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TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA PDF Stampa E-mail
Scritto da S. Luigi Maria Grignion de Montfort   
assunta-di-murillo.jpg MARIA NEL DISEGNO DI DIO E NEL DISEGNO DELLA CHIESA
[1] Per mezzo della ss. Vergine Maria Gesù Cristo venne nel mondo, ancora per mezzo di lei deve regnare nel mondo (1). Maria è un mistero [2] Maria visse tanto nascosta da essere chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa Alma Mater (2), Madre nascosta e riservata. Fu così profondamente umile da non avere, sulla terra, attrattiva più forte e continua che di nascondersi a se stessa e ad ogni creatura per essere conosciuta da Dio solo. [3] Per esaudirla nelle richieste che gli fece di tenerla nascosta, povera e umile, Dio si compiacque di non rivelarla quasi a nessuna creatura nel concepimento, nella nascita, nella vita, nei suoi misteri, nella risurrezione e nell'assunzione. I suoi stessi genitori non la conoscevano e gli angeli si chiedevano spesso l'un l'altro: «Chi è costei» (3). L'Altissimo infatti, l'occultava ai loro sguardi e, se lasciava trasparire qualcosa di lei, infinitamente di più era quanto teneva segreto. [4] Dio Padre ha consentito che non facesse miracolo durante la vita, almeno di quelli strepitosi, benché gliene avesse dato il potere (4). Dio Figlio ha consentito che i suoi apostoli ed evangelisti ne parlassero pochissimo, e solo quanto era necessario per far conoscere Gesù Cristo, benché fosse la sua fedele Sposa. [5] Maria è l'eccellente capolavoro dell'Altissimo, che se ne riservò la conoscenza e il possesso. Maria è la madre mirabile del Figlio, che prese piacere ad umiliarla e nasconderla nel corso della vita per assecondarne l'umiltà chiamandola donna (5), come un'estranea, quantunque la stimasse e l'amasse nel suo cuore al di sopra di tutti gli angeli e gli uomini. Maria è la fonte sigillata (6) e la Sposa fedele dello Spirito Santo, dove lui solo può entrare. Maria è il santuario e il riposo della santa Trinità, dove Dio Si trova in modo magnifico e divino più che in qualsiasi altro luogo dell'universo, non eccettuata la sua dimora sui cherubini e serafini. A nessuna creatura, anche se purissima, è permesso entrarvi senza uno speciale privilegio. [6] Affermo con i Santi che la divina Maria è il paradiso terrestre del nuovo Adamo (7), dove questi si è incarnato per opera dello Spirito Santo per compiervi imperscrutabili meraviglie. È il mondo di Dio, grande e divino, dove si trovano bellezze e tesori ineffabili. È la magnificenza dell'Altissimo (8), dove questi nascose, come nel proprio seno, il suo unico Figlio, ed in lui tutto quanto egli ha di eccellente e di più prezioso. Oh! quante cose grandi e nascoste ha fatto Dio onnipotente in questa creatura mirabile, come lei stessa dovette ammettere nonostante la sua profonda umiltà:«Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente» (9). Il mondo non le conosce, perché ne è incapace e indegno. [7] I Santi han detto cose meravigliose di questa santa città di Dio (10) e, stando alle loro stesse testimonianze, non sono mai stati così eloquenti e felici, come quando hanno parlato di lei (11). Proclamano perfino che l'altezza dei suoi meriti, da lei innalzati fino al trono della divinità, non si può scorgere; la larghezza della sua potenza, estesa perfino sopra un Dio, non si può capire (12) infine, la profondità della sua umiltà e di tutte le sue virtù e grazie, pari ad un abisso, non si può sondare. O altezza incomprensibile, larghezza ineffabile, grandezza smisurata, abisso insondabile! (13) [8] Ogni giorno, da un capo all'altro della terra, nel più alto dei cieli, nel più profondo degli abissi, tutto proclama, tutto divulga l'ammirabile Maria. I nove cori degli angeli, le persone di ogni sesso, età, condizione, religione, buoni e cattivi e persino i demoni sono costretti volentieri o no a proclamarla beata, in nome della verità. Tutti gli angeli nei cieli -dice San Bonaventura- le cantano incessantemente: «Santa, santa, santa Maria, Vergine Madre di Dio». E milioni e milioni di volte, ogni giorno, le rivolgono il saluto angelico «Ave Maria...», mentre si prostrano dinanzi a lei e chiedono il favore d'essere onorati di un suo comando. «San Michele stesso, -dice sant'Agostino- benché principe di tutta la Corte celeste, è il più zelante nel renderle e farle rendere ogni sorta di omaggi, sempre in attesa di avere l'onore di volare, ad un suo cenno, in soccorso di qualcuno dei suoi servi». [9] Tutta la terra è piena della sua gloria, particolarmente fra i cristiani, dai quali è scelta quale patrona e protettrice di parecchi regni, province, diocesi e città. Quante cattedrali consacrate a Dio, sotto il suo nome! Non c'è chiesa che non abbia un altare in suo onore; non regione, non contrada, dove non si trovi qualcuna delle sue miracolose immagini, davanti alle quali si guarisce da ogni male e si ottiene ogni bene. Quante confraternite e congregazioni in suo onore! Quanti istituti religiosi sotto il suo nome da sua protezione! (14). Quanti confratelli e consorelle di tutte le pie associazioni, religiosi e religiose di tutti gli Ordini, pubblicano le sue lodi e annunciano le sue misericordie! Non c'è nemmeno un bambino che, balbettando l'Ave Maria, non la lodi. Non c'è un peccatore che, sebbene ostinato, non abbia in lei qualche scintilla di speranza. Non c'è neppure un solo demonio nell'inferno che, temendola, non la rispetti. Maria non è abbastanza conosciuta [10] È dunque giusto e doveroso ripetere con i Santi: «DE MARIA NUMQUAM SATIS» (15). Maria non è stata ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata, amata e servita. Ella merita più lode, rispetto, amore e servizio. [11] Bisogna anche affermare con lo Spirito Santo: «Tutto lo splendore della figlia del Re è nell'interno» (16). Tutta la gloria esteriore, che a gara le rendono il cielo e la terra, si direbbe un nulla a paragone di quella che ricevette interiormente dal Creatore e che non è conosciuta dalle povere creature, le quali non possono penetrare nel segreto più intimo del Re. [12] Dobbiamo anche esclamare con l'Apostolo: «Occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo » (17) le bellezze, le grandezze e le prerogative di Maria, il più grande miracolo della grazia, della natura e della gloria! Cerca di capire il Figlio -dice un santo- se vuoi comprendere la madre. Ella è una degna Madre di Dio! Qui taccia ogni lingua! Occorre conoscere maggiormente Maria [13] Il cuore mi ha suggerito quanto ho scritto con particolare gioia, per mostrare che la divina Maria è stata finora sconosciuta, ed è questa una delle ragioni per le quali Gesù Cristo non è ancora conosciuto come si deve (18). Se dunque, come è certo, la conoscenza ed il regno di Cristo si attueranno nel mondo, sarà effetto necessario della conoscenza e del regno della santissima Vergine Maria, che l'ha dato alla luce la prima volta e lo farà risplendere la seconda (19).

NOTE 1 È l'ousverture, il tema di tutta l'Opera: verrà ripreso ai nn. 13, 22, 49, 157, 217, 262. «Nel mistero dell'assunzione si esprime la fede della Chiesa, secondo la quale Maria è unita da uno stretto e indissolubile vincolo a Cristo, perché, se madre-vergine era a lui singolarmente unita nella sua prima venuta, per la sua continuata cooperazione con lui lo sarà anche in attesa della seconda; «redenta in modo più sublime in vista dei meriti del Figlio suo», ella ha anche quel ruolo proprio della madre, di mediatrice di clemenza nella venuta definitiva, quando tutti coloro che sono di Cristo saranno vivificati, e «l'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte» (1 Cor 15,26) (Giovanni Paolo II, Enc. Redemptoris Mater, n. 41). 2 È questo, secondo san Girolamo (In Is. Proph. 3,7. PL 24, 110), il senso della parola ebraica `almah (cf. Is 7,14). Per la liturgia, cf. l'inno Ave. maris stella e l'antifona Alma redemptoris Mater (Cf G. Rossetto Alma vuol dire nascosta? in Madre e Regina, XVI, 1962, pp. 247-248). 3 «Chi è colei che sale dal deserto appoggiata al suo diletto?» (Ct. 8,5). 4 Cf S. Tommaso, S.Th. III, q. 27, a.5, ad 3. 5 Gv 2,4; 19,26. Nel nome "donna" riferito a Maria gli esegeti vedono il ruolo che le è stato assegnato nella storia della salvezza, come Figlia di Sion e nuova Eva. 6 «Giardino chiuso, tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata» (Ct 4, 12). Cf VD 263. 7 L'interpretazione di Gen 2, 8 in senso mariano si ritrova, ad es., in S. Efrem, S. Proclo, S. Ambrogio, S. Giovanni Damasceno, S. Leone Magno. Cf VD 18, 248, 261. 8 Cf. VD 248. 9 Lc 1, 49. 10 VD 48. 11 «Non mi sento mai così contento, né mai così preso da tremore, come quando devo parlare della gloria della Vergine madre» (S.BERNARDO Serm. 4 in Assumpt, B.V.M., PL 183, 427). 12 Cf. VD 37, 76. 13 Sono paragoni che si ispirano a Ef 3, 18 e Ap 21, 15-16. 14 Cf. E. Gambari, Ordini e Congregazioni Religiose di nome e di orientamento mariani, in Enciclopedia mariana Theotòcos, 1954, pp. 509-615; A. Rum, Istituti di ispirazione mariana. Spiritualità mariana degli Istituti religiosi, in I Religiosi sulle orme di Maria, Libreria Editrice Vaticana, 1987, pp. 95-117. 15 Nel manoscritto queste quattro parole DE MARIA NUMQUAM SATIS si distaccano nettamente dal contesto in caratteri tre volte più grandi degli altri. 16 Sal 45, 14, secondo la versione Volgata. 17 1 Cor 2, 9 18 Il Montfort parla qui di una Conoscenza vitale, in contrapposizione a quella speculativa arida, sterile, indifferente (Cf. VD 64). 