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VALENZA SIMBOLICA DELLA MUSICA SACRA 2
IL
FONOSIMBOLISMO
La musica ha una struttura
organizzativa significante simile al linguaggio. I vari fenomeni
fono-simbolici possono comunque essere classificati secondo tre categorie
principali:
1- Simbolismo Ecoico, che
avviene nell'onomatopea; per es. il verbo KNOCK che in inglese significa "
bussare";
2- Simbolismo Sinestesico,
presente nel caso delle metafore del suono duro e molle, luminoso e
oscuro, etc.
3- Simbolismo Fisiognomico,
quando il suono evoca caratteristiche emotive, per es. l'uso di
determinate tonalità o intervalli armonici.
Da quanto detto risulta chiaro che
il fono-simbolismo è fenomeno di pertinenza della psicologia della
percezione e ad un tempo della linguistica; senza contare, poi, che ogni
esperienza fonetica risulta coinvolgente tutto il nostro organismo.
Il Fonosimbolismo Ecoico:
Si parla di fono-simbolismo Ecoico
ovunque tutte le proprietà acustiche descrivono, in maniera evidente, un
oggetto, un paesaggio o evento naturale; per il già citato verbo inglese
KNOCK, oppure la parola ebraica TOP= tamburo, che si rifa' al suono che
questo strumento produce se percosso; anche in genere i suoni secchi e
precisi richiamano il senso del colpo ([1][13]).
Ancora, si può richiamare il caso del timbro nasale che hanno alcuni
strumenti come l'oboe, il clarinetto o il flauto che richiamano
l'espressione del gemito o del lamento ([2][14]),
soprattutto quando questi registri lavorano su un timbro molto acuto.
Fonosimbolismo Sinestesico:
In questo tipo di simbolismo i
suoni investono le modalità sensoriali, come ci ricordano le ricerche
della psicologia del suono. Per esempio i suoni chiari, sono in grado di
evocare sinestesie con la luminosità soprattutto i suoni più acuti e
intensi, mentre i suoni scuri sono quelli più gravi e meno intensi. La
associazione " del DURO\MOLLE rispettivamente con l'acuità e la gravità
del suono si può anche spiegare secondo la teoria della
Generalizzazione mediata, in base al fatto che i suoni acuti sono
spesso emessi da corpi duri, i suoni gravi da corpi molli " ([3][15]).
Fonosimbolismo Fisiognomico:
Vi è come un certo contatto tra il
fonosimbolismo sinestesico e quello fisiognomico. Ad esempio il " registro
di petto " appare legato all'auto-affermazione, all'imposizione e al
dominio sull'altro soprattutto se vi si associa anche l'intensità della
voce, al tono basso e alla