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Referendum sulla Fecondazione Assistita del 12-13 Giugno 2005 Guida ai quesiti referendari home riflessioni pillole siti utili volantini news testimonianze movie archivio |
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Guida ragionata ai quesiti del Referendum sulla Fecondazione Assistita del 12-13 Giugno 2005 I titoli ufficiali della legge in oggetto di Referendum (qui l'intero testo della legge) 1 - Limite alla Ricerca clinica e sperimentale sugli Embrioni (cap. IV, art. 13; cap. VI) 2 - Norme sui limiti all'accesso (cap. VI, art.14) 3 - Norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all'accesso (cap. VI) 4 - Divieto di fecondazione Eterologa (cap. II, art. 4 comma 3)
Le "ragioni" slogan dei promotori del Referendum 1 - Per consentire nuove cure per malattie come l'Alzheimer, il Parkinson, le Sclerosi, il Diabete, le Cardiopatie, i Tumori 2 - Per la tutela della salute della donna 3 - Per l'autodeterminazione e la tutela della salute della donna 4 - Per la fecondazione Eterologa
Guida alle vere domande e ragioni dietro i quesiti dei promotori del Referendum
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Guida 1° Quesito del Referendum Il primo quesito, ad esempio, porta questa intestazione: “Per consentire nuove cure per l’Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori”. Chi, di fronte ad una simile promessa, si ritrarrebbe? Eppure, l’inganno c’è, ed è di dimensioni colossali. Perché la “promessa” referendaria riguarda presunte terapie ottenibili mediante la distruzione di embrioni umani, per ricavarne cellule staminali.
La grande bugia scientifica è che le cellule staminali embrionali sono una via promettente per trovare le cure indicate dal referendum: non esiste un solo studio attendibile sull’uomo che riporti risultati positivi per questa via, mentre esistono studi sull’animale che dicono il contrario, cioè che le cellule staminali embrionali sono poco governabili e altamente tumorigene. Al contrario, la letteratura è ricca di successi ottenuti con le cellule staminali “adulte”, reperibili nel sangue del cordone ombelicale fetale, nel midollo osseo, nel fegato, nel pancreas, nel cervello, nelle cornee, nei denti, nelle orecchie, nel tessuto adiposo…
Le cellule staminali adulte sono il futuro della ricerca, e sono moralmente lecite perché non richiedono la soppressione di embrioni. Infatti, anche se in un ipotetico futuro le cellule staminali embrionali si rivelassero “utili”, rimarrebbe il grave problema etico: non possiamo uccidere esseri umani – gli embrioni – per salvarne (forse) altri. La ricerca sull’embrione è già consentita dalla legge 40 (art. 13, c. 2), purché non danneggi l’embrione stesso, come richiede ogni sperimentazione su soggetti umani. Ogni vita umana, infatti, ha lo stesso valore e la stessa dignità, qualunque siano le sue condizioni: età, salute, razza, colore, intelligenza, forza, bellezza. Non possiamo dunque sostenere che la vita dell’embrione umano, solo perché più debole, vale di meno e può essere “sacrificata” per la ricerca. Come suonerebbe il referendum se la sua intestazione fosse: “Per la distruzione di esseri umani allo stadio embrionale a fini di studio”? O dovremmo piuttosto dire “a fini di lucro”?
I referendaristi puntano sulla commozione emotiva e non sulle ragioni oggettive di mente e cuore... per questo nel loro impianto teoretico devono negare l'evidenza della dignità dell'Embrione altrimenti incorrerebbero nel controsenso, purtroppo reale di uccidere alcuni per dare "forse" vita ad altri. Ma l'importante, e questo è triste per chi vorrebbe capirne di più, prima aggrediscono e poi fanno i "teneri". Insomma sembrano volere dire a coloro che vogliono sostenere la legge: "ma siete così cattivi.. così disumani, da non voler dare una speranza ai tanti malati di.. Talassemia, Alzheimer; siete così "cattivi" da non riconoscere il diritto di un figlio ad una coppia?" "Parlate con qualche malato e con qualche coppia che ha problemi di malattie genetiche o di sterilità.. come fate ad essere così crudeli!" E' purtroppo una tecnica di vendita. Non perché tra i promotori non ci sia chi in buona fede cerca di dare una speranza ai malati e di volere bene a chi desidera un figlio, anzi siamo sicuri che tra i promotori siano la maggioranza... ma piuttosto perché i promotori originari del referendum, ricorrendo sin dall'inizio ad un linguaggio scorretto e offensivo e continuando con un atteggiamento manipolatorio tradiscono le loro intenzioni. La speranza, infatti, alimentata in questo modo diventa un forte incentivo elettorale. (qui)
Noi che proponiamo l'astensione siamo i primi a vivere situazioni difficili e talvolta ai confini dell'umanità ma cerchiamo di chiamare le cose con il loro nome e non facciamo del nostro desiderio un imperativo commovente. (qui & qui) Questo perché il desiderio di nessuno si può ergere a diritto manipolatorio e selettivo della e sulla vita umana; anche a costo di vivere, sulla nostra pelle, come spesso accade, una malattia grave o una situazione di infertilità. Questa adesione alla realtà e al rispetto della vita umana non è di matrice cattolica, ma razionale e profondamente laica.
Se infatti il referendum fosse posto correttamente e onestamente dai promotori avrebbe la seguente affermazione: "vorreste voi uccidere alcuni, deboli ed indifesi che non sono adulti formati, affinché alcuni adulti malati - forse, poiché non possediamo una certezza scientifica ma una speranza, cioè una fede scientifica - possano, non immediatamente, ma in un futuro lontano, guarire? Vorreste voi in nome della ricerca scientifica sopprimere e usare il più debole? Pensate voi che il prezzo della libera ricerca valga la soppressione della vita umana? Vuoi tu legittimare una mentalità selettiva del genere umano che in futuro potrebbe interessare anche gli adulti "deboli"?"
