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Fede e Libertà
anche in Spagnolo Il cristiano è prigioniero della sua fede come un uccello è prigioniero del cielo. Sartre con il suo concetto di uomo come libertà totale ed assoluta e l'esperienza della nausea di Roquentin si coniugano in una conclusione: tutto è contingenza assoluta, non c'è senso né progetto, io sono assolutamente libero. Ma questa libertà è assolutamente inutile, l'uomo è una passione inutile. Tutte le attività sono equivalenti perché tutte conducono al nulla. Ogni cosa è priva di senso e fondamento. Gli altri sono il limite alla mia libertà, mi tolgono la mia libertà e mi fanno diventare da soggetto, oggetto. L'inferno sono gli altri.Il cammino di Israele il nostro cammino
L'illusione della libertà: il popolo di Israele cerca di rendersi indipendente da Dio, poi in realtà si ritrova schiavo e sottoposto o ai nemici interni che sono le pressioni dell'opinione pubblica o a quelli esterni che sono più forti di lui. Così d'altronde ci comportiamo anche noi. Anche noi quando pretendiamo una libertà che non possiamo ottenere da soli: ti illudi forse di aver ragione da solo di forze così più potenti di te? Ci si accorge che tutto questo lavoro è impedito da una parte oscura di noi, che c'è una dimensione egoistica, orgogliosa, che c'è una forza dentro di noi che ci impedisce di attuare tutte queste cose in modo pieno.
- Nemici esterni. L'influenza degli altri su di noi. La cultura, i giornali, la TV, gli amici, la famiglia, ...siamo schiavi di mille influenze. - Nemici interni. Ci troviamo a sbattere contro uno scoglio che è la nostra incapacità di amare, l'incapacità di perdonare, il desiderio di strumentalizzare, di usare, le passioni. Ognuno di noi, se è sincero con se stesso vede quante contraddizioni ha dentro di sé e di cui si vergogna. La radice della libertà - Gdc 2,6-19 Il popolo di Israele era un piccolissimo popolo stretto tra vicini estremamente potenti. Già l'entrata nella terra promessa era stata di per sé quasi incredibile, c'erano nazioni molto più potenti di loro. L'unica cosa che riesce a farli entrare è l'assistenza di Dio, che fa le cose umanamente impossibili. Finché loro sono fedeli al Signore rimangono nella pace ma non appena seguono gli dei stranieri il Signore li mette nelle mani dei loro nemici. Nella mentalità ebraica antica e nel primo linguaggio biblico questo significava che qualsiasi cosa era causata direttamente da Dio. La realtà era che il popolo non aveva di per sé alcuna possibilità di autonomia in una zona del genere e solo la forza di Dio poteva garantirgliela, era solo Lui che poteva mantenere fede alle promesse che aveva fatto al suo popolo, tali che loro stessi non vi avevano creduto. Questa di fatto è anche la nostra situazione esistenziale in cui abbiamo pur pensando di essere autonomi siamo in realtà in una terra pericolosissima e piena di nemici in cui solo l'ascolto di Dio e la di Lui obbedienza ti può rendere libero. Gli antichi erano molto realisti: se sei debole ti devi fare un alleato molto potente o non reggerai certo con la tua indipendenza. Invece di coltivare inutili illusioni di autosufficienza è meglio trovarsi il protettore migliore e più conveniente, al quale pagare meno tasse possibile per non cadere nelle mani di uno molto peggiore che oltre a sfruttarti ti avrebbe anche ucciso o schiacciato. Tutta questa dinamica la troviamo come una costante nella Bibbia: quando l'uomo si allontana da Dio diventa immediatamente schiavo di qualcun altro (assiri, babilonesi, figliol prodigo, Rm 7,). Le cose non sono cambiate in politica neanche adesso. Le nazioni più piccole vengono subito ingoiate da quelle grosse. Noi abbiamo un concetto totalmente errato di libertà e pensiamo che consista in una autonomia assoluta da qualsiasi autorità. Questo è frutto non solo di proiezioni di disadattamento psichico nelle figure genitoriali ma anche dalla tara del peccato originale. Tuttavia c'è di buono che l'immagine della libertà assoluta prende lo spunto da una vera immagine di libertà autentica che Dio ha messo nel nostro cuore ma che con ordinari mezzi di autocoscienza e autoprodotti non sappiamo e non possiamo raggiungere. In sostanza la sete di libertà è buona perché viene da Dio ma nell'assordo dovuto al peccato ci dimentichiamo di questo e cerchiamo di raggiungere la libertà senza Dio. Così facendo diventiamo sempre, ma proprio sempre schiavi di qualcuno e di qualcosa.. magari della parte più abbietta di noi stessi. Quali sono i nostri assiri? a) La dimensione inconscia che ci influenza anche se noi non vogliamo e non ce ne accorgiamo neppure: chi pensa di decidere da solo è in gran parte schiavo di dinamismi che nemmeno conosce. b) la pressione sociale e il desiderio di essere come tutti per paura della solitudine. c) la paura della morte. d) la paura di non essere amati e) la paura di non-essere
siamo come burattini manovrati da mille fili che protestano la loro indipendenza.
