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LA PSICOLOGIA DEL DIALOGO
1.
PROPOSTA PER UNA DEFINIZIONE DI DIALOGO
1)
definizione etimologica:
-
dal latino dialogus, che deriva dal greco dialògos: conversazione.
2)
definizione principale secondo la lingua italiana:
-
discorso o discussione che si svolge tra due o più persone, contrario di
monologo
3)
definizione medico-psichiatrica:
-
dal suo significato originario di conversazione, e cioè il " trovarsi
insieme " con finalità e motivazioni diverse, la nozione di dialogo è
andata incontro ad una importante evoluzione.
A
partire dal pensiero antico sino ad Aristotele, il dialogo è divenuto il modo
privilegiato del discorso filosofico, e cioè il conversare, discutere,
domandare e rispondere tra persone associate dal comune interesse per la
ricerca, intesa nel senso di conseguire una
più ampia conoscenza sull'uomo e sul mondo.
-
nell'ambito della medicina e della psichiatria, si privilegiano due ambiti di
ricerca abbastanza ben circoscritti: quello della ricerca scientifica
propriamente detta e quello del rapporto medico/paziente, finalizzato ad
alleviare disagi e sofferenze e a promuovere una più ampia consapevolezza di sé,
del proprio mondo interno ed esterno.
Questa
seconda valenza non riguarda solamente il medico,ma tutti coloro i quali, a
vario titolo, si occupano della medesima finalità, ciascuno dalla propria prospettiva privilegiata, ad es.
religiosa, spirituale, solidaristica ecc.
Un
nuovo contributo sul tema è scaturito dalla psichiatria a indirizzo
psicanalitico, che ha proposto un modello teorico secondo il quale mentre il
dialogo avviene a livello cosciente tra due o più soggetti, contemporaneamente
si svolge anche in altre due direzioni:
I)
tra la coscienza e l'inconscio di ciascun singolo soggetto
II)
tra l'inconscio di un soggetto e quello del suo o dei suoi interlocutori e
viceversa:
ciò
ha condotto alla elaborazione di nuovi approcci e metodologie riguardanti il
dialogo.
2.
IL CONTRIBUTO DI S.FREUD
I)
Alcune precisazioni
Con
la nozione di " contributo" non si vuole sottintendere una
presentazione organica del pensiero dell'autore sul tema, corredata da relative
note e indicazioni bibliografiche.
E
ciò poiché tale approccio esula dalle finalità ed esigenze di tale corso.
Piuttosto
ci si limiterà ad indicare alcune nozioni fondamentali
entrate nel campo operativo di vaste aree della psichiatria e della
psicanalisi e inerenti al tema del corso.
Spesso,
tali nozioni non saranno presentate nella terminologia propria
tecnico-specialistica, ma attraverso delle esplicazioni di carattere
didattico-divulgativo, e ciò allo scopo di favorirne la comprensione per i non
" addetti ai lavori ".
Altresì,
al termine del capitolo relativo a ciascun autore, saranno presentate
indicazioni bibliografiche per chi volesse " entrare " più in
profondità con i concetti e le terminologie
Ad
es. per nel parlare delle pulsioni ( vedi sotto ) non si presenteranno le tre
teorie espresse in proposito da Freud in tempi diversi( di cui saranno date
precise indicazioni bibliografiche ), ma si farà riferimento a come la nozione
di pulsione originariamente formulata da Freud, è più universalmente accettata
oggi, secondo la opinione personale, ovviamente, di chi scrive ( = pulsioni
sessuali e di potenza ).
Saranno
anche introdotte nozioni nuove elaborate da analisti di formazione freudiana
dopo la morte del maestro e accolte diffusamente dalle scuole psicoanalitiche.
Tali
precisazioni sono da considerarsi valide anche
per i " contributi " riguardanti gli altri autori .
II)
La Psiche
Secondo
Freud la psiche si articola in due strutture, l'inconscio e la coscienza:
-
INCONSCIO: consiste nelle attività psichiche che si originano al di là del
campo della coscienza.
Esse
sono di diversi tipi:
1)
le pulsioni:
sono
i bisogni fondamentali e i desideri che scaturiscono dagli istinti; le
principali sono la pulsione sessuale e la pulsione di potenza ( che si può
ricondurre alla nozione freudiana di pulsione di autoconservazione, che insieme
alla pulsione sessuale, forma la pulsione di vita); si alimentano principalmente dagli istinti di riproduzione e
di sopravvivenza, trasmessi geneticamente.
2)
il segnale angoscia:
l'angoscia
si definisce come un " sentimento penoso di attesa
", che si manifesta quando i bisogni e i desideri pulsionali di
vario tipo sono inappagati in parte o in toto.
3)
le operazioni difensive:
sono
attività psichiche finalizzate al contenimento e superamento del segnale
angoscia, fonte di sofferenze e disagio psicofisico.
Le
operazioni difensive si suddividono in immature e mature:
Le
principali difese immature sono le seguenti:
Negazione:
la rappresentazione che evoca angoscia accede alla coscienza, ma non è ritenuta
come propria.
Diniego:
è negata la realtà di un evento angoscioso o rappresentazione disturbante; così
il soggetto rifiuta di prendere coscienza, di esperienze,
impulsi, aspetti di
sé,
che sono penosi e dolorosi.
Proiezione:
operazione attraverso cui un soggetto localizza fuori di sé, in persone o cose,
ciò che rifiuta o non riconosce come proprio
Razionalizzazione:
spiegazione coerente sul piano logico e accettabile sul piano morale, di un
comportamento, sentimento, sintomo di cui non si vogliono scorgere le
motivazioni profonde.