Chi vota "sì" si fa complice di questa mentalità omicida e non aiuta una efficace e mirata ricerca alle terribili malattie di cui sopra. Chi vota "no" legittima la mobilità inutile del referendum e i suoi costi e quindi le casse dei referendaristi. Tu non andare a votare al Referendum del 12 - 13 Giugno e sosterrai il più debole, dando voce a chi non ne ha. Sosterrai il diritto sia dell'embrione che del malato. |
Guida 2° Quesito del Referendum Il secondo quesito si dichiara “Per la tutela della salute delle donne”. I referendari chiedono di revocare il limite massimo di tre embrioni da produrre e trasferire in utero, previsto dalla legge 40, sostenendo che in tal modo le donne avrebbero maggiori possibilità di ottenere il figlio desiderato, senza sottoporsi a nuovi e continui cicli di fecondazione. Anche qui, non si ammette un dato di fatto, e cioè che le donne sono meglio tutelate dalla legge 40 di quanto non fossero in passato, o di quanto non sarebbero se il referendum passasse.
Dovendo produrre al massimo tre ovuli, infatti, si riduce proporzionalmente la necessità di ricorrere a pesanti stimolazioni ovariche per indurre farmacologicamente l’ovulazione, con i rischi gravi – a volte letali – per la donna che tale stimolazione comporta, spesso imprudentemente sottovalutati. Inoltre, ad una massiccia produzione di ovuli si accompagna generalmente una scarsa qualità degli ovuli stessi, buona parte dei quali vanno scartati o espongono ad un maggior pericolo di patologie il concepito. Trasferire tre embrioni, poi, offre la maggior percentuale di garanzie di “bambini in braccio”. Oltre, le statistiche dicono che non aumenta più il numero delle nascite, ma solo quello delle morti embrionali o fetali, e le complicazioni della gravidanza.
Anche in questo caso, dunque, le regole poste dalla legge 40 contribuiscono a rendere un po’ più simile alla generazione naturale, e quindi un po’ meno traumatica, la fecondazione artificiale per le donne, prima usate quasi come le cavie animali su cui si sono esplorate, per molti anni, le potenzialità della fecondazione in vitro, ottimizzando e potenziando la riproduzione a scopo di mercato.
Questo quesito contiene un altro punto decisivo, ovvero l’abolizione del divieto di eseguire la diagnosi preimplantatoria. All’inizio sembrava ovvio: la fecondazione artificiale è per chi è colpito dalla sofferenza della sterilità. Ma ora il quadro sta cambiando, o forse è già cambiato: si vuole utilizzare le pratiche per scegliere le caratteristiche del figlio, per ora in negativo (non avere alcune malattie), un giorno non lontano forse in positivo (avere le caratteristiche desiderate). Stiamo passando dunque dal desiderio del figlio al figlio del desiderio, dalla logica del dono alla logica della selezione umana. Infatti, specularmene alla volontà di scegliere i figli sani, c’è la volontà di eliminare i figli malati
Al di là del fatto che la diagnosi preimpianto non offre garanzie di salute dell’embrione, che presenta un consistente numero di falsi negativi, che causa comunque (qualunque sia lo stato di salute) la morte di molti concepiti per il suo grado di invasività, c’è un’evidenza inquietante: tale diagnosi rappresenta il punto più basso di una mentalità eugenetica ancora drammaticamente viva.
Leggi anche qui
Se infatti il referendum fosse posto correttamente e onestamente dai promotori avrebbe la seguente affermazione: "vorreste voi non tutelare la salute della donna ma piuttosto i suoi desideri e, falsamente quelli dell'uomo, che si orientano nel possedere o nel non possedere un figlio più che di riceverlo entrambi in custodia come un dono della vita? Volete voi pianificare una selezione che decida chi debba vivere e chi no?"
Chi vota "sì" non vuole il bene della donna trattando la donna come una "fabbrica" multipla di stimolazioni innaturali e nello stesso tempo legittima che il desiderio diventi un diritto e non la scelta matura di un dono da accogliere. In sostanza convalida quella mentalità anti-sociale che ha spinto l'uomo e la donna nel considerare la 194 non una legge di tutela ma una legge anticoncezionale e cioè manipolativa sia del bambino che della madre. Si fa dunque della manipolabilità un diritto e del delirio di onnipotenza una virtù. Chi vota "no" legittima la mobilità inutile di tutta la campagna referendaria e i suoi costi e quindi le casse dei referendaristi. Tu non andare a votare al Referendum del 12 - 13 Giugno e regalerai alla donna la possibilità di essere sempre più se stessa nel rispetto della sua natura e della sua chiamata alla maternità. |
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Guida 3° Quesito del Referendum Il terzo quesito: "per l'autodeterminazione e la tutela della salute della donna.." è identico al primo, con in più la cancellazione dei diritti del concepito sanciti dall’articolo 1, scomodo perché rende ragione di tutte le misure a difesa del concepito disseminate nella legge 40.