Se tu tieni una gazzella in una piscina e gli dici che può nuotare in tutte le direzioni che vuole, scegliere lo stile, avere da mangiare finché vuole e poi gli chiedi perché non si sente libera che ti risponde? La razionalità del reale: tutta la sapienza antica, israelitica e non, è basata sul fatto che esiste nella struttura stessa del reale un senso ed una funzione, così come le zampe della gazzella sono fatte per correre e non per nuotare. Il peccato distrae proprio dal realismo.
San Francesco e le Libertà
- Libertà dall'immagine: poter non essere nessuno per essere sé stessi. 1 Ts 2,4; Gv 5,39-44. S. Francesco e i ladroni: l'araldo di Dio. Non c'è schiavitù più grande di quella dalla stima delle persone e dal successo personale. Ci si trova condannati ad essere ciò che gli altri vogliono che noi siamo, non si può sopportare la disapprovazione: bisogna continuamente vendersi e anche se si intravede una via diversa, basta che essa sia poco battuta e che ci esponga al ridicolo per preferire l'infelicità approvata socialmente alla libertà disapprovata. Lo schiavo deve leccare i piedi del padrone per potere avere la vita, anche per un posto di terz'ordine, siamo tutti Fantozzi. Se non sei bella o brava devi metterti alla corte di qualcuno più stimato di te, almeno brille di luce riflessa! Chi è sicuro di sé non ha neanche bisogno di sbandierarlo, chi sa, in quanto esperienza reale e non semplicemente cognitiva, che Cristo lo ama infinitamente non ha più la dipendenza assoluta dall'approvazione degli altri, può permettersi di essere disprezzato senza perdere la sua pace.Amm 20.
Questo non ha niente a che fare con l'odio di sé e l'auto flagellazione.
Non c'è più la schiavitù della salute che è un gran bene ma non è la cosa più importante, ci sono cose per cui vale la pena perdere anche la salute. Questa è l'esperienza di Francesco che per fare la volontà di Dio non si garantisce prima condizioni sanitarie adeguate ma la fa punto e basta, pieno di gioia. Muore giovane ma felice, così s. Paolo.
Quando qualcuno mi attacca, io vedo i suoi punti deboli, le cose che potrei rinfacciargli umiliandolo e uccidendolo. Solo Cristo può darmi la forza di tacere e di lasciarmi umiliare pur di non uccidere. E dopo la sensazione é meravigliosa e pulita, ben diversa dalla squallida consapevolezza di essermi vendicato.
