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Discorso augurale Curia Romana Natale 2008 Signori Cardinali,venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Presbiterato, cari fratelli e sorelle!
Il Natale del Signore è alle porte. Ogni famiglia sente il desiderio di radunarsi, per gustare l'atmosfera unica e irripetibile che questa festa è capace di creare. Anche la famiglia della Curia Romana si ritrova, stamane, secondo una bella consuetudine grazie alla quale abbiamo la gioia di incontrarci e di scambiarci gli auguri in questo particolare clima spirituale. > Continua >
L'inno Te Deum laudamus, con cui tradizionalmente ringraziamo il Signore Dio dei benefici da Lui ricevuti, pure se detto "inno ambrosiano", è una composizione poetica adesso attribuita con certezza a Niceta di Remesiana, intorno all'anno 400.Originariamente si rivolgeva a Cristo Dio e Signore: "Te (o Cristo) noi lodiamo Dio! Te (o Cristo) noi professiamo Signore!". Successivamente, con l'attenuarsi delle eresie sulla Persona Divina e sulla Divina Signoria di Gesù, poco alla volta la pietà cristiana lo ha indirizzato al Padre e al Figlio e allo Spirito; infatti, con questa qualificazione trinitaria noi lo abbiamo recepito e a nostra volta lo trasmettiamo.Nella Chiesa cattolica il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento; viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell'anno appena trascorso, oppure nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il conclave.Nella Liturgia delle Ore trova il suo posto nell'Ufficio delle letture, nelle solennità e nelle feste, in tutte le domeniche, nei giorni fra l'ottava di Natale e quelli fra l'ottava di Pasqua. Diversi autori si contendono la paternità testo.
«Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo». (Gn. 4,6-7) Se c'è una cosa che scandisce le nostre scelte, i nostri orientamenti, le nostre prospettive, questi è il senso di colpa. Il senso di colpa affiora nella vita psichica inconscia per una ferita ben più profonda e nessuno ne è immune. Dalla vita inconscia passa e si manifesta nella vita cosciente in tanti modi e in tante nevrosi e compensazioni. Il senso di colpa non è tanto qualcosa creato dall'esterno ma qualcosa che è già in noi in maniera larvale dalla ferita dovuta al peccato originale e che si acuisce con gli errori educativi e le nostre scelte sbagliate. Una ferita che ci portiamo dietro che "ricorda" la nostra ribellione verso Dio e l'immagine falsa che di Lui ci siamo creati e ci creaimo continuamente. Questo senso di colpa "larvale" può essere riconosciuto oppure nascosto, in ogni caso orienterà le nostre scelte se rimane sotto forma di nevrosi e non di coscienza. Continua
Vangelo
Commento alle letture e al
Vangelo Domenicale anno B
Cammino alle letture e al vangelo della domenica svolto
con semplici commenti
"Il Natale: occasione di meraviglia e di stupore!"
Presente nel sito il commento
alle letture della II domenica dopo Natale
Cari amici,
Anche la legge finanziaria di quest'anno ha confermato la possibilità per il contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille dell'imposta sul reddito a sostegno del volontariato. In occasione della propria dichiarazione dei redditi ogni contribuente potrà scegliere direttamente l'organizzazione a cui devolvere tale contributo indicando semplicemente il codice fiscale nell'apposito spazio previsto nei modelli 730 e UNICO.
Quest'anno vi proponiamo di sostenere l'associazione "La nostra famiglia".
