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| Il Settimo Comandamento: Non rubare |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 14 luglio 2008 | |
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"NON RUBARE": non distruggere ciò che un uomo ha costruito ma soprattutto ciò che un uomo è
"Non rubare": questo comandamento è formulato in maniera generica senza menzione di qualche oggetto specifico. Naturalmente noi pensiamo subito che, originariamente, questo Com. proibiva il "furto", cioè l'appropriazione indebita dei beni materiali del prossimo. Tuttavia questa interpretazione, anche se è quella tradizionale solleva delle obiezioni sul senso originario di questo comandamento. Si sa che il decalogo proibiva solamente i gravi delitti contro l'Alleanza. Se il VII° com. avesse proibito il furto dei beni materiali sarebbe stato necessario restringerlo, precisarlo su ciò che ne costituisce la materia grave: distinzione poco in accordo con la mentalità ebraica e con la natura dei comandamenti apodittici. Inoltre la legislazione del codice dell'Alleanza in materia di furto era molto rudimentale rispetto a quella babilonese o ittita. Ci sono poche disposizioni legali. - a proposito del rapimento di un uomo (Es 21,16) - del furto di animali (Es 21,37) - del furto con scasso (Es 22, 1-3) - dell'appropriazione indebita di un oggetto perduto (Es 22,8) - del furto di una cosa affidata in deposito (Es 22, 9-12) - a proposito di riparazione di danni e cose pregiudicate. Ma solo il rapimento di un uomo veniva castigato con la morte.
La pena capitale non c'era mai per il furto di beni esterni: in questo caso c'era la restituzione ed una multa. Nel vicino oriente invece, le cose erano molto più serie. I codici babilonesi prevedevano molti casi di furto con pena di morte.
1) Il VII° com. proibiva, in origine, non il furto in generale, ma il rapimento di un israelita libero, realizzato soprattutto in vista di venderlo come schiavo. E' il caso di Giuseppe venduto dai fratelli. In particolare confronta: - Es 21,16 - Es 22,2 (che permetteva la vendita come schiavo di un Israelita, riconosciuto colpevole di furto, quando non poteva restituire il maltolto) - Deut 24,7
2) C'è stata un'evoluzione nel corso della storia fino a comprendere nel VII° com. anche i furti di beni esteriori.
Una volta ben organizzata la giustizia sociale, i rapimenti di persone erano meno frequenti. D'altra parte lo sviluppo del commercio e della produzione industriale, crea differenza profonda tra ricchi e poveri.
Il VII° C. non s'interessa dei beni esteriori in quanto tali, ma solo in riferimento alla dignità della persona umana che ne ha bisogno per vivere in completa libertà.
Quindi il VII comandamento garantisce la libertà, la stima sociale, il diritto alla vita, il diritto alla salute, il diritto di culto, l'autonomia e il diritto di proprietà; tutto ciò che garantisce una persona dai beni secondari e accessori ai beni primari che ne fanno un essere unico. |