Non ci sono contraddizioni con la legge 194 se non nel caso che si intenda la legge 194 come una legittimazione anticoncezionale e quindi in linea distante dalle indicazioni della 194 stessa. (qui) "Non siamo noi a conferire la dignità di essere umano. Ce l’ha per il fatto di esistere. Alla società spetta il dovere di tutelarlo e non stabilire se possa vivere o no." Per questo uno dei leader radicali parla di bestemmia se si dice che l'Embrione è (perché lo è in realtà) una persona. Sa bene che affermare la verità delle cose ridimensionerebbe ogni sua campagna contro la vita.. curioso che usi il termine bestemmia.. questo legittima anche il fatto, non troppo sub-liminale, che egli crede di essere vate di una nuova religiosità.. quella talebana laica, appunto! I complessi di inferiorità espansi nel delirio portano alle rivelazioni dei desideri più nascosti: imporre la religiosità della perdita di sé. Questo è lo schema di lavoro programmatico dei referendaristi. Come ha detto Luca Poli, ex-radicale, "sono queste teorie che aprono le porte alla sperimentazione sugli embrioni, all’eutanasia... a fare dell’uomo quel che ci pare e piace senza tenere in conto il terzo incomodo non consenziente, la vita nuova che nasce. E che, dietro il richiamo alla libertà scientifica e di cura dei malati, non celano che un unico obiettivo: la distruzione della verità" (qui)
In questo filone eugenetico, cioè selettivo, si muove parte dell'opinione pubblica e della comunità scientifica. Il motivo è semplice tolto un Dio se ne crea un altro e cioè: il mio desiderio! Ecco che in tal modo la selezione diventa un mio diritto, una mia pre-determinazione.. e tale probanza pubblica eugenetica acquista ancora più valore visto che la proposta non viene dal cattivo di turno riconosciuto manicheisticamente (che ne so un Hitler, o un Ceausescu) ma da parte della opinione pubblica. L'agire male travestito da bene è la tentazione di sempre dell'uomo; tentazione che se non vogliamo dargli una connotazione religiosa (anche se ce l'ha) ha però una connotazione sociologica molto forte. Tentazione Faustiana? No peggio... tentazione messianica. Quella stessa tentazione messianica che ha alimentato ogni forma di totalitarismo antico e moderno e che è la morte della civiltà liberale.
In questa direzione si muove anche la Clonazione Terapeutica.. che i promotori cercano di far passare per un bene ed una speranza. Ma Clonazione Terapeutica vuol dire: creo un embrione umano per poi sopprimerlo, terminarlo. Usandolo per ottenere le cellule staminali embrionali. (vd Pillole) Può uno stato permettere questo? Può chiamarsi ancora stato liberale e laico? Può uno stato legittimare per bene una selezione pre-determinata che l'uomo fa su se stesso? Come si può essere ed agire come Ministri delle Pari Opportunità con questo impianto etico? Si può essere così in malafede e menzogneri da rendere paritetiche la amniocentesi con la diagnosi pre-impianto? Certo anche nella amniocentesi c'è il rischio di un aborto, pari però all'uno per cento rispetto all'84-90 per cento di non riuscita della diagnosi pre-impianto.. davanti a questi argomenti indiscutibili come si continua la vendita politica? Deve decidere la donna! Cosa deve decidere? Una scelta selettiva pre-determinata? Ebbene sì! La donna ha il diritto di scegliere su un conflitto di interessi risibile rispetto alla 194, anzi ha il diritto di scegliere, così dicono e desiderano i promotori, la dove il conflitto, a guardare le percentuali, non c'è affatto. Questa scelta in a-priori si chiama eugenetica e consegna alla donna un potere decisionale che non è affatto costituzionale e distrugge tutte le acquisizioni positive che l'uomo ha conquistato nella sua autocoscienza alla vita. Certo non è eugenetica sulla "vanità" del tipo di figlio (per ora) ma lo è nel senso selettivo di chi debba nascere e chi no.
Attenzione! Davanti all'evidenza insostenibile di queste posizioni e la paura di perdere il quorum i promotori hanno mutato dinamicamente la loro posizione, come opportunismo politico-economico indica. Dal Ricciolo di materia siamo arrivati al consenso unanime di considerarla vita umana... ma non valente come una vita umana più formata. Che furbizia propagandistica per il quorum!
Ogni volta che nella storia si è affermato che un uomo non va tutelato nel suo diritto alla vita c'è stato il degrado ed ogni volta che si è fondato il suo essere persona sulla capacità di emettere diritti politici o sociali o dal "numero delle sue cellule" c'è stata la barbarie. La legge infatti dovrebbe tutelare il più debole come essere prezioso, meraviglia dell'umanità, e non tutelare il diritto del più forte. Nel passato è già successo con gli schiavi, con gli indios, con gli uomini di colore, con le donne, con i bambini: tutti riconosciuti appartenenti alla specie umana, ma non "persone". Come dice Ferrara citando Socci: "... a metà dell'Ottocento la Corte suprema degli Usa decretò che i negri erano sì esseri umani, ma non persone, perché bisogna che qualcuno ti riconosca il diritto di essere persona". E' la confusione tra essere e avere già affrontata anche dal Prof. Giuseppe Savagnone (qui). I regimi totalitaristi, manifesti o sotterranei, contrastati o legalizzati, si sono sempre mossi in questa direzione delittuosa qui
Se infatti il referendum fosse posto correttamente e onestamente dai promotori avrebbe la seguente affermazione: "vorreste voi non tutelare il diritto dell'embrione ad esistere in quanto essere vivente uomo ma piuttosto il solo diritto-desiderio della madre di possedere un figlio? Vorreste voi in nome di una autodeterminazione capricciosa che estende il desiderio, sopra il valore oggettivo ed etico del rispetto, sopprimere e usare il più debole?"
