Referendum sulla Fecondazione Assistita del 12-13 Giugno 2005 Guida ai quesiti referendari e riflessioni

home     riflessioni      pillole     siti utili     volantini      news      testimonianze     movie     archivio

Riflessioni utili a favore dell'astensione al Referendum del 12-13 Giugno 2005

Il Principio della gradualità

e non la gradualità del principio

Ciò che dovrebbe essere ovvio da un punto di vista non solo religioso ma innanzitutto laico purtroppo non lo è affatto.

Questa confusione nelle intenzioni e nella prassi è fonte di quel relativismo etico in cui tutti siamo immersi pilotato da una cultura mass-mediale in mano ai venditori di ogni prodotto.

Se per esempio io compio un omicidio, potrei avere delle attenuanti, delle circostanze di cui tenere conto, ecc, per una corretta valutazione dei fatti, ma, sempre, oggettivamente, omicidio sarebbe.

La legge per l'uomo, per natura propria, si basa su questo assunto etico oggettivo che il principio rimane tale in ogni circostanza e che la violazione del medesimo può comportare una pena "calibrata" in base alle circostanze. Se invece io dicessi che uccidere un uomo in alcune circostanze non è omicidio non potrei sostenere oggettivamente nessuna legge perché il principio etico su cui si fonda la legge verrebbe a cadere. Questo non solo ingenera caos ma anche una contro-risposta legittima di obiezione davanti al principio oggettivo che sopprimere vita umana è omicidio.

San Tommaso, tanto bistrattato dai promotori del referendum in questa campagna della menzogna, ci ricordava infatti che la "lex injusta non obbligat".. infatti la legge ingiusta non è, per così dire, legge in se stessa anche se viene promulgata da uno stato o da un consenso.

E' proprio grazie a questo principio che i nostri padri hanno combattuto battaglie giuste a favore della dignità e della libertà dell'uomo e alla conservazione onesta del tessuto sociale.

Il fine della legge è proprio il rispetto dell'uomo, sin dalla vita nascente al suo tramonto, e non quello di permettergli una libertà che lede altre libertà o altri diritti.

Se astraiamo il concetto di libertà dal fine del rispetto dell'altrui diritto non otteniamo una libertà e una liberazione ma un sopruso condito da delirio di onnipotenza.

Questo è quello che fanno, in maniera menzognera, i promotori del referendum, cioè proporre un modello di civiltà illegale ed ingiusto minando le condizioni primarie della vita.

Sostenendo capillarmente la "gradualità del principio" e non il "principio della gradualità" inseriscono il principio stesso in balia dell'emotivo, del "sentire", dei capricci e degli interessi microscopici e macroscopici.

Il "principio di gradualità" invece sottintende che il principio, per quanto difficile, talvolta, da attuarsi, è, non solo orizzonte verso cui dirigersi ma saldo punto di partenza da cui iniziare a crescere.

E' questa infatti la regola base di ogni principio educativo. Il principio per natura propria non può essere "condito" nel suo fondamento di gradualità ma solo nella sua acquisizione interiore.  Sta a tutti noi internalizzarlo esistenzialmente e renderlo digeribile a noi stessi e ai fratelli e alle sorelle.. questo è infatti il "principio di gradualità".

Una legge che pone dei limiti chiari nella custodia della vita non impone nulla ma aiuta l'uomo a dirigersi verso il suo rispetto e la sua tutela. Se invece noi ci basiamo solo sulla buona volontà esclusiva dei singoli rischiamo di spostare continuamente l'asse dell'autodisciplina che ci diamo, spostando per così dire il principio ad uso e consumo del nostro tornaconto personale, per quanto, talvolta, possa essere nobile. Desideriamo trattare gli altri da responsabili mentre siamo stati verso noi stessi e verso gli altri solo degli incoscienti e dei folli.

I promotori del referendum dimostrano con questa campagna innanzitutto di essere dei pessimi educatori di loro stessi oltre che del vivere civile... mettono, in sostanza, nella società civile i veleni dell'anarchia e quindi di una futura dittatura come ampiamente i nostri padri hanno sperimentato nel corso della storia a partire dal pensiero pre-socratico.

Se invece il principio, e nella fattispecie quello riguardante la salvaguardia della vita umana, rimane saldo e garantito dalla legge ci si avvia man mano verso una fecondità civile ed un rispetto dell'altrui libertà fondamento libero di ogni società civile.