- Libertà dalla divisione e dalla mormorazione. Francesco fuggiva la mormorazione e fuggiva l'anticattolicesimo perché riteneva che non si può abbracciare il lebbroso senza abbracciare la Chiesa e abbracciare la Chiesa senza abbracciare il lebbroso. Francesco riteneva che la perfetta letizia si compie quando la Chiesa ti considera un inetto e ti caccia via. Se tu nella persecuzione non perdi la fede ma accogli questi fatti come un segno dell'amore di Dio hai trovato la perla nel campo della vera libertà: quella che come Cristo si fa dono e offerta fuori dalle mura di Gerusalemme, ma muore, in diversi modi per Gerusalemme. Per i santi infatti è l'amore dell'uomo di Dio. il senso di Chiesa è dunque, per Francesco, la misura della tua libertà. Una perla che solo Cristo dona e solo lo Spirito fa comprendere. - Liberi per servire, servire per essere liberi Definitività. Gal 5,13 - L'esperienza del cristiano è effettivamente un'esperienza di libertà, in tutti i significati che abbiamo già detto. Molte persone però che fanno quest'esperienza e sono tutto sommato buoni cristiani non capiscono un'altra cosa, che Cristo di libera perché tu ti faccia di nuovo servo e volontariamente, la libertà non ti è data perché tu ti gingilli a fare esperienze, anche di servizio, ma perché questa libertà tu la rimetti liberamente nelle mani del Padre per fare la Sua volontà e per accollarti tutti i fratelli che ti mette vicino. Il servizio ha questa caratteristica: se io sono servo, non lo sono quando voglio io, ma quando vuole il mio padrone, ha una caratteristica di definitività, vuol dire che il padrone deve poter contare su di me sempre e in qualsiasi situazione, per sempre. Questa caratteristica è valida per tutti i battezzati in quanto tali e non solo per coloro che sono consacrati in una forma specifica. A seconda della propria vocazione si svolgerà in modalità diverse. Arriva un momento in cui questo legame volontario assume un carattere di irreversibilità, altrimenti non è amore. Ufficialità. Vi siete mai chiesti perché i religiosi fanno la professione solenne, non basterebbe decidere nel proprio cuore senza tanta pubblicità? Perché la nostra natura tende a deresponsabilizzarsi, arriva il momento in cui vorremmo fare i fatti nostri, i farfalloni spirituali, quindi ci vuole qualcosa che ci inchiodi al nostro posto per poter resistere al canto delle sirene. Se qualcuno dicesse che vuole sposare una ragazza ma senza dire niente a nessuno tutti penserebbero che c'è qualcosa che non va. Infatti la Chiesa dispensa dalle pubblicazioni ma non dal fatto che ci deve essere un ministro sacro se non in casi molto gravi e comunque bene che non dispensi mai dalla presenza dei testimoni, cioè ci deve essere sempre una forma di legittimazione sociale di ciò che si fa. Non è mai una cosa fatta solo nel proprio cuore. Questo tipo di amore è quello che animava s. Paolo, che animava Gesù quando si è consegnato a noi per morire. Tu sai di potere contare su Gesù per sempre in qualsiasi situazione, è una certezza che ti riempie di pace e di gioia; ora il Signore ti chiede di essere tu la stessa pace e gioia per qualcun altro, ti chiede di dire a qualcun altro:«Tu potrai contare su di me per sempre, io sarò con te in ogni situazione.» Questo è il rischio di molti che hanno fatto un bel cammino spirituale, pregano, aiutano alla Caritas, vanno in chiesa, ai luoghi di pellegrinaggio, cambiano continuamente luoghi di missione, sono farfallieri nella direzione spirituale...ma alla fine ti lasciano con un dubbio di fondo: ma questo nella vita alla fine che vuol fare? E' vero che ci vuole il tempo, il discernimento, la crescita, ma tutto questo è una preparazione per un viaggio che alla fine deve cominciare, se no diventi ridicolo! Come uno che perde giorni e giorni a fare bagagli e poi non parte mai. La Totalità è un'altra caratteristica di quest'amore e di questa scelta è la totalità, cioè deve investire tutti gli aspetti della vita e non solo alcuni, non è una cosa part-time, non ci devono essere angolini privati in cui mi riservo spazi miei, settori in cui la scelta fatta non entra oppure dei tempi di vacanza dalla scelta stessa. Definitività, Ufficialità e Totalità dunque... per tutti i battezzati, sposi e consacrati.... per una libertà che liberi in Cristo! "Io sono la Via, la Verità e la Vita... la Verità vi fara liberi!" (Gv. 14,5; 8, 32) |







