Le immagini di Dio

 

GB. 1,20-21; 2,9-10

[20]Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò [21]e disse:

 

   «Nudo uscii dal seno di mia madre,

   e nudo vi ritornerò.

   Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,

   sia benedetto il nome del Signore!».

  [9]Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». [10]Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?».

   

- GIOBBE CI INSEGNA A PURIFICARE LA NOSTRA IMMAGINE DI DIO

 

- DI SOLITO NOI ABBIAMO 2 IMMAGINI:

                                       1- DIO TAPPABUCHI

                                       2- DIO CASTIGATORE

      CHE sono tra loro estremamente collegate

 

Mi creo il Dio tappabuchi per salvarmi dalle disattenzioni dei genitori, dalle sconfitte con gli amici, le derisioni, i complessi d’inferiorità. E’ un Dio materno sempre vicino a me, che mi consola e mi protegge è un Dio amore (con la a minuscola però) che in definitiva io uso e manipolo per sentirmi rassicurato. E' l'alienazione religiosa denunciata da Marx e dai maestri del sospetto.

Quando però la realtà è diversa lo rimprovero perché non ha tappato i miei buchi, non mi ha rassicurato: ho crisi di fede; mi appare dunque come un castigatore: “Perché gli altri hanno tutto ed io no? Ma allora, dillo, Dio che ce l’hai con me!”

  Giobbe, però, ci insegna che è importante che Dio, poiché è Padre e non solo madre, ci deluda, ci scomodi perché vuole il tuo bene, vuole farti crescere, ti manda oltre.

Siamo tutti adolescenti nel rapporto con Dio (e anche nel rapporto con la vita!) ci sediamo nelle comodità e non ci convertiamo, cerchiamo amore, ma in realtà desideriamo essere solo rassicurati e non vogliamo crescere  (questa mentalità entra in tutti gli ambienti laicali ed ecclesiali; movimenti politici/movimenti di pensiero/gruppi/movimenti/parrocchie/conventi ecc...). Di fatto viviamo siamo nei tempi del culto del sé che nell’ambito religioso vuol dire esperienze rassicuranti di Dio.

E’ bene che Dio ti deluda (anche attraverso coloro che ordinariamente te lo devono donare), affinché tu possa lottare con Lui; lotti con Lui se lo ami; perché sei tu che devi crescere verso Dio con il Suo aiuto fatto (ce lo insegna la Sacra Scrittura e la vita dei Santi) di presenza insensibile ma reale che noi percepiamo come male ma che in realtà è un gran bene per correggere e maturare la nostra relazione con Lui e con i fratelli.

  Fidiamoci di Dio: tutto è nelle sue mani; beati noi se ce la facciamo; beati noi se abbiamo la Chiesa vicina in questo difficile pellegrinaggio; beati noi se chiediamo aiuto: beati noi se speriamo contro ogni speranza....

di fatto il dramma storico dell'uomo sia credente che laico è che non si fida di Dio... nascono così correnti di pensiero che traggono dalla Bibbia la linfa ma la deformano come uno specchio curvo e sporco; nascono così il comunismo, il capitalismo, il cattopoliticismo, il fondamentalismo religioso, il puritanesimo, il quietismo, l'arianesimo, l'angelologia, la new age, la magia, il satanismo... e tutto lo scimmiottare del Vangelo di Cristo e della Sua persona.

Chiediamo con Francesco di Assisi:

             "... damme Signore fede diricta...

                                            et umiltà profonda!"

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Zammerù Maskil - Cantate a Dio con arte -

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