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| Padri della Chiesa: Pentecoste |
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| Scritto da Administrator | |
Letture: Atti 2,1-111 Corinti 12,3b-7.12-13 Giovanni 20,19-23
Avete visto la sua potestà che egli esercita in tutto il mondo. Ora, perché la tua mente non sia rivolta alla terra, tu sali in alto: sali col pensiero fino al primo cielo, e contempla le innumerevoli miriadi di angeli che ivi esistono. Sempre col pensiero, sforzati di salire a cose ancora più alte, se puoi; mira gli arcangeli, mira gli spiriti; guarda le virtù, guarda i principati; guarda le potestà, i troni, le dominazioni. Di tutti questi è stato dato da Dio chi stia loro a capo, il Paraclito. Di lui hanno bisogno Elia ed Eliseo e Isaia tra gli uomini; di lui, tra gli angeli, Michele e Gabriele. Nessuna delle cose generate (o meglio create) è pari a lui nell`onore; infatti tutti i generi degli angeli, e gli eserciti tutti insieme riuniti, non possono avere alcuna parità ed uguaglianza con lo Spirito Santo. Tutte queste cose ricopre e oscura totalmente la buona potestà del Paraclito. Quelli infatti sono inviati per il ministero e questi scruta anche le profondità di Dio; come dice l`Apostolo: "Lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell`uomo se non lo spirito dell`uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio" (1Cor 2,10ss). Fu lui a predicare del Cristo nei profeti: lui ad operare negli apostoli: ed è lui che fino ad oggi segna le anime nel Battesimo. E il Padre dà al Figlio e il Figlio comunica allo Spirito Santo. E` lo stesso Gesù, infatti, non io, che dice: "Tutto mi è stato dato dal Padre mio" (Mt 11,27); e dello Spirito Santo dice: "Quando però verrà lo Spirito di verità, ecc., egli mi glorificherà, perchè prenderà del mio e ve l`annunzierà" (Gv 16,13-14). Il Padre dona tutto attraverso il Figlio con lo Spirito Santo. Non è che una cosa sono i doni del Padre, e altri quelli del Figlio, e altri quelli dello Spirito Santo; una infatti è la salvezza, una la potenza, una la fede. Un solo Dio, il Padre un solo Signore, il suo Figlio unigenito; un solo Spirito Santo, il Paraclito. (Cirillo di Aless., Catechesis XVI, De Spir. Sancto, I, 22-24) 2. Lo Spirito del Signore Paolo, scrivendo a Timoteo, dice: "Custodisci il buon deposito con l`aiuto dello Spirito Santo che abita in noi" (2Tm 1,14). Ai Romani poi: "Non oserei infatti parlare di ciò che Cristo non avesse operato per mezzo mio per condurre i pagani all`obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito Santo (Rm 15,18). E ancora: "Vi esorto perciò, fratelli, per il Signore Nostro Gesù Cristo e l`amore dello Spirito Santo, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio" (Rm 15,30). Ai Corinzi: "O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio"? (1Cor 6,19). E ancora: "Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito" (1Cor 6,17). Ecco che apertamente qui afferma che c`è lo Spirito del Signore e facendolo ancora più apertamente, così di nuovo scrive ai Giudei: "Fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, alla lettura dell`Antico Testamento, perchè‚ è in Cristo che esso viene eliminato. Fino ad oggi, guando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; ma quando ci sarà la conversione al Signore, quel velo sarà tolto. Il Signore è Spirito e dove c`è lo Spirito del Signore, c`è libertà" (2Cor 3,14-17). E ancora: "E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l`azione dello Spirito del Signore" (2Cor 3,18). Poichè dunque uno è il Signore Gesù Cristo, secondo la sentenza di Paolo, [questi] chiama il Signore veramente Spirito, e non riconosce alcuna differenza del Figlio e dello Spirito, ma lo chiama col nome del Signore in quanto in lui e per lui naturalmente esistente. (Cirillo di Aless., De Sanct. Trinit., Assertio 34) 3. Il ruolo dello Spirito Santo Quanto all`«economia» stabilita per l`uomo dal nostro magnifico Dio e Salvatore Gesù Cristo, secondo la bontà di Dio, chi dunque rifiuterà [di attribuirne] la piena realizzazione dlla grazia dello Spirito? Si considerino pure il passato, le benedizioni dei Patriarchi, l`aiuto portato dal dono della Legge, i «tipi», le profezie, le azioni