Onnipotenza:
sentimento e/o pensiero di controllo a proprio piacimento di alcuni aspetti o
dell'intera realtà con ipervalutazione delle proprie qualità e possibilità.
Svalutazione
dell'Altro: sottovalutazione non giustificata dell'altro.
Idealizzazione:
sopravvalutazione non giustificata di una persona, cosa o situazione, in genere
per un notevole investimento affettivo dello stesso.
Svalutazione
di Sé: sottovalutazione non giustificata di Sé, spesso causata da sentimenti
di inferiorità e/o di colpa.
Rimozione:
operazione che mantiene fuori della coscienza le rappresentazioni angosciose.
Le
principali difese mature sono le seguenti:
Affiliazione:
il soggetto affronta conflitti emotivi e fonti di stress rivolgendosi agli altri
per un aiuto e sostegno.
Altruismo:
il soggetto riserva energie affettive, mentali e spirituali per esprimere
solidarietà a persone in difficoltà.
Autosservazione:
il soggetto affronta conflitti e motivi e fonti di stress, riflettendo sui
propri comportamenti, pensieri, sentimenti e motivazioni.
Intellettualizzazione:
è il grado più elevato di autosservazione, che consiste in una formulazione
teorica dei propri conflitti per padroneggiarli meglio.
Anticipazione:
consiste nella intelletualizzazione esclusivamente finalizzata a contenere e
superare conflitti emotivi e fonti di stress, elaborando inferenze anticipative
e modelli predittivi su possibili eventi futuri avvertiti come ansiogeni.
Repressione:
operazione per cui si controllano e inibiscono desideri e bisogni, che, se
espressi, comporterebbero conseguenze lesive per sé e/o gli altri.
Sublimazione:
è l'operazione attraverso cui si esprimono le attività più " nobili
" dell'essere umano, di tipo artistico, intellettuale, spirituale,
religioso e creativo in generale:
Secondo
Freud queste attività consistevano in uno Spostamento di istanze pulsionali
sessuali e/o aggressive, che erano state rimosse o represse.
Esistono,
inoltre le difese di tipo psicopatologico, che non rientrano nell'argomento
trattato.
4)
Ideale dell'Io:
L'Io
( vedi sotto ), e cioè la struttura più evoluta e differenziata della
personalità, si ispira ad un modello ideale da raggiungere, che è appunto
l'Ideale dell'Io; il confronto tra Io e Ideale dell'Io può generare sentimenti
di inferiorità.
5)
Super Io:
L'Io
si ispira anche ad un codice etico-morale di riferimento, rispetto al quale,
quando pensieri e i comportamenti non si mostrano adeguati, si possono
sperimentare sentimenti di colpa.
6)
Sogni e Fantasie:
Freud
aveva ipotizzato l'esistenza di una componente inconscia che era all'origine del
fenomeno dei sogni; secondo il suo punto di vista, essi esprimevano desideri
insoddisfatti e desideri inadeguati o proibiti dal Super Io e dall'Ideale
dell'Io.
Tale
componente confluiva anche in fantasie coscienti concernenti le stessi
tematiche; Freud ammetteva anche la esistenza di fantasie inconscie in stato di
veglia cosciente, che, ad es, erano all'origine di lapsus o atti mancati!
7)
Componente psicologica femminile nell'uomo e maschile nella donna:
Freud
aveva evidenziato nell'analisi dei suoi pazienti eterosessuali la presenza di un lato psicologico omosessuale,
spesso rimosso o represso, la cui integrazione cosciente era importante ai fini
del conseguimento di un migliore equilibrio psichico.
8)
Componente pulsionale trasgressiva e/o proibita:
Freud
aveva osservato fantasie trasgressive proibite nell'inconscio dei propri
pazienti.
Oggi
molti analisti ritengono che un " fondo " di fantasie di questo tipo
sia presente potenzialmente in ogni soggetto, anche nel caso in cui possieda
valide e solide basi morali.
In
tal senso è opportuno non assumere un atteggiamento di " scandalo " e
" condanna " verso noi stessi e gli altri quando tale " materiale
" psichico emerge dai sogni o fantasie che si presentano spontaneamente
alla coscienza.
Piuttosto,
è più costruttivo prenderne atto, imparare a conoscerle; ciò permette di
tenerle " sotto controllo ", nell'ambito di una approccio più umile e
costruttivo a noi stessi, come soggetti in continua crescita ed evoluzione, che
non devono mai cedere ad una visione " onnipotente " della propria
dimensione spirituale ed etico-morale.
9)
Componente enigmatica e misteriosa:
Freud
ha sempre insistito sulla irriducibilità dell'inconscio rispetto alle capacità
e possibilità interpretative della coscienza; su questo aspetto c'è ormai una
concordanza pressoché ubiquitaria tra gli analisti di varia formazione:
ciascuno di noi presenta un lato psichico profondo che sfugge ad ogni tentativo
di integrazione da parte della coscienza, rispetto al quale il nostro Io, se si
volesse confrontare con questa dimensione psichica, sarebbe come una barca che
si accinge a esplorare un mare sconosciuto.
Da
esso potenzialmente, possono scaturire incontri con paesi mai visti, isole
meravigliose, tempeste terribili od
uragani distruttivi; ciò costituisce un ulteriore contributo ad un
atteggiamento di responsabile cautela rispetto al tema della conoscenza e
consapevolizzazione del nostro mondo interiore.
