| La Lectio Divina |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 22 febbraio 2010 | |
Tratto dal sito della Comunità di Bose http://www.monasterodibose.it/index.php/content/category/8/160/343/lang,it/ e riveduto La lectio divina esperienza di Israele e della Chiesa
Già nell'antica economia di Israele, si pregava con la Parola e si ascoltava la Parola nella preghiera. Si può vedere la descrizione di questa prassi comunitaria leggendo il c. 8 del profeta Neemia. Tale metodo che prevede la lettura, la spiegazione e la preghiera diventò il modo classico giudaico della preghiera che anche il cristianesimo ha ereditato (cf. 2 Timoteo 3,14-16), metodo non descritto ma testimoniato in diversi luoghi del Nuovo Testamento. Da cuore a cuore Se Dio ti ha chiamato alla solitudine silenziosa, in un tempo di dialogo, è per parlare al tuo cuore. Il cuore biblico è il centro, la sede delle facoltà intellettive dell'uomo, è l'intimo più profondo della tua persona. È dunque il cuore l'organo principale della lectio divina, perché è quel nucleo centrale in cui ogni uomo vive ed esprime la sua irripetibilità personale. Ma tu sai che questo cuore può essere non circonciso (Deuteronomio 30,6 e Romani 2,29), di pietra (Ezechiele 11,19), diviso (Salmo 119,113 e Geremia 32,29), cieco (Lamentazioni 3,65); tutte espressioní queste per indicare il cuore dell'uomo lontano da Dio, non toccato dalla fede. Il cuore del credente a volte può essere appesantito da dissipazioni, ubriachezze, affanni della vita (Luca 21,34), può essere indurito, malato di sclerocardia fino a non riconoscere e non capire le parole e l'azione del Signore (Marco 6,52 e 8,17), può essere instabile, incostante, portato dunque a dimenticare e traviare la Parola (2 Pietro 3,16 e Luca 8,13). Il cuore può essere questo se succhia la sua linfa dalla carne, dalle ideologie dominanti, dall'orgoglio che è il grande peccato. Tu che ti appresti all'ascolto di Dio prendi questo tuo cuore in mano, innalzalo a Dio, perché lui lo renda cuore di carne, lo unifichi, lo renda saldo e lo purifichi. Prendi la Bibbia, portala davanti a te con riverenza perché corpo di Cristo, fai l'epiclesi, l'invocazione dello Spirito. E lo Spirito che ha presieduto alla generazione della Parola, è lui che l'ha fatta parlare e scrivere attraverso i profeti, i sapienti, Gesù, gli apostoli, gli evangelisti, è lui che l'ha data alla chiesa e l'ha fatta migrare intatta fino a te. Dettata dallo Spirito santo, solo dallo Spirito santo è resa comprensibile (cf. Dei Verbum 12). Predisponi tutto perché lo Spirito scenda (Veni, Creator Spiritus!) in te e con la sua forza, la sua dynamis, tolga il velo ai tuoi occhi affinché tu veda il Signore (Salmo 119,18 e 2 Corinzi 3,12-16). È lo Spirito che dà vita, mentre la lettera sola uccide! Quello Spirito che è sceso sulla vergine Maria adombrandola con la sua potenza e generando in lei il Lógos, la Parola fatta carne (Luca 1,34), quello Spirito che, sceso sugli apostoli, ha concesso loro di pervenire alla verità intiera (Giovanni 16,13) deve fare altrettanto su di te: in te generare la Parola, della totalità della verità farti partecipe. Lettura spirituale significa lettura nello Spirito santo e con lo Spirito santo delle cose dettate dallo Spirito santo. Attendilo, perché se indugia egli non tarderà (Abacuc 2,3). Sii certo della parola di Gesù: «Se voi essendo cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre darà lo Spirito santo a quelli che glielo chiedono!» (Luca 11,13). Tu udrai dentro di te la sua parola efficace: «Effatà! Apriti!» (Marco 7,34) e non ti sentirai più solo ma accompagnato di fronte al testo biblico: come l'etiope che leggeva Isaia ma non capiva finché giunse a lui Filippo che con lo Spirito santo ricevuto nella Pentecoste gli aprì il testo e gli mutò il cuore (cf. Atti 8.2638), come i discepoli cui il Signore risorto aprì la mente all'intelligenza delle Scritture (Luca 24,45). Senza epiclesi la lectio divina resta esercizio umano, sforzo intellettuale, tutt'al più apprendimento di saggezza e non di Sapienza divina: ma questo non discernere il corpo di Cristo significa leggere a se stessi la propria condanna (cf. 1Corinzi 11,29). Prega come sei capace, come il Signore ti concede, oppure prega anche così: «Dio nostro, Padre della luce, tu hai inviato nel mondo la tua Parola, sapienza uscita dalla tua bocca, che ha preso dominio su tutti i popoli della terra (Siracide 24,6-8). Tu hai voluto che essa prendesse una dimora in Israele e che attraverso Mosè, i profeti e i salmi (Luca 24,44) manifestasse la tua volontà e parlasse al tuo popolo del Messia Gesù.
