Sostieni il sito con una donazione

 
 

Choice your Syndicate

Il compimento della desatellizzazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
bereshit
Bereshit 3

crossalive Gn. [CAP 22]Il sacrificio di Isacco


[1]Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». [2]Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». [3]Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. [4]Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. [5]Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». [6]Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme. [7]Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?». [8]Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutt'e due insieme; [9]così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. [10]Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. [11]Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». [12]L'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». [13]Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. [14]Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore provvede», perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore provvede». [15]Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta [16]e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, [17]io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. [18]Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

Elhoim tentò Abramo:  è cosa normale che Dio "tenti" la sua creatura, la provi come oro sul fuoco per togliere le scorie: orgoglio, lussuria, accidia, avarizia, ecc...

Quello che è vero per il singolo avviene anche per la coppia e la famiglia. Affinché l'immagine trinitaria risplenda più direttamente è necessaria la tentazione. La coppia "che non si lascia tentare" da Dio opera una fuga da se stessa...ama rimanere in perenne adolescenza.

  Rispose: "Eccomi"!":   Se consideriamo la famiglia come "sistema di relazioni" vediamo che in genere viene tentata da uno dei suoi membri. La chiamata e la risposta pronta di Abramo non mette in discussione lui, ma anche la moglie Sara e il figlio Isacco... Tutto il sistema è in crisi. In genere gli altri componenti pongono insidie che troviamo proprio nella vita di Abramo: la gelosia, la mancanza di fede, la derisione di Sara. Come dice Gesù sono sempre quelli della tua casa che ti mettono a morte, ma sono anche i primi beneficiari della fede vissuta. Abramo prima di essere padre di molti popoli ha generato nella fede sua moglie e i suoi figli. Questo è in definitiva il ruolo di ogni padre di famiglia e di ogni marito.

  Il tuo diletto che ami:   Dio non ti chiede gli scarti, ma piuttosto le cose e gli affetti a cui tieni di più. Dio non ti chiede solo di rompere con il peccato, ma soprattutto di donargli il "tutto della tua vita". Anche qui dipende a che livello di interessi vivi. Più vivi ad un livello alto nei desideri e spirituale, più ti chiederà qualcosa di nobile per te preziosissimo: dal sacrificio delle vanità a quello della salute a quello dei carismi e dei doni spirituali.

  Su un monte che Io ti indicherò: Da notare che non è importante il luogo del sacrificio quanto la decisione al dono!

  Abramo si alzò di buon mattino... : Il quadro è di una tragicità e bellezza sublimi: il padre Abramo depositario muto ed eroico delle volontà divine, che obbedisce senza tergiversare; il figlio inconsapevole, ma poi cosciente, che si presta come un mite agnello, perché tutto si compia nel migliore dei modi. Ecco una famiglia dove la fede è normativa e spezza le dinamiche egoistiche, le gelosie, i fraintendimenti, le "dietrologie psichiche".

  Allora Abramo disse ai suoi servi: Ci sono delle offerte nella fede che le conosce solo chi le fa e Dio. Allo stesso modo avviene per la famiglia che vive le proprie fasi di crescita nella fede; Dio (e talvolta il sacerdote accolto dalla chiesa domestica) è il solo a conoscere il sacrificio che ivi si consuma. Certamente la famiglia non si deve isolare perché è un nucleo aperto, ma è bene che si confronti con altre coppie, ma la sua prova è solo sua... ed è bene che ciò avvenga perché la prova sia fruttifica nella fede.

  E poi ritorneremo da voi: Questa affermazione carica di drammaticità e di urlo e pianto interiore è spiegata da Eb 11, 17-19 dove si afferma che Abramo aveva una fede incrollabile nel Dio della vita: Abramo credeva che Dio poteva risuscitare anche i morti.

  La legna la caricò su Isacco: Segno della croce caricata sul Figlio di Dio.