19 «La conoscenza della vera dottrina cattolica su Maria costituirà sempre una chiave per la esatta comprensione del mistero di Cristo e della Chiesa» (Paolo VI, 21.11.1964). PARTE PRIMA - CAPITOLO PRIMO MARIA NEL MISTERO DI CRISTO 1 Nell'incarnazione [16] Dio Padre ha dato al mondo il suo unico Figlio soltanto per mezzo di Maria. Per quanti sospiri abbiano elevato i patriarchi, per quante richieste abbiano presentato i profeti e i santi dell'antica legge, durante quattromila anni, per avere un simile tesoro, soltanto Maria l'ha meritato ed ha trovato grazia davanti a Dio con la veemenza delle sue preghiere e con la sublimità delle sue virtù. Il mondo - dice sant'Agostino - era indegno di ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre. Questi l'ha dato a Maria perché il mondo lo ricevesse per mezzo di lei 1.Il Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria. Dio Spirito Santo ha formato Gesù Cristo in Maria, ma dopo averle chiesto il consenso per mezzo di uno dei primi ministri della sua corte 2. 2. Nei misteri della redenzione [17] Dio Padre ha comunicato a Maria la propria fecondità, per quanto ne era capace una semplice creatura, per darle il potere di generare il suo Figlio e tutti i membri del suo corpo mistico. [18] Dio Figlio è disceso nel grembo della Vergine, come nuovo Adamo nel paradiso terrestre, per compiacersi in esso ed operarvi in segreto meraviglie di grazia. Questo Dio-uomo ha trovato la propria libertà nel vedersi racchiuso nel seno di lei. Ha fatto sfoggio della propria forza nel lasciarsi portare da questa fanciulla. Ha trovato la propria gloria e quella del Padre nel nascondere i suoi splendori a tutte le creature di quaggiù, per manifestarli solo a Maria. Ha glorificato la propria indipendenza e maestà nel dipendere da questa amabile Vergine nella concezione, nella nascita, nella presentazione al tempio, nei trent'anni di vita nascosta, anzi nella sua stessa morte, alla quale doveva essere presente, per compiute dall'Incarnata Sapienza nella sua vita nascosta Gesù Cristo rese maggior gloria a Dio suo Padre con la sua sottomissione a Maria per trent'anni, che non gliene avrebbe data convertendo tutta la terra con i più grandi miracoli Oh, come si glorifica altamente Dio quando, per piacergli, ci sottomettiamo a Maria, sull'esempio di Gesù Cristo, nostro unico modello. [19] Se esaminiamo da vicino i rimanenti anni della vita di Gesù Cristo, vedremo che egli ha voluto cominciare i suoi miracoli per mezzo di Maria. Con la parola di Maria, infatti, ha santificato san Giovanni ancora nel seno della madre santa Elisabetta 3: non appena Maria ebbe parlato, Giovanni fu santificato; e questo è il primo e più grande miracolo nell'ordine della grazia. All'umile preghiera di Maria, nelle nozze di Cana 4, egli ha cambiato l'acqua in vino, ed è il suo primo miracolo nell'ordine della natura. Gesù Cristo ha cominciato e continuato i suoi miracoli per mezzo di Maria e per mezzo di Maria li continuerà sino alla fine dei secoli. [20] Lo Spirito Santo, che è sterile in Dio, cioè non da origine ad un altra persona divina, è divenuto fecondo per mezzo di Maria da lui sposata. Con lei, in lei e da lei egli ha realizzato il suo capolavoro, che è un Dio fatto uomo, e tutti i giorni, sino alla fine del mondo, dà vita ai predestinati e ai membri del corpo di questo Capo adorabile. Perciò, quanto più lo Spirito Santo trova Maria, sua cara e indissolubile Sposa, in un'anima, tanto più diviene operoso e potente per formare Gesù Cristo in quest'anima e quest'anima in Gesù Cristo 5 [21] Non si vuol dire con questo che la Vergine Maria dia allo Spirito Santo la fecondità, come se non l'avesse. Essendo Dio anch'egli come il Padre e il Figlio, ha la fecondità, ossia la capacità di generare quantunque non la riduca in atto, dal momento che non dà origine ad altra persona divina. Si vuole soltanto dire che lo Spirito Santo, tramite la Vergine Maria, di cui ama servirsi pur senza averne assolutamente bisogno, traduce in atto la propria fecondità, producendo in lei e per mezzo di lei Gesù Cristo e le sue membra. O mistero di grazia sconosciuto anche ai più dotti e spirituali fra i cristiani!

NOTE 1 AGOSTINO (inter opera), PL 38, 1074; PL 40, 1191-1192. 2 Con il suo ripetuto riferimento alla Trinità, il Montfort vede Maria nella sua intima realtà del tutto dipendente e orientata al Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Questa prospettiva trinitaria è giudicata intrinseca ed essenziale dalla Marialis cultus di Paolo VI, in piena sintonia con il Concilio Vaticano II: «È sommamente conveniente, anzitutto, che gli esercizi di pietà verso la Vergine Maria esprimano chiaramente la nota trinitaria e cristologica, che in essi è intrinseca ed essenziale» (MC 25). 3 Lc 1, 41-44. 4 Gv 2, 1-12 5 Talvolta si rimprovera alla pietà mariana cattolica di attutire il culto dello Spirito Santo o di non far emergere la sua azione che sarebbe sostituita da Maria. Tale accusa non vale per la Chiesa e in particolare per il Montfort che unisce indissolubilmente Maria allo Spirito Santo in tutta l'opera della salvezza. Cf S. DE FIORES, "Le Saint-Esprit et Marie chez Grignion de Montfort", in Cahiers marials 20 (1975), n. 99, pp. 195-216. Il titolo di «Sposa dello Spirito Santo», che il Montfort attribuisce a Maria, non messo in evidenza dal Vaticano II, risale, in Occidente, a S. Francesco d'Assisi ed è stato valorizzato dalla Marialis cultus (n. 26) e dalla Redemptoris Mater (n. 26).

PARTE PRIMA - CAPITOLO SECONDO MARIA NEL MISTERO DELLA CHIESA
[22] Il modo di agire adottato dalle tre Persone della SS. Trinità nell'Incarnazione e nella prima venuta di Gesù Cristo, è da loro seguito ogni giorno in maniera invisibile nella santa Chiesa, e sarà da loro seguito fino alla consumazione dei secoli nell'ultima venuta di Gesù Cristo.

LA. MISSIONE DI MARIA NEL POPOLO DI DIO 1.
Collaboratrice di Dio [23] Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria 1. Questo grande Iddio possiede un tesoro e un emporio ricchissimo, dove ha racchiuso tutto quanto possiede di bello, di splendido, di raro e di prezioso, perfino il proprio Figlio. E questo tesoro immenso è Maria, che i Santi chiamano: tesoro del Signore 2, dalla cui pienezza gli uomini sono arricchiti. [24] Dio Figlio ha comunicato a sua Madre tutto quanto ha acquisito con la sua vita e la sua morte, i suoi meriti infiniti e le sue virtù ammirabili. L'ha costituita tesoriera di quanto il Padre gli ha dato in eredità. Per mezzo di lei egli applica i suoi meriti ai suoi membri, comunica le sue virtù e distribuisce le sue grazie. Così, Maria è il suo canale misterioso, l'acquedotto per cui fa passare con soavità e abbondanza le sue misericordie 3. [25] Dio Spirito Santo ha comunicato a Maria, sua fedele Sposa, i suoi doni ineffabili. L'ha scelta quale dispensatrice di tutto ciò che possiede: di modo che ella distribuisce a chi vuole, quanto vuole, come vuole e quando vuole, tutti i suoi doni e le sue grazie 4. Nessun dono del cielo è concesso agli uomini che non passi per le mani verginali di lei. IL volere di Dio è, infatti, che tutto ci venga donato per mezzo di Maria. Così doveva essere arricchita, innalzata e onorata dall'Altissimo colei che per tutta la vita volle essere povera, umile e nascosta fin nell'abisso del nulla, con la sua profonda umiltà! Ecco i sentimenti della Chiesa e dei santi Padri 5. [26] Se parlassi a certi sapientoni d'oggi, proverei più a lungo quel che scrivo alla buona, con la sacra Scrittura e i santi Padri, di cui riferirei i testi latini, e con parecchie solide ragioni, che si trovano sviluppate a lungo nel libro del reverendo padre Poiré, La triplice corona di Maria Vergine 6. Ma io parlo soprattutto ai poveri e ai semplici, che essendo dotati di buona volontà ed avendo maggior fede del comune dei sapienti, credono con più semplicità e con più merito. Così mi accontento di asserire la verità semplicemente, senza fermarmi a citar loro tutti i passi latini che non capirebbero, sebbene non trascuri di riferirne alcuni, senza troppo ricercarli. Proseguiamo. 2. Influsso materno di Maria [27] La grazia perfeziona la natura e la gloria perfeziona la grazia. È certo, dunque, che Nostro Signore è tuttora, nel cielo, figlio di Maria come lo è stato sulla terra ed ha mantenuto la sottomissione e l'obbedienza del più perfetto di tutti i figli verso la migliore di tutte le madri. Bisogna però guardarsi bene dal pensare che in tale dipendenza ci sia un abbassamento o una imperfezione qualsiasi in Gesù Cristo. Maria è infinitamente al di sotto del Figlio, che è Dio; per questo, non gli comanda come farebbe una madre di quaggiù con il figlio che le è sottomesso. Ella è tutta trasformata in Dio per la grazia e la gloria che trasforma tutti i Santi in lui; quindi domanda, vuole e fa unicamente ciò che è conforme alla volontà eterna ed immutabile di Dio. Se dunque, negli scritti di san Bernardo, di san Bernardino, di san Bonaventura e di altri, si legge che tutto, nel cielo e sulla terra e Dio stesso, è sottomesso a Maria, si deve intendere che l'autorità conferitale da Dio è talmente grande da sembrare che ella abbia la medesima potenza di Dio e che le sue preghiere e domande siano talmente efficaci presso Dio, da valere sempre quali comandi presso la sua Maestà, la quale non resiste mai alla preghiera della sua diletta madre, perché è sempre umile e conforme al suo volere. Se con la forza della sua preghiera Mosè riuscì a fermare l'ira di Dio contro gli israeliti, in modo così vigoroso che l'altissimo e infinitamente misericordioso Signore, non potendo resistergli, gli disse di lasciarlo andare in collera e punire quel popolo ribelle 7, che cosa dovremo pensare, a più forte ragione, della preghiera dell'umile Maria, la degna Madre di Dio, più potente, davanti alla Maestà di Dio, delle preghiere ed intercessioni di tutti gli angeli e i santi del cielo e della terra? [28] Nel cielo, Maria comanda agli angeli ed ai beati. Come ricompensa della sua profonda umiltà, Dio le ha dato il potere e l'incarico di riempire di santi i troni lasciati vuoti dalla superbia degli angeli ribelli. Tale è la volontà dell'Altissimo, che innalza gli umili 8: il cielo, la terra e gli abissi devono piegarsi, volenti o nolenti, ai comandi dell'umile Maria, che egli ha costituita sovrana del cielo e della terra 9, condottiera dei suoi eserciti, tesoriera delle sue ricchezze, dispensatrice delle sue grazie, operatrice delle sue grandi meraviglie, riparatrice del genere umano, mediatrice degli uomini, sterminatrice dei nemici di Dio e fedele compagna delle sue grandezze e dei suoi trionfi. 