Finalmente hai voluto che lo stesso tuo Figlio, Parola eterna presso di te, divenisse carne e ponesse la sua tenda tra di noi (Giovanni 1,1-14) quale nato da Maria e concepito dallo Spirito santo (Luca 1,35). Aiutati soprattutto, in questo tuo pregare preliminare, con il Salmo 119, il salmo dell'ascolto della Parola. È il salmo della lectio divina, il colloquio dell'Amato con l'Amante, del credente con il suo Signore! La resa allo Spirito (*) Invocare lo Spirito Santo significa arrendersi allo Spirito. Consegnare a Lui tutte le nostre resistenze e renderci docili alle mozioni dello Spirito. Renderci sensibili a tutte le luci, le ispirazioni, i sussurri dello Spirito. Da questa docilità nasce la vera conversione e la vera azione nella sapienza. Le grandi opere e le scelte nella vita nascono da questa disponibilità ad ascolate i sussurri, le grida e le mozioni dello Spirito. Questo è il primo passo per la formazione di una retta coscienza che incomincia ad essere spirituale. La lectio divina è un momento ecclesiale (*) Pregare con la parola e nella Parola, alla luce dello Spirito Santo è azione ecclesiale. Anche il monaco che prega nel segreto svolge un'azione ecclesiale. Nè c'è vera Lectio e preghiera personale se non c'è preghiera ecclesiale. Ricorda, dunque, che li, in quel momento prezioso che la provvidenza ti ha consegnato sei Chiesa con tutta la Chiesa. Con il Santo Padre, i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e tutto il popolo dei battezzati. Sei li con loro e per loro. Fruisci delle loro luci e doni le "tue" luci. Fai parte di un corpo e per il principio dei vasi comunicanti nello Spirito, il bene di uno è il bene di tutti e di ciascuno. Deponi attivamente i rancori e i dissidi e non porre barriere alla fruizione del bene, del bello e del vero. Assicurati di avere una piena comunione con Pietro e i suoi collaboratori. Leggi!... Apri la Bibbia e leggi il testo: non sceglierlo mai a caso, perché la Parola di Dio non si pilucca. Obbedisci al lezionario liturgico e accetta quel brano che la chiesa ti offre, oppure leggi un libro della Bibbia da capo a fondo attraverso la lectio cursiva. Obbedienza al lezionario od obbedienza al libro sono essenziali per un'obbedienza quotidiana, per una continuità nella lectio, per non cadere nel soggettivismo della scelta del brano che piace o di cui si pensa di aver bisogno. A questo principio ferreo occorre che tu rimanga fedele. Scegli magari un libro indicato dalla tradizione della chiesa per i diversi tempi liturgici o una delle letture del lezionario feriale. Non moltiplicare i testi: un brano, una pericope, pochi versetti sono più che sufficienti! E se fai la lectio sui testi domenicali, ricorda che la prima (Antico Testamento) e la terza lettura (Evangelo) sono parallele e su entrambe sei invitato a pregare. Il lezionario festivo è un grande dono, fatto con molta sapienza spirituale; quello feriale è più discontinuo: se questo ti fa difficoltà, meglio allora fare una lectio continua su un libro scelto. Leggi il testo non una sola volta, ma più volte e anche a voce alta. Se ne hai i mezzi, leggi i testi originali in ebraico o greco, altrimenti accontentati della traduzione. Serviti sempre, proporzionalmente alla tua preparazione intellettuale, della versione dei LXX e della Vulgata che sono traduzioni sante, venerate dalla chiesa lungo i secoli.
