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| Scritto da Administrator | |
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Nel corriere on line di Mercoledì 25 Maggio 2005 nella sezione forum viene riportata la seguente lettera: (che a noi ci pare costruita per la risposta..)
Perché non andrò a votare
"Caro xxxxxxx, rispetto la sua opinione sull'embrione, ma mi permetto di ribattere alla sua affermazione "non posso impedire a un essere di nascere perché devo guarire io". Se considera l'attuale legge sulla fecondazione assistita, vedrà che l'articolo che vieta il congelamento degli embrioni e impone che tutte le cellule fecondate (fino a un massimo di tre) siano impiantate nell'utero, implicitamente già impedisce la "nascita" di futuri esseri umani. Infatti, se gli embrioni impiantati attecchiscono tutti e tre si ha una gravidanza trigemellare, creando un problema per la donna e mettendo a repentaglio la salute dei futuri feti che per banali motivi geometrici, di spazio, rischieranno di non vedere mai la luce. Se invece, come auspicabile, ne attecchisce uno solo significa che gli altri due muoiono. Imponendo - c'è contraddizione tra "imponendo" e "fino a un massimo di tre" appena espresso - basterebbe in tal caso, in linea di prevenzione impiantarne due mantenendo un target alto di risultati e di pieno rispetto del corpo e della psiche della donna art. 14, 8 della legge, le cellule fecondate hanno infatti un tetto massimo di tre da un minimo di uno - di impiantarli tutti e tre (perché non ammette il loro congelamento) la legge finisce per condannarne a morte almeno due. - l'obbligatorietà c'è solo per la cellula fecondata: l'embrione. Perché Veronesi non parla di Ovociti congelati?
Come si vede in realtà, al contrario di quanto si pensa e si dice, la legge rispetta il desiderio della maternità offrendo però nel contempo un tetto minimo di cautela e di tutela dell'embrione - - Qui Veronesi fa una confusione enorme sia sui contenuti della legge che sull'impianto dei quesiti referendari. Utilizzare gli embrioni come fonte di cellulle staminali non si può fare senza sopprimere gli embrioni e non rispettare quel tetto minimo di cautela che la legge ha introdotto nei confronti del concepito. Inoltre i referendari non cercano solo l'utilizzo per la ricerca degli embrioni congelati ma anche, negando il tetto di "fino a tre" (secondo "coscienza" medica), di produrli in sovrannumero sia per stimolare "bestialmente" la donna e condannarla a gravidanze spropositate o ad aborti plurimi, sia per produrre embrioni per la ricerca con la clonazione terapeutica. Cosa che di fatto è già avvenuta in passato e che ha causato l'enorme numero degli embrioni sovrannumerari. I legislatori hanno voluto proprio cautelare una situazione che diventava incontrollabile sia tecnicamente che eticamente.
Veronesi o non conosce la legge o non la vuole conoscere. Ancora una volta Veronesi non ha letto la legge, né ne ha compreso lo spirito. La diagnosi pre-impianto è logica solo per una mentalità selettiva ed il buon senso in tal caso è tutt'altro che buono ma piuttosto approssimativo e manipolatorio.
I risultati positivi per la diagnosi pre-impianto sono estremamente bassi e fortemente invasivi della vita nuova che si è desiderata con fatica e speranza. Paragonarla ad una diagnosi pre-natale non solo scorretto dal punto di vista medico ma anche dal punto di vista etico. Pericolo per la vita nuova con la diagnosi pre-impianto= 84-90 % Pericolo per la vita nuova con l'amniocentesi=1% Non ci può essere infatti verifica della salute che comprometta la salute del soggetto stesso, in tal caso l'embrione. La contraddizione in termini dei referendari è tutta qua: si vuole non verificare per tutelare ma verificare per eliminare!
Finalmente viene fuori la verità: la parola SELEZIONE. Davanti a ciò non aggiungiamo altro: Selezione per rispettare un diritto dell'uomo e della donna. Questo non solo è un abominio della ragione umana e stavolta sì, del buon senso, ma anche in contraddizione con la 194 che dice:
la Repubblica "tutela la vita umana fin dal suo inizio" (194 art 1) La posizione di Veronesi è infatti il preludio ad una mentalità selettiva per il genere umano e non migliorativa. E' una mentalità eugenetica. In sostanza ciò che non è sano pur essendo vita umana, per i referendari non vale abbastanza e non va tutelato. Il figlio malato, per i referendari, non vale quanto il desiderio di un figlio sano. Per i promotori del referendum il malato, non visibile a occhio nudo, ha meno diritti di un malato visibile e loro vogliono avere il diritto per legge di non farlo nascere. Qui sta l'impianto etico dei referendari e la loro mentalità selettiva contro la vita. Si giustificano magari dicendo che già la natura è selettiva con gli aborti spontanei e così via... ma il problema qui è la pre-determinazione dell'uomo (e della donna) sulla vita umana (tra l'altro vita innocente); una pre-determinazione effettuata senza che il più debole possa replicare.
Una pre-determinazione che nasce da un desiderio che per quanto nobile rimane nei fatti svuotato della sua essenzialità feconda e diventa un capriccio selettivo.
Una tutela non tanto della vita umana fin dal suo inizio (legge 194 art.1) ma, piuttosto, una tutela giuridica del desiderio e della selettività! Hitler promosse lo stesso criterio selettivo: datato 1° settembre 1939. L'ordine del Tiranno diceva: "Il Reichsleiter Bouhler e il dottor Brandt sono incaricati, sotto la propria responsabilità, di estendere le competenze di alcuni medici da loro nominati, autorizzandoli a concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo l'umano giudizio, previa valutazione critica del loro stato di malattia". (per approfondimenti leggi qui)
E nessuno si azzardi a dire che stiamo equiparando Veronesi ad un tiranno... Sulle teorizzazioni eugenetiche da cui la società si deve proteggere.
Teorizzazioni che la classe medica, se vuole essere fedele al suo mandato deontologico deve poter rigettare con forza e determinazione. sarebbe un farsi complici della SELETTIVITA' e della MANIPOLABILITA'. Pertanto, facendo appello alla coscienza civica dei cittadini: noi chiediamo e proponiamo di
NON ANDARE A VOTARE nel Referendum del 12 - 13 Giugno 2005 |