3. Segno della vera fede [29] Dio Padre vuol avere figli per mezzo di Maria sino alla fine del mondo e le dice: «Fissa la tua tenda in Giacobbe» 10, e cioè fissa la tua dimora e residenza tra i miei figli e predestinati, simboleggiati da Giacobbe, e non tra i figli del demonio e i riprovati, raffigurati da Esaù. [30] Come nella generazione naturale e fisica c'è un padre ed una madre, così nella generazione soprannaturale e spirituale c'è un padre che è Dio e una madre che è Maria. Tutti i veri figli di Dio e predestinati hanno Dio per padre e Maria per madre; e chi non ha Maria per madre non ha Dio per padre 11. Per questo i reprobi, come gli eretici, gli scismatici, ecc. 12, che odiano o considerano con disprezzo o indifferenza la santissima Vergine, non hanno Dio per padre ­anche se se ne vantano­, appunto perché non hanno Maria per madre. Se l'avessero per madre, l'amerebbero e onorerebbero come un autentico figlio ama naturalmente ed onora la madre che gli ha dato la vita. Il segno infallibile e inequivocabile per distinguere un eretico, un uomo di cattiva dottrina, un reprobo da un predestinato, è che l'eretico e il reprobo hanno solo disprezzo o indifferenza per la santissima Vergine e si studiano con le loro parole ed esempi di diminuirne il culto e l'amore, apertamente o di nascosto, talvolta sotto speciosi pretesti 13. Ahimè! Dio Padre non disse a Maria di fissare la sua tenda fra loro, perché sono degli Esaù.4. Madre della Chiesa [31] Dio Figlio vuole formarsi e, per così dire, incarnarsi ogni giorno nelle sue membra per mezzo della sua diletta madre e le dice: «Prendi in eredità Israele» 14. Come se dicesse: Dio, mio Padre, mi ha dato in eredità tutte le nazioni della terra, tutti gli uomini buoni e cattivi, predestinati e reprobi. Ed io li condurrò, gli uni con scettro d'oro, gli altri con scettro di ferro; degli uni sarò il padre e l'avvocato, degli altri il giusto vendicatore e di tutti il giudice. Tu, invece, mia cara madre, tu avrai in eredità e in possesso solo i predestinati, raffigurati da Israele. Come madre buona li darai alla luce, nutrirai e farai crescere; come sovrana li guiderai, governerai e difenderai. [32] «L'uno e l'altro è nato in essa» 15 dice lo Spirito Santo. Secondo la spiegazione di alcuni Padri, il primo uomo nato da Maria è l'Uomo-Dio, Gesù Cristo; il secondo è un semplice uomo, figlio per adozione di Dio e di Maria. Ora, se Gesù Cristo, Capo degli uomini è nato da lei, anche i predestinati, che sono le membra di questo Capo, debbono per necessaria conseguenza nascere da lei 16. Una stessa madre non dà alla luce la testa o il capo senza le membra, né le membra senza la testa: diversamente si avrebbe un mostro di natura. Così nell'ordine della grazia, il capo e le membra nascono da una stessa madre. E se un membro del corpo mistico di Gesù Cristo, cioè un predestinato, nascesse da un'altra madre che non sia colei che ha generato il Capo, non sarebbe un predestinato, né un membro di Gesù Cristo, ma un mostro nell'ordine della grazia. [33] Ancora. Gesù Cristo, oggi come sempre è frutto di Maria. Cielo e terra glielo ripetono mille e mille volte al giorno: «E benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù». Nessun dubbio, quindi, che Gesù Cristo sia veramente frutto ed opera di Maria, tanto per ciascun uomo in particolare che lo possiede, quanto per tutti globalmente, di modo che se qualche fedele ha Gesù Cristo formato nel proprio cuore, può dire sicuramente: «Grazie a Maria: ciò che posseggo, è effetto e frutto suo. Senza di lei non l'avrei». Si possono applicare a Maria, con più verità che san Paolo non le applichi a se stesso, queste parole: «Figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi» 17. «Io genero ogni giorno i figli di Dio fino a tanto che in loro sia formato nella sua piena maturità Gesù Cristo, mio Figlio» 18. Sant'Agostino 19, superando se stesso e quanto io ho detto, dice che tutti i predestinati, per essere conformi all'immagine del Figlio di Dio 20, sono nascosti, mentre vivono quaggiù, nel seno della santissima Vergine. Questa madre amorevole li custodisce, nutre e fa crescere sino a che non li generi alla gloria, dopo la morte che è veramente il giorno della loro nascita, come la Chiesa chiama la morte dei giusti. O mistero di grazia, sconosciuto ai reprobi e poco noto ai predestinati. 5. Tipo della Chiesa [34] Dio Spirito Santo vuol formarsi degli eletti in lei e per mezzo di lei e le dice: «Metti radici nei miei eletti» 21: mia prediletta e mia sposa, poni la radice di tutte le tue virtù nei miei eletti, perché crescano di virtù in virtù e di grazia in grazia. Io mi sono tanto compiaciuto in te, quando vivevi sulla terra, nell'esercizio delle più alte virtù che desidero trovarti ancora sulla terra, senza che per questo tu abbia a lasciare il cielo. Riproduciti pertanto nei miei eletti, perché io possa vedere in loro con intima gioia le radici della tua fede invincibile, della tua umiltà profonda, della tua mortificazione universale, della tua orazione sublime, della tua carità ardente, della tua ferma speranza e di tutte le tue virtù. Tu sei sempre la mia sposa più fedele, più pura e più feconda che mai. La tua fede mi dia fedeli, la tua purezza vergini, la tua fecondità eletti e templi. [35] Quando Maria ha messo le sue radici in un'anima, vi produce meraviglie di grazia, quali lei sola può compiere, perché lei sola è la Vergine feconda che non ebbe, né avrà mai chi le somigli in purezza e fecondità. In unione con lo Spirito Santo, Maria ha realizzato la più grande opera che mai sia esistita o sarà, cioè un Dio-uomo. Di conseguenza ella compirà anche le più grandi cose che avverranno negli ultimi tempi. La formazione e l'educazione dei grandi santi, che vivranno verso la fine del mondo, sono riservate a lei 22, perché soltanto questa Vergine singolare e miracolosa può produrre, insieme allo Spirito Santo, le cose singolari e straordinarie. [36] Quando lo Spirito Santo, suo sposo, trova Maria in un'anima, vola ed entra con pienezza in quest'anima, e le si comunica tanto più abbondantemente quanto maggior posto essa fa alla sua sposa. Uno dei grandi motivi per cui oggi lo Spirito Santo non opera meraviglie sorprendenti nelle anime, è perché non vi trova un'unione abbastanza salda con la sua Sposa fedele e indissolubile. Dico Sposa indissolubile, poiché da quando questo Amore sostanziale del Padre e del Figlio ha sposato Maria per produrre Gesù Cristo, il capo degli eletti, e Gesù Cristo negli eletti, non l'ha mai ripudiata, perché essa si è mantenuta sempre fedele e feconda.

B. CONCLUSIONI EVIDENTI
1. Maria è regina dei cuori [37] Da quanto ho detto bisogna logicamente trarre delle conclusioni. Maria ha ricevuto da Dio un grande dominio sulle anime degli eletti. Ella infatti, non potrebbe fissare in loro la sua tenda, come il Padre le ha ordinato; né formarli, nutrirli, generarli alla vita eterna come madre; né possederli come propria e personale eredità; né formarli in Gesù Cristo; né formare Gesù Cristo in loro; né mettere nel loro cuore le radici delle sue virtù ed essere la compagna indissolubile dello Spirito Santo per tutte le opere di grazia. Ella non potrebbe, dico, fare tutto questo, se non avesse diritto e dominio sulle loro anime per una grazia singolare dell'Altissimo, il quale, avendole dato potere sopra il proprio Figlio unico e naturale, glielo ha dato altresì sopra i propri figli adottivi, non solo quanto al corpo ­ ciò che sarebbe poca cosa­ ma pure quanto all'anima 23. [38] Maria è la regina del cielo e della terra per grazia, come Gesù ne è il re per natura e per conquista. Ora, come il regno di Gesù Cristo consiste principalmente nel cuore, secondo quel che è scritto: «Il regno di Dio è dentro di voi» 24, così il regno della santissima Vergine sta principalmente all'interno dell'uomo, cioè nella sua anima. È soprattutto nelle anime che essa è glorificata insieme col Figlio, più che in tutte le creature visibili, tanto che possiamo chiamarla con i Santi: Regina dei cuori. 2. Maria è necessaria agli uomini [39] Altra conclusione. Per il fatto che la santissima Vergine è necessaria a Dio, di una necessità detta ipotetica, e cioè derivante dalla sua volontà, bisogna dire che ella è ancor più necessaria agli uomini per raggiungere il loro ultimo fine. Non si deve dunque confondere la devozione a Maria con le devozioni agli altri Santi, come se non fosse più necessaria di quelle e fosse soltanto di soprappiù. [40] Il dotto e pio Suarez, della Compagnia di Gesù, il sapiente e devoto Giusto Lipsio, dottore di Lovanio, e parecchi altri, hanno dimostrato con prove irrefutabili attinte dai Padri ­ come Agostino, Efrem diacono di Edessa, Cirillo di Gerusalemme, Germano di Costantinopoli, Giovanni Damasceno, Anselmo, Bernardo, Bernardino, Tommaso e Bonaventura­ che la devozione a Maria è necessaria per salvarsi. Hanno pure dimostrato che come è segno infallibile di riprovazione, al dire di Ecolampadio stesso 25 e di alcuni altri eretici, il non avere stima ed amore per la Vergine Maria, così, all'opposto, è segno infallibile di predestinazione esserle interamente devoto. [41] Le figure e le parole dell'Antico 26 e del Nuovo Testamento lo provano, i sentimenti e gli esempi dei Santi lo confermano, la ragione e l esperienza l insegnano e lo dimostrano, il demonio stesso e i suoi satelliti, spinti dalla forza della verità, furono spesso obbligati, loro malgrado, a confessarlo. Di tutti i passi dei santi Padri e dei Dottori, di cui ho fatto ampia raccolta 27 per provare questa verità, ne riferisco uno solo, per non essere troppo prolisso: «Esserti devoto, o Vergine santa --dice san Giovanni Damasceno -- è un'arma di salvezza che Dio dà a coloro che vuol salvare» 28 [42] Potrei qui riferire parecchi fatti comprovanti la stessa cosa. Ne ricorderò due soli. Il primo è raccontato nelle cronache di san Francesco 29. Durante un'estasi, il Santo vide una grande scala che metteva in cielo e in cima alla quale stava la Vergine Maria. Gli fu indicato che per giungere al cielo era necessario salire per quella scala. 