Rispetto
ai punti 6,7,8 e 9 vi ritorneremo più avanti con il contributo specifico di
C.G.Jung, che ha dedicato molti studi e ricerche a tali tematiche.
-
COSCIENZA: è la struttura della psiche che ha le seguenti funzioni :
1)
percezione sensoriale della realtà esterna, dei bisogni istintuali e dei
desideri fondamentali e dei sentimenti della serie piacere/dispiacere ( psichici
e somatici )
2)
pensiero e intelligenza ( utilizzo il più ottimale possibile del pensiero
stesso )
3)
azione ( attraverso il controllo della muscolatura volontaria che consente il
movimento )
4)
Io: è la componente più evoluta e differenziata della coscienza, che consiste,
essenzialmente, nella propria identità psicologica e sessuale ( = la
autoconsapevolezza del proprio essere e divenire nel tempo e delle differenze
rispetto agli altri e al mondo esterno ) e la capacità critica e di giudizio;
da ciò scaturisce il potenziale di autonomia e di iniziativa di ciascun
individuo.
L'Io
concorre anche alla genesi e al rafforzamento dell'Ideale dell'Io e del
Super-Io.
III)
Il contributo della psicoanalisi freudiana al Dialogo
L'argomento
in questione è particolarmente ricco e complesso e in questa sede non è
possibile trattarlo con la dovuta estensione; ci si limiterà ad evidenziane
alcuni aspetti, in una discussione
inevitabilmente parziale e schematica
-
il contributo della nozione delle operazioni difensive immature e mature; esse
costituiscono una vera e propria " chiave di accesso " al mondo
interno e alle attitudini psicologiche e comportamentali dell'essere umano, sia
in una dimensione di autoascolto e di autosservazione interiore, che in un
contesto relazionale.
In
entrambe le circostanze, una riflessione su di esse può guidare ad una modalità
di dialogo intrapersonale e intersoggettivo, in grado di stimolare nuove forme
di consapevolizzazione di sé e dell'altro, elaborando modalità più
costruttive nelle dimensioni dell'essere e del divenire
-
il contributo simbolico dei sogni e delle fantasie, che se interpretate,
promuovono una migliore consapevolizzazione di sé, degli altri e del mondo
esterno, arricchendo l'esperienza del dialogo con un contributo specifico e
originale: ciò accade in specie nel dialogo del rapporto medico-paziente, dove
la interpretazione di sogni e fantasie, si rivela non rare volte decisiva
-
il contributo, più generale, ma non meno prezioso, di una concezione del
dialogo che abbia l'umiltà e la serenità di non cadere in visioni "
onnipotenti " circa la conoscenza di sé, del proprio mondo interno ed
esterno, e che pur non escludendo una dimensione ermeneutica che non si dà
limiti precostituiti, sappia però non perdere mai di vista la necessaria
cautela e umiltà interpretativa.
BIBLIOGRAFIA
Letture
consigliate:
1)
sulle Teorie di S.Freud riguardanti le Pulsioni e l'Angoscia:
-
J. Bergeret " Psicologia Patologica " Ed. Masson pp 62- 80
2)
sulle Operazioni Difensive:
-
V.Lingiardi F.Madeddu " I meccanismi di difesa "Ed. R.Cortina
3)
sulle Teorie del Sogno:
-
vedi 1)
-
S. Foglia: " I simboli del sogno " e " Il sogno e le sue
interpretazioni " Ed.
Tascabili
Economici Newton 44 e 12
4)
Voci: Inconscio, Coscienza, Fantasia, Io, deale dell'Io, Super-Io, Omosessualità,
Trasgressione in: U.Galimberti " Dizionario di Psicologia " UTET
3.
IL CONTRIBUTO DI M.KLEIN
I)
Introduzione
Melania
Klein ha dato un contributo di fondamentale importanza alla psicanalisi, a tal
punto da contribuire alla formazione di una corrente di pensiero e di una
scuola, detta di tipo " kleiniano "; ella ebbe come punto di
riferimento le opere e le teorie di S.Freud, alle quali seppe ispirarsi
felicemente, ma anche discostarsi con acute osservazioni cliniche e formulazioni
teoriche.
Di
straordinaria importanza i suoi studi sullo sviluppo psicologico del bambino e
la sue nozioni di " Posizione Schizoparanoide " e " Posizione
Depressiva ", sulle quali si accentrerà la nostra attenzione, dopo una
sintetica presentazione della cosidetta " Pulsione di Morte ".
II)
Pulsione di Morte
S.Freud
elaborò tre diverse Teorie delle Pulsioni; nell'ultima, che riteneva
definitiva, egli elaborò la nozione di Pulsione di Morte; egli giunse alla
conclusione che nella psiche dell'uomo agivano:
l)
la Pulsione di Vita, che mira ad una tutela e ad un rafforzamento della propria
integrità psicofisica, sia sotto
il profilo dei bisogni e dei desideri fondamentali che della propria espressione
sessuale, affettiva e spirituale.
2)
La Pulsione di Morte: essa si manifesta nell'essere umano fin dalla nascita e la
sua meta consiste in un annullamento autodistruttivo sia psichico che fisico;
per Freud questa spinta autodistruttiva era specifica e intrinseca nella materia
biologica e si era formata in tale materia fin dalle origini: " una
pulsione sarebbe dunque una spinta, insita nell'organismo vivente, a
ripristinare uno stato precedente al quale l'organismo ha dovuto rinunciare
sotto l'influsso di forze perturbatrici provenienti dall'esterno...(1) " .