Una posizione, quella dei sostenitori del referendum, che va a braccetto sia con il comunismo che con il liberalismo capitalista.

Infatti sia nel comunismo che nel liberalismo capitalista c'è un assunto e un a-priori che decide sul singolo, sia esso lo stato o sia esso il mercato.

La posizione liberale e laica preclude invece che i principi che l'uomo ha scoperto dentro e fuori di sé con tanta faticosa autocoscienza non siano violati né da soprusi, né da demagogie, né da mercato, né da sentimentalismo, né da manipolazione massmediale, né da uno stato totalitario che sposta l'asse del principio della vita e della famiglia secondo i propri interessi.

In entrambi i casi, sia nel principio comunista che nel principio del liberalismo capitalista, si cerca di fare della vita, dell'embrione, e della famiglia un bene di consumo.

Proprio qui, nella "cosificazione" della vita, ci vogliono portare i promotori del referendum.

 

Tale confusione colpisce anche alcuni cattolici.

Tra coloro che si avvicinano alla problematica referendaria possiamo notare alcuni di loro che hanno scelto di votare "si".

Questo non è solo un male grave che la persona compie sotto il profilo dell'etica cristiana ma innanzitutto una pre-comprensione errata su questa questione in cui i principi della vita non vanno messi in discussione.

Alcuni di loro voteranno "si" solo perché la Chiesa ha consigliato l'astensione. Sarebbe opportuno che costoro, meritevoli di frequentare l'asilo nido più che la vita adulta, si chiedano quale Cristo e quale Chiesa conoscono.

Anche coloro che andranno a votare "no" per scrupolo elettorale o personale non rispettano un principio etico basilare che davanti alla sollecitazione iniqua dei sovvertitori referendari del principio di legalità del rispetto della vita umana cadono nel tranello di appoggiare, almeno in quorum, una campagna che neanche doveva esserci.

Siamo, in questo, in totale disaccordo con l'onorevole Rosy Bindi che secondo noi ha compiuto un doppio errore.

Il primo nel dire appena promulgata la legge che essa era in certo qual modo una "cattiva" legge. Affermazione inutile perché non esiste in materia così delicata una legge perfetta ma soprattutto perché ha prestato il fianco ai referendari che già avevano in mente di partire con una campagna mentre la legge stava per essere promulgata.

La seconda perché confonde il dovere dialogico, che tutti abbiamo, di discutere e migliorare una legge che affronta queste tematiche delicatissime, con la modalità diffamatoria improntata dai referendari.

Diffamatoria perché insultante all'inizio e buonista in un secondo tempo.

Peccato per l'onorevole Bindi, perché lei stessa ha affermato più volte di conoscere la dottrina sociale della Chiesa... ma qui la lacuna è ancora a monte: sulla capacità dialogica e politica di scegliere il momento adatto per riflettere su temi senza insulti e risse e con il desiderio comune del rispetto del diritto e della vita umana. Questo tetto minimo di attenzione comporta una sensibilità sociale e politica minima che, ci dispiace, all'onorevole Bindi, questa volta, è mancata totalmente.

Tra i cattolici confusi ci sono altri che voteranno "si" perché pur avendo personalmente valori naturali e/o cattolici non vogliono imporre ad altri il proprio pensiero.

Anche costoro, confusi e/o opportunisti, non fanno che sostenere a monte la gradualità del principio e non il principio della gradualità... sembrano non conoscere i "fondamenta" essenziale di una società civile e liberale.

E' come se io dicessi: "non uccido nessuno per convinzioni personali".. "ma non ti impedirò di uccidere altri esseri viventi". Veramente non si capisce che sottostrato civico e morale abbiano codesti personaggi.

Altri ancora si asterranno al voto "perché la Chiesa ha detto così".. ma lo fanno obtorto collo (forse influenzati da ciò che ha detto a questo proposito la Bindi della CEI) non per convinzione e perché ritengano che la Chiesa ha fatto un intervento legittimo, civile e profetico ma per inerzia e con scarso "sensu ecclesiæ".

Anche loro, come la Bindi, sotto sotto pensano che la Chiesa doveva proporre solo linee morali e non linee di orientamento.

