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| Io sono l'Immacolata Concezione: il dono che si fa responsabilità e gioia |
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| Scritto da Administrator | |
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Il dono: essere fuoco nel fuoco "In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità" (Ef. 1,4) Tra le tante cose che possiamo dire nella Solennità dell'Immacolata Concezione di Maria vi è quella della significazione tutta cristologica di un dono battesimale dato ad ogni uomo perché cresca e si elevi alla statura di Cristo. Sebbene il Battesimo sia un dono che viene fatto ad una persona "ferita" esso non è solo medicamento della colpa originaria, incorporazione trinitaria, adozione filiale e "forza" per essere ciò che siamo.. ma, anche, specchio di ciò che saremo nel cuore di Dio. Un dono che attende di farsi storia e responsabilità. Ogni dono, infatti attende la nostra risposta, il nostro si. Il relativismo morale, l'opportunismo del politicamente corretto svolgono un'azione quotidiana affinché noi diciamo no! e non si! al dono che abbiamo ricevuto; per cui il dono richiama anche la lotta, quella che storicamente nasce da una responsabilità verso se stessi, verso Dio, verso il fratello e verso la storia. E' questa l'unica vera battaglia che abbia significato nella nostra vita e che noi svolgiamo senza armi e violenza se non quelle della temperanza, la prudenza, la giustizia e la fortezza. Le virtù cardinali, troppo spesso dimenticate e troppo spesso laicalmente smarrite, sono il perno attorno a cui gira la nostra risposta al dono teologale della Fede, della Speranza e della Carità. Sicuramente tra le più bistrattate, seppure esse siano legate strettamente l'una all'altra, c'è la virtù della Temperanza. Recita il Compendio al Catechismo: "La Temperanza modera l'attrattiva dei piaceri, assicura il dominio della volontà sugli istinti e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati". La moderazione politica viene spessa scambiata per temperanza, dimenticando che il politicamente corretto e l'opportunismo politico è spesso altamente "intemperante". La Temperanza è figlia della Castità e di quel pudore innato che abbiamo nel proteggere il bello del nostro cuore e che perdiamo, strada facendo, per volontà nostra ed influsso velenoso di chi ci sta accanto. Maria di Nazareth, la Madre di Gesù, la Credente ha scelto volontariamente di custodire e proteggere il dono che aveva ricevuto; sempre! Più che Teologia, buon senso Più che la teologia e del sensum fidelium che la Chiesa ha sempre avuto su Maria occorre solo buon senso per capire il dono dell'Immacolata Concezione dato a Maria. Chi sta vicino al fuoco si brucia e diventa fuoco anch'egli. Così non poteva essere diversamente per Maria, prescelta per essere la Madre del Verbo e disposta volontariamente ad esserlo. Giustamente Agostino ricordava che Maria è grande per aver detto sì prima ancora che per essere la Madre di Dio. E' in quel sì che c'è tutta la volontà pura di Maria di rimanere nel fuoco in cui Dio l'aveva posta per accogliere il fuoco vivo che è la persona del Verbo. Se Ella non era Fuoco non poteva portare in sé il fuoco, se Ella non era tutta orientata a Dio non poteva generare Dio. Se Lei non fosse stata tutta Fede, Speranza e Carità non avrebbe potuto donarci il Figlio di Dio. In questo sì! al dono ricevuto c'è tutta la dignità di Maria e la nostra in Lei. Un sì! forte, potente, costante, sofferto; una volontà provata di essere fuoco e di rimanere nel fuoco. Maria in cui risplendono saldamente le virtù cardinali della Temperanza, della Giustizia, della Prudenza e della Fortezza. Le ragioni di Maria sono tutte cristologiche e solo in Cristo si comprendono. Chi ama Cristo non può non amare Maria, soprattutto se donna, per imparare da Lei come essere fuoco nel fuoco, discepoli ai piedi del maestro, "fratelli sorella e madre" di colui che tutto regge nella suo essere amoroso sommo sacerdote. Non diciamo altro ma invitiamo alla contemplazione del mistero di Maria. In tutta la storia nessun figlio ha preso i tratti somatici della madre come Gesù.. è bene ricordarlo per capire che guardare a Maria non è fare torto al Figlio ma comprenderlo meglio con l'animo del discepolo e del credente che, in Maria, si fa consanguineo e alter Christus di Gesù unico e sommo sacerdote. Ci facciamo aiutare da Dante con le sue parole ispirate: Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d'etterno consiglio, tu se' colei che l'umana natura nobilitasti sì, che 'l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l'amore, per lo cui caldo ne l'etterna pace così è germinato questo fiore. Qui se' a noi meridiana face di caritate, e giuso, intra ' mortali, se' di speranza fontana vivace. Donna, se' tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre sua disianza vuol volar sanz'ali. La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate. vedi anche: Commento alle letture della Solennità Maria Assunta in Cielo Benedetta Tu fra le donne Marialis Cultus Indulgenza plenaria per la Solennità dell'Immacolata 2005 |