Nella
prima forma generatasi di sostanza vivente accadde ciò: " la tensione che
sorse allora in quella che era stata fino a quel momento una sostanza inanimata
fece uno sforzo per autoannullarsi; nacque così la pulsione a ritornare allo
stato inanimato...se possiamo constatare come fatto assolutamente certo e senza
eccezioni che ogni essere vivente muore ( ritorna allo stato inorganico ) per
motivi interni, ebbene, allora possiamo dire che la meta di tutto ciò che è
vivo è la morte, e considerando le cose a ritroso, che gli esseri privi della
vita sono esistiti prima di quelli viventi (1) ".
Circa
la Pulsione di Vita, Freud ammette che essa esista e si esprima attraverso
tendenze istintuali e pulsionali di tipo autoconservativo; esse fanno parte del
nostro patrimonio ereditario e psichico, ma si sono formate e strutturate nelle
specie viventi fino all'uomo, non per una spinta interna, cioè intrinseca alla
materia vivente di per se, ma solo per l'influenza dell'ambiente esterno.
Per
Freud vi sono stati questi passaggi successivi:
-
la materia inorganica, sotto l'influenza casuale dell'ambiente eterno, ha
formato le prime
molecole
organiche, nelle quali si è subito manifestata la tendenza a ripristinare
l'equilibrio originario di tipo inorganico, che era stato turbato
-
le molecole organiche, sotto la stessa influenza casuale, hanno dato origine, ad
un dato momento, al primo organismo unicellulare, nel quale era insita fin
dall'inizio, la stessa spinta a ripristinare la condizione inorganica
precedente.
A
questo punto non può non sorgere spontaneamente una domanda:
Ma
come si sono allora potuti formare organismi pluricellulari più complessi, fino
ad arrivare agli animale e allo stesso essere umano?
Freud
giunse a questa ipotesi della Pulsione di Morte gradualmente e ciò
principalmente attraverso la sua esperienza clinica: egli rimase profondamente
colpito dalla constatazione che non pochi pazienti evitavano ogni cambiamento e
tendevano a ripetere comportamenti pur sapendo benissimo che erano dannosi e
controproducenti; altri interrompevano la cura
prima
che fosse ultimata oppure costringevano il terapeuta a rimproverarli con severità,
fino a cercare di ottenerne il disprezzo; dei paz. andavano poi invariabilmente
incontro allo stesso destino, nel senso che ad es. i loro rapporti di amicizia
si concludevano regolarmente con il tradimento del presunto amico e i rapporti
di amore con l'abbandono
da
parte della persona amata.
Poi
Freud si convinse che esistevano prove a favore di tale ipotesi anche dal mondo
animale: " certi pesci, per esempio, nella stagione della fregola,
affrontano lunghe e laboriose migrazioni per deporre le uova in
determinate acque, lontanissime da quelle in cui abitualmente risiedono; ora,
secondo l'opinione di molti biologi, si limitano a ritornare nelle località
dove risiedevano prima le loro specie, che nel corso del tempo si sono poi
trasferite in altre zone. La stessa spiegazione può valere per le migrazioni
degli uccelli di passo; ma se pensiamo...come l'embrione...sia costretto a
ricapitolare, nel suo sviluppo, le strutture di tutte le forme da cui...deriva,
invece di muovere verso la sua configurazione definitiva per la via più rapida
e breve... (1) ".
III)
Proiezione della Pulsione di Morte
Per
Freud e per Melania Klein, alla nascita, l'essere umano presenta una spinta
autoaggressiva, che tende ad un ritorno alla condizione inorganica e ciò
attraverso un annichilimento psichico e fisico ( = masochismo primario ).
Nel
normale sviluppo della personalità, tale Pulsione di morte viene deviata verso
l'esterno
e
si trasforma in un tipo di aggressività che è finalizzata ad una tutela
moralmente e socialmente accettabile di sè e delle proprie esigenze; e ciò
grazie alla contemporanea maturazione della Pulsione di Vita, che tende ad una
progressiva maturazione psicofisica e relazionale.
Quando
non vi è un adeguato sviluppo della Pulsione di Vita, la Pulsione di Morte ha
il sopravvento e può esprimersi sia attraverso una eteroaggressività
esasperata e distruttiva sia con una autoaggressività; esistono anche forme più
" larvate " del predominare della P. di Morte, come
quei soggetti che nella vita affettiva e nei rapporti interpersonali si
contraddistinguono per una scarsa o nulla attenzione alla dignità e al rispetto
dell'altra persona. Ciò sarebbe anche alla base di molte espressioni di
violenza sessuale e non, che esercitano alcune persone nei riguardi di vittime
indifese e, persino, verso i propri figli.
Con
tale espressione M.Klein fa riferimento ad una modalità di porsi nella rapporto
con l'altro ( che in psicanalisi è chiamato " Oggetto ").
Per
il lattante, l'Oggetto è rappresentato dal Seno/Madre:
-
quando il Seno/Madre è presente, nutre e protegge il bambino, questo ultimo
lo vive come Oggetto "
Buono "
-
quando il Seno/Madre è assente e il bambino soffre per la fame e la sete, lo
vive come Oggetto " Cattivo " che lo fa star male.
