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«Il Paradiso sono gli altri» cammino sull'amicizia terza parte L'altro prezioso per amare tutti e ciascuno
Se l’altro mi dona l’Altro, se l’altro mi dona me stesso, egli si pone come principio o mezzo di relazione? L’altro di fatto somiglia più ad una fonte che ad una mia proprietà, a qualcosa che sgorga dalla mia vita e a qualcosa che fa sgorgare vita nella mia vita. Accade nel nostro cammino che ci troviamo a volte paralizzati, incapaci di un semplice gesto di presenza amorosa, incapaci di grandi orizzonti, che ci scuota dal nostro feriale egoismo ecco che, allora, l’amico si pone come un "martello pneumatico" che rompe decisamente la nostra dura scorza di autocommiserazione e ci pone a 360° verso le necessità universali e quelle di un volto che ci viene incontro. L’altro è allora la parte necessaria, il modo e l'esistente con cui l’unica vera fonte, il Padre, si rende manifesta. E’ infatti Dio Padre l’eterna incessante fonte di gratuità e l’amico si pone come strumento e icona di questa fonte. L’altro è un innamoramento... è l'evento nuovo che scardina il nostro piccolo mondo fatto di borghesia, opportunismo, carriera, narcisismo spirituale. L’altro non è un camerata né un amante clandestino, bensì un sole che sorge e ti fa sorgere dalla tua notte di relazione, dalle tue fughe quotidiane. L'altro è dunque sia mezzo che fine. Per Lui incontro Dio e in Lui incontro Dio; illumina e non esaurisce il divino. Mi mostra che amare tutti non ha senso se non amo ciascuno. Proprio l'altro è quel ciascuno che mi interroga e mi scuote dal torpore del buonismo e del "volemose bene". Mi provoca ad una castità Cristica aperta all'universale e al particolare; smonta pezzo dopo pezzo il mio sentirmi a posto. L'altro non rassicura la mia autostima ma mi spinge oltre i deserti del farisaico equilibrio verso orizzonti desatellizzati li dove non pensavo.. mi spinge a spiegare le vele e a dimenticarlo per incontrare un altro che sia altro, dirige i miei occhi del cuore verso un altro sguardo... e così facendo non lo perdo.. ma lo ritrovo di nuovo e di nuovo ancora; pensavo di perderlo e invece era sempre con me come Isacco per Abramo. L'altro mi spinge a "sacrificarlo" dicendo salendo insieme sul monte:"dov'è l'agnello del sacrificio?". L'altro, se veramente è tale, si offre come agnello perché io abbia la vita e sappia amare tutti e ciascuno.. è dunque in certo qual modo padre e madre, diritto e dolcezza, regola e accoglienza, fortezza e tenerezza. L'altro non è un tu generico ma un incontro di rispettosa intimità verso due occhi, un volto e la moltitudine drammatica, ricca e gravosa del genere umano. continua....
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