2) L'altro è riferito nelle cronache domenicane. San Domenico stava predicando il rosario nelle vicinanze di Carcassonne. Quindicimila demoni che infestavano l'anima di un infelice eretico furono costretti, per espresso comando della Vergine santa, ad ammettere a propria confusione parecchie grandi e consolanti verità riguardo alla devozione verso di lei. E ciò con tanta forza e chiarezza che, per poco che si sia devoti di Maria, non si può leggere senza versare lacrime di gioia tale episodio autentico e il panegirico che il demonio dovette fare controvoglia della devozione alla Vergine santissima. [43] Se la devozione verso la Vergine santa è necessaria a tutti gli uomini, semplicemente per raggiungere la propria salvezza, essa è ancora molto più necessaria a coloro che sono chiamati ad una speciale perfezione. È mio personale convincimento che nessuno possa giungere ad un'intima unione con Nostro Signore e ad una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la Vergine santa ed una grande dipendenza dal suo soccorso. [44] Soltanto Maria ha trovato grazia presso Dio 30, senza l'aiuto di nessun'altra pura creatura. Soltanto per mezzo di lei hanno trovato grazia presso Dio quanti dopo di lei l'hanno trovata. Soltanto per mezzo di lei la troveranno ancora quanti verranno in seguito. Già piena di grazia quando fu salutata dall'arcangelo Gabriele, Maria ne fu ricolma con sovrabbondanza quando lo Spirito Santo stese su di lei la sua ombra ineffabile Poi crebbe talmente di giorno in giorno e di momento in momento in quella duplice pienezza, che raggiunse un grado di grazia immenso e inconcepibile. Pertanto, l'Altissimo l'ha costituita unica depositaria dei suoi tesori e unica dispensatrice delle sue grazie, perché essa nobiliti, innalzi e arricchisca chi vuole, faccia entrare chi vuole nella via stretta del cielo, faccia passare ad ogni costo chi vuole per la porta stretta della vita, e a chi vuole conceda trono, scettro e corona di re. Dappertutto e sempre Gesù è il frutto e il figlio di Maria. Dappertutto Maria è il vero albero che porta il frutto di vita, la vera madre che lo genera 31. [45] Soltanto a Maria Dio ha dato le chiavi che introducono nelle stanze del suo amore 32, con il potere di entrare nelle vie eccelse e più segrete della perfezione e di farvi entrare gli altri. Soltanto Maria fa entrare nel paradiso terrestre i miseri figli di Eva l'infedele, perché in esso passeggino piacevolmente con Dio 33, si nascondano con sicurezza contro i loro nemici, si nutrano deliziosamente e senza più temere la morte del frutto dell'albero della vita e dell'albero della conoscenza del bene e del male e bevano a larghi sorsi le acque celesti della bella fontana che vi zampilla copiosa. Dico meglio: essendo lei stessa questo paradiso terrestre o questa terra vergine e benedetta dalla quale Adamo ed Eva peccatori furono scacciati, vi lascia entrare solo quelli e quelle che vuole, per farli diventar santi 34. [46] Tutti «i più ricchi del popolo ­per servirmi dell'espressione dello Spirito Santo, secondo la spiegazione di san Bernardo­ cercano il tuo volto» 35 di secolo in secolo e particolarmente le persone più ricche in grazia e in virtù saranno le più assidue a pregare la santa Vergine e ad averla sempre presente come loro perfetto modello da imitare e loro valido aiuto per soccorrerli 36. [47] Ho detto che ciò dovrà accadere soprattutto alla fine del mondo, e ben presto, perché l'Altissimo e la sua santa Madre intendono plasmare dei santi così eccelsi, da superare in santità la maggior parte degli altri santi, quanto i cedri del Libano sorpassano gli arbusti. Così fu rivelato ad un'anima santa, la cui vita è stata scritta dal De Renty 37. [48] Queste anime grandi, piene di grazia e di zelo, saranno prescelte da Dio per combattere i suoi nemici frementi da ogni parte. Avranno una particolare devozione alla Vergine santissima. Saranno rischiarate dalla sua luce, nutrite del suo latte, guidate dal suo spirito, sostenute dal suo braccio, custodite sotto la sua protezione, di modo che combatteranno con una mano e costruiranno con l'altra. Con una mano combatteranno, rovesceranno schiacceranno gli eretici e le loro eresie, gli scismatici e i loro scismi, gli idolatri e la loro idolatria, i peccatori e le loro empietà. Con l'altra edificheranno il tempio del vero Salomone e la mistica città di Dio, cioè Maria santissima, che i Padri chiamano Tempio di Salomone e città di Dio. Con le loro parole e i loro esempi porteranno tutti alla vera devozione verso la Vergine, e ciò attirerà loro molti nemici, ma anche molte vittorie e molta gloria per Dio solo. Così Dio rivelò a san Vincenzo Ferreri, grande apostolo del suo secolo, come questi fece capire in una delle sue opere. E quanto sembra aver predetto lo Spirito Santo, con queste parole del Salmo: «... sappiano che Dio domina in Giacobbe, fino ai confini della terra. Ritornano a sera e ringhiano come cani, per la città si aggirano vagando in cerca di cibo» 38. Questa città, intorno alla quale si aggireranno gli uomini alla fine del mondo, per convertirsi e saziare la loro fame di giustizia, è Maria, chiamata dallo Spirito Santo città e rocca di Dio 39.

NOTE 1 L' espressione è di PIETRO DE CELLES (+ 1183), PL 202, 714: «mària ­in latino, i mari­ e Maria». 2 VD 216. 3 Cf VD 142. 4 BERNARDINO da Siena, Serm. de 12 Priv., 1-2, c. 8. SM 10. VD 141. 5 Cf VD 141. 6 FRANCESCO POIRÉ (1584-1637), della Compagnia di Gesù. Testo originale: La triple couronne de la bienheureuse Vierge Mère de Dieu..., Parigi 1630. 7 Es 32,10. 8 Lc 1,52. 9 «L'immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria in anima e corpo, e dal Signore esaltata quale Regina dell'universo, perché fosse più pienamente conformata col Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte» (LG 59). 10 Sir 24,13. 11 Questo testo sembra l'eco di un passo ecclesiale di S. CIPRIANO, De unitate Ecclesiae, 6, PL 4,519. Quando il Montfort, qui e altrove parla di predestinati, non intende certo avallare un dato sistema teologico circa la predestinazione; si riferisce, invece, al celebre passo della Lettera ai Romani (8,28-30), dove S. Paolo parla di coloro che amano Dio e «che sono stati chiamati secondo il suo disegno». (Cf Grande Commentario Biblico, Oueriniana, n. 1239). 12 Le affermazioni del Montfort non devono essere intese come condanna indiscriminata dei cristiani di altre confessioni, i quali in buona fede omettono di essere devoti a Maria per mancata presentazione della presenza di lei nella storia della salvezza. 13 Cf VD 63-65. 14 Sir 24,13. 15 Cf Sal 87,6. Cf VD 264. 16 «Tutti noi dunque che siamo uniti a Cristo e che, come dice l'Apostolo: «siamo membra del corpo di lui, della sua carne, delle sue ossa», siamo usciti dal grembo di Maria come un corpo unito al capo» (Pio X, in Ad diem illum). 17 Gal 4,19. Cf SM 56. 18 Ef 4,13. Espressione cara al Montfort: AES 214, 226; SM 67; VD 119, 156, 164, 168. 19 S. AGOSTINO, PL 40, 399; PL 40, 659-660. 20 «Predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo» (Rm 8,29). 21 Sir 24,13 (secondo la Volgata). 22 Cf. VD 47-49. 23 «La Beata Vergine non ha avuto soltanto il supremo grado, dopo Cristo, dell'eccellenza e della perfezione, ma anche una partecipazione di quell'influsso, con cui il suo Figlio e Redentore nostro giustamente si dice che regna nella mente e nella volontà degli uomini» (PIO XII, Enc. Ad Caeli Reginam, 11.10.1954). 24 Lc 17,21 (secondo la Volgata). 25 «È bene ­e vi esorto a farlo­ gareggiare nel lodare Maria a questo patto però: che si attribuisca a lei ciò che veramente le spetta e che da lei risaliamo a Dio stesso, largitore di ogni dono. Non voglio che si sottragga qualcosa al culto di Maria, ma soltanto che nulla si tolga al culto di Dio, cioè a colui che si deve onorare in spirito e verità. Mai si udrà dire di me ­lo spero nel Signore­ che io sia contrario alla Vergine: ritengo infatti che l'essere mal disposto verso di lei sia indizio certo di uno spirito reprobo » (GIOVANNI ECOLAMPADIO, La lode di Dio in Maria, Edizioni Monfortane, Roma 1983, p. 49). 26 Cf LG 55. 27 Il Montfort si riferisce qui ad una sua voluminosa raccolta di note manoscritte, che contiene i riassunti dei libri da lui letti e la documentazione circa alcuni temi mariani e cristologici. Il manoscritto, chiamato tradizionalmente Cahier de notes, è conservato nell'archivio generale della Compagnia di Maria, Roma. 28 «Tibi devotum esse, est arma quaedam salutis quae Deus his dat quos vult salvos fieri» (Cf VD 182). 29 I Fioretti, c. 10. 30 Lc 1,30. 31 Cf SM 70. 32 Ct 1,4. Cf S. GIOVANNI DELLA CROCE, Cantico spirituale B, strofa 26. 33 Cf Gen 3,8. 34 Cf VD 261. 35 Sal 45,13. 36 S. BERNARDO (inter opuscula), Serm. 4 in antif. Salve Regina, PL, 184, 1073 37 Il DE RENTY (1611-1649), amico intimo di S. Giovanni Eudes e di Boudon. L'anima santa di cui parla è Marie des Vallées, detta la santa di Coutances (1590-1656), figlia spirituale di S. Giovanni Eudes. --Dai suoi scritti il Montfort trae l'idea dei tre diluvi e il paragone dei cedri del Libano per indicare i santi degli ultimi tempi. La visione del Montfort, tuttavia, è più positiva e sottolinea con motivazioni teologiche l'ufficio di Maria negli ultimi tempi. Cf S. DE FIORES, "Lo Spirito Santo e Maria negli ultimi tempi secondo san Luigi Maria da Montfort", in Quaderni Monfortani 4 (1986), pp. 3-48. 38 Sal 59, 14-16 39 Cf Sal 87,3.