Secondo
la Klein, il bambino non si rende conto che si tratta dello stesso Oggetto, cioè
di una sola persona o madre, bensì di due Oggetti completamente diversi:
-
nel momento in chi si rapporta con l'O. Buono, il bambino vive pienamente, ed è
compenetrato in modo intenso, dalla Pulsione di Vita
-
nel momento della disperazione in cui sente i morsi della fame e della sete, il
bambino si tuffa invece nella esperienza della Pulsione di Morte: si sente
profondamente sofferente, disperato e abbandonato; soffre e si sente non solo
minacciato nella sua stessa integrità, ma anche perseguitato da un Oggetto Cattivo malevolo, che gli sottrae
ciò che per lui è di più prezioso e vitale; ha paura di essere annientato e
sperimenta una " Angoscia
Persecutoria ": nel suo mondo interno, la P. di Morte contribuisce allo
sviluppo di immagini inconsce minacciose potenti e terrifiche ( che si ritiene
abbiano contribuito al materiale leggendario e mitico dei mostri che popolano il
mondo fiabesco e l'immaginario dei bambini! ).
A
questa espressione della P. di Morte che aggredisce il bambino dall'interno, se
ne origina immediatamente un'altra diretta verso l'esterno, e cioè verso il
Seno/Madre Cattivo: il bambino ha fantasie aggressive e distruttive nel suoi
riguardi, e ciò senza alcuna remora o freno inibitorio, dato che si sente
ingiustamente e pericolosamente minacciato nella sua stessa essenza vitale: tali
fantasie sono permeate, meglio dire " infarcite ", da Sentimenti di
Rabbia, Rancore, Odio e Vendetta.
A
causa di tale " Scissione dell'Oggetto ", la Klein chiamò questa fase
dello sviluppo " Posizione
Schizoparanoide "; in essa, il bambino era in grado di rapportarsi e
interiorizzare solamente in funzione ad un " Oggetto Parziale ".
Per
la Klein i sentimenti di
Rabbia/Rancore/Odio/Vendetta e le Fantasie aggressivo-distruttive hanno la loro
origine nella esperienza, comune a tutti gli esseri umani, della Posizione
Schizoparanoide.
Quando
però, la maturazione psichica e fisica del bimbo lo condurrà a
consapevolizzare che, in realtà, la madre è una e una soltanto, allora
riconoscerà di trovarsi di fronte ad un " Oggetto Totale "; ne
consegue che, ripensando ai Sentimenti di
Rabbia/Rancore/Odio/Vendetta
e alle Fantasie aggressive e distruttive provate a suo tempo nei riguardi della
stessa madre ora amata, proverà un naturale " Senso di Colpa " e
bisogno di " Riparazione ".
Il
bambino è passato dalla Posizione Schizoparanoide alla " Posizione
Depressiva ": è in colpa e si sente triste!
Al
posto del desiderio della Vendetta ( che potremmo definire come il bisogno di
distruggere una odiata figura sentita nell'inconscio come persecutoria ), il
" Senso di Colpa " e il desiderio della " Riparazione "
conducono a Sentimenti di Protezione e di Amore verso la madre oramai "
Oggetto Totale ": emerge un senso di responsabilità, una volontà di
riparare il male che si è creduto di fare, di conservare e proteggere le
persone care e preziose: si generano così altri sentimenti preziosi, come
quelle della Solidarietà, Spirito di Sacrificio, Speranza, Rispetto, e senso
Morale.
Per
la Klein, quindi, la Sublimazione affonda le sue radici nella Posizione
Depressiva ( la cui Angoscia specifica è la " Angoscia Depressiva "
).
V)
La Fissazione alla Posizione Schizoparanoide
Negli
adolescenti e negli adulti che per motivi diversi non hanno conseguito la P.
Depressiva, si delinea una Fissazione alla P. Schizoparanoide: si tratta di
soggetti caratterialmente vendicativi e rancorosi; non avendo raggiunto la P.
Depressiva, sono tendenzialmente pervasi dalla Angoscia Persecutoria, si sentono
costantemente e ingiustamente minacciati; privi del Senso di Colpa e del bisogno
di Riparazione, sono invece convinti che il il male che compiono e i gesti
distruttivi che fanno, sono ampiamente giustificabili per le violenze e le
ingiustizie patite da parenti, altre persone o la società nel suo insieme.
Naturalmente
ciò può variare da casi di gravità lieve, dove i sentimenti vendicativi e le
fantasie distruttive rimangono più un vissuto soggettivo, fino a casi estremi,
come, ad es.i Serial-Killers!
Vi
sono poi soggetti i quali rimangono come in una specie di guado intermedio e
oscillano tra la P. Schizoparanoide e la P. Depressiva: quando si trovano nella
prima, vivono e sperimentano il
proprio Oggetto d'Amore come
persecutorio, minaccioso e pericoloso; quando gravitano nella seconda, lo stesso
Oggetto d'Amore diviene positivo e rassicurante; si tratta di casi di frequente
riscontro ( ad es. coppie di coniugi che litigano, si lasciano e ritornano
insieme continuamente, magari il
giorno prima si picchiano a sangue e poi quello dopo camminano mano nella mano,
lei con un occhio nero, lui pieno di graffi in volto! Oppure il caso del coniuge
eterno indeciso, che fa trascorrere gli anni senza sapere bene se vuole
continuare a stare o meno, con la moglie o, viceversa, il marito!)
Per
tali soggetti si parla anche di Organizzazione Borderline di Personalità.
VI)
La Identificazione Proiettiva
Secondo
la Klein, come già detto, il bambino che si trova nella P. Schizoparanoide,
presenta delle fantasie aggressivo-distruttive nei riguardi del Seno/Madre
Cattivo.