Costoro, per carità, fanno benissimo ad astenersi ma farebbero ancor meglio a capire come vivono il loro essere Chiesa e il loro essere nel mondo.

Costoro forse pensano che il cristianesimo sia un affare privato e di coscienza e non una speranza che si fa carne e speranza nella storia.

Noi chiediamo

a tutti gli uomini di buona volontà,

credenti e non credenti,

di ogni confessione e credo,

di astenersi attivamente

al Referendum del 12 - 13 Giugno

come forma più efficace per continuare nella storia quella battaglia di civiltà che ha fatto la dignità del popolo umano contro ogni schiavitù, barbarie e negazione della dignità fondamentale di ogni vita umana.

L'Astensione per la vita è non solo un'affermazione di civiltà ma anche un legame forte e trans-storico con tutte quelle battaglie che i nostri padri per rispetto dell'uomo e della donna, dal più debole al più povero ha compiuto nei secoli.

Ogni volta che si affronta una tale battaglia per la vita è come se si partorisse di nuovo se stessi e tutto il genere umano.

E' dunque presa di coscienza faticosa

ma indispensabile perché l'uomo sia se stesso

e aiuti altri ad esserlo.

 

Paul Freeman

www.zammerumaskil.com

 

vd anche

"il dissenso laico"

da il Foglio

 

La Legge 40 mette

in discussione la 194?

explicatio terminorum

I vivisezionisti del Referendum, in pratica quelli che vogliono a tutti i costi vincere più per motivi di visibilità politica che per vero interesse della ricerca e della vita delle famiglie sono oramai sostenitori che la vittoria dell’astensione, anzi la “furba” vittoria dell’astensione – come direbbero – sia il preludio alla messa in discussione della 194.

Con a capo i Radicali e la Prestigiacomo si vuole portare avanti la battaglia per il voto a favore della donna; così dicono.

Purtroppo come tutti i vivisezionisti fanno un analisi perdendo una visione d’insieme e sostanziale che invece è necessaria.

Cari promotori del referendum qui non è in gioco la 194 ma piuttosto il modo di intendere la 194. Anzi il modo di intendere la vita!

Sia ben chiaro la 194 è una legge incostituzionale e omicida e a noi non piace ma se vogliamo ragionare veramente, i primi ad abrogarla nei fatti e nei modi siete stati voi non interpretandola correttamente secondo il faticoso senso costituzionale che essa aveva, trasformandola, di fatto, con le vostre campagne, in un diritto onnipotente, delirante, adolescenziale in una interruzione della vita pro comodo.

La legge 40 non elimina la 194 ma fa risaltare ciò che è sempre stato evidente, anche alla 194 stessa, e cioè che il concepito ha dei diritti giuridici che in conflitto d'interessi, altamente probanti, prevale il diritto della madre su quello del bambino.

Per etimologia e per discorso parlare di conflitto di interessi significa che il bambino ha a tutti gli effetti dei diritti. Con la vittoria dei sì non solo si renderebbe "una cosa" il concepito ma si andrebbe in conflitto costituzionale con la legge 194 che invece riconosce i diritti del concepito.

I diritti del concepito sono quelli che il diritto liberale e positivo riconosce ad ogni vita umana.

Cioè il diritto alla vita. Già la vita è calpestata con l'eufemismo dell'extrema ratio con la 194 figuriamoci con la vittoria dei "si".

Con la vittoria dei sì viene a cadere il riconoscimento basilare di questi diritti e viene dunque disattesa la 194.

Chiamiamo le cose con il loro nome dunque.

Il principio della chiarezza etimologica e relazionale, proprio quella che è volutamente mancata ai promotori del referendum mossi dalla tecnica di vendita romanesca del “chi mena per primo mena ‘du volte!”, ebbene tale chiarezza esige che la vita umana vada tutelata e non gestita e manipolata e che gestire e manipolare significa selezionare.

L'eugenetica è eugenetica anche se mossa da nobilissime intenzioni!

 

La 194 fu il frutto difficilissimo di tutela del concepito ma anche della fatica, vera, reale, della madre, nel portare avanti la gravidanza. Il risultato è un impossibile equilibrio tra conflitto di diritti (quello della madre e del bambino) che non ha alcun buon senso. 