Chi vota "sì" non vuole tutelare il diritto della donna ma di un oscurantista religioso talebano che usa la donna come usa l'embrione: cioè usa la vita! Nemico della società e del diritto vuole imporre un concetto di salute psico-fisica che, distante anni luce dal reale, apre alla destrutturazione e alla disintegrazione della donna, della vita, della paternità, del figlio e della società. Chi vota "no" legittima di riflesso questa mentalità entrando nell'inutile discussione di ciò che invece sarebbe evidente se si avesse il cuore e la mente sgombra da pregiudizi inutili. Legittima in sostanza una "rissa" e una discussione inesistente sull'evidenza delle cose voluta dai referendaristi. Senza contare i costi della campagna stessa e quindi le casse dei referendaristi. Tu non andare a votare al Referendum del 12 - 13 Giugno e regalerai all'Italia e al mondo intero una scelta reale perché profetica e profetica perché reale. Regalerai uno sguardo radicato nella vita senza strumentalizzazioni demagogiche, politiche ed ideologiche. Continuerai quella battaglia civile e liberale che da secoli l'uomo fa a difesa del più debole e dei diritti di ogni uomo e di ogni donna. |
Guida 4° Quesito del Referendum Il quarto quesito: "per la fecondazione eterologa" intende cancellare il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa. Tale tecnica è una di quelle più invocate da chi sostiene di essere “personalmente contrario”, ma comunque favorevole a consentire la pratica “per gli altri”. La fecondazione eterologa in effetti è raramente necessaria, e molti di coloro per i quali sarebbe “necessaria” non la vogliono, ritenendola una forma di accanimento, una strada troppo gravosa per avere comunque un figlio non biologico, almeno per uno dei due richiedenti. Molti preferiscono, a questa stregua, la più nobile via dell’adozione, che risponde al bisogno di una famiglia da parte di bambini che già ci sono, e che sono purtroppo numerosi. La fecondazione eterologa, in altre parole, aggrava i problemi già insiti nelle tecniche di fecondazione artificiale, con pesanti ripercussioni sull’equilibrio sociale (come conciliare il diritto alla propria identità genetica del figlio con il diritto alla privacy del “donatore”?) e sulla famiglia, come dimostra il divieto di disconoscimento di paternità associato ovunque alla fecondazione eterologa. In troppe circostanze, in effetti, si sente di casi giudiziari in cui padri “unicamente sociali” hanno ad un certo punto percepito un’estraneità rispetto al figlio.
Dal punto di vista psico-sociale l'assenso all'eterologa, dunque, funge da attuazione di un principio societario nemico del dono e della paternità. Qui parliamo di diritto naturale e non di morale cattolica. Qualcuno cerca di confondere l'eterologa con l'adozione dimenticando che l'adozione è un gesto di amore verso chi ne ha bisogno, cioè il più debole, il bambino. Mentre l'eterologa si pone come violenza e predeterminazione verso i diritti del nascituro e danneggia gravemente il concetto di paternità responsabile che è ciò di cui è carente la società oggi e di cui il vivere civile ha estremo bisogno per il bene della donna, della famiglia e del bambino. Il fatto che alcuni paesi ne abbiamo dato il consenso non significa che essa sia una via percorribile dal punto di vista civile e societario. Già i paesi che ne hanno dato il consenso stanno sperimentando il grave danno psicologico e psico-sociale che tale visione porta alla società e alle famiglie. Una legge legittimata in tal senso è solo una giustificazione ad un danno profondo che l'uomo da a se stesso. E' un modo legale per creare orfani. I referendari dicono ma perché vietare? La legge non vieta, custodisce il cittadino con delle regole che sono l'esplicitazione di un diritto biologico che il cittadino ha per diritto naturale e sanciti dalla costituzione e garantiti dal Parlamento. I referendari dunque cercano, sotto l'avallo dell'autodeterminazione, la fonte dell'incostituzionalità. A tal proposito è curioso constatare come all'interno del comitato dei promotori, cioè quello dei quattro si, anche qui c'è qualche dubbio che viene manifestato ora e non prima... perché? Perché bisogna legittimare comunque il Referendum e quindi spingere comunque al voto. Infatti nei sostenitori non c'è in merito a questo punto una posizione unanime ma un legittimo dubbio per la complessità giuridica della materia tra disconoscimenti, linee genetiche, ecc... intanto però si spinge per votare gli altri tre "sì".. e così viene raggiunto il quorum, incassati i rimborsi e legittimata la vendita del prodotto: il referendum!
Se infatti il referendum fosse posto correttamente e onestamente dai promotori avrebbe la seguente affermazione: "vorreste voi produrre degli orfani biologici, e cioè non tutelare sin dall'inizio della vita il diritto del nascituro in quanto figlio ad avere come padre e madre i suoi genitori biologici ma piuttosto il solo diritto-desiderio della madre di possedere un figlio? Vorreste voi erigere a legge il desiderio di paternità irresponsabile? Vorreste voi creare legalmente degli orfani?"