Tra
le più importanti vi è la cosiddetta " Identificazione Proiettiva ",
che si articola nelle seguenti modalità:
-
il bambino elabora all'interno del suo sistema psichico, pervaso dalla paura,
dall'odio e dal desiderio dei vendetta, un Fantasma, dotato, nelle sue fantasie,
di poteri di controllo e di distruzione
-
lo scinde poi dal suo sistema psichico e lo proietta all'interno dell'Oggetto
Materno per controllarlo, possederlo ed eventualmente distruggerlo.
VII)
Invidia, Gelosia e Pensiero Magico-Superstizioso
-
la " Invidia " consiste in una fantasia di intrusione forzata entro
un'altra persona e la sua vita, per distruggerne gli attributi migliori:
presuppone, inizialmente, un sentimento di ammirazione
-
si differenzia dalla " Gelosia ", dove la volontà distruttiva è
orientata verso un rivale che minaccia il proprio oggetto d'Amore
-
" Pensiero Magico-Superstizioso ": consiste nel convincimento
soggettivo di alcuni soggetti ( maghi e/o stregoni ) di poter proiettare in cose
o persone poteri che esulano dal
contesto della causalità scientifica, a scopo benefico o malefico.
Si
noti come la identificazione Proiettiva entri in gioco in queste tre importanti
esperienze psichiche umane.
VIII) Il Contributo della psicoanalisi kleiniana al Dialogo
Tra
i molteplici contributi di M.Klein sul tema del dialogo, ritengo di particolare
importanza sottolineare i seguenti:
-
la grande influenza delle Posizioni Schizoparanoide e Depressiva sulla
disponibilità all'Ascolto dell'Altro e alla Interiorizzazione del suo punto di
vista e del suo contributo critico; il soggetto rimasto " fissato "
alla P. Schizoparanoide vivrà non solo eventuali osservazioni critiche
costruttive come insidiose, ma sarà portato a non fidarsi o a vedere presunti
secondi scopi " malevoli " anche in forme di reale disponibilità e
solidarietà.
Sarà
necessario essere particolarmente pazienti e disposti a tollerare delle
Identificazioni Proiettive negative senza perdere la pazienza, continuando, nei
limiti del possibile, a offrire la propria disponibilità.
Particolare
attenzione dovrà essere riservata a quei soggetti che parlano delle proprie
situazioni e di se stessi, mostrando un contesto permeato di risentimento,
rancore e fantasie di vendetta: sarà importante comprendere se i presunti torti
o violenze subite sono veritiere o se si tratta di una modalità di lettura del
mondo, che riflette una sostanziale difficoltà e/o incapacità a impegnarsi
costruttivamente e responsabilmente nei rapporti interpersonali e nei propri
impegni.
-
la importanza della difesa della Scissione dell'Oggetto, come chiave di lettura,
comprensione e possibilità di aiuto e supporto di chi tende a descrivere
persone care e/o situazioni ambientali oscillando da una immagine positiva ad
una negativa; importante sarà supportare tali soggetti lungo il cammino di una
integrazione delle immagini con una più serena accettazione della realtà
-
molto utile sarà anche esplorare la tendenza a credere a maghi, stregoni e
forme di superstizione; tali credenze, radicate nella difesa della
Identificazione Proiettiva e in una Angoscia di tipo Persecutorio, saranno
indicative di una personalità immersa in una " atmosfera " di
tipo " schizoparanoideo
".
Bibliografia
(1)
S.Freud " Al di là del Principio di Piacere " 1920 pp 61-65
Letture
Consigliate
1)
Sulle Posizioni Schizoparanoidea, Depressiva e Identificazione Proiettiva
R.D.
Hinshelwood " Il modello kleiniano nella clinica " R.Cortina Editore
Cap.VI-VII
2)
Sulla Pulsione di Morte, Fantasia Inconscia e Aggressività:
R.D.
HinshelWood Voci in " Dizionario di Psicoanalisi Kleiniana " R.Cortina
Editore
La
Melanconia
Il
grande psichiatra L.Binswanger, ebbe il merito di introdurre una " lettura
" di tipo fenomenologico delle principali manifestazioni psichiche
dell'essere umano.
In
questo contesto, si farà un esclusivo e sintetico riferimento al suo contributo
sulla interpretazione della melanconia.
Binswanger
accolse il punto di vista di Husserl, il quale sosteneva che la coscienza si
caratterizzava per una " intenzionalità " e per una " temporalità
" (1).
I
" momenti intenzionali costitutivi e strutturali degli oggetti temporali
" (2) e cioè il passato, il presente e il futuro, furono designati da
Husserl, rispettivamente:
-
retentio ( passato )
-
praesentatio ( presente )
-
protentio ( futuro )
Essi,
normalmente, si integrano a vicenda e contribuiscono a plasmare un " tema
", potremmo dire degli eventi cardine, intorno ai quali ruotano i progetti
della nostra esistenza, i quali danno un senso al nostro essere e al nostro
divenire.
Questo
tema è il cosiddetto " Woruber " ( = ciò, di cui "): "
protentio, retentio e praesentatio non sono...da considerarsi pietre isolate
nella costruzione della oggettività temporale....mentre parlo, dunque nella
praesentatio, ho già delle protenzioni, altrimenti non potrei terminare la
frase; allo stesso modo ho, durante la praesentatio, anche la retentio,
altrimenti non saprei ciò di cui parlo " (3).