  Isacco si rivolge a suo padre Abramo... : Continua qui lo stillicidio interiore nel cuore di Abramo: non solo gli eventi esterni sembrano umanamente irrazionali ma lo stesso Figlio con i suoi dubbi legittimi ferisce il cuore dell'uomo di fede. Ma anche qui la fede di Abramo è generante perché partorisce la fede del figlio, proprio perché il figlio cresca la fede in "Yhwh che provvede sul monte" della prova. Questa scena è simbolicamente anticipo del sacrificio consumato sul Golgota e apre lo spiraglio nella sofferenza del Padre.

Allo stesso modo ogni marito dovrebbe generare il proprio coniuge e la propria famiglia. Se questo non avviene Dio userà come generante nella fede altri canali (la madre un figlio, un'amicizia, il sacerdote) affinché il "sistema famiglia" cresca verso la pienezza della sua immagine.

  E proseguirono tutti e due insieme: La fede sofferta chiama all'unità in Cristo. Finalità del generante nella fede della famiglia è che tutta la famiglia cammini alla luce della fede. E' parto doloroso, ma ricco di gioia abbondante.

Così arrivarono al santuario che Elohim gli aveva detto: E' Yhwh che da "il luogo" (cronologico o geografico che sia), in cui si capisce l'offerta. Potrebbe essere l'ambiente di lavoro, un affetto, un'amicizia, un'attività in cui hai da dato tutto te stesso, ma... il 1° altare per la coppia è la coppia stessa.

  Legò Isacco suo figlio:  Legare il figlio diletto vuol dire legare la propria affettività lucidamente perché la coppia viva. Un "midrash" rabbinico fa dire ad Isacco: "legami stretto padre!"; è il richiamo della passione del Diletto, dell'Agnello che offre se stesso in sacrificio al soave odore. Il coniuge, soprattutto l'uomo è chiamato a confrontarsi qui per essere generatore di vita nella fede. Generare vita è dono di Dio, ma serve a ben poco se i coniugi non generano innanzitutto nella fede; di questo, in verità ha bisogno un figlio.

  Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per scannare il figlio: Tutto avviene in un silenzio intenso e drammatico. Il silenzio è preludio di un gigantesco atto creativo. Con l'obbedienza a Dio, silenziosa, "nel segreto della propria dimora" l'uomo diventa con-creatore. Quanta fecondità dietro il silenzio e le lacrime di un coniuge verso l'altro; quanta fecondità nel silenzio impotente dei genitori verso la crescita dei figli propri.

Ma l'Angelo di Yhwh lo chiamò...  ora so che ami Yhwh... : Come c'è una chiamata all'inizio della prova ce n'è una al termine della stessa. Non è dunque soltanto l'uomo che fa esperienza di Dio, ma Dio che "sperimenta" l'uomo, lo scruta, lo mette alla prova, lo cerca... nella prospettiva biblica il protagonista non è tanto l'uomo quanto piuttosto Dio. Offrire l'unico figlio vuol dire che nella tua vita personale e di coppia veramente Dio è l'Unico.

  Allora Abramo alzò gli occhi e guardò... un ariete... : Dio stesso provvede a "restituire" Isacco. Una cosa è certa: Abramo, Sara ed Isacco non saranno più gli stessi; allo stesso modo la prova, vissuta con fede, cambia in maniera efficace la coppia e la famiglia e sistema i ruoli interni di qualsiasi terapia psicologica. Nella prova Dio rigenera la coppia e la famiglia.

  Sul monte il Signore provvede  (si vede) : Il doppio significato del testo ebraico ricorda che solo chi muore a se stesso (nella prova) vede Dio, cioè lo "conosce" biblicamente. Il vero sposo della coppia è allora Yhwh che viene visto come Joshua = Dio salva e come Emmanù-El = Dio è in mezzo a noi. E' bene che già da fidanzati si sia coscienti che unirsi in Cristo vuol dire "morire d'Amore" perché Dio si veda e sia presente! Quello che Dio cerca in definitiva è che il singolo e la coppia siano abbandonati in Lui e siano pronti ad Amare di più.