Chi vota "sì" non vuole il bene né del nascituro né dei padri né della Famiglia.. si pone dunque come distruttore sistematico del tessuto sociale e favorisce una mentalità eugenetica e manipolatrice del tessuto familiare. Sostiene i capricci dell'immaturità delle coppie non favorendo l'assunzione responsabile della vita e della paternità e maternità responsabili. Si fa dunque della manipolabilità un diritto e del delirio di onnipotenza una virtù. Chi vota "sì" crea orfani per legge. Chi vota "no" legittima la nascita di una discussione inutile sull'evidenza preziosa che la famiglia nel suo corredo naturale svolge per la società senza contare anche qui dei costi delle campagna referendaria e quindi le casse dei referendaristi. Tu non andare a votare al Referendum del 12 - 13 Giugno e regalerai ad ogni padre la riscoperta di una paternità responsabile, sosterrai la famiglia come cellula vitale della società e ridimensionerai il delirio etico ed onnipotente che l'uomo ha verso se stesso. Sosterrai la coppia ad aprirsi ad un responsabile e vitale dono di sé in tutte le forme naturali che la fecondità amorosa suggerisce. |
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tratto ed ampliato dalla nostra redazione da un intervento su (Quaderni Cannibali) numero Maggio del 2005 - Autore delle parti in corsivo: Claudia Navarini, docente della Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum Redazione e ampliamento a cura del nostro staff
E infine, non andare a votare al Referendum è il mezzo più efficace affinché la legge 40 non cambi ma nel tempo, con serenità e non con ideologia essa si renda più buona e rispondente alle vere necessità della donna, dei bambini e dei padri e della ricerca scientifica. Anche votare “no” al referendum, infatti, costituirebbe in realtà un favore ai referendari. Un favore economico, visto che i promotori del referendum (qualunque sia il suo esito) ricevono un bonus in denaro al raggiungimento del quorum. E un favore elettorale, dato che aumenterebbe il numero dei votanti, magari quel tanto che basta ad avere il 50% più uno degli elettori, senza tuttavia superare numericamente il numero dei “sì”. "Più si avvicina l’appuntamento con i referendum, più si fa evidente la necessità di avere le idee molto chiare sul meccanismo del quorum. Prova ne è il fatto che qualche confusione affiora anche tra chi ha seguito con più attenzione il dibattito. Un esempio – del quale peraltro lo ringraziamo – lo fornisce un lettore, a parere del quale schede bianche e nulle non concorrerebbero al raggiungimento del quorum (il 50% + 1 degli italiani che hanno diritto al voto). Ad autorizzare una simile interpretazione – erronea – sarebbe lo stesso articolo 78 della Costituzione nel quale viene tracciata la regola-base per lo svolgimento di ogni consultazione referendaria: «La proposta soggetta a referendum – dice la nostra carta fondamentale – è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi». Un’espressione che va interpretata nel suo insieme, e che non lascia spazio a dubbi. Ogni referendum è valido – cioè ha l’effetto di abrogare la legge o la parte di essa che vuole cancellare – solo se si verifica anzitutto una prima condizione (il raggiungimento del quorum: cioè se va a votare il famoso 50% + 1 degli italiani che ne hanno diritto) e, qualora questa prima condizione si sia verificata, se si realizza una seconda condizione: cioè, se la maggioranza delle schede deposte nelle urne con un voto "validamente espresso" è per il «sì» all’abrogazione. E quali sono i voti «validamente espressi»? Solo le schede con un «sì» o un «no», non quelle bianche o nulle. Riassumendo: chi va a votare e infila nell’urna una scheda bianca o nulla non concorrerà volontariamente alla vittoria del «sì» ma certo aiuterà a far raggiungere il quorum, e dunque darà una bella spinta ai referendari che hanno proprio il problema di portare alle urne più gente gente possibile (e le provano tutte per farlo). Attenzione dunque a chi sostiene che votare scheda bianca o nulla è come astenersi: è vero piuttosto che alla fine è come votare «sì»." Si legga anche: il Referendum è una proposta di vendita
(grazie a www.italiacattolica.it)
Altre fonti per una guida ed una visione critica dei quattro quesiti referendari: - Guida ed Analisi completa di Impegno Referendum qui - Guida e Spiegazione dei quesiti dettagliata di Bioetica e Famiglia qui - Guida e spiegazioni ai quesiti di Pastorale Familiare qui - Guida al Referendum, indicazioni di CL qui - Guida al Referendum del sito di Antonio Socci qui - Guida del Movimento per la Vita Genova qui - Guida al Referendum con le indicazioni ai quesiti del Card. Tettamanzi qui - Guida al Referendum della Diocesi di Frosinone - Veroli - Ferentino qui - Guida del Prof. Giorgio Carbone: "Le ingannevoli ragioni dei quattro "si" qui - Guida di Bioetica.org qui - Guida al Referendum in Manifesto .pdf del Comitato Scienza & Vita, clicca sulle immagini
Nell'ottica della scorrettezza, della menzogna e del tutto è lecito ecco come manipolano la cultura e l'informazione attraverso ogni mass-media i promotori in vista del Referendum
I promotori del Referendum vilipendiano la filosofia: Tra i filosofi che si ergono a difesa del referendum c'è sicuramente una gran confusione di lettura delle questioni in gioco. Confusione in loro stessi e del loro ragionare che ingenera confusione in chi li ascolta. Ci si chiede come possa arrivare a tanto un delirio della ragione che ormai non ragiona più e che quindi non fa filosofia ma gossip. Che cosa sia una persona noi lo sappiamo con certezza su noi stessi. Questo perché noi siamo sempre stati persona e non si può affermare razionalmente il contrario né un tempo in cui non lo siamo stati. La persona è per la filosofia un esistente fenomenologico non confutabile e non relegato ad un meccanicismo biologico o politico o giuridico. Affermare il contrario significa introdursi in una notte della ragione che smarrisce se stessa creando dei mostri.. quei mostri appunti che desiderano manipolare e dividere (diaballo) l'esistente dal suo essere e relegarlo alla mera manipolabilità del mercato o delle ideologie.
I promotori del Referendum vilipendiano la scienza: Non basta il gossip del richiamo a "eminenti" scienziati e ricercatori a favore del referendum, ci si mette purtroppo un travalico violento dell'episteme con una invadenza dei generi letterari. Lo scienziato dice al politico: lascino la scienza agli scienziati.. ed è giusto. Noi però aggiungiamo lascino gli scienziati l'etica a chi ne può parlare con autorevolezza. Lo scienziato che parla di etica passandola per scienza fa violenza alla medesima come quando esprimendo un proprio parere etico lo fa passare come dogma scientista in cui vuol far risiedere la verità dell'esistente. Ma sappiamo che nel nervosismo dei referendaristi va di moda il fideismo.. anche tra gli scienziati. Fideismo che fa sostenere "candidamente" le posizioni eugenetiche e statistiche su quale vita umana è di qualità e quale no. (vd. l'Impianto etico del Prof. Veronesi?) Fonti autorevoli: L'insistere sulle staminali embrionali Le ingannevoli ragioni dei "si"
I promotori del Referendum vilipendiano la comunicazione: I referendaristi hanno il coraggio di sostenere che sono poco visibili o vittime di una informazione pilotata. Prima insultano e poi fanno i buonisti e i commossi. Vecchia tecnica come il mondo per attirare l'attenzione. Il problema è che fare le vittime ai referendaristi piace... eccome se piace; da "buoni" venditori vogliono commuovere l'opinione pubblica non cercando la verità ma solo il raggiungimento di un obiettivo, cioè la vendita del loro prodotto: il referendum!