L'Associazione "LA NOSTRA FAMIGLIA" è un Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto con D.P.R. n. 765 del 19.6.58, che svolge anche attività ONLUS di assistenza sanitaria, socio-sanitaria, istruzione e formazione finalizzate in particolare a persone disabili e svantaggiate. Viene riconosciuta per
la vasta rete di strutture di riabilitazione extraospedaliere
la lunga e accreditata esperienza nell'ambito delle disabilità dell'età evolutiva (primo Istituto di riabilitazione convenzionato con lo Stato italiano)
35 sedi in Italia
2.000 operatori
oltre 20.000 pazienti all'anno
L'Associazione è l'Opera principale dell'Istituto Secolare le Piccole Apostole della Carità, voluta da Don Luigi Monza per rispondere ai segni dei tempi e quindi ai bisogni delle persone più svantaggiate. In essa si realizza uno specifico servizio alla vita, alla sua tutela e cura in attività di:
Riabilitazione delle persone disabili in varie regioni d'Italia e nei Paesi in via di sviluppo (attualmente in Sudan, Brasile e Ecuador);
Ricerca scientifica e studio delle problematiche mediche e psicoeducative delle varie disabilità nell'Istituto Scientifico "E. Medea" di Bosisio Parini (Lecco);
Accoglienza di bambini con grave disagio familiare in attesa di affido o adozione, bambini e adolescenti soli o con disagio socio-ambientale in piccole comunità o in nuclei di tipo familiare;
Formazione e animazione del mondo giovanile, di adulti, genitori e famiglie attraverso gruppi di approfondimento culturale e spirituale;
Iniziative di formazione superiore e continua;
Esperienze di volontariato.
LA MISSIONE
La nostra "missione" è tutelare la dignità e migliorare la qualità della vita - attraverso specifici interventi di riabilitazione - delle persone con disabilità, specie in età evolutiva.
" La Nostra Famiglia" intende farsi carico non solo della disabilità in quanto tale, ma anche della sofferenza personale e familiare che l'accompagna.
L'Associazione si propone di dare il proprio contributo allo sviluppo della ricerca e delle conoscenze scientifiche nel campo della patologia dello sviluppo.
IL NOSTRO STILE
Motivazione caritativa e di solidarietà sociale, secondo l'ispirazione del Fondatore don Luigi Monza: "scienza e tecnica al servizio della carità"
innovazione in campo sanitario riabilitativo e ricerca scientifica: il nostro sguardo va all'Europa e a quanto di meglio si sta facendo a livello mondiale
sviluppo della professionalità e formazione dei nostri operatori, delle nostre metodologie, della nostra organizzazione: "il bene va fatto bene" (don Luigi Monza)
COME FARE?
E' molto semplice: basta una firma e l'indicazione del codice fiscale.
E' infatti sufficiente riportare il codice fiscale dell'Associazione La Nostra Famiglia
00307430132 all'interno dei moduli CUD, 730 e UNICO (categoria ONLUS - organizzazioni non lucrative di utilità sociale oppure ricerca sanitaria).
Questa sera affrontiamo un argomento molto delicato, che si riallaccia a un tema importante nel campo dell'apologetica, al tema della credibilità della Chiesa cattolica.
Gli amici radioascoltatori ricorderanno che, affrontando il tema della credibilità della Chiesa cattolica, siamo partiti da una domanda precisa: quali motivi ci sono per essere certi che soltanto la Chiesa Cattolica sia quella Chiesa edificata da Nostro Signore Gesù Cristo.
Abbiamo interrogato la storia, partendo evidentemente dai dati storici forniti dal Vangelo, e la storia ha emesso il suo verdetto, un verdetto molto chiaro: né le confessioni religiose della famiglia protestante, né le confessioni religiose anglicane, né la confessione antica dei valdesi, né la Chiesa ortodossa d'Oriente possono vantare, o meglio possono dimostrare di essere state volute, di essere state edificate - per usare una terminologia cara al Vangelo - da Nostro Signore Gesù Cristo.