Giuro su me stesso: Il giuramento di Dio non è fallace, è per Dio stesso un vincolo inamovibile. Il "Sacrificio di Isacco" nella coppia rende veramente la coppia feconda "come le stelle del Cielo e come la sabbia ch'è nel lido del mare". L'obbedienza a Dio è garanzia di fecondità. Problema sarà capire "la voce" di Dio; ma il Signore ci ha dato alcuni canali di discernimento che presi assieme ci donano "la sua voce": la conoscenza / la Parola / la preghiera / la storia / la comunità e la conferma dei Pastori. Nella prova dobbiamo confessare la nostra cecità... proprio per lasciarci condurre da Dio abbiamo bisogno di lasciarci condurre da qualcuno in nome suo senza fidarci troppo...solo di noi. 

Prima o poi, infatti, a tutti il Signore chiede di... camminare sulle acque o, insomma, di non aver altre certezze al di fuori di lui e della sua Parola, anche contro ogni evidenza umana o addirittura quand'anche questa certezza che viene da lui sembra farsi lontana e meno certa.  E' - allora in particolare - che dobbiamo confessare la nostra cecità e lasciare d'essere guidati.  Il Signore suscitò Mosè per condurre Israele e Anania per rivelare a Paolo la sua volontà, e senz'altro ci sono un Mosè e un Anania per ciascuno di noi o almeno per chi è abbastanza umile da diffidare delle sue interpretazioni soggettive e da sentire il bisogno d'una mediazione illuminata.

Non sembra possibile una vera conversione senza una direzione spirituale.  Le rivelazioni private o le comunicazioni dirette non sembrano la via abituale scelta dal Signore per parlare all'uomo: chi le pretendesse dimostrerebbe ancora una volta uno scarso senso del trascendente e si metterebbe in una strada che difficilmente lo conduce a fare esperienza di Dio e a percepire la sua voce. E' pericolosa dunque quella certa tendenza a fare da sé, a rendersi interpreti unici di quel che Dio vuole dalla propria vita, a fidarsi a occhi chiusi di quel che si sente «dentro», senza bisogno d'una guida ... ; tanto più pericolosa questa tendenza nella fase della prova, quando le sensazioni interne sono così confuse.

E' la solita presunzione dell'uomo: ritiene umiliante aver bisogno d'un altro, oppure pretende che chi lo guida sia... perfetto (e magari andrà a cercarlo in capo al mondo); non capisce che l'altro gli è stato posto accanto dall'amore provvidente di quel Dio che vuol farsi conoscere da lui.  La guida spirituale è segno della volontà di Dio d'incontrare l'uomo, e segnale che aiuta a trovare e ritrovare la pista nel deserto.


  Aveva ragione Giuditta:

«Ringraziamo il Signore Dio nostro che ci mette alla prova, come ha già fatto con i nostri padri» (Gdt 8,25).

 


Per la riflessione:


Per crescere, la coppia e la famiglia non può che passare attraverso la prova nella fede perché come "sistema" di relazioni si possa ridefinire e crescere.

Ognuno di noi porta il marchio della propria famiglia, più significativo di quello derivato dall'appartenere a un club sociale o a una organizzazione sportiva.


Alcuni esempi di stili familiari difensivi:

 - Pseudo-mutualità: coprire i problemi con una vernice del tipo "fra noi tutto va bene, perciò non c'è niente da discutere".

 - Pseudo- ostilità: per una piccola controversia, subito si accendono le lotte e si dichiara il disastro così da evitare lo sforzo delle mediazioni.

 - Famiglia devota  al caos: tutti si dedicano a rendere difficile la vita agli altri, tutto è discusso e sempre rimesso in discussione.

 - Famiglia regale: i figli distanti dai genitori ai quali si può accedere solo dopo aver fatto domanda tramite intermediari.

 - Famiglia con il principe azzurro: trova la propria giustificazione nell'aver un membro eccellente e straordinario, grazie al quale tutto è riscattato.

 - Famiglia devota ai figli: loro sono l'unica ragione di esistere per i genitori.

 - Famiglia rassegnata: ognuno pensa a difendersi... "tanto non mi capiranno mai".

- Famiglia di ripopolamento: si pensa che la nascita di un figlio risolva automaticamente i problemi di comunicazione  


E' bene che la famiglia si pensi prima in funzione della struttura ("come" stiamo insieme?), piuttosto che in funzione di un contenuto ("che cosa" facciamo insieme?).