Ma in realtà basti vedere una delle grandi città d'Italia, come Roma, la quale è tappezzata dai manifesti con la propaganda per il "sì" e con il viso di Veronesi. Chissà dove li prendono tutti questi fondi... Basti pensare alla propaganda di alcuni reti RAI e non solo. Basti pensare che trasmissioni che dovrebbero essere neutre come "Mi manda Rai tre" e "Striscia la notizia" hanno dato spazio ad interventi velati, commoventi e da gossip a situazioni e personaggi che spingono a votare "si" o a valutare solo l'aspetto "sentimentale" della drammatica questione che i cittadini italiani hanno davanti. Non sono interventi espliciti ma striscianti.. perché così si vende e si vende bene. La democrazia giocata sui sondaggi e non sulla verità dell'uomo produce solo disastri, tanto quanto un totalitarismo religioso. Questo vuole chi promuove e sostiene il referendum. Il problema della verità è uno dei nodi principali di questo referendum che fanno risaltare nella matrice referendaria una impostazione apparentemente e falsatamente aperta ma in realtà relativistica e quindi sostanzialmente incivile, cioè fautrice di non-civiltà (leggi qui e anche l'intervento di Luca Poli ex-radicale qui). Su questa manipolazione dell'informazione e sulla trasformazione "radicale" della comunicazione referendaria avremo modo di ritornarci. Questo è solo uno degli ultimi tentativi manipolatori e talebani usando una legge per imporre considerazioni al di fuori della legge stessa e del tutto arbitrarie. Arbitrarie perché tale legge, anche se applicabile in forma e sostanza ad ogni esponente pubblico - dunque non solo religioso ma anche politico, non è invece applicabile nella proposta evangelica che un pastore della Chiesa fa alle persone a lui affidate e di cui ha responsabilità morale nella formazione etica. Inoltre, applicare tale legge in una forma distorta – dunque non nel rispetto della forma e della sostanza della legge stessa, porterebbe a debellare la libera espressione che è invece un diritto di ogni cittadino, di qualunque schieramento politico e di qualunque credo religioso: http://www.paoloaragona.com/cappato.htm
In questi ultimi giorni i promotori del Referendum cavalcano due ragioni: - quella del non legittimare l'astensione, per ovvi motivi di cui sopra - quella di ingenerare disinformazione nel rapporto tra la legge 40 e la legge 194
Sul primo motivo si trovano decine e decine di informazioni corrette sull'astensione e sul suo valore. Applicate sia dai Radicali che dai Ds, ecc. Ne citiamo una fra tutte http://www.impegnoreferendum.it/Articoli/Commenti/20050603.htm ma consigliamo di leggere anche il Giornale http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=4666 Il problema è che i macchiavellici promotori del Referendum, sostenitori a piè pari del motto "il fine giustifica i mezzi" si straniscono alquanto quando i mezzi utilizzati da chi non la pensa come loro produce effetti contrari al referendum.. è tipico di chi manipola: due pesi e due misure!
Inoltre per esortare al voto non lesinano di citare, impropriamente (è un loro stile di vendita), persino Don Milani con il famoso detto: "L'obbedienza non è più una virtù!"... quindi virtù, per i promotori, è disobbedire alla CEI e andare a votare. Ma qui, purtroppo per i promotori, non siamo all'asilo e colui che disobbedisce non è colui che alla proposta dei Vescovi si oppone e va a votare ma, piuttosto, colui che veramente si astiene e non va votare. Il disobbediente non si piega alla iniqua logica referendaria del si! alla manipolazione e alla selezione, nonostante alcune buone intenzioni e le molte "commoventi" stimolazioni mass-mediali. Il vero disobbediente dice no! e ancora no! ad un referendum che vuole legittimare, in sostanza, non la ricerca, non la libertà e il bene della donna ma la legittimazione dei diritti negati alla vita nuova. Se vuoi amare la vita non puoi che disobbedire allo status quo relativistico dei promotori del Referendum. Disobbedire ai promotori del Referendum è dire sì alla vita. Non ci si stupisca delle citazioni referendarie.. hanno cominciato con San Tommaso, poi cavalcano i vari Don Gallo, poi passano a Don Milani e poi cercheranno di tirare in ballo Madre Teresa di Calcutta. Cosa non si fa per la vendita...
Per quanto riguarda il secondo punto nel sito trovate la seguente riflessione "La Legge 40 mette in discussione la 194?" e a corollario la seguente di Paolo Aragona su www.adottaunpolitico.com
Altra ultima doppia manipolazione. Prima manipolazione I promotori hanno una propaganda dinamica. Dal considerare un inutile "ricciolo di materia" ora i promotori riconoscono che l'embrione è vita umana. Questo perché non considerarla tale era insostenibile e, ed qui la furbizia dinamica, soprattutto perché sarebbe a rischio la vendibilità del prodotto: il referendum! Quindi vita umana si e non "ricciolo di materia" che però ha meno diritti di un adulto formato. Così salvata "capra e cavoli" si salva pure il risultato del referendum.
