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Purché il Terzo presente sia l'Amore PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
bereshit
Bereshit 4

“Purché il Terzo sia presente e quel Terzo sia l’Amore”


  dove-holy-spirit Aggeo 1, [2]Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: «Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!». [3]Allora questa parola del Signore fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo: [4]«Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina? [5]Ora, così dice il Signore degli eserciti: riflettete bene al vostro comportamento. [6]Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l'operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato. [7]Così dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene al vostro comportamento! [8]Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria - dice il Signore -. [9]Facevate assegnamento sul molto e venne il poco: ciò che portavate in casa io lo disperdevo. E perché? - dice il Signore degli eserciti -. Perché la mia casa è in rovina, mentre ognuno di voi si dá premura per la propria casa. [10]Perciò su di voi i cieli hanno chiuso la rugiada e anche la terra ha diminuito il suo prodotto. [11]Ho chiamato la siccità sulla terra e sui monti, sul grano e sul vino nuovo, sull'olio e su quanto la terra produce, sugli uomini e sugli animali, su ogni prodotto delle mani».

[12]Zorobabele figlio di Sealtièl, e Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote, e tutto il resto del popolo ascoltarono la parola del Signore loro Dio e le parole del profeta Aggeo, secondo la volontà del Signore che lo aveva loro inviato, e il popolo ebbe timore del Signore. [13]Aggeo, messaggero del Signore, rivolto al popolo, disse secondo la missione del Signore: «Io sono con voi, oracolo del Signore».

Aggeo 2, [3]Chi di voi è ancora in vita che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? [4]Ora, coraggio, Zorobabele - oracolo del Signore - coraggio, Giosuè figlio di Iozedàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perché io sono con voi - oracolo del Signore degli eserciti - [5]secondo la parola dell'alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall'Egitto; il mio spirito sarà con voi, non temete.

   

"NON E' ANCORA VENUTO IL TEMPO DI RICOSTRUIRE  LA CASA DEL SIGNORE"

E' l'affermazione che fanno i pigri di ogni tempo, meglio, gli accidiosi.

L'Accidia spirituale é uno di quei vizi di cui si è direttamente responsabili perché nasce dalla superficialità e dall'abitudine per le cose di Dio e per le occasioni che Lui ci da per crescere nella fede.

Il cuore si indurisce, i confini della gratuità si ristringono, le visioni si appannano... veniamo presi dalla Passione... per noi stessi e per i nostri piccoli problemi e facciamo del tutto il nostro ragionare una Teologia: Abbiamo fatto tutto cos'altro possiamo fare?

   

"Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa é ancora in rovina?"

Dio ribalta l'ottica egoista in un ottica più oggettiva. E' un Dio che ti da la pace ma non ti lascia in pace.


"Riflettete bene al vostro comportamento"

E' vero che Dio guarda al cuore, alle intenzioni; ma che cosa sono queste senza opere, senza sforzo, senza fatica? ... Oppure sono solo parole? Ma Dio non  si irride; non ci si può prendere gioco del Dio vivente!


"Salire sul monte"

Occorre salire, ascendere, volgere lo sguardo in alto verso la vita; verso Dio.  Salire assieme in cordata verso Gerusalemme, verso il luogo della manifestazione di Dio, verso la Chiesa.


"Portate legname"

Ognuno porti ciò che ha... anche la propria croce, il proprio fardello, é proprio quello che, misteriosamente, è utile per costruire la casa di Dio.


"Ricostruite la mia casa"

Questo é il desiderio di Dio: che ricostruiamo la sua casa, la nostra casa.


"In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria"

E' in questa casa che Dio si manifesta e si trova a suo agio. La Chiesa Universale o domestica  che sia é la culla di Dio. Si ripercorre la Tappa degli inizi in cui Dio era il conforto della coppia e la coppia era il conforto di Dio. Essere compiacenza di Dio significa essere belli e buoni, significa che la tua vita morale risuona e completa il credo che professi.


"Facevate assegnamento... delle mani"

Dio disperde l'idolatria e l'idolatra. Idolatria chiama siccità. L'acqua dello Spirito, la rugiada della consolazione, cessa, e ogni prodotto delle mani é abominio perché non nasce dal rendimento di grazie.

Curarsi della casa del Signore vuol dire progettare insieme con Lui e nei valori evangelici.

Quando i valori evangelici non sono condivisi, buona parte della interiorità dei singoli non può essere condivisa con conseguente calo di intimità e di reciprocità, proprio in un settore così vitale per il bene comune. La situazione é ancora più nociva se il valore creduto  da uno è dall'altro fatto oggetto di indifferenza e di derisione. Non condividere la stessa fede é una mutilazione dell'intimità, ma dire "a me non interessa il tuo Dio", "i tuoi impegni spirituali" o "sono cose da bambini", é ancora peggio.

Interessante è notare che in questo processo di ricostruzione della casa di Dio si stipula un'alleanza. Zorobabele figlio di Sealtiel e Giosuè figlio di Iozedak, sommo sacerdote: Il laicato e il sacerdozio si alleano per ricostruire la casa del Signore.

 

"Io sono con voi"

La promessa di Dio, quando vuole ricostruire la Sua casa...persona...famiglia...comunità che sia,   da sempre promessa di PRESENZA; non tanto di grazia o di qualche dono particolare, ma della SUA REALE PRESENZA nel Suo popolo. E' dunque un Dio storico, il Dio con noi: l'Emmanuele. Ti si manifesta attraverso alcuni canali privilegiati, velati o coperti di velo, aperti o oscuri. Il coniuge, l'amicizia spirituale, il Padre Spirituale.