Se il brano è conosciuto da te quasi a memoria e sei tentato di leggerlo in fretta, non temere di ricorrere a mezzi che ti impediscano questa rapida e superficiale lettura: scrivi e ricopia il testo! Un monaco, esegeta di fama internazionale, mio amico, mi confidava che per la lectio divina egli ricopia il testo e sovente prova a ripeterlo per vedere la differenza tra ciò che ha memorizzato e ciò che sta scritto. Non leggere solo con gli occhi, ma resta attentissimo e cerca di imprimere il testo nel tuo cuore.
ENZO BIANCHI, Pregare la Parola,
Vaglia però sempre la qualità di molte opere che hanno pretese di serietà o di spiritualità ma che in realtà non contengono che opinioni personali o deliri estatici non obbedienti al testo divino e alla tradizione, e soprattutto diffida di quei commenti che si dicono «riappropriazione della Parola», ma in cui si asservisce la Parola; anche i commenti spirituali al lezionario liturgico festivo e feriale vanno attentamente scelti, perché molti di essi riportano spunti estemporanei, redatti artificialmente in scarsa relazione con i testi e più pieni delle parole del personaggio che le scrive che della Parola di Dio. «L'ascolto non è ricezione passiva di un testo dato, ma anche sforzo da parte del cristiano di penetrare sempre più a fondo il senso inesauribile della Parola divina in relazione al proprio grado di compiutezza e alla tenacia nell'applicazione», diceva Origene.
Vaglia però sempre la qualità di molte opere che hanno pretese di serietà o di spiritualità ma che in realtà non contengono che opinioni personali o deliri estatici non obbedienti al testo divino e alla tradizione, e soprattutto diffida di quei commenti che si dicono «riappropriazione della Parola», ma in cui si asservisce la Parola; anche i commenti spirituali al lezionario liturgico festivo e feriale vanno attentamente scelti, perché molti di essi riportano spunti estemporanei, redatti artificialmente in scarsa relazione con i testi e più pieni delle parole del personaggio che le scrive che della Parola di Dio. «L'ascolto non è ricezione passiva di un testo dato, ma anche sforzo da parte del cristiano di penetrare sempre più a fondo il senso inesauribile della Parola divina in relazione al proprio grado di compiutezza e alla tenacia nell'applicazione», diceva Origene.
ENZO BIANCHI, Pregare la Parola,
Arte ineffabile dell'esperienza della divina presenza, la lectio divina vuole condurti qui, dove tu come l'Amato contempli, ridici le parole dell'Amante nella gioia, nello stupore, nella dimenticanza di te. Non pensare che questo cammino sia sempre facile, lineare e sempre percorribile fino in fondo. Timore e amore appassionato, ringraziamento e secchezza spirituale, entusiasmo e atonia corporale, parola parlante e parola muta, silenzio tuo e silenzio di Dio sono presenti e si intercalano nella tua lectio divina giorno dopo giorno. Ringrazia Dio per la Parola donata, per quelli che te l'annunciano e te la spiegano, intercedi per tutti i fratelli che il testo può averti evocato nelle loro virtù e nelle loro cadute, tendi a unire cibo della Parola e cibo eucaristico. Conserva ciò che hai visto, udito, gustato nella lectio, conservalo nel cuore e ricordalo, abbine memoria e vai nella compagnia degli uomini, tra di loro e umilmente da' loro quella pace e quella benedizione che hai ricevuto. Avrai anche la forza di agire con loro per realizzare nella storia la Parola di Dio con tutto il tuo operare sociale, politico, professionale... Dio ha bisogno di te quale strumento nel mondo per fare cieli nuovi e terra nuova. Un altro giorno ti attende, un giorno in cui tu, vedendo Dio faccia a faccia nella morte, mostrerai se sarai stato lettera vivente incisa da Cristo, lectio divina per i tuoi fratelli, il Figlio stesso di Dio. tuo Enzo Bianchi
ENZO BIANCHI, Pregare la Parola, |







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