Seconda manipolazione. All'interno dei sostenitori del sì non tutti sono favorevoli ai 4 sì ma più opportunamente, vista la complessità della questione sia dal punto di vista etico che morale della questione eterologa, soprattutto c'è assenso sui primi tre sì. Ma poco importa per i promotori perché l'importante alla fine è vendere il "prodotto Referendum" con la raggiunta di un quorum e di gente che vota. Insomma le questioni di principio dei promotori incominciano a cadere ma, senza tenere conto di stravolgere irreparabilmente la legge 40, si vuole raggiungere un quorum. Insomma vincita per la vincita anche se tutti i valori dei promotori incominciano ad essere deboli. Viene fuori il vero interesse, come sempre abbiamo sostenuto, al di la delle molte buone intenzioni, si scopre la necessità di vendere il "prodotto referendum" per motivi di visibilità politica e tutto ciò che sta a corollario di questa visibilità. Il valore centrale del Referendum, al di la delle buone intenzioni, rimane quello del marketing politico.
Ad ogni modo ci auguriamo che d'ora in poi i mass-media facciano il loro servizio alla corretta informazione, sia per rispetto del loro codice professionale sia, soprattutto, per amore della formazione culturale singola e collettiva dei cittadini. Nonostante tutto, se ciò avverrà, pensiamo, e speriamo di sbagliarci, che i promotori del referendum avranno comunque da ri-dire cercando di buttare acqua al "loro mulino" e non alla ricerca delicata e sensibile sulle importanti tematiche riguardante la salute fisica, psichica e sociale dei cittadini. ripetiamo infatti quanto già detto, anche se speriamo di sbagliarci, Il valore centrale del Referendum, al di la delle buone intenzioni, rimane quello del marketing politico.
I promotori del Referendum vilipendiano i credenti con lo stravolgimento della Posizione Biblica e della tradizione ecclesiale: Alle esternazioni "minestroniche" di natura "pannelliana" siamo già abituati ma la insistenza dello stravolgimento biblico dei referendari è veramente paradossale; usano argomenti biblici inesatti ed errati a sostegno delle loro tesi.. ricordano, non molto da lontano, quei venditori di marketing multilevel: per loro l'importante è la vendita per la vendita, non importa che qui si tratti di vite umane. Si usino dunque le sdolcinature, le commozioni televisive, lo slogan di "vips", un pò di Bibbia, qualche "scienziato" che fa il teologo, una strizzata d'occhio ai cattolici confusi.. e via.. il minestrone da servire è pronto: zuppa di caos in salsa radicale!
Vediamo la realtà della testimonianza biblica valida per tutti i credenti: Antico Testamento - non si considera che nell'AT ci siano riferimenti continui alla tutela e al rispetto della vita come il quinto comandamento, tutta la tradizione dei salmi e complessivamente tutto l'AT. Confondono la prassi naturale che fa parte del corredo antropologico della Bibbia presente dal Libro della Genesi in poi con la manipolabilità che è un diritto che l'uomo nella sua retta autocoscienza non ha. Infatti un altro grave errore e manipolazione che viene fatta sulla Bibbia dai Referendari è quella di estendere il desiderio dell'uomo a delirio di onnipotenza.
Tutte le volte che nella Bibbia l'uomo ha esteso il suo desiderio oltre la legge di Dio la Bibbia chiama, senza mezze misure, questo peccato idolatria. Il desiderio di maternità e di paternità, seppur buono, trasformato in diritto sulla vita, è per la Bibbia il peccato più grave, quello di idolatria.(Gn. 3) I promotori del Referendum perpetuano, in definitiva, il peccato originale, cioè la frattura tra uomo e Dio, tra l'uomo e le sue relazioni e tra l'uomo e se stesso, facendo leva anche sulla donna e negando all'uomo il dovere-responsabilità della paternità. Per la Bibbia un figlio a tutti i costi con intervento manipolatorio e selettivo è un peccato gravissimo contro Dio e contro la vita. Per la Bibbia il peccato non è faccenda che investe solo personalmente il soggetto che lo compie ma, nelle teorizzazioni idolatriche, è l'anticamera della rovina dell'uomo.
Nuovo Testamento - Nel NT il rispetto del concepito è ancora più evidente con Il Sì di Maria e il bimbo di Elisabetta che sussulta nel grembo alla visita di Maria con l'embrione Gesù. Nelle posizioni referendarie Gesù Embrione non viene accolto e rispettato. Si pone dunque un principio teologico di deicidio sin dal principio. I referendaristi, consapevolmente e inconsapevolmente, perpetuano la crocifissione di Cristo sin dal seno della donna ponendosi come nemici dell'uomo e della vita. Altro che "grazie alla vita".. una menzogna e una distorsione costruita ad arte per il Referendum. Non capiamo perché i non credenti laici non rispettino la posizione biblica distorcendone il contenuto per motivi politici. Allo stesso modo non capiamo perché alcuni credenti laici distorcano la posizione biblica per avallare una disinformazione. Chissà se c'è quella meteora errante di Tombolini dietro le loro redazioni pseudo-cattoliche. Cosa non si farebbe per la vanità...
