposito, come mai e giustamente
nelle adozioni si parla del diritto di un bambino ad avere una famiglia ,
mentre con la fecondazione artificiale si pensa solo ad un presunto diritto di
avere un figlio? e i diritti di questo bambino che si stà "fabbricando" chi ci
pensa (se riesce a sopravvivere alle scarse probabilità di "riuscita" del
processo tecnico...)?
abbiamo avuto modo di conoscere coppie
che l'hanno tentata, una per diverse volte, ogni volta con i medici che
cercavano di far credere che "questa volta" ci fossero sufficienti speranze,
ma inutilmente...
Risultato: lungo periodo di crisi
della coppia con pensieri forti di tentare il suicidio, spesa notevole di
soldi a favore delle cliniche, e ora vivono decisamente più felici dopo che
hanno deciso di non tentare mai più queste tecniche.
Ecco la nostra testimonianza sulla
decisione di NON ANDARE A VOTARE, bensì faremo quel giorno un pellegrinaggio
ad un santuario Mariano, così come suggerito a radio Maria.
Paolo e Chiara, Bologna
( http://www.fattisentire.net/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=604
http://it.geocities.com/billitatini/)
"Non ho esitazioni quando parlo di cura e promozione
della vita nell'esprimere la mia personale convinzione che sia necessario
tutelare l'embrione da irresponsabili manipolazioni. Esiste un limite nella
manipolazione dell'embrione: nell'embrione c'è un progetto di vita e anche
nella dimensione più elementare di vita c'è un principio di umanità che va
tutelato e difeso",
Massimo D'Alema, (Famiglia cristiana, 8
novembre 1998).
"L'embrione non è una cosa, è la radice di un essere
umano e va considerato coerentemente con questa premessa. Sono contrario
alle contrapposizioni ideologiche, ma non tutto quello che si può
tecnicamente fare si può eticamente fare. Per la procreazione assistita
bovini ed equini sono più garantiti dell'essere umano", Luciano
Violante (Corriere della Sera, 28 febbraio 1997).
"La questione posta dal referendum non è una questione
propriamente religiosa, ma etica e razionale. Nel 1976 Giorgio La Pira citava
contro l’aborto un principio dell’antico diritto romano che vale anche oggi
riguardo alla nostra problematica: «Nasciturus pro iam nato habetur», il
nascituro deve essere trattato come uno già nato. Non occorre essere cattolici
per affermare i diritti dell’embrione. Riconoscere il valore dell’essere umano
in qualunque stadio del suo sviluppo spetta alla ragione indipendentemente da
qualsiasi religione, da qualsiasi partito, da qualsiasi schieramento di destra
o di sinistra. È una questione etica che interpella la coscienza e la
responsabilità personale; è una questione di sana e autentica laicità." Mons. Ennio Antonelli (Impegno Referendum)
"Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi
permettono che in alcuni eventi l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa"
(C. Beccaria) http://circololapira.splinder.com/
"Non vado a votare al referendum
perché non ho alcuna voglia di fare un piacere alle multinazionali del
farmaco.
Poiché i disabili e gli handicappati (come Stephen Hawkins) mi stanno
simpatici, non intendo dichiarare loro, votando, che era meglio se non
nascevano.
Mi stanno simpatici anche tutti gli sfigati del mondo, soprattutto i troppo
poveri, i troppo malati, i troppo vecchi, i troppo scalognati, i perdenti, i
falliti e i disperati.
Firmato: Rino Cammilleri."
http://www.rinocammilleri.it
"Commento
di Cristiano, lettore e
Medico, all'articolo di A. Tombolini "Viva l'eugenetica!" (Dal sito
Radicali.it)
Scrive Tombolini: "Uno
degli effetti più devastanti (tanto più devastanti quanto meno appariscenti)
dell'imporsi del male consiste nel sequestrare a sé parole, termini, pezzi di
linguaggio, trasformandoli in tabù che i benpensanti scanseranno
automaticamente e con sussiego, senza pensarci, convinti così, schifando
quelle parole, di farsi immuni dal male che le ha sequestrate."
<..........>
Siamo – liberiamo un altro pezzo di linguaggio sequestrato - per il
miglioramento della specie, perché no? O dovremmo forse militare sul fronte
opposto, quello del “peggioramento” della specie? Non potremmo mai: troppo
amiamo la vita, e amiamo l'uomo."
Questo il commento: Non capisco: che differenza c'è tra praticare una
diagnosi in fase di sviluppo embrionale (per sopprimere in definitiva
l'embrione "venuto male" - il che magari non è neanche certo) e rinchiudere
degli umani in un lager per separare quelli con determinate caratteristiche
somato-psichiche "accettabili" dagli altri che non le possiedono e inviarli
alla camera a gas?
Selezione: significa scelta.
La scelta poi comporta un determinato comportamento: tu si, tu no.
Il no significa la morte.