La verifica vale anche per i fidanzati: prima di preoccuparsi del "che cosa" faranno insieme, dovrebbero chiarirsi "come" vogliono impostare la loro vita comune, avere chiare, cioè, le linee di fondo che serviranno poi da guida per tutte le scelte concrete successive.


E la soluzione della contraddittorietà? Non può che passare attraverso la strada della fede. E' a questo livello che è possibile una via di uscita che non sia solo un compromesso, un armistizio, ma capace di aumentare il bene comune. Un problema psicologico va analizzato con strumenti psicologici, ma si risolve solo a un livello religioso.


A nessuna psicologia è dato di cambiare la natura del cuore umano, ma solo di conoscerla.


Occorre dunque e-ducere alla fede la coppia perché sia un "sistema" vivo e vivificante.


Fra i membri del sistema familiare esiste una relazione intrecciata. L'uomo e la donna si completano a vicenda e, di più, il miglioramento di uno dovrebbe portare con sé il miglioramento dell'altro. Così il segno del vero miglioramento del sistema non è in chi cambia, ma nella capacità di costui a essere stimolo di crescita anche per l'altro, di modo che si realizzi fra i due un rinforzo reciproco. Pensiamo, ad esempio, al femminismo: la donna è cambiata, ma questo vuol dire che anche la sua relazione con l'uomo è migliorata? L'emancipazione della donna dovrebbe portare con sé un migliore adattamento uomo-donna e un miglioramento anche della virilità dell'uomo: le affermazioni delle due identità psicosessuali si rinforzano a vicenda. Invece il femminismo è un controservizio alla donna stessa quando è vissuto da lei in termini competitivi, come corsa contro l'uomo per contendergli il posto e quando ha la pretesa di togliere ogni differenza fra maschio e femmina. Questo tipo di femminismo ha come risultato l'alienazione di entrambi i sessi. Più la donna si afferma aggressivamente e competitivamente, più l'uomo si sente minacciato nella propria mascolinità. Forse è l'uomo che non sa rispondere adeguatamente al cambiamento, ma è anche probabile che il modo competitivo di emanciparsi della donna sia, in ultimi analisi, dannoso per lei stessa che, come l'uomo, rischia di perdere la propria identità psicosessuale. Quando l'emancipazione dell'una porta alla regressione nell'altro, vuol dire che neanche la prima si è emancipata: le donne rischiano di diventare meno donne e perdere come l'uomo la loro identità.


Ogni cambiamento di una persona in relazione a un'altra, stimola anche quest'ultima a cambiare. Nella famiglia, quando uno si muove l'altro non può stare fermo ma deve scegliere se andare nella direzione identica e contraria, questo sia nel bene che nel male. Se il marito migliora, la moglie non può rimanere indifferente: o si inserisce in quell'onda, avvicinandosi a lui, o reagisce allontanandosi. Se la moglie si impegna a raggiungere la chiarezza di sé, ciò segna prima o poi l'affioramento dei problemi latenti nel marito. Se i genitori riescono a produrre cambiamenti radicali all'interno del loro rapporto, anche i figli saranno stimolati a fare lo stesso nei rapporti con gli altri. E' un ulteriore aspetto della indissolubilità a livello psicologico: il progresso di uno va a beneficio di tutti oppure diventa minaccia e pietra di inciampo per chi gli sta vicino.


Il sistema è resistente, ma anche aperto alla evoluzione.

Vive così  in una situazione paradossale di tensione fra continuità e cambiamento. Ecco perché la famiglia è per natura sua conflittuale. E' una situazione conflittuale ma non caotica.  


1 -E tu come vivi le prove di fede?

2 -Se la crescita di fede non è di coppia, ma di uno solo dei partners cosa fare?

3 -Se il figlio/a rifiuta la fede come devono comportarsi i genitori?

 
Joomla template by DesignForJoomla.com
DesignForJoomla.com provides free Joomla templates, free and commercial Joomla extensions, Joomla tutorials and SEO tips for the Joomla CMS