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L’arte di non ascoltare PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Il peccato originale?

E l'uomo disse:

" sia fatta la mia volontà con l'aiuto di Dio!"

L'intellighentia laicista ha cercato di demolire in ogni modo il linguaggio simbolico biblico con la critica  storica. E continua imperterrita... ed è un bene... per il Vangelo ovviamente non per la vuotitudine da cui il laicismo nasce.

Giustamente ricordava V. Messori nel suo "ipotesi su Gesù" che se le altre religioni avessero passato il vaglio della critica storica, critica strutturalista e l'ermeneutica più spietata, come è successo per il Cristianesimo, probabilmente sarebbero scomparse. Non me ne vogliano gli amici musulmani e delle altre religioni... ma bisogna pur rendere giustizia alla storia.

Per "sistemare" il Vangelo di Gesù e la Sua Chiesa, beh, bisogna dire che in tanti ci hanno provato. Simpatica quella storiella in cui si narra che Napoleone, deciso nel diventare imperatore del "nuovo mondo", voleva estirpare il "vizio" dell'esistenza della Chiesa, al che, un suo amico prelato, gli fece notare che da duemila anni erano proprio loro, i cristiani, a cercare di"farla" fuori.. questa Chiesa e ... non ci erano mai riusciti!

A parte le iperboliche battute (ma lo sono poi tanto?) rimane pur vero che quel fatto, il peccato originale, per "simbolica" che sia la narrazione, rimane lo spartiacque per qualcosa che dentro di noi ad un certo punto si è rotto.

In realtà nell'affermazione: "Sia fatta la mia volontà..." non ci sarebbe niente di male se veramente prima ci fosse come nel Padre nostro "sia fatta la Tua volontà". Non ci addentriamo sul peso che ha "usare Dio" come garante delle nostre scelte... lo sanno bene gli unti del Signore di ogni tempo, laici e credenti, con tonaca o senza... Ma il problema consiste in questo e mi si scusi l'immagine dualistica:

o ascolti Dio o non lo ascolti.


Ecco perché il cristiano non è mai "sicuro" ma crede in un Dio che ti da la "pace e non ti lascia in pace". Ecco perché la Chiesa è "semper reformanda".. c'è infatti da aver sospetto del singolo o di quella struttura sociale, microscopica o macroscopica, che si sente garante assoluta della verità tanto quanto bisogna avere sospetto dell'anarchico (dittatore in erba) o di quella persona che per non sposar nessun credo farfalleggia da un religione all'altra, da un convegno ad un altro e per restare nel "nostro giardino" da un prete all'altro come da un gruppo ecclesiale ad un altro.


Anche la Chiesa, in quanto istituzione divina, non è garante della verità in quanto proprietaria ma in quanto "serva e custode" del patrimonio che ha ricevuto;
ed essere custodi di un patrimonio così vero e scardinante come il Vangelo non è cosa da poco. Infatti la povertà della Chiesa, il suo essere santa e peccatrice offre facilmente il fianco all'ignoranza.

Se si vede la televisione, soprattutto i "salotti" più gettonati, le amenità e i luoghi comuni sono sempre gli stessi, con poca fantasia:

perché la Chiesa non da la comunione ai separati o ai divorziati;

perché il parroco "x" non ha voluto battezzare il mio bambino nato dalla mia terza convivenza;

perché la Chiesa si oppone ad una sessualità libera e gioiosa; perché la Chiesa si comporta come nel medioevo oscurando la scienza....

E così via di imbecillità in imbecillità in un caleidoscopio di isterie, rabbie e di ignoranze tra presentatori, politici militanti e silenziosi, intellighenzia psichiatrica e opinionismo da rotocalco.
Il tutto con il dogma assoluto di fare la televisione della gente ma soprattutto del dio che si chiama "share" oppure "audience".

E' il leit motiv degli imbonitori di ogni tempo, provetti massoni controllori, che studiano le puntate ad arte, invitando, guardo caso sempre personaggi ambigui e comunque pilotando l'informazione verso un oscurantismo più sottile di qualunque altro;

è il non-ascolto strutturato a sistema di pensiero;

è la spersonalizzazione mascherata da operazione trionfo:

e cioè quella di far passare l'ignoranza per cultura e stuzzicare "l'ego" del singolo per farne, una volta tanto nella vita, un protagonista.