Quando la sua presenza é oscurata dal coniuge si manifesta per altre vie, ma non perché il "coniuge vittima" fugga , ma piuttosto viva con più "Amore Vergine" il Suo matrimonio.

In questo modo curioso ma efficace Dio é presente.



"Il Signore destò lo Spirito"

Dio é protagonista della conversione. Egli per mezzo dello Spirito eccita la Spirito dell'uomo.   Lo convince dal di dentro, dal di dentro lo "Trafigge", dal di dentro lo "Brucia", non per magia ma in un collaborare lento e costante. Non violenta mai l'uomo ma pertanto "lo seduce"; tuttavia Dio e impotente davanti alla non-collaborazione  dell'uomo: "Dio che ti ha creato senza di te, non ti salva senza di Te". Vita chiama vita, Dono chiama dono, Gratuità chiama gratuità. Tante volte "Dio non sa" cosa inventarsi per attrarre a se l'uomo e la coppia... la croce, nei suoi tanti aspetti, rimane il mezzo più efficace per "ritornare all'Amore".


La vera soluzione del problema sta in una radicale inversione di rotta: passare dalla ricerca d'essere amati alla scelta di amare, in modo adulto e il più possibile disinteressato. E' allora che si scopre l'amore e se ne fa esperienza.  Il cuore si libera progressivamente: abbiamo deciso di amare e ci ritroviamo amati; siamo stati generosi nel donare e diventiamo capaci di ricevere; abbiamo scelto di non consumarci più nel ricercare affetto, stima, comprensione e scopriamo come per incanto segni innumerevoli di tutto questo nella nostra vita, li apprezziamo e siamo pieni di gioia.  Non che prima non fossimo amati e stimati, ma il nostro cuore non era abbastanza libero per accorgersene e sereno per goderne.

Lo stesso principio vale ancor più per il nostro rapporto con Dio.  Egli ci ama come nessun altro, d'un amore che è profondo e tenero ma anche forte ed esigente.  Non ci ama semplicemente per gratificare il nostro bisogno d'affetto, ma per mandarci nel mondo ad amare alla sua maniera.  Ci ha talmente amati da renderci capaci di voler bene come lui.  Anzi, è proprio questo il segno più grande del suo amore per noi, l'averci creati amanti, non solo amabili, provocandoci a dare affetto più ancora che accontentando la nostra sete di riceverlo.  Di conseguenza, solo amando possiamo scoprire quanto Dio ci ha amato.  E faremo tale esperienza nel momento stesso in cui, donando benevolenza, accetteremo di dimenticarci e pensar meno a noi stessi.  Più avremo il coraggio di perderci, più troveremo l'amore nell'amore Dio.  Un semplice ma sincero gesto di benevolenza verso il prossimo, mentre dona all'altro la certezza di un affetto umano, regala a noi la certezza dell'amore divino.  Abbiamo amato un fratello, ci ritroviamo amati dal Padre.  E nel nostro stesso cuore, amante e teneramente amato da Dio, sperimentiamo sempre di nuovo che ogni qualvolta un uomo ama, lì Dio è presente.

Ancora, ci si lascia amare da Dio quando s'abbandona la pretesa d'essere noi a... decidere d'amarlo e si scopre che è sempre lui a prendere l'iniziativa: «non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi... Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo» (1Gv 4,10.19). Dio non seduce come farebbe un innamorato qualsiasi: non incanta né inganna, non illude e neppure forza, magari promettendo felicità per sempre.  Dio attira nel deserto, sottopone alla prova, chiede rinuncia, parla di persecuzioni, propone una croce... Eppure è un Dio geloso: non è disposto a convivere con amori troppo invadenti, né domanda solo simpatia o rispetto obbedienziale.  Come lui è innamorato dell'uomo, così l'uomo dovrà innamorarsi di lui.

Una volta liberi da ansie, paure e pretese infantili-adolescenziali, si è resi liberi per gustare l'amore divino e particolarmente l'espressione umana di tale amore, come esso si è reso presente ed evidente nella persona di Gesù Cristo.  A scanso di illusioni, sempre in agguato quando si parla di sentimenti e sensazioni, diciamo che è lui, il Signore, nella concretezza della sua umanità, il punto di riferimento, il soggetto della seduzione e l'oggetto dell'amore.  Lasciarsi amare da Dio è cogliere il fascino della persona di Cristo, rivelazione umana dell'amore divino; certo tutto questo in maniera particolare per i consacrati, soprattutto i sacerdoti ma, anche i coniugi, insieme, sono chiamati a cogliere questo fascino, a scambiarselo a donarselo a crescere in esso trovando dei momenti in cui Lui sia particolarmente presente nella coppia. Cristo ne diventa allora il motore, il creatore di intimità, la sorgente e chiamerà la coppia ad un amore oblativo più grande, ad un amore vergine, appunto, che la coppia vedrà riflesso come in uno specchio nel sacerdote o nel consacrato. A loro volta il sacerdote e il consacrato vedranno riflessa nella coppia l'immagine sponsale a cui tutti siamo chiamati con l'Altissimo. Ogni vocazione è di sostegno all'altra per incontrare quella Carità-Vergine che permetterà a Dio di essere tutto in tutti.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 maggio 2007 )
 
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