PARTE PRIMA - CAPITOLO TERZO MARIA NEGLI ULTIMI TEMPI DELLA CHIESA
Maria e gli ultimi tempi [49] Per mezzo di Maria ebbe inizio la salvezza del mondo, ancora per mezzo di Maria deve avere il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù Cristo, Maria quasi scomparve, perché gli uomini, ancora poco istruiti e illuminati sulla persona di suo Figlio, non si allontanassero dalla verità, attaccandosi troppo sensibilmente e grossolanamente a lei. Così sarebbe certamente accaduto ­se ella fosse stata conosciuta ­ a causa dell'incanto meraviglioso che Dio le aveva conferito anche nell'aspetto esteriore. Ciò è così vero che san Dionigi l'areopagita osserva che quando la vide, l'avrebbe presa per una dea a motivo delle segrete attrattive e dell'incomparabile bellezza che aveva, se la fede, nella quale era ben fermo, non gli avesse insegnato il contrario. Ma nella seconda venuta di Gesù Cristo, Maria deve essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo, per far conoscere, amare e servire Gesù Cristo per mezzo di lei. Non esistono più, infatti, i motivi che determinarono lo Spirito Santo a nascondere la sua sposa mentre elle viveva quaggiù e a manifestarla ben poco dopo la predicazione del Vangelo. [50] In questi ultimi tempi 1, Dio vuole dunque rivelare e manifestare Maria, capolavoro delle sue mani 1) Perché ella quaggiù volle rimanere nascosta e si pose al di sotto della polvere con umiltà profonda, avendo ottenuto da Dio e dai suoi Apostoli ed Evangelisti di passare inosservata. 2) Perché ella è il capolavoro delle sue mani, sia quaggiù nell'ordine della grazia che in cielo nell'ordine della gloria, e Dio vuole riceverne gloria e lode in terra dai viventi. 3) Perché è l'aurora che precede e annuncia il sole di giustizia Gesù Cristo, e quindi dev'essere conosciuta e svelata, se si vuole che lo sia Gesù Cristo. 4) Perché, essendo la strada per la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta, è pure la strada che egli seguirà nella sua seconda venuta, anche se in modo diverso. 5) Perché è il mezzo sicuro e la strada diritta e immacolata per andare a Gesù Cristo e trovarlo perfettamente. Per mezzo di lei, dunque, devono trovarlo le anime sante che devono risplendere in santità. Chi trova Maria, trova la vita 2, cioè Gesù Cristo, via, verità e vita 3. Ora non si può trovare Maria senza cercarla, né cercarla senza conoscerla; poiché non si cerca, né si desidera un oggetto sconosciuto. Bisogna dunque che Maria sia conosciuta più che mai, per la maggior conoscenza e gloria della Santissima Trinità. 6) Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi in misericordia, in forza e in grazia. In misericordia per ricondurre ed accogliere amorevolmente i poveri peccatori e i traviati che si convertiranno e ritorneranno alla Chiesa cattolica. In forza, contro i nemici di Dio, gl'idolatri, gli scismatici, i maomettani, gli ebrei e gli empi induriti che si ribelleranno in modo terribile per sedurre e far cadere, con promesse e minacce, tutti quelli che saranno loro contrari. E infine deve risplendere in grazia, per animare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù Cristo che combatteranno per i suoi interessi. 7) Da ultimo, dev'essere «terribile come schiere a vessilli spiegati» 4 di fronte al diavolo e ai suoi seguaci, soprattutto in questi ultimi tempi, perché il diavolo, ben «sapendo che gli resta poco tempo» 5, e più poco che mai, per trarre a rovina le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e i suoi attacchi. Susciterà infatti, quanto prima, crudeli persecuzioni e tenderà terribili insidie ai servi fedeli e ai veri figli di Maria, che egli vince più difficilmente degli altri. 2 Maria e l'ultima lotta [51] Soprattutto a queste ultime e crudeli persecuzioni del diavolo, che andranno crescendo tutti i giorni fino al regno dell'Anticristo, deve riferirsi la prima e celebre profezia e maledizione pronunciata da Dio nel paradiso terrestre contro il serpente. È bene spiegarla qui, a gloria della Vergine santissima, a conforto dei suoi figli e a confusione del diavolo. «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno 6. [52] Dio ha fatto e preparato una sola ma inconciliabile inimicizia, che durerà ed anzi crescerà sino alla fine: l'inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo, tra i figli e servi della Vergine santa e i figli e seguaci di Lucifero. Pertanto la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, è Maria, sua santa Madre. Fin dal paradiso terrestre ­ quantunque ella non fosse ancora che nella sua mente­ il Signore le ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilità per scoprire la malizia di quell'antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell'empio orgoglioso, che il demonio la teme, non solo più di tutti gli angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso. Non già perché l'ira, l'odio e il potere di Dio non siano infinitamente maggiori di quelli della Vergine Maria, le cui perfezioni sono limitate, ma: l ) perché Satana, che è superbo, soffre infinitamente più d'essere vinto e punito da una piccola ed umile serva di Dio e l'umiltà della Vergine lo umilia più che la divina onnipotenza; 2) perché Dio ha dato a Maria un potere così grande contro i demoni, che questi molte volte furono costretti a confessare, controvoglia, per bocca degli ossessi, di temere uno solo dei suoi sospiri per qualche anima, più delle preghiere di tutti i Santi, e una sola delle sue minacce contro di essi, più di tutti gli altri loro tormenti. [53] Ciò che Lucifero ha perduto con l'orgoglio, Maria l'ha conquistato con l'umiltà. Ciò che Eva ha dannato e perduto con la disobbedienza, Maria l'ha salvato con l'obbedienza. Eva, obbedendo al serpente, ha rovinato con se tutti i suoi figli, che abbandonò in potere del demonio. Maria, rimanendo perfettamente fedele a Dio, ha salvato con sé tutti i suoi figli e servi, che consacrò alla sua Maestà 7. [ 54 ] Dio non ha costituito soltanto una inimicizia, ma delle inimicizie; l'una tra Maria e il demonio, l'altra tra la stirpe della Vergine santa e la stirpe del demonio. In altre parole, Dio ha posto inimicizie, antipatie e odî segreti tra i veri figli e servi della Vergine santa e i figli e schiavi del demonio. Non si amano tra loro, non c'è intesa tra loro! I figli di Belial 8 Gli schiavi di Satana, gli amici del mondo ­che è la stessa cosa!­ hanno sempre perseguitato e continueranno più che mai a perseguitare quelli e quelle che appartengono alla santissima Vergine, come un giorno Caino ed Esaù, figure dei reprobi, perseguitarono i loro rispettivi fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati. Ma l'umile Maria riporterà sempre vittoria su quel superbo, e vittoria così grande, che riuscirà perfino a schiacciargli il capo, dove si annida il suo orgoglio. Ne svelerà sempre la malizia serpentina, ne sventerà le trame infernali, ne manderà in fumo i diabolici disegni e difenderà sino alla fine dei tempi i suoi servi fedeli da quelle unghie spietate. Ma il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il suo calcagno, cioè i suoi poveri schiavi e umili figli che lei susciterà per muovergli guerra. Questi saranno piccoli e poveri secondo il mondo, infimi davanti a tutti come il calcagno, calpestati e maltrattati come il calcagno lo è in confronto alle altre membra del corpo. In cambio saranno ricchi di grazia divina, che Maria comunicherà loro in abbondanza, grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori ad ogni creatura per lo zelo coraggioso, e cosi fortemente sostenuti dall'aiuto di Dio, che con l'umiltà del loro calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo. 3. Maria e gli ultimi apostoli [55] Infine, Dio vuole che la sua santa Madre sia conosciuta, amata e onorata ora più che mai. Ciò accadrà sicuramente se con la grazia e la luce dello Spirito Santo, i predestinati si inoltreranno nella pratica interiore e perfetta che manifesterò loro in seguito. Allora vedranno chiaramente ­nella misura che la fede permette­ questa bella stella del mare, e guidati da lei giungeranno in porto, malgrado le tempeste e i pirati. Conosceranno le grandezze di questa sovrana, e si consacreranno interamente al suo servizio in qualità di sudditi e schiavi d'amore. Sperimenteranno le sue dolcezze e bontà materne e l'ameranno teneramente come figli di predilezione Conosceranno le misericordie di cui essa è ricolma e il bisogno che essi hanno di esser aiutati da lei, a lei ricorreranno in ogni cosa come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù Cristo. Sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo, e si offriranno a lei anima e corpo, senza nessuna riserva, per appartenere nello stesso modo a Gesù Cristo. [56] Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria? Saranno fuoco ardente, ministri del Signore 9, che metteranno dappertutto il fuoco del divino amore Saranno frecce acute nella mano potente di Maria per trafiggere i suoi nemici come frecce in mano a un eroe 10. Saranno i figli di Levi 11, molto purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio. Porteranno nel cuore l'oro dell'amore, l'incenso della preghiera nello Spirito e la mirra della mortificazione nel corpo. In ogni luogo saranno il buon profumo di Gesù Cristo 12 per i poveri e i piccoli, mentre saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e i superbi mondani 13. [57] Saranno nubi tonanti e vaganti nello spazio al minimo soffio dello Spirito Santo. Senza attaccarsi a nulla né stupirsi di nulla, né mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna, tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il diavolo e i suoi seguaci. Con la spada a due tagli della parola di Dio trafiggeranno, per la vita o per la morte, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell'Altissimo. [58] Saranno veri apostoli degli ultimi tempi. Ad essi il Signore degli eserciti darà la parola e la forza per operare meraviglie e riportare gloriose spoglie sui suoi nemici. Dormiranno senza oro e argento, e, ciò che più conta, senza preoccupazioni, in mezzo agli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici 14. Tuttavia avranno le ali argentate della colomba per volare, con la retta intenzione della gloria di Dio e della salvezza delle anime, là dove li chiamerà lo Spirito Santo. Lasceranno nei luoghi dove hanno predicato, soltanto l'oro della carità, che è il compimento della legge 15. [59] Infine, sappiamo che saranno veri discepoli di Gesù Cristo secondo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo i canoni del mondo; senza preoccupazioni e senza guardare in faccia a nessuno; senza risparmiare, seguire o temere alcun mortale, per potente che sia. Avranno in bocca la spada a due tagli della parola di Dio 16 e porteranno sulle spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona nella sinistra, i sacri nomi di Gesù e di Maria sul cuore, la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro condotta. Ecco i grandi uomini che verranno e che Maria formerà su ordine dell'Altissimo, per estendere il suo dominio Sopra quello degli empi, idolatri e maomettani. Ma quando e come avverrà tutto questo?... Dio solo lo sa. Compito nostro è di tacere, pregare, sospirare e attendere: «Ho sperato: ho sperato nel Signore» 17. NOTE 1 Sarà bene leggere queste pagine profetiche del Montfort, confrontandole con l'indole escatologica della Chiesa pellegrinante descritta dal Concilio Vaticano II (L.G 48-51). Per lo svolgimento dello scenario degli ultimi tempi, che prevedono il passaggio dal regno del peccato al regno di Gesù Cristo mediante l'opera dello Spirito Santo in unione con Maria, cf. PI, nn. 15-17, e lo studio citato nella nota 37 del n 47. 2 Cf. Pr 8, 35. 3Gv 14, 6. 4Ct 6, 3. Cf. VD 210. 5Ap 12, 12. 6Gen 3, 15. «Il testo ebraico, analizzando l'ostilità tra la razza del serpente e quella della donna, oppone l'uomo al diavolo e alla sua "razza", ma lascia anche intravedere la vittoria finale dell'uomo: è un primo barlume di salvezza, il protovangelo. La traduzione greca, cominciando l'ultima frase con un pronome maschile attribuisce questa vittoria non alla discendenza della donna in generale, ma a uno dei figli della donna: così è preparata l'interpretazione messianica che molti Padri espliciteranno. Con il Messia, sua madre è implicata, e l'interpretazione mariologica della traduzione latina ipsa conteret è divenuta tradizionale nella Chiesa» (La Bibbia di Gerusalemme, p. 41). 7 Cf. S. Ireneo, Adversus haereses, III, 22, 4. PG 7, 959. 8 Cf. Dt 13,14. Dal senso originario «senza utilità», a poco a poco, il termine Belial fu sentito come un nome proprio e messo in relazione con la potenza del male. 9Sal 104,4. Eb 1,7. Il Montfort descrive gli apostoli degli ultimi tempi con parole simili a quelle in PI 6-13,17-25. 10Sal 127,4. 11 «I Leviti, come i primogeniti che essi sostituiscono, appartengono a Jahve. Il loro statuto esprime in una prima forma l'ideale di consacrazione che si svilupperà nel cristianesimo mediante il sacerdozio e l'istituzione monastica» (Bibbia di Gerusalemme, p 264). 12 Cf. 2 Cor 2, 15-16. 13 «Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita» (2Cor 2, 15-16). 14 Sal 68, 14 (secondo la Volgata): inter medios cleros. 15Rm 13, 10. 16Eb 4, 12. 17Sal 40, 2.