Celebriamo oggi la solennità dell'Epifania, la "Manifestazione" del Signore. Il Vangelo racconta come Gesù venne al mondo in grande umiltà e nascondimento. San Matteo, tuttavia, riferisce l'episodio dei Magi, che giunsero dall'oriente, guidati da una stella, per rendere omaggio al neonato re dei Giudei. Ogni volta che ascoltiamo questo racconto, siamo colpiti dal netto contrasto tra l'atteggiamento dei Magi, da una parte, e quello di Erode e dei Giudei, dall'altra. Dice infatti il Vangelo che, all'udire le parole dei Magi, "il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme" (Mt 2,3). Una reazione che può avere differenti comprensioni: Erode è allarmato, perché vede in colui che i Magi ricercano un concorrente per sé stesso e per i suoi figli. I capi e gli abitanti di Gerusalemme, invece, sembrano più che altro stupefatti, come risvegliati da un certo torpore, e bisognosi di riflettere. Isaia, in realtà, aveva preannunciato: "Un bambino è nato per noi, / ci è stato dato un figlio. / Sulle sue spalle è il potere / e il suo nome sarà: / Consigliere mirabile, / Dio potente, / Padre per sempre, / Principe della pace" (Is 9,5).
L'Epifania, la "manifestazione" del nostro Signore Gesù Cristo, è un mistero multiforme. La tradizione latina lo identifica con la visita dei Magi al Bambino Gesù a Betlemme, e dunque lo interpreta soprattutto come rivelazione del Messia d'Israele ai popoli pagani. La tradizione orientale, invece, privilegia il momento del battesimo di Gesù nel fiume Giordano, quando egli si manifestò quale Figlio Unigenito del Padre celeste, consacrato dallo Spirito Santo. Ma il Vangelo di Giovanni invita a considerare "epifania" anche le nozze di Cana, dove Gesù, mutando l'acqua in vino, "manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui" (Gv 2,11). E che dovremmo dire noi, cari fratelli, specialmente noi sacerdoti della nuova Alleanza, che ogni giorno siamo testimoni e ministri dell'"epifania" di Gesù Cristo nella santa Eucaristia? Tutti i misteri del Signore la Chiesa li celebra in questo santissimo e umilissimo Sacramento, nel quale egli al tempo stesso rivela e nasconde la sua gloria. "Adoro te devote, latens Deitas" - adorando, preghiamo così con san Tommaso d'Aquino.
O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
la liturgia ripropone oggi alla nostra meditazione lo stesso Vangelo proclamato nel giorno di Natale, cioè il Prologo di San Giovanni. Dopo il frastuono dei giorni scorsi con la corsa all'acquisto dei regali, la Chiesa ci invita nuovamente a contemplare il mistero del Natale di Cristo, per coglierne ancor più il significato profondo e l'importanza per la nostra vita. Si tratta di un testo mirabile, che offre una sintesi vertiginosa di tutta la fede cristiana. Parte dall'alto: "In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio" (Gv 1,1); ed ecco la novità inaudita e umanamente inconcepibile: "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14a). Non è una figura retorica, ma un'esperienza vissuta! A riferirla è Giovanni, testimone oculare: "Noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità" (Gv 1,14b). Non è la parola dotta di un rabbino o di un dottore della legge, ma la testimonianza appassionata di un umile pescatore che, attratto giovane da Gesù di Nazareth, nei tre anni di vita comune con Lui e con gli altri apostoli ne sperimentò l'amore - tanto da autodefinirsi "il discepolo che Gesù amava" -, lo vide morire in croce e apparire risorto, e ricevette poi con gli altri il suo Spirito. Da tutta questa esperienza, meditata nel suo cuore, Giovanni trasse un'intima certezza: Gesù è la Sapienza di Dio incarnata, è la sua Parola eterna fattasi uomo mortale.