La legge 40 non elimina questa coscienza  (imperfetta e dannosa eticamente e giuridicamente) ma la ri-significa alla luce dell’autocoscienza personalistica, psicologica e scientifica che l’uomo ha acquisito in questi anni. Negare questa autocoscienza significa negare il progresso dell’uomo verso la civiltà e significa al contempo conservare la 194 senza rispettare la sua intima natura legislativa e costituzionale ma interpretarla secondo una mentalità distruttiva per la donna e per il concepito.

Fa tristezza pensare che proprio alcune donne, confuse e mono-tematiche, con paraocchi tipici dei cavalli da corsa non ascoltino e non si ascoltino ma prese da una febbricitante brama di “possedere” e non di essere si dimentichino chi sono e chi è il figlio che viene concepito nel loro cuore e nel loro seno.

Fa dispiacere notare che ci sia una contro-cultura utilitaristica che enfatizza la ricerca scientifica senza tenere conto delle acquisizioni di autocoscienza che l'umanità ha maturato sia a livello scientifico che personalistico.

 

C’è infatti una misoginia tutta al femminile altrettanto, se non ancor più dannosa di quella maschile e cioè il desiderio che tutta la realtà sia non ciò che essa è ma ciò che il mio desiderio vuole che essa sia, è una forma larvale e diffusa di misantropia che comporta oltre che un inutile battaglia tra i sessi e i ruoli, non l’affermazione di una pari opportunità ma l’affermazione di un delirio di onnipotenza che ha spostato l’asse dal maschile al femminile.

Tale spostamento d’asse ha come risultato il dissolvimento sociale che è quello che, a quanto pare, desiderano anche coscientemente i promotori del referendum.

In sostanza dietro la cattiva interpretazione della 194 sta una misantropia radicale, dietro ai si del referendum sta una misantropia istituzionalizzata.

Chiamiamo dunque le cose con il proprio nome!

 

I promotori del referendum stanno mettendo le basi per una misantropia legale, camuffata da perbenismo, da fecondità e da "apertura" alla ricerca scientifica, che è dannosa quanto una misoginia e che è il preludio ad una effetto boomerang distruttivo a livello sociale senza pari.

Il vangelo e la chiesa non sono per natura né misogini né misantropi, perché maschio e femmina Dio li creò... e perché la gloria di Dio è l'uomo vivente, non l'uomo sano!

“Cari” promotori del referendum non cavalcate dunque l’onda emotiva della 194 siete voi i primi a disattenderla e a non amare la donna è il suo futuro.

Siete voi i primi che avete trasformato un conflitto di interessi in una diseducazione alla maternità e alla vita.

Siete voi i primi che non avete amato la donna.

Siete voi i primi che avete dato voce ad un conflitto di interessi omicida.

Se la misoginia ha portato socialmente al femminismo con pro e contro, beni ed eccessi; la misantropia porterà ad un maschilismo con tutti i suoi contro effetti con risultato di non amare veramente la donna: è solo questione di tempo!

Da donna a donna, convertitevi e ascoltate il profondo di voi stesse...

Prima che sia troppo tardi.

 

Francesca Freeman

www.zammerumaskil.com

 

vd anche

http://www.zammerumaskil.com/politica/

riflessione di Paolo Aragona

&

La 194 come spavento ma da lì c'è un salto

di Lucetta Scaraffia su Impegno Referendum


 

Nell'imminenza del Referendum

del 12 - 13 Giugno 2005

 