PARTE SECONDA - IL CULTO A MARIA NELLA CHIESA CAPITOLO PRIMO FONDAMENTI TEOLOGICI DEL CULTO A MARIA [60]
Ho esposto brevemente la necessità che abbiamo della devozione alla santissima Vergine. Ora bisogna dire in che cosa consiste. Lo farò con l'aiuto di Dio, dopo aver premesso alcune verità fondamentali che mettano in luce la grande e solida devozione che voglio far conoscere. 1. Gesù Cristo fine ultimo del culto alla Vergine [61]

PRIMA VERITÀ ­ Gesù Cristo, nostro Salvatore, vero Dio e vero uomo, deve essere il fine ultimo di ogni nostra devozione. Diversamente sarebbe devozione falsa e ingannatrice 1 Gesù Cristo è «l'Alfa e l'Omega» (Ap 1,8), «il Principio e la Fine» (Ap 21,6) di ogni cosa. Noi lavoriamo ­ dice l'Apostolo ­ solo per rendere ogni uomo perfetto in Gesù Cristo (cf Ef 4,13). Solo in Cristo, infatti, «abita corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Col 2,9), con ogni altra pienezza di grazia, di virtù e di perfezione. Solo in Cristo siamo stati «benedetti con ogni benedizione spirituale» (Ef 1,3). Egli è il solo maestro che deve istruirci, il solo Signore dal quale dipendiamo, il solo capo al quale dobbiamo essere uniti, il solo modello cui dobbiamo rassomigliare (cf Mt 23,8; Gv 13,13; Ef 4,15; Mt 11,29), il solo medico che ci deve guarire, il solo pastore che ci deve nutrire, la sola via che ci deve condurre, la sola verità che dobbiamo credere, la sola vita che deve vivificarci (cf Mt 9, 12; Gv 10,11; 14,6), il solo tutto che ci deve bastare in ogni cosa. Tranne il nome di Gesù Cristo, «non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12). Dio non pose per noi altro fondamento di salvezza, di perfezione e di gloria, all'infuori di Gesù Cristo. Ogni casa che non sia costruita su questa solida roccia, poggia sulla sabbia mobile e, presto o tardi, sicuramente cadrà. Ogni fedele che non è unito a Cristo come il tralcio alla vite cade, secca e serve solo ad essere gettato nel fuoco (Cf Gv 15,6). Se invece siamo in Gesù Cristo e Gesù Cristo in noi, «non c'è più nessuna condanna» (Rm 8,1) da temere. Né gli angeli del cielo, né gli uomini della terra, né i demoni dell'inferno, né alcun'altra creatura potrà farci del male, perché «non potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Gesù Cristo» (Rm 8,39). Tutto possiamo «per Cristo, con Cristo e in Cristo »; possiamo rendere «ogni onore e gloria » al Padre nell'unità dello Spirito Santo; possiamo diventare perfetti ed essere profumo di vita eterna per il prossimo. [62] Se dunque stabiliamo una solida devozione alla santissima Vergine è solo per stabilire più perfettamente quella verso Gesù Cristo e per indicare un mezzo facile e sicuro per trovarlo 2. Se la devozione a Maria dovesse allontanare da Gesù Cristo bisognerebbe respingerla come una illusione diabolica. Ma come ho già detto 3 e come dirò ancora 4, è vero tutto il contrario. La devozione alla Vergine Maria è necessaria proprio per trovare perfettamente Gesù Cristo, amarlo di tutto cuore e servirlo con fedeltà. [63] Qui mi rivolgo un momento a te, mio amabile Gesù, per lamentarmi amorosamente con la tua divina Maestà. La maggior parte dei cristiani, anche tra i più dotti, non conoscono il legame necessario che esiste fra te e la tua santa Madre. Tu sei, o Signore, sempre con Maria e Maria è sempre con te; né ella può essere senza di te, altrimenti non sarebbe più quello che è. Ella è talmente trasformata in te dalla grazia, che non vive più, non è più. Tu solo, mio Gesù, vivi e regni in lei più perfettamente che in tutti gli angeli e beati. Oh, se si conoscesse la gloria e l'amore che tu ricevi da questa meravigliosa creatura, come si avrebbero di te e di lei ben altri sentimenti! Ella ti è unita così intimamente, che sarebbe più facile separare tutti gli angeli e i santi da te, che la divina Maria, poiché lei ti ama più ardentemente e ti glorifica più perfettamente di tutte le tue creature messe insieme. [64] Non è dunque cosa sconcertante e dolorosa, mio buon Maestro, costatare l'ignoranza e le tenebre di tutti gli uomini nei confronti della tua santa Madre? Non parlo degli idolatri e dei pagani: essi non conoscono te, quindi non si curano di conoscere lei. Non parlo nemmeno degli eretici e degli scismatici: essi non si curano di essere devoti della tua santa Madre, poiché si sono separati da te e dalla tua santa Chiesa. Parlo dei cristiani cattolici e persino dei dottori fra i cattolici. Essi fanno professione d'insegnare agli altri la verità, ma non conoscono te, né la tua santa Madre, se non in maniera speculativa, arida, sterile e indifferente 5. Solo rare volte questi signori 6 parlano della tua santa Madre e del culto che le si deve, perché hanno timore ­così dicono­ che se ne abusi e che si faccia ingiuria a te onorando troppo lei. Se incontrano o sentono qualche devoto della Vergine santa parlare spesso della devozione verso questa amorevole Madre con affetto filiale e con accento forte e persuasivo, come di un mezzo sicuro senza illusioni, di un cammino breve senza pericoli, di una via immacolata senza imperfezioni e di un segreto meraviglioso per trovare ed amare te perfettamente, subito gridano contro di lui. Gli mettono innanzi mille false ragioni per provargli che non occorre parlare tanto di Maria. Gli dicono che in tale devozione esistono grandi abusi e bisogna adoperarsi a distruggerli, che occorre parlare di te, invece di portare la gente alla devozione verso la santa Vergine, che essi dicono di amare già abbastanza. Qualche volta si sentono parlare della devozione verso la tua santa Madre, ma lo fanno non per stabilirla e inculcarla, bensì per distruggerne gli abusi. In realtà questi signori non hanno pii sentimenti e tenera devozione nemmeno verso di te, dal momento che non ne hanno per Maria. Considerano infatti il rosario, lo scapolare, la corona come devozioni da donnicciuole, proprie degli ignoranti e non necessarie per salvarsi. E se incontrano qualche devoto della Vergine che reciti la corona, o abbia qualche altra pratica di devozione verso di lei, gli cambiano presto la mente e il cuore consigliandogli la recita dei sette salmi invece della corona ed esortandolo al culto verso Gesù Cristo piuttosto che alla devozione a Maria. Mio amabile Gesù! Hanno forse il tuo spirito costoro? Ti possono piacere, comportandosi in tal modo? Come farti piacere se, per timore di dispiacerti, non si fa ogni sforzo per piacere a tua Madre? La devozione verso la tua santa Madre impedisce forse il tuo culto? Si attribuisce ella l'onore che le si rende? Fa ella parte a sé? Oppure è un'estranea che non ha nessun legame con te? È fare dispiacere a te voler piacere a lei? E separarsi o allontanarsi dal tuo amore l'offrirsi a lei ed amarla? [65] Eppure, mio amabile Maestro, anche se tutto quanto ho appena detto fosse vero, la maggior parte dei dotti ­ giusto castigo del loro orgoglio! ­ non farebbe di più per allontanare dalla devozione alla tua santa Madre, né saprebbe ispirare più indifferenza a suo riguardo. Preservami, Signore, preservami dai loro sentimenti e dal loro modo di agire. Fammi partecipare ai sentimenti di riconoscenza, di stima, di rispetto e di amore che tu nutri per la tua santa Madre, perché io possa amarti e glorificarti tanto più perfettamente, quanto più ti imiterò e seguirò da vicino. [66] Come se non avessi detto ancora nulla in onore della tua santa Madre, fammi la grazia di lodarla degnamente 7, nonostante tutti i suoi nemici ­che sono pure i tuoi­ e di dir loro apertamente con i santi: «Non pretenda di ottenere misericordia da Dio chi offende la sua santa Madre» 8. [67 ] Per ottenere dalla tua misericordia una vera devozione verso la tua santa Madre e poterla diffondere su tutta la terra, fa' che io ti ami ardentemente e accogli a tal fine la preghiera che ti rivolgo con sant'Agostino e i tuoi veri amici: Tu sei il Cristo, il mio padre santo, il mio Dio misericordioso, il mio grande re. Sei il mio buon pastore, il mio unico maestro, il mio migliore aiuto. Sei il mio amore bellissimo, il mio pane vivo, il mio sacerdote per sempre. Sei la mia guida alla patria, la mia luce vera, la mia dolcezza santa. Sei la mia strada diritta, la mia fulgida sapienza, la mia limpida semplicità. Sei la mia concordia pacifica, la mia sicura protezione, la mia preziosa eredità, la mia salvezza eterna... Cristo Gesù, amabile Signore! Perché ho amato, perché ho bramato in tutta la mia vita altra cosa fuori di te, Gesù mio Dio? Dov'ero quando non pensavo a te? O voi tutti miei desideri, da questo momento ardete e confluite nel Signore Gesù. Correte, già troppo indugiaste! Affrettatevi verso il traguardo cui tendete, cercate davvero colui che cercate! O Gesù! Chi non ti ama sia anàtema! Chi non ti ama sia saziato di amarezze...Gesù dolce, ogni cuore buono e incline alle tue lodi ti ami, in te si diletti, di te si stupisca! Dio del mio cuore e mia eredità, Cristo Gesù! Venga meno il mio cuore dentro di me e sii tu a vivere in me Si accenda nel mio spirito la brace viva del tuo amore, e divampi in un incendio! Arda sempre sull'altare del mio cuore, bruci nel mio intimo, avvampi le fibre più nascoste della mia anima. Nel giorno della mia morte sia trovato consumato dall'amore presso di te. Amen. 9 Ho voluto trascrivere questa stupenda preghiera di sant'Agostino, perché la si ripeta tutti i giorni a fine di chiedere l'amore di Gesù: quell'amore che andiamo cercando per mezzo della divina Maria. 3. Noi siamo di Cristo e di Maria [ 68 ]