Altro che "amici"...

Scherzando, paradassolmente, potremmo gridare "aridatece"  l'inquisizione che è "mejo".

Almeno il "nemico", il "cattivo", si vedeva negli occhi e non si veniva gestiti dai "consigli per gli acquisti" e dagli "ascolti".

Infatti il vero problema non sono solo le singole questioni, sacramentali, pastorali, se la chiesa è oscurantista, scienza e fede, il piacere e la procreazione e così via... il problema è piuttosto se ascolti e chi ascolti!

Gesù è sempre lì, semplice e nudo che bussa a chiedere e proporre "se vuoi...".. non impone ma propone. Se lo vuoi seguire lo sai che la strada è bellissima ma talvolta stretta ed in salita...

La chiesa lo propone così, da sempre; a volte, forse, sbagliando nei modi...

ma Lui c'è, è lì, e' vivo anzi è il vivente.
Lui si che desidera il tuo "protagonismo" perché non è geloso del tuo successo (che parola imbecille senza Cristo) ma è sicuramente geloso per te... ci tiene a te... non desidera che ti distrai, che ti dissipi, che ti bruci; per te per i tuoi fratelli.

Non tanto per quello che puoi fare (o che puoi produrre) innanzitutto "tu sei il regno di Dio"; per te è morto e risorto.

Cadere da cavallo ogni giorno sulla "via di Damasco", questa si che è una "operazione trionfo", qui si c'è il successo!

Cosa si prova, mi chiedo, a fermarsi e "ascoltare" profondamente e radicalmente il "fatto" che uno è morto e risorto per me, è vissuto per me, ha pianto e riso per me. Ha portato pesi per me... non solo per me come a dire "a favore di me" ma proprio i miei, le mie lacrime e le mie gioie....

Ma questo lo capisci solo se "ascolti" non se senti!

 Qualcuno potrebbe dire che dietro l'obiezione della cultura laicista c'è comunque una richiesta d'aiuto e la domanda di essere ascoltati... forse, talvolta è così; certo questo responsabilizza noi credenti, cristiani e cattolici a non fuggire l'uomo per fuggire il "mondo", mai!

Ma altre volte l'obiezione è la legittimazione per una fuga.

Ma come, viene da dire, la cultura laicista che aborrisce l'accanimento terapeutico vuole questo accanimento dalla Chiesa e dai credenti con un aiuto ad oltranza che altro non è che assecondare le proprie isterie e le proprie brutture? Assecondare la propria fuga dualista, effimera e manichea?

Vero è che talvolta noi cristiani non sappiamo "vendere" e proporre Gesù.. ma vero anche che, visto che qui non c'è "la vendita per la vendita", ma è in gioco la libertà, la cultura laicista si comporta talvolta come quel cliente che cerca di prendere in giro il venditore perché desidera semplicemente non comprare; per bravo che sia il venditore.

Anche qui rimane vero il detto "che uno compra ciò di cui ha bisogno".

Gesù ti chiede ascolto "se vuoi" perché Egli per primo ti ascolta e talvolta ti asseconda... ma non si caccia nel tranello dei tuoi fantasmi e delle tue isterie... non ti aiuterebbe. E' proprio vero quello che dice Gesù a ciascuno di noi "vi abbiamo suonato un lamento e non avete pianto, vi abbia suonato una danza e non avete ballato... ma alla Sapienza è stata resa giustizia!". Egli fa di tutto.. ma sa aspettare.

Ascoltare infatti è un arte di cui si è sempre discepoli; ti pone in una nuova condizione è come un collirio altro che oppio dei popoli... l'oppio è di chi con la scusa dell'ideologia e del potere, ieri come oggi, ascolta solo se stesso "mangiando le sue viscere fatte di vuoto" e non essendo mai sazio.

Ci si meraviglia del fiorire dell'occulto, della cartomanzia, delle sedute spiritiche e delle sette sataniche?... Il vuoto di Dio qualcuno dovrà pur prenderlo; spenta la fede e poi morta l'ideologia fiorita la superstizione... meglio se garantita da chi gestisce quella scatola chiamata TV.

Strano come gli show puntino sull'ascolto per non ascoltare affatto!

 Eppure Gesù di Nazareth, morto e risorto è lì, sempre in attesa...

sempre cercandoti...

 
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