Nella
Melanconia i " modi "
della oggettività temporale sono, in realtà,
" difettosi " e ciò costituisce una importante e originale
chiave di lettura dei due sintomi cardine della melanconia:
-
la retrospezione melanconica
-
la prospezione melanconica
La
Retrospezione Melanconica
Tale
retrospezione è sempre introdotta da frasi del tipo: " se avessi, se non
avessi " seguite immancabilmente dalla rievocazione del fatto di cui ci si
autocolpevolizza ".
Binswanger
cita il caso clinico della Signora Munch, che aveva sviluppato una grave
melanconia dopo la morte del marito, avvenuta in una gita insieme, che lei
stessa aveva organizzato.
La
Signora ripeteva in continuazione: " se non avessi mai proposto la gita!
".
Come
si può osservare, i modi della oggettività temporale risultano "
alterati:
1)
il " se non avessi..." della paziente esprime una possibilità; essa
però e del tutto priva di valore e di sviluppo, è del tutto irrealizzabile: risulta essere, in definitiva, una
possibilità " vuota ", nel senso che non potrà mai avverarsi:
2)
quando però il discorso verte su delle " possibilità " ci troviamo
di fronte ad un qualcosa che riguarda il futuro e cioè a degli " atti
protentivi "!
3)
tali " atti protentivi " finiscono col divenire così prigionieri del
passato, dato che non potranno mai realizzarsi e sono solo " vuote
intenzioni ".
Ciò
produce conseguenze rilevanti: la protentio si allontana da un tema da
interpretare e concretizzare, rimane come sospesa e a se stante: così il futuro
diviene vuoto o, se si preferisce, si ha il vuoto come futuro.
La
protentio, e cioè la libera possibilità, si ritira nel passato, anzi, ne
diviene prigioniera: " non si giunge più ad un Woruber vero e proprio, ma
soltanto ad una vana discussione; questo però è un segno che essendo turbata
la protentio, è turbato tutto il processo, tutto il flusso e il carattere di
continuità non solo della temporalizzazione, ma anche del pensiero in generale
" (4)
4)
l'autoaccusa è quindi una sintesi tra momenti ritentivi e protentivi: questo è
il " modo difettoso della oggettività temporale che spiega la
retrospezione melanconica ".
Prospezione
Melanconica
L'aspetto
delirante, è cioè l'assurdità di contenuto, della prospezione melanconica è
che la perdita attesa non è considerata una ipotesi o una possibilità od un
grave rischio, bensì è ritenuta come ineluttabile, come già accaduta, a
dispetto di ogni evidenza logica o considerazione critica.
Essa
ha il carattere dell'evidenza e il melanconico non si lascia convincere dai
fatti.
Binswanger
nota come " abbiamo dunque una situazione opposta a quella dell'autoaccusa
melanconica: ora infatti è nella protentio che s'infiltrano momenti retentivi,
e lo dimostra la constatazione che il melanconico considera di regola la perdita
non come imminente, ma come già accaduta" (5)
In
questo caso è il passato che viene ad essere proiettato in un futuro che ne
rimane irrimediabilmente segnato.
Tra
retrospezione e prospezione, la presentatio del melanconico si inscrive e
fluisce nello " stile della perdita ": il tema, il Woruber è,
appunto, " la perdita ", qualunque ne sia il contenuto specifico.
Il
Contributo del pensiero di Binswanger alla psicologia del Dialogo
-
al di là della clinica vera e propria, dove la retrospezione e la prospezione
melanconica raggiungono " punte apicali ", si può ragionevolmente
affermare che molte persone, psichicamente non affette da particolari malattie o
disturbi psicopatologici, vivono immerse in una " atmosfera "
da retrospezione e/o prospezione simili a quelle del melanconico vero e
proprio:
Si
tratta di soggetti i quali o sono lontani o sono ancora solo parzialmente vicini
a Gesù e alla Chiesa: non ancora interiorizzato che l'Alleanza con nostro
Signore, così felicemente resa manifesta da Decalogo e dalla adesione alla
Comunità Cattolica, consente di potersi riabilitare dai passati più critici e
distruttivi e di potere essere autentici protagonisti
del proprio presente e futuro.
Si
tratta di soggetti che sono latentemente pervasi da note di "
retrospezione ": Riconducono le loro difficoltà contingenti a ingiustizie
o torti di vario genere subiti in passato, a cui danno un carattere di quasi
ineluttabilità: problemi in famiglia, occasioni perse, eventi sfortunati,
problemi di salute, ostacoli nell'ambito lavorativo e sentimentale ecc., nonché
ipotetici " malefici " o " fatture " di cui sono stati il
bersaglio.
Altri
sono interessati, invece, da note di " prospezione ": essi sono
convinti di essere " segnati " da un destino avverso e per essi,
ormai, non c'è speranza di cambiamento o di potersi risollevare da certe
situazioni personali, sentimentali e/o lavorative.
Alle
volte confluiscono insieme sia aspetti di retrospezione e prospezione: in questi
casi una costante è quella del ricorso a maghi, maghe, presunti sensitivi o
guaritori, stregoni ecc.
Infatti,
il soggetto parte dal convincimento personale che essendo il suo passato,
presente e futuro profondamente condizionato da forze avverse negative che vanno
al di là della sua influenza e volontà, solo l'intervento di presunti "
mediatori " tra questo mondo e il loro, possa cambiare il corso degli
eventi che si rivela sfavorevole.