SECONDA VERITÀ ­ Da ciò che Gesù Cristo è nei nostri confronti, bisogna concludere con l'Apostolo 10 che noi non ci apparteniamo più, ma siamo totalmente suoi, come sue membra e suoi «schiavi» che egli ha comprati ad un prezzo infinitamente caro, a prezzo cioè di tutto il suo sangue 11. Prima del battesimo, infatti, noi eravamo del demonio, veri suoi schiavi. Il battesimo ci ha resi veri schiavi di Gesù Cristo 12, i quali devono vivere, lavorare e morire unicamente allo scopo di portare frutto per questo Dio-Uomo 13, glorificarlo nel proprio corpo e farlo regnare nella propria anima, perché siamo sua conquista, popolo che egli si è acquistato e sua eredità 14. Per lo stesso motivo lo Spirito Santo ci paragona: 1) ad alberi piantati lungo le acque della grazia, nel campo della Chiesa, e che devono dare frutto a suo tempo 15; 2) ai tralci di una vite di cui Gesù Cristo è il ceppo e che devono produrre grappoli buoni 16; 3) a un gregge di cui Gesù Cristo è il pastore, e che deve moltiplicarsi e dare latte 17; a una terra buona, lavorata da Dio, nella quale la semente si sviluppa e dà un frutto abbondante: trenta, sessanta o cento volte di più 18. Gesù Cristo maledisse il fico infruttuoso 19 e condannò il servo infingardo che non aveva valorizzato il proprio talento 20. Tutto questo prova che Gesù Cristo vuol cogliere qualche frutto dalle nostre misere persone e, cioè, le nostre buone opere poiché queste gli appartengono e in modo esclusivo: «Creati in Gesù Cristo per le buone opere» 21. Quest parole dello Spirito Santo mostrano che Gesù Cristo è l'unico principio e dev'essere l'unico fine di tutte le nostre buone opere, e che noi dobbiamo servirlo, non solo come servi salariati, ma quali schiavi d'amore. Mi spiego. [69] Vi sono due modi, quaggiù, di appartenere ad un altro e di dipendere dalla sua autorità: la semplice servitù e la schiavitù. Di qui i noti appellativi di servo e schiavo. Con la servitù, comune tra i cristiani, uno si obbliga a servire un altro per un certo periodo di tempo e per un certo salario o un determinato compenso. Con la schiavitù, invece, uno dipende interamente da un altro per tutta la vita e deve servire il padrone senza pretendere salario o ricompensa alcuna, quasi fosse una delle sue bestie sulle quali egli ha diritto di vita o di morte. [70] Vi sono tre specie di schiavitù: la schiavitù di natura, la schiavitù forzata e la schiavitù volontaria. Tutte le creature sono schiave di Dio nel primo modo: «Del Signore è la terra e quanto contiene» 22; i demoni e i dannati lo sono nel secondo; i giusti e i santi nel terzo. La schiavitù volontaria è la più perfetta e più gloriosa per Dio che scruta il cuore, domanda il cuore e si chiama Dio del cuore 23 o della volontà amante. Con tale schiavitù, infatti, si sceglie Dio e il servizio a lui al di sopra di ogni altra cosa, anche se per natura non si fosse obbligati. [71] C'è una differenza totale tra servo e schiavo 24: Il servo non dà al padrone tutto ciò che è, tutto ciò che ha e tutto ciò che può avere da altri o da se stesso. Lo schiavo, invece, gli si dà interamente, con quanto possiede e quanto può acquistare, senza nulla escludere. 2) Il servo esige un salario per i servizi che rende al padrone; invece lo schiavo non può pretenderne alcuno, qualunque sia il suo impegno, iniziativa e fatica nel lavoro. 3) Il servo può lasciare il padrone quando vuole, o almeno al termine del suo servizio; lo schiavo invece non ha diritto di abbandonarlo quando vuole. Il padrone del servo non ha su di lui nessun diritto di vita e di morte, di modo che se lo sopprimesse come una delle sue bestie da soma, commetterebbe ingiusto omicidio. Invece, il padrone dello schiavo ha, per legge, diritto di vita e di morte su di lui, di modo che potrebbe venderlo a chi vuole o ucciderlo ­ mi si perdoni il paragone­ come farebbe del proprio cavallo. 5) Infine, il servo è al servizio del padrone solo per un dato tempo; lo schiavo, invece, per sempre. [72] Non c'è nulla tra gli uomini che faccia appartenere di più ad un altro, quanto la schiavitù. Similmente non c'è nulla fra i cristiani che faccia appartenere in modo più assoluto a Gesù Cristo e alla sua santa Madre quanto la schiavitù volontaria secondo l'esempio di Gesù Cristo stesso, che prese «la condizione di servo » 25 per nostro amore, e della santa Vergine, che si disse serva e schiava del Signore 26. L'Apostolo si onora del titolo di servo di Cristo 27. Più volte, nella Scrittura, i cristiani sono chiamati servi di Cristo 28. Ora, secondo l'osservazione giustissima di un dotto, anticamente la parola servo (servus) stava ad indicare soltanto uno schiavo, perché non esistevano allora servi come quelli di oggi, dato che i padroni erano serviti solo da schiavi o da liberti. Per affermare inequivocabilmente che siamo schiavi di Gesù Cristo, il Catechismo di Trento si esprime con un termine preciso: mancipia Christi, schiavi di Cristo 29. [73] Ciò detto, affermo che dobbiamo essere di Gesù Cristo e servirlo non solo come servi stipendiati, ma come schiavi affezionati che, mossi da un grande amore, si donano e si consacrano al suo servizio in qualità di schiavi per il solo onore di appartenergli. Prima del battesimo eravamo schiavi del demonio; ora il battesimo ci ha resi schiavi di Gesù Cristo 30. Ne consegue che i cristiani devono essere o schiavi del demonio o schiavi di Gesù Cristo. [74] Ciò che ho detto in modo assoluto di Gesù Cristo, lo dico in modo relativo della Vergine santa. Gesù Cristo l'ha scelta per compagna indissolubile della sua vita, morte, gloria e potenza in cielo e in terra, e le ha quindi dato per grazia, rispetto alla sua divina Maestà, tutti gli stessi diritti e privilegi che egli possiede per natura. Dicono i santi: «Tutto ciò che conviene a Dio per natura, conviene a Maria per grazia» 31. Poiché dunque, secondo loro, sono tutti e due di una medesima volontà e potere, tutti e due hanno gli stessi sudditi, servi e schiavi. [ 75 ] Secondo il pensiero dei santi e di molti uomini insigni è lecito, dunque, chiamarsi e divenire schiavi d'amore della santissima Vergine per essere così più perfettamente schiavi di Gesù Cristo. La Vergine santa è il mezzo del quale nostro Signore si è servito per venire sino a noi; ed è anche il mezzo di cui noi dobbiamo servirci per andare a lui. Ella, infatti, non è come le altre creature, le quali, se ad esse ci affezioniamo, anziché avvicinarci a Dio, potrebbero allontanarcene. L'inclinazione più forte di Maria è di unirci a Gesù Cristo 32 suo figlio, così come il desiderio più forte del Figlio è che si vada a lui per mezzo della sua santa Madre. In tal modo gli si fa onore e piacere, come farebbe onore e piacere al re chi si facesse Schiavo della regina per essergli perfettamente suddito e schiavo. Ecco perché i santi Padri e san Bonaventura dopo di loro, dicono che la Vergine Maria è la strada per arrivare al Signore 33. [76] Inoltre, se, come ho già detto, la Vergine santa è regina e sovrana del cielo e della terra, non avrà altrettanti sudditi e schiavi quante sono le creature? - si chiedono sant'Anselmo, san Bernardo, san Bernardino e san Bonaventura 34. Non è forse giusto che fra tanti schiavi per forza ve ne siano di quelli per amore, che scelgano Maria come loro sovrana? Come! Gli uomini e i demoni hanno i loro schiavi volontari, e Maria non ne avrebbe alcuno? Come! Un re si stima onorato che la regina consorte abbia degli schiavi, su cui possa esercitare un diritto di vita e di morte ­ l'onore e il potere dell'uno, infatti, è l'onore e il potere dell'altra ­ e si potrebbe credere che Nostro Signore non sarebbe contento che abbia degli schiavi Maria, la sua santa Madre, alla quale egli, come il migliore dei figli, ha comunicato tutta la sua potenza? Avrebbe egli meno rispetto e amore per sua madre che Assuero per Ester e Salomone per Betsabea? 35 Chi oserà dirlo o anche solo pensarlo? [77] Ma dove mi conduce la penna? Perché mi soffermo a provare una cosa tanto evidente? Se non ci si vuol chiamare schiavi di Maria Vergine, che importa! Ci si faccia pure schiavi di Gesù Cristo! Tanto è costituirsi insieme schiavi della Vergine santa, perché Gesù è il frutto e la gloria di Maria. Tutto questo si compie in modo perfetto nella devozione di cui parleremo più in là. 4. Dobbiamo rivestirci dell'uomo nuovo [78]

