|
|
|
Ora
so
ra so quanto folle sia il mio Dio,
l’Altissimo incommensurabile pazzo d’Amore
che si concede a noi e a ciascuno in un martirio
che è inferno d’Amore
come un abisso di gratuità
che incontra grettezza senza pari… la mia…
Ora so qual è l’abisso dell’abbassamento
dell’incarnazione d’Amore
che non è amato e rigettato
che seppur amato dall’amante in tutta la sua
risposta
essa appare ridicola riconoscenza e reciprocità
all’immenso fiume
che ha il solo e continuo scopo del donarsi…
Ora so che solo la Sua pazzia regge le cose
ed è pazzia e stoltezza non vedere la Sua
pazzia…
Ora so quant’è grande la Sua misericordia
per morire così in silenzio anonimo e
irriconosciuto per te,
per me,
per ciascuno;
perché mette se stesso nelle nostre mani
egoiste
alla merce di così crudeli tiranni e
ricattatori
che non danno a Lui un briciolo di tempo e
intimità
vivendo come distratti da mille amanti
e non dandogli né pace né respiro tra
contraddizioni e infedeltà?
Perché, ecco, gli
diciamo:
“non farmi perdere tempo… ho da fare!”….
“ti prometto che ci vedremo a
quest’ora”…
e poi non ci rendiamo presenti
presi da altre vanità
o necessità-bisogni che ci siamo creati
e a cui ci rendiamo schiavi…
oppure gli diciamo:
“sarò solo con Te!”
e poi vogliamo dividere l’incontro con altri
che non sono per noi fonte d’intimità ma di
fuga…
Ma dimmi amica mia come fa Lui ad essere così
pazzo?
Cosa lo costringe interiormente a mettersi nelle
nostre mani
e a farsi torturare così crudelmente?
Cos’è che lo spinge a fidarsi di noi dopo che
lo tradiamo
mettendo non solo le creature
ma addirittura anche le cose e gli oggetti al
posto che gli spetta?
Noi pazzi che non sappiamo che sempre e comunque
è l’intimità sana e creatrice
che guarirà quella malata
la quale intimità insana
autorigenerante del nulla
vuole fuggire e fuggire
fuggire sempre il
confronto e l’esserci
seppellendo lei e se stessa con noi
giocando al rinvio dello sguardo?
Se lo vediamo mansueto e mite gli sputiamo in
faccia
e lo deridiamo…
se lo vediamo irato rovesciare cose e colpire al
tempio
riteniamo:
“eccessivo il suo
comportamento
e
da non approvarsi in contesto sociale”,
quale approvazione vogliamo dargli creando
questa distanza tra noi e Lui?
Perché se vediamo un po’ di ciò che a Lui
facciamo
nasce in noi il senso di colpa
e non la responsabilità di seguirlo e la scelta
di Amare?
Quale ragione insana c’è nel Suo piangere su
Gerusalemme
se poi lei uccide i profeti, uomini e donne che
Lui fa scaturire
dal Suo cuore amante?
Perché Lui piange e soffre e urla consegnando
se stesso…
consegnando lo Spirito sapendo che non lo
accoglieremo?
Coma fa Lui, il purissimo, a condividere la
nostra presenza
con tante spurie presenze, con tanti sì retti
da no nei fatti che parlano?…
Come fa a convivere con la nostra lebbra?
Come fa a guardarci e a rimanere stupito
come un bimbo davanti all’icona dell’unico e
del meraviglioso
stando invece davanti alla nostra brutalità,
la nostra meschinità e l’egoismo della nostra
persona?
Cos’è che non solo lo fa amante
misericordioso
ma addirittura
pur avendo ragione e soffrendo tortura nel cuore
lo fa mettere ai nostri piedi quasi volesse
chiederci scusa?
Scusa
di che?
Perché nella croce, eterno istante di ora,
vuole addossarsi la nostra colpa,
la nostra superficialità, la nostra distrazione
e la nostra contraddizione…
brama,
“il pazzo”,
desidera ardentemente di voler prendere il
nostro peso su di sé
quasi che così il Padre non vedesse la nostra
miseria?
Re impazzito che desidera farci nobili della sua
nobiltà
noi così imbrattati di lordura!
Cos’è che gli fa inventare forme sempre nuove
di presenza,
di dono, di corteggiamento a noi infedeli?
Cos’è che fa scrivere la mia penna su questo
piccolo foglio che oggi c’è
e domani sarà dimenticato?…
Non vedo altra ragione
altra folle e insana
ragione…
cercala
qualche altra ragione
se non in questo universo
in qualche luogo se
esiste
e
illumina questo mistero
eppure
non troverai altra Verità…
che l’Amore…
L’Amore vuole l’Amore
e basta a se stesso
nel Suo fluire incessante
nella
Sua misteriosa gratuità…
La ragione dell’Amore è il Suo donarsi per
far essere belle tutte le cose…
Per fare di te una regina, piccola Maria,
e di ciascuno un
figlio prediletto!
Ognuno scelga l’icona che Dio gli ha dato,
il segno tangibile di
questa sapiente follia…
non
calpesti questo cristallo…
se
si rompe chi potrà gustarne la bellezza?
Se Lui ce lo ha donato per proteggerlo e gustare
la presenza di Lui
quale acrobazie chiediamo al cuore del Padre per
ottenere un altro segno?
Scegliamo il Verbo fatto carne…Gesù
Tu.. io.. ciascuno…
Tutto il resto è perdita di tempo;
in Lui, per Lui, con
Lui tutto sorride e canta di gioia
per
Lui tutti vivono
in
Lui tutto vale
anche la pazzia vocazionale di ciascuno
storia talvolta
dolorosamente discontinua e oscura
dell’essere
moglie, madre, padre, sacerdote, malato,
sano
e triste, gioioso, solo o isolato… la vita e la morte…
Io Lo bramo, Lo voglio col desiderio della Sua
follia… e tu?
Mia carissima…
Gesù sia la tua
gioia!…
la
Sua pazzia la tua speranza…
la
sua incessante corte, folle e tenace, la tua consolazione…
sia
sempre tutto il tuo tutto che io non posso darti…
ma
che solo Lui può darti …
perché…
mettendomi da parte
gareggio con Lui
nella
gratuità dell’amarti…
quanto è pazzo il mio Tesoro che desidera
perdere questa gara con me
per rendermi simile a
Lui…
chi
potrà narrare queste gesta di follia?
Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni
l’universo creato
alla sinfonia di due
che si amano di Cristo e respirano della pazzia di Lui
non
tenendola per se stessi ma donandola a chi la chiede!
Amica mia, sorella, sposa, amante…
possa il mio Cristo
renderti bella della bellezza dei risorti
nel
sole che non tramonta nel tuo cuore e di coloro che ami.!
|
|
|
|
|
Zammerù Maskil - Cantate a Dio con arte -
Paul Freeman Web site - All images, music, text Right Reserved ©
|
ScleroCardia *
Catechesi *
Bibbia *
Santi *
Liturgia * |