brillanti in guerra, i miracoli compiuti dai giusti, o le disposizioni relative alla venuta del Signore nella carne, tutto fu realizzato dallo Spirito. Egli fu all`inizio presente alla carne del Signore, quando di lui divenne l`«unzione» e l`inseparabile compagno, come è scritto: "Colui sul quale vedrai discendere e posarsi lo Spirito, è il mio Figlio diletto" (Gv 1,33; Lc 3,22) e "Gesù di Nazaret, che Dio consacrò in Spirito Santo" (At 10,38). Poi tutta l`attività di Cristo si compì in presenza dello Spirito. Egli era là anche quando fu tentato dal diavolo, poiché sta scritto: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato" (Mt 4,1). Ed era ancora con lui, inseparabilmente, quando Gesù compiva i suoi miracoli, perchè "io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio..." (Mt 12,28). Egli non l`ha lasciato dopo la sua Risurrezione dai morti: quando il Signore, per rinnovare l`uomo e per restituirgli - giacché l`aveva perduta - la grazia ricevuta dal soffio di Dio, quando il Signore soffiò sulla faccia dei discepoli, che cosa ha detto? "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Gv 20,22-23). E l`organizzazione della Chiesa? Non è evidentemente, e senza contraddizione, opera dello Spirito Santo? Infatti, secondo san Paolo, è lui che ha dato alla Chiesa "in primo luogo degli apostoli, in secondo luogo dei profeti, in terzo luogo dei dottori; poi il dono dei miracoli, poi i carismi di guarigione, di assistenza, di governo, di lingue diverse" (1Cor 12,28). Lo Spirito distribuisce quest`ordine secondo la ripartizione dei suoi doni. (Basilio di Cesarea, De Spir. Sancto, 16, 39) 4. Nello Spirito invochiamo il Padre Ma ora, è solo una parte del suo Spirito che noi riceviamo, per disporci in anticipo e prepararci all`incorruttibilità, abituandoci a poco a poco a comprendere e a portare Dio. E` ciò che l`Apostolo chiama «caparra» - cioè una parte soltanto di quell`onore che ci è stato promesso da Dio -, allorché nella lettera agli Efesini dice: "E` in lui che anche voi, dopo aver ascoltato la parola di verità, il vangelo della vostra salvezza, è in lui che, dopo aver creduto, voi siete stati segnati con il sigillo dello Spirito Santo della promessa, che è la caparra della vostra eredità" (Ef 1,13-14). Se dunque questa caparra, dimorando in noi ci rende già spirituali e se ciò che è mortale è assorbito dall`immortalità (cf. 2Cor 5,4) - infatti "quanto a voi", dice egli, "non siete nella carne, ma nello Spirito, se è vero che lo Spirito di Dio abita in voi" (Rm 8,9) -, e se, d`altra parte, ciò si realizza non con il rifiuto della carne, bensì per la comunione dello Spirito - in effetti coloro a cui egli scriveva non erano degli esseri disincarnati, ma persone che avevano ricevuto lo Spirito di Dio "nel quale gridiamo: Abba, Padre" (Rm 8,15) -; se dunque, fin da ora, per aver ricevuto questa caparra, noi gridiamo "Abba, Padre", che sarà quando, risuscitati, "lo vedremo a faccia a faccia" (1Cor 13,12)? Quando tutte le membra, a fiotti straripanti, faranno sgorgare un inno di esultanza, glorificando colui che li ha risuscitati dai morti e li ha gratificati della vita eterna? Infatti, se già una semplice caparra, avvolgendo in se stessa l`uomo da ogni parte, lo fa gridare: "Abba, Padre", cosa non farà la grazia intera dello Spirito, una volta data agli uomini da Dio? Essa ci renderà simili a lui e compirà la volontà del Padre, poichè farà l`uomo ad immagine e somiglianza di Dio (cf. Gen 1,26). (Ireneo di Lione, Adv. Haer. V, 8, 1) 5. Il Logos e lo Spirito E questo discendente di David, che esisteva prima di David, il Logos di Dio, avendo disprezzato la lira e la cetra, strumenti senz`anima, regolò per mezzo dello Spirito Santo il nostro mondo e in modo particolare questo microcosmo, l`uomo, anima e corpo: egli si serve di questo strumento dalle mille voci per celebrare Dio, e canta egli stesso in accordo con questo strumento umano. «Poichè tu sei per me una cetra, un flauto e un tempio» (Anonimo): una cetra, per la tua armonia; un flauto, per il tuo soffio; un tempio, per la tua ragione, in guisa che l`una vibra, l`altro respira e quest`ultimo accoglie il Signore. (Clemente di Aless., Protrepticon, I, 5, 3) |








Letture: Atti 2,1-11