TERZA VERITÀ ­ Di solito le nostre migliori azioni sono macchiate e corrotte dalle inclinazioni cattive che sono in noi. Quando si versa dell'acqua pura e limpida in un vaso che sa di cattivo, o del vino in una botte guasta da altro vino, l'acqua limpida e il buon vino si guastano e prendono facilmente cattivo odore. Così, quando Dio mette le sue grazie e rugiade celesti o il vino delizioso del suo amore nel vaso dell'anima nostra, guasta dal peccato originale ed attuale, i suoi doni ordinariamente si corrompono e si macchiano a causa del cattivo lievito e del fondo cattivo lasciato in noi dal peccato. E le nostre azioni, non escluse quelle ispirate dalle virtù per quanto sublimi, ne risentono 36. È perciò importantissimo vuotarci di quanto in noi c'è di male se si vuole acquistare la perfezione che si trova soltanto nell'unione con Gesù Cristo 37; altrimenti Nostro Signore, che è infinitamente puro e odia all'estremo anche la minima macchia nell'anima, ci allontana da sé e non si unisce a noi. [79] Per vuotarci di noi stessi 38 occorre, in primo luogo, conoscere bene, con la luce dello Spirito Santo, le nostre cattive inclinazioni, la nostra incapacità ad ogni bene utile alla salvezza, la nostra debolezza in ogni cosa, la nostra incostanza in ogni tempo, la nostra indegnità di ogni grazia e la nostra iniquità in ogni luogo. Il peccato del primo padre ci ha tutti quasi completamente guastati, inaciditi, gonfiati e corrotti, come il lievito inacidisce, gonfia e corrompe la pasta in cui è messo. I peccati attuali da noi commessi, mortali o veniali che siano, anche se perdonati, hanno aumentato la nostra concupiscenza, debolezza, incostanza e corruzione, lasciando delle scorie nella nostra anima. I nostri corpi sono talmente corrotti, che lo Spirito Santo li chiama corpi di peccato 39, concepiti nel peccato 40, nutriti nel peccato e capaci di tutto; corpi soggetti a mille e mille malattie, che si corrompono di giorno in giorno e generano putredine. La nostra anima, unita al corpo, è divenuta così carnale che viene chiamata carne: «ogni vivente aveva corrotto la sua vita» 41. Abbiamo per eredità l'orgoglio e l'accecamento nello spirito, l'indurimento nel cuore, la debolezza e l'incostanza nell'anima, la concupiscenza, le passioni in rivolta e le malattie nel corpo. Siamo, per condizione naturale, più superbi dei pavoni, più attaccati alla terra dei rospi, più brutti dei capri, più invidiosi dei serpenti, più golosi degli animali immondi, più collerici delle tigri, più pigri delle tartarughe, più deboli delle canne e più incostanti delle banderuole. Abbiamo di nostro soltanto il nulla e il peccato, ed altro non meritiamo che l'ira di Dio e l'inferno eterno 42. [80] C'è dunque da stupirsi che Nostro Signore abbia detto che chi vuole seguirlo deve rinnegare se stesso e odiare la propria vita? 43. Che «chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna» 44? Il Cristo, Sapienza infinita, non dà comandi senza ragione. Ci ordina di «odiare» noi stessi solo perché siamo sommamente degni di odio. Nulla più di Dio è degno di amore, nulla più di noi è degno di odio. [81] In secondo luogo, per vuotarci di noi stessi bisogna morire tutti i giorni a noi stessi, rinunciando alle operazioni delle potenze della nostra anima e dei sensi del nostro corpo. Dobbiamo guardare come se non guardassimo, ascoltare come se non ascoltassimo, servirci delle cose del mondo come se non ce ne servissimo 45. È quanto san Paolo chiama morire tutti i giorni: «Ogni giorno io affronto la morte» 46. «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo» 47; rimane terra e non produce nessun frutto buono. Se non moriamo a noi stessi e se le nostre devozioni, anche le più sante, non ci portano a questa morte necessaria e feconda, non produrremo frutti che valgano: le nostre devozioni resteranno sterili e tutte le nostre giustizie 48 saranno contaminate dall'amor proprio e dalla propria volontà; Dio avrà in abominio i più grandi sacrifici e le migliori azioni che possiamo compiere; in punto di morte ci troveremo con le mani vuote di virtù e di meriti e non avremo una scintilla di quel puro amore che viene comunicato solo alle anime morte a se stesse e la cui vita è nascosta con Gesù Cristo in Dio 49. [82] In terzo luogo, bisogna scegliere tra tutte le devozioni alla santissima Vergine quella che porta di più al rinnegamento di se stessi, essendo essa la migliore e più santificante. Non bisogna, infatti, credere che tutto ciò che riluce sia oro; che tutto ciò che è dolce, sia miele; e che tutto ciò che è agevole a farsi e praticato dai più, sia il più santificante. Come vi sono segreti di natura per fare in poco tempo, con poca spesa e con facilità certe operazioni naturali, così vi sono segreti nell'ordine della grazia per fare in poco tempo, con dolcezza e facilità operazioni soprannaturali, come spogliarsi di sé, riempirsi di Dio e diventare perfetti. La devozione che voglio rivelare è uno di questi segreti di grazia: segreto sconosciuto dalla maggior parte dei cristiani, conosciuto da pochi devoti, praticato e gustato da più pochi ancora. Per incominciare a scoprire questo segreto, ecco una quarta verità conseguente alla terza. 5. La funzione materna di Maria facilita l'incontro personale con Cristo [ 83 ]

QUARTA VERITÀ ­È cosa più perfetta, perché più umile, non accostarsi da soli a Dio senza un mediatore. La nostra condizione umana è così volta al male ­ come ho dimostrato or ora ­ che se ci appoggiamo alle nostre fatiche, iniziative e disposizioni, per giungere a Dio e piacergli, è certo che tutte le nostre opere buone saranno macchiate e di poco valore davanti a Dio, per indurlo ad unirsi a noi ed esaudirci. Infatti, non senza motivo, Dio ci ha dato dei mediatori 50 presso la sua Maestà. Ha visto la nostra indegnità e incapacità ed ha avuto compassione di noi. Per renderci accessibili le sue misericordie, ci ha provvisti di intercessori potenti presso la sua Maestà. Ebbene, trascurare tali mediatori e avvicinarsi direttamente alla santità di Dio senza alcun appoggio, è mancare di umiltà e di rispetto a un Dio così eccelso e così santo. È far meno caso di questo Re dei re che non si farebbe di un sovrano o di un principe della terra, al quale non vorremmo avvicinarci senza un qualche amico che parlasse in nostro favore 51. [84] Gesù Signore è il nostro avvocato e il nostro mediatore di redenzione presso il Padre. Per mezzo di lui dobbiamo pregare con tutta la Chiesa trionfante e militante; per mezzo di lui si accede presso la Maestà divina, dinanzi alla quale dobbiamo sempre presentarci sorretti e rivestiti dei meriti di Gesù Cristo, come il giovane Giacobbe s'era rivestito delle pelli dei capretti dinanzi a suo padre Isacco per riceverne la benedizione. [85] Ma non abbiamo forse bisogno di un mediatore presso il Mediatore stesso? È forse abbastanza grande la nostra purezza, per unirci a lui direttamente e da soli? Non è forse anche lui Dio in tutto uguale al Padre, e quindi anche lui il Santo dei Santi, degno di altrettanto rispetto quanto il Padre? Se per infinito amore si fece nostro garante e nostro mediatore presso Dio suo Padre, a fine di placarlo e di saldare il debito da noi contratto, avremo allora meno rispetto e timore della sua maestà e santità? Diciamo dunque arditamente con san Bernardo 52 che abbiamo bisogno di un mediatore presso il Mediatore stesso, e che la divina Maria è la più capace di svolgere tale caritatevole compito. Per mezzo di lei Gesù Cristo è venuto a noi, ancora per mezzo di lei noi dobbiamo andare a lui. Se abbiamo timore di andare direttamente a Gesù Cristo-Dio a causa della sua grandezza infinita, o della nostra pochezza, o dei nostri peccati, imploriamo con audacia l'aiuto e l'intercessione di Maria nostra Madre. Maria è buona, è tenera. Non ha nulla di austero e scostante; nulla di troppo alto e di troppo splendente. Vedere lei è vedere la nostra stessa natura. Maria non è il sole che col fulgore dei suoi raggi ci potrebbe abbagliare perché siamo deboli. È, invece, bella e soave come la luna 53, che riceve la luce dal sole e la tempera per adattarla alla nostra debole vista. È così caritatevole, da non rimandare nessuno che invochi la sua intercessione, per quanto peccatore sia. Infatti non si è mai inteso dire da che mondo è mondo ­ affermano i santi ­ che alcuno sia ricorso con fiducia e perseveranza alla Vergine santa e sia stato respinto. E così potente, da non ricevere mai un rifiuto alle sue domande. Le basta presentarsi innanzi al Figlio per pregarlo e subito questi concede, subito accoglie, perché sempre si lascia vincere amorosamente dalle preghiere della sua carissima Madre, che lo portò in grembo e allattò. [86] Tutto questo è tratto dagli scritti di san Bernardo e di san Bonaventura. Secondo loro, sono tre i gradini da salire per arrivare a Dio. Il primo, che è il più vicino a noi 54 e il più adatto alla nostra condizione, è Maria; il secondo è Gesù Cristo e il terzo è Dio Padre. Per andare a Gesù, bisogna andare a Maria, nostra mediatrice d'intercessione; per andare al Padre, bisogna andare a Gesù, nostro mediatore di redenzione 55. Ora è proprio questo l'ordine seguito perfettamente nella devozione, di cui parlerò più oltre. 6. Portiamo il tesoro della grazia in vasi di creta [87]

QUINTA VERITÀ ­ Data la nostra debolezza e fragilità, ci è molto difficile mantenere le grazie e i tesori ricevuti da Dio. Perché portiamo questo tesoro, che vale più del cielo e della terra, in vasi di creta 56, vale a dire in un corpo corruttibile e in un'anima debole ed incostante che un nulla sconcerta e abbatte. [88] 2) Perché i demoni, che sono ladri astuti, cercano di prenderci alla sprovvista per derubarci e svaligiarci. A tal fine, spiano giorno e notte il momento favorevole, Si aggirano di continuo intorno a noi per divorarci e toglierci in un momento, con un peccato