In queste ultime settimane, quando ormai manca meno di un mese alla data dei referendum abrogativi del 12 e 13 giugno, le posizioni di chi sostiene la legge e di chi invece la vuole abrogare si confermano distantissime.
Paradossale è che per non affrontare i veri temi in prospettive oneste, gli scienziati si sono messi a fare i filosofi e qualche volta i teologi (vedi ad esempio Umberto Veronesi sul Corriere del 15 maggio scorso) mentre hanno lasciato che le falsità o i paradossi scientifici fossero dichiarati dai politici o da qualche filosofo (vedi l’articolo di Giuliano Amato, sempre sul Corriere dell’ 11 aprile a proposito della realtà del pre-embrione).
Questo, a mio parere, la dice lunga sulle reali intenzioni del fronte del sì, quel fronte anti-proibizionista che a più riprese ha demolito valori e riferimenti che tenevano in piedi, pur con tutte le sue contraddizioni, una società adulta e non una collettività adolescenziale ed emotiva come quella nella quale stiamo costringendo a vivere i nostri figli, con la pretesa poi che vengano su forti e saldi.
Dunque, in questa galassia ambientalista tanto adoratrice della dea Gaia quanto demolitrice della dignità umana, il fondamento è proprio nel non fondarsi su alcuna etica della persona. Non potendo dimostrare biologicamente in alcun modo che l’embrione non è vita umana, non potendo negare filosoficamente che lo sviluppo di tale vita è in una continuità deframmentata, in un fluire ininterrotto di tempo e di materia, ci si arrampica su false soluzioni e falsi slogan. Si stabilisce ad esempio, in maniera del tutto arbitraria, il quando l’embrione comincia ad avere sembianze e parvenza di dignità umana (dopo il primo trimestre di gravidanza secondo la 194; dopo la nascita della stria primitiva del sistema nervoso, fino a qualche tempo fa; dopo i primi 5 giorni, periodo nel quale si possono prelevare, senza fare danno a un “inesistente” - come lo ha definito Sartori - le cellule staminali, in questa campagna referendaria). Così come si fa costante riferimento alla tutela della salute della donna, negando ciò che è da anni evidente nella procedura della fecondazione assistita e cioè che la salute della donna ne risulta fortemente a rischio. Così come si invoca il diritto alla ricerca quando la ricerca sta sperimentando metodi alternativi e rispettosi di tutte le parti in gioco, questo al solo scopo di aprire  la porta per una clonazione terapeutica che introduca all’illusione di una vita biologica eterna e all’insegna della buona salute, alla faccia dei più deboli.

Quale la regola che vige dunque in tale confusionario contesto? Sembra prevalere proprio la regola del comodo, dell’utile, del minor impegno a dispetto e detrimento della categoria del giusto, che non viene neanche più considerata tale. Il giusto è relativo ed è relativo non solo al soggetto, che già sarebbe - ed è - un vero problema per la coesistenza sociale, ma addirittura al soggetto in contesti e finalità differenti. Per parlar chiaro: quello che è giusto per me oggi in tale situazione, potrebbe non esserlo per me domani quando cambiano le mie prospettive e i miei bisogni. E questo non in merito a questioni di poco conto - che so su una regola del campionato di calcio - ma sul senso e le finalità ultime dell’esistenza dell’uomo! Come non vedere in ciò un ritorno al drammatico passato che già più volte nella storia dell’umanità ha prodotto, per ragioni allo stesso modo superficiali e di comodo, la tratta degli schiavi, le stragi degli innocenti e i campi di sterminio?
 

Paolo Aragona

www.paoloaragona.com

 

 

 

Ha vinto la Vita!!

Ha vinto la vita, ha vinto il buon senso, hanno vinto le donne ed ha vinto il rispetto che l'uomo ha per se stesso.

I risultati si commentano da sé, segno di una democrazia attiva e consapevole.

Vogliamo solo aggiungere che tali risultati dovrebbero non sfiduciare ma rinnovare la fiducia che la classe politica è chiamata ad avere verso il suo servizio ai cittadini.

Con la vittoria dell'astensione i cittadini, pur saturi di tanti inutili teatrini e lungaggini del politichese,

hanno rinnovato la fiducia in una classe politica dirigente e parlamentare

capace di scelte autentiche a difesa della società e della vita.

Sta ora alla classe politica cogliere questa opportunità in ascolto di ciò che il risultato referendario ha detto.

Tutto il materiale analitico sui quesiti referendari è consultabile nella sezione di archivio qui

 

 

Chiediamo a tutti i credenti e gli amanti della vita di astenersi il 12-13 giugno e di dedicare la giornata alla preghiera

¤ Preghiera ecumenica ed interreligiosa al Dio della Vita ¤

 

Riflessioni utili

 

 Siti utili

  Documenti

 

ha vinto la vita!!

 

 

 

Sito dedicato a Giovanni Paolo II che nel Suo Magistero e nella Sua testimonianza apostolica è stato spesso profeta inascoltato della vita

Sito in supporto al sito Adotta un Politico e gemellato con www.zammerumaskil.com

 

 

  made it by Paul Freeman Team sDg may 2005 - All images,  text Right Reserved ©