Stravolgono anche la posizione apostolica e addomesticano la tradizione della Chiesa che su questi punti è chiara, continua ed inequivocabile: Didaché: "Non uccidere il bimbo con l’aborto" (Cap II), cioè non violentare la vita sin dal suo sorgere. S. Agostino: "...Quando, dunque, la tenebrosa iniquità incrudelisce contro i propri figli, generati contro il proprio volere, viene portata alla luce da una chiara iniquità e la segreta turpitudine viene messa a nudo da una manifesta crudeltà. Talvolta, questa voluttuosa crudeltà o se vuoi questa crudele voluttà si spinge fino al punto di procurarsi sostanze contraccettive e, in caso di insuccesso, fino ad uccidere in qualche modo nell'utero i feti concepiti e ad espellerli, volendo che il proprio figlio perisca prima di vivere oppure, nel caso che già vivesse nell'utero, che egli sia ucciso prima di nascere." Quinto comandamento: non uccidere! Cioè non usare, sfruttare, manipolare e sopprimere la vita umana qui e qui S. Tommaso: Innanzitutto bisogna chiarire che un conto è il pronunciamento di San Tommaso in quanto teologo ed un altro è il suo pronunciamento come scienziato. Come scienziato, con i piccoli e pochi riferimenti che egli aveva fa un ragionamento giusto con strumenti inadeguati. Non era infatti ancora elaborata la teoria cellulare (Scheleiden e Schwann, 1838) e l'unico modo per vedere e pensare l'essere vivente era appunto la possibilità di osservarlo con gli occhi e toccarlo con gli strumenti del biologo. Queste affermazioni non sono dunque tradizione della Chiesa ma ipotesi che, giustamente, sono discutibili e tirarle in ballo per sostenere l'inesistenza dell'anima umana per la tradizione tomistica è una violenza epistemologica da salotto.
Nella posizione teologica, e nell'antropologia che
ne segue, San Tommaso è chiaro ed è in linea con tutta la tradizione biblica,
apostolica e patristica che lo precede e riprendendo l'assunto della Didaché
dice che l'aborto deliberato (e quindi la manipolabilità e soppressione della
vita) è un omicidio:
«Chi percuote una donna incinta - egli scrive -
compie un’opera illecita. Perciò, se ne segue la morte della donna o del
bambino già formato, non può evitare la responsabilità dell’omicidio» (Summa Theologiae, II-II, 64, 8, 2m). Inoltre sottolineiamo che l'aderenza anche formale ad una legge omicida e non tutelante il bene della famiglia e della società non è tenuta né al credente né all'uomo di buona volontà; S. Tommaso infatti ci esorta: "lex injusta non obligat"... che significa: "Una legge, o un ordinamento, che non siano all'altezza della pretesa di correttezza morale, di giustizia, che è, in ipotesi, intrinseca al concetto stesso di diritto, non sono una vera legge, un vero ordinamento giuridico; ne costituiscono, piuttosto, una degenerazione (al limite, non sono affatto una legge, o un ordinamento giuridico)". Perché, dunque, citare male ed impropriamente San Tommaso per giustificare una mentalità selettiva? Dal punto di vista teologico il problema per San Tommaso neanche si pone come abbiamo già detto più volte.. se invece guardiamo al suo lavoro come scienziato e nel guardare bene la struttura rigorosa e sistematica del suo lavoro non si può che concludere che egli, con gli strumenti scientifici del nostro tempo, sarebbe non solo diverso ma anche più forte e irremovibile dell'atteggiamento pastorale della Chiesa di oggi.
I promotori del Referendum vilipendiano il magistero della Chiesa: Al pari dei venditori dell'ultima ora estraggono alcune frasi di un documento privandolo del suo significato originario che esso ha nel suo contesto. Ora cercano di stravolgere anche la Donum Vitae facendogli dire ciò che essa non ha mai detto. Per capire cosa pronuncia il Magistero della Chiesa riguardante l'embrione, in continuità con tutto il suo magistero e la tradizione apostolica, leggiamo chiaramente dalla "Donum Vitae":
PARTE I
IL RISPETTO DEGLI EMBRIONI UMANI
Per tutti questi ultimi motivi la legge 40 non è una legge cattolica, né biblica, né cristiana. Tuttavia essa si avvicina con gradualità e con diverse riserve ad una corretta visione di morale naturale, patrimonio culturale e oggettivo dell'umanità, che prima, in materia di fecondazione, non esisteva. Per questo va custodita, come avamposto di civiltà e di tutela di tutti i soggetti di una famiglia, con eguali diritti e doveri, con la certezza che essa sia laicalmente perfezionata a beneficio dell'uomo secondo l'indirizzo che, seppur incompiutamente, essa ha gia delineato.
Se ami la vita, Se decidi realmente di sconfiggere le malattie gravi come l'Alzhaimer, il Parkinson, le Sclerosi di ogni tipo, il Diabete, le Cardiopatie, i Tumori e le problematiche genetiche Se ami la donna, i padri e i concepiti Se sei amico dell'umanità noi ti proponiamo il 12-13 Giugno non andare a votare, farai un servizio civile, costituzionale, edificante della tua vita, delle famiglie e della società. Non c'è "sì alla vita" migliore di quello dell'Astensione!
Guida al Referendum del 12 - 13 Giugno sulla Fecondazione Assistita e sulla Procreazione medicalmente assistita
Sito dedicato a Giovanni Paolo II che nel Suo Magistero e nella Sua testimonianza apostolica è stato spesso profeta inascoltato della vita
Sito in supporto al sito Adotta un Politico e gemellato con www.zammerumaskil.com
I siti in oggetto sono tutti opera di volontariato totalmente gratuito
Il sito tratta i seguenti argomenti, sotto diversi aspetti, nell'ottica dell'astensione: referendum abrogativo 12 - 13 giugno, Fecondazione Assistita, Procreazione medicalmente assistita, Vita umana, Embrione, pre-embrione, grumo di cellule, sondaggi Referendum, radicali, radicale, talebano, oscurantista, guide referendum, si, no, astensione, legge 40, diritto della donna, diritto della coppia, religione, fede, ricerca scientifica, cellula, cellule, un figlio subito, concepimento, mamma a tutti i costi, figlio a tutti i costi, manifesto della razza, Fecondazione Assistita e medica, Fecondazione in vitro, Fecondazione in provetta, Fecondazione omologa ed eterologa, amniocentesi, villocentesi, difficoltà del concepimento, diagnosi pre impianto, inseminazione artificiale, adozione, vita, eugenetica, ideologia antidemocratica, mentalità anticostituzionale,
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