In effetti quello che i nazisti facevano era proprio la selezione dei minorati
somato-psichici (operazione "Nacht und Nebel") e degli ebrei per eliminarli in
modo da non permettere loro di contaminare la pura razza ariana.
Semmai la differenza tra i minorati e gli embrioni consiste nelle dimensioni
(!) delle vittime, cioè nel periodo della loro vita in cui si attua questo
omicidio eugenetico, non nella sostanza.
Ora, i radicali queste cose dovrebbero saperle, perchè sono evidenti senza
bisogno nemmeno di un commento o di un approfondimento tecnico-scientifico:
quindi, o sono in malafede, o sono imbecilli.
Nascondersi dietro le parole, l'ambiguità dei termini, tracciare sottili
confini semantici privi di una validità scientifica e di una coerenza
etico-ideologica è da vigliacchi incapaci di assumersi in pieno la
responsabilità delle proprie azioni.
L'eugenetica è strettamente legata alla diagnosi prenatale e all'aborto
eugenetico (altro bizantinismo lessicale che cerca di nascondere la selezione
fisica): oggi si parla di eliminare gli embrioni "venuti male", domani verrà
qualcuno che ci spiegherà che anche chi non ha determinati requisiti
fisico-estetici in fin dei conti è venuto "un po' male" e quindi sarà da
sopprimere, poi ci dirà che anche chi non corrisponde a certi valori
ideologici non è proprio un bel prodotto per cui lo si dovrà cancellare......
Già c'è la natura che si occupa di eliminare i prodotti non vitali o
geneticamente sfavoriti per la sopravvivenza attraverso meccanismi selettivi
automatici (es: la maggior parte degli aborti nelle prime 8 settimane) che non
si capisce come sia necessario che anche l'uomo ci metta bocca.
Per cui, nuovamente, perchè questa gente si accanisce in difesa di sedicenti
"diritti" edonistici ignorando (o fingendo di ignorare) che tali pratiche
portano alla legalizzazione dell'omicidio? Senza contare che non tutto ciò che
è legale è etico (vedi l'aborto)? Il diritto di una mamma di avere un figlio
sano e bello non deve ledere il diritto del figlio (nato o nascituro) alla
vita, che tra l'altro è un Diritto Fondamentale Costitutivo della persona
umana, tutelato dalla Costituzione, dal Codice Penale, dal Codice Deontologico
Medico, dalla Carta Europea dei diritti dei malati (25/11/2002) e chi più ne
ha ne metta: ammettere il principio che si possa interferire con una vita
scegliendo di favorirla o impedirla si badi bene per il proprio interesse, non
per quello del titolare del diritto, è una mostruosità giuridica che apre
scenari futuri inquietanti neanche troppo lontani.
E il blaterare dell'eterogerneo gruppo dei radicali, degli scientisti, dei
progressisti a tempo pieno o part-time e dei difensori dei diritti dell'"io"
rispetto a quelli degli "altri" non riesce a nascondere tutta l'inconsistenza
scientifica di una posizione che decide per "decreto"che la vita comincia
dalla nascita, o magari dopo il 180° giorno di gravidanza come dice (!) la
legge 190/1980 (quella dell'aborto, chiamata ipocritamente "Legge per la
tutela della gravidanza e della maternità!) ignorando tutto ciò che viene
prima.
E poi si scopre che magari questa gente si "batte" (e sbatte) contro la pena
di morte, la guerra, anche se si tratta di operazioni di polizia militare o
mantenimento della pace in aree a rischio, che si professa paladina dei
diritti delle minoranze ecc ecc:
e se si spiegasse loro una buona volta per tutte che l'embrione così trattato
è paragonabile a un detenuto nel braccio della morte? o che in fin dei conti
l'embrione "venuto male" appartiene alla "minoranza" degli sfortunati, degli
emarginati, dei disabili e che quindi andrebbe semmai tutelato con maggiore
convinzione?
Chissà se capirebbero....
Cristiano"
Lettera
di un seminatore pentito
"Iniziai a partecipare al programma di fecondazione artificiale perchè avevo
25 anni, ero disoccupato e avevo bisogno di soldi.
Il mio lavoro consisteva in questo (dopo aver fatto accertamenti del mio stato
di buona fecondità): due volte la settimana mi dovevo recare nel laboratorio
indicato, in una fredda camera, su di un lettino o si di una poltroncina, luci
offuscate, dovevo iniziare a masturbarmi. Avevo a disposizione riviste porno,
oppure delle video cassette hard. Finito il tutto dovevo fare attenzione a far
entrare il seme dentro un contenitore, poi uscivo consegnando all'infermiera
il flacone contenente il mio seme.
Andai avanti così per un anno, ma iniziai ad avere delle nausee dovute al
disgusto di quella fredda stanza e dei soliti giornali e delle solite casse,
anche se ovviamente periodicamente cambiavano.
Incontrai un giorno una donna nella sala di attesa, ma capii che aveva
qualcosa che la stava facendo soffrire, non so come ebbi il coraggio o forse
la sfrontatezza di parlarle e le chiesi se ne volesse parlare con me.