-
un altra grave manifestazione sottesa da una prospezione melanconica è quella
della presenza e della continua diffusione ed espansione delle Sette
Avventistiche o che comunque ritengono ormai prossima l'Apocalisse e la fine dei
tempi: si noti il carattere delirante di considerare l'evento apocalittico non
come possibile ma come certo, come oramai avvenuto, con tutto quello che ne
consegue di rituali o cerimoniali drammatici e dal carattere ultimativo per
poter raggiungere l'agognata " salvezza ".
Come
si può notare, i partecipanti a queste sette hanno rinchiuso e annullato il
proprio futuro nell'evento apocalittico, frutto in realtà di ideazioni e
fantasie deliranti scaturite da un passato profondamente confuso e disorientato:
per riprendere il linguaggio di Binswanger, la retentio, malata, si è fusa con
la protentio che ne è rimasta inquinata e distorta, mentre la praesentatio, è
ridotta ad una attesa disperata avulsa da ogni progettualità e presenza
autentiche e di ampio respiro.
-
da tali considerazioni scaturisce l'importanza che il dialogo volto al sostegno
e alla solidarietà verso chi si trova nella difficoltà e nella sofferenza, o,
il che a volte è peggio, in una sorta di " beata " ignoranza, sia
condotto, con discrezione, in modo tale da poter comprendere se
nell'interlocutore vi sono, in maniera parziale o totale, dei " modi
difettosi " dell'oggettività temporale, per poterlo rendere consapevole di
ciò e guidarlo ad una visione più serena e costruttiva rispetto alle proprie
possibilità di incidere sul proprio passato, presente e futuro, in una
atmosfera di autentica esperienza solidaristica e comunitaria.
Bibliografia:
(1)
L.Binswanger Melanconia e Mania p 13 Boringhieri
(2)
op.cit. p 33
(3)
op.cit. p 33
(4)
op.cit. p 35
(5)
op.cit. p 49
Letture
consigliate
Sulla
concezione della melanconia di L.Binswanger:
-
L.Binswanger Melanconia e Mania Boringhieri 1983
Sul
contributo della fenomenologia alla psichiatria:
-
C.L.Cazzullo C.Sini Fenomenologia:
Filosofia e Psichiatria Masson 1984
-
nel paragrafo " Alcune definizioni in forma sintetica e divulgativa "
delle Dispense del Corso del Biennio di Specializzazione 1994/95: F.Simonucci
" I Simboli archetipici e la loro universalità nel pensiero di C.G.Jung
"; in particolare, la lettura delle voci: Anima, Animus, Persona,
Personalità, Ombra, Doppio e Inconscio Collettivo.
Si
ritiene quindi opportuno acquisire tale materiale per la trattazione
dell'argomento in questione, che presenta anche le relative indicazioni
bibliografiche.
6.
IL CONTRIBUTO DI O.KERNBERG
Egli
distinse 3 differenti Organizzazioni della personalità:
1-
Nevrotica
2
- Borderline
3
- Psicotica
1)
La Organizzazione Nevrotica si caratterizza per:
-
la presenza di un Io in grado di adottare operazioni difensive mature, al fine
di affrontare e contenere l'esperienza dell'angoscia; il ricorso alle operazioni
difensive immature è limitato a quelle " nevrotiche " propriamente
dette e ad un ricorso moderato alle difese " narcisistiche " e di
" diniego " ( vedi Appendice )
-
la presenza di una chiara e definita identità psicologica e sessuale
-
la presenza di una capacità di descrivere se stesso in modo sufficientemente
unitario, coerente e realistico
-
la presenza della capacità di descrivere le figure significative della propria
esistenza.
2)
La Organizzazione Borderline della Personalità si caratterizza per:
-
la presenza di un Io che adotta principalmente operazioni difensive immature, in
specie di tipo " borderline " ( vedi Appendice ), " narcisistiche
" e di " diniego ", specie la razionalizzazione e la negazione
-
la presenza di una indefinita e non chiara psicologica e sessuale, con pensieri,
comportamenti e affetti che hanno la caratteristica di essere opposti e
coscienti
-
la carenza della capacità di descrivere se stesso in modo unitario, coerente e
realistico
-
la carenza della capacità di descrivere le figure significative della propria
esistenza, con un atteggiamento ambivalente nei riguardi delle stesse. ora di
idealizzazione, ora di svalutazione.
3)
La Organizzazione Psicotica della personalità, può essere " Compensata
" o " Scompensata ":
Compensata:
-
la presenza di un Io che adotta principalmente difese immature, con particolare
riferimento alle difese di " diniego " e " proiezione " (
vedi Appendice )
-
la presenza di una identità psicologica e sessuale particolarmente rigida,
scarsamente adattabile, non recettiva alle reazioni affettive e dialettiche
degli interlocutori e priva della capacità di autocritica e di giudizio; le
interpretazioni di tali soggetti sulle
cause delle proprie problematiche e difficoltà personali, sono principalmente
di tipo proiettivo, e cioè tendono ad attribuire a persone o situazioni esterne
la responsabilità del propri malesseri ( familiari, ambienti di lavoro,
alcuni eventi ecc. )
-
la assenza della capacità di descrivere se stessi in modo, unitario, coerente e
realistico
-
la assenza della capacità di descrivere le figure significative della propria
esistenza, che sono " imprigionate " da proiezioni svalutanti del
soggetto stesso.
Quando
si manifesta un quadro psicotico psicopatologico di qualsiasi tipo: deliri,
tentativi di suicidio, sindromi allucinatori, suicidio allargato ecc.
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