In questo primo giorno dell'anno, sono lieto di rivolgere a tutti voi, presenti in Piazza San Pietro, e a quanti sono con noi collegati mediante la radio e la televisione i più fervidi auguri di pace e di ogni bene. Sono auguri che la fede cristiana rende, per così dire, "affidabili", ancorandoli all'avvenimento che in questi giorni stiamo celebrando: l'Incarnazione del Verbo di Dio, nato dalla Vergine Maria. In effetti, con la grazia del Signore - e solo con essa - possiamo sempre nuovamente sperare che il futuro sia migliore del passato. Non si tratta, infatti, di confidare in una sorte più favorevole, o nei moderni intrecci del mercato e della finanza, ma di sforzarsi di essere noi stessi un poco più buoni e responsabili, per poter contare sulla benevolenza del Signore. E questo è sempre possibile, perché "Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio" (Eb 1,2) e continuamente ci parla, mediante la predicazione del Vangelo e mediante la voce della nostra coscienza. In Gesù Cristo è stata mostrata a tutti gli uomini la via della salvezza, che è prima di tutto una redenzione spirituale, ma che coinvolge interamente l'umano, comprendendo anche la dimensione sociale e storica.
Nel primo giorno dell'anno, la divina Provvidenza ci raduna per una celebrazione che ogni volta ci commuove per la ricchezza e la bellezza delle sue corrispondenze: il Capodanno civile s'incontra con il culmine dell'ottava di Natale, in cui si celebra la Divina Maternità di Maria, e questo incontro trova una sintesi felice nella Giornata Mondiale della Pace. Nella luce del Natale di Cristo, mi è gradito rivolgere a ciascuno i migliori auguri per l'anno appena iniziato. Li porgo, in particolare, al Cardinale Renato Raffaele Martino ed ai suoi collaboratori del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, con speciale riconoscenza per il loro prezioso servizio. Li porgo, al tempo stesso, al Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, e all'intera Segreteria di Stato; come pure, con viva cordialità, ai Signori Ambasciatori presenti oggi in gran numero. I miei voti fanno eco all'augurio che il Signore stesso ci ha appena indirizzato, nella liturgia della Parola. Una Parola che, a partire dall'avvenimento di Betlemme, rievocato nella sua concretezza storica dal Vangelo di Luca (2,16-21), e riletto in tutta la sua portata salvifica dall'apostolo Paolo (Gal 4,4-7), diventa benedizione per il popolo di Dio e per l'intera umanità.
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EticaLiberi di vivere
Consigliamo la lettura di questo testo sia per la forma agile sia perché, immergendo il lettore nel senso profondo della malattia, aiuta a recuperare l'ineludibile e imprenscindibile coscienza del limite.
Senza il limite l'uomo non è tale ma una scheggia impazzita che non solo nega il sé a se stesso ma lo rende una caricatura allontanandolo dalla condivisione e dai... - > continua
testimonianzeCome sono ridiventato cristiano
Non è dunque un testo di spiritualità classica o di formazione spirituale quello che proponiamo ma più che altro un testo-testimonianza.
Un percorso di un fratello che ha cercato e cerca, con la forza della ragione, la profonda "pertinenza del messaggio cristiano" nell'esistenza.
Insoddisfatto della narrazione solo «orizzontale» e cronachistica dei fatti... - > continua
Roccella: il governo ha deciso, chi è disabile non sarà fatto morire di fame
Nessun ospedale italiano permetterà che Eluana Englaro venga lasciata a morire. Il Ministero della salute ha ieri messo la parola fine sulle tante voci di stampa intorno al possibile luogo per l'esecuzione definitiva della sentenza pendente sul capo di Eluana. Non era dunque il capriccio di un solo ospedale o di una sola regione quello che fino ad ora aveva impedito l'atto finale, ma... - > continua
Sgreccia: su aborto ed eutanasia l’Italia rischia un pericoloso scivolamento
Anzitutto nella Dignitas Personae c'è una trattazione ufficiale di alcuni aspetti che nella precedente analoga Istruzione, la Donum Vitae, non si trovavano, se non per un breve accenno ridotto a qualche parola. Per esempio non era affrontato il problema della clonazione terapeutica o riproduttiva, nonché tutti gli aspetti relativi all'utilizzo delle cellule... - > continua