Aveva tentato l'inseminazione artificiale, due volte fallita, ed ora stava lì
per tentarne una terza, ma qualcosa non le andava giù.
Aveva fatto esperienza omosessuale e con la sua compagna avevano deciso di
accordo di fare un figlio: la scelta cadde su lei, ma iniziava ad essere
stanca.
Io le raccontai del mio "lavoro", forse volevo farla sorridere, non lo so, ma
le dissi che forse le sarebbe toccato il mio spermatozoo e non so come si finì
per
iniziare ad usare finalmente la ragione.
Dico finalmente, perchè fino ad allora avevo usato solo espedienti di
comodità, ma non avevo mai osato ragionare su cosa facevo.
Parlandone insieme lei mi disse che quanto stavamo facendo aveva dell'assurdo
perchè alla fine dei conti si finiva per unirsi lo stesso, seppur per strade
diverse; ma quanto erano giuste queste strade traverse?
Lei si alzò e mi disse se volevo prendere un gelato: uscire fuori da lì in
quel momento era sembrato ad entrambi l'unica via di fuga.
Continuammo a parlare e non ci accorgemmo che era giunto il tramonto, ma
avevamo capito che quello che stavamo facendo denigrava principalmente la
nostra dignità umana, eravamo usati e usati doppiamente: usati da noi stessi,
usati da una società che pur di volere e di ottenere è pronta a tutto, è
pronta a trovare imbecilli come noi, ingenui o bisognosi, che per danaro
eravamo pronti a privarci della cosa più bella che Qualcuno ci aveva dato:
l'incontro con i sentimenti umani.
Non ero credente, ero il classico cattolico per nascita, ma non avevo mai
frequentato la Chiesa.
Quell'anno era il 2000 e degli amici mi convinsero a partecipare a Tor Vergata
alla Giornata dei Giovani con il papa.
Loro sapevano come mi guadagnavo da vivere, ma non mi dissero nulla, non mi
provocarono mai: accettai l'invito dal momento che ero entrato dentro un
turbine di confusione, di amarezza e di profonda solitudine che tentai perfino
il suicidio: o meglio, non ebbi il coraggio di fare il passo, ma ci pensai
seriamente.
Quella sera il papa tuonò con delle frasi che mi colpirono come delle frecce,
alzava la voce quando diceva: voi non permetterete mai ad una vita di non
nascere, voi così, ecc... disse tanti voi tutti indirizzati alla difesa della
vita, mi sentivo male tanto che dovetti vomitare.
Gli amici pensarano che mi ero fatto, ma non avevo mai fatto uso di
stupefacenti.
Mi aiutarono, addirittura mi pulirono, mi accarezzavano, mi dicevano di stare
tranquillo e se dovevano chiamare i medici.
Gli dissi che non era necessario, che quel che avevo vomitato era tutto il
veleno del mio ateismo.
Poi scoppiai a piangere e dicevo "grazie" a quegli amici che aveva capito che
cosa mi stesse accadendo, mentre il papa continuava a parlare essi mi presero
in braccio e mi sollevavano come un eroe al trionfo, quelli intorno a noi non
capivano, ma sorridevano, ridevano tutti... Dio mio, ho pensato, se questo è
un pezzo di paradiso, ti prego fa che rimanga qui con loro!
Da allora la mia vita è cambiata, ho iniziato ad usare la ragione e capire i
motivi con i quali la Chiesa spiega le sue condanne; oggi sono un attivista
antiabortista, ma non con le manifestazioni di piazza, quelle servono a
confondere la verità: partecipo con la testimonianza della mia conversione e
con la persuasione lenta e graduale verso chi ne ha bisogno, verso chi vuole
capire che la fecondazione artificiale è un attentato contro la dignità umana,
sia maschile che femminile.
Che non si può avere figli per un calcolo che prevede la partecipazione di
terzi che si masturbano per danaro o che comunque (c'è anche chi lo fa
intenzionalmente) lo fanno perchè il loro seme sia propagato.
Un figlio deve venire al mondo perchè voluto, amato attraverso l'affetto dei
genitori che si fondono, si completano in un amplesso che raggiungendo
l'apice, sprigiona la nuova vita.
Gli sterili possono ricorrere a cure, ma possono anche adottare, ma devono
capire che il volere a tutti i costi è un puro egoismo, ed è anche la morte di
migliaia di embrioni fino a quando quello giusto attecchirà.
Non si hanno solo diritti, la Società è sana se prima di tutto vive il dovere
di rispettare la dignità di tutti.
Ad iniziare dalla dignità di un embrione, dalla dignità di uno spermatozoo che
non può essere sollecitato attraverso una masturbazione per dare una vita
umana.
E' un controsenso, è la fine della Società umana".
(fonte: "Strategie e sicurezze nel XXI secolo" quaderni di cultura
geopolitica e di etica-morale. Liberal Risk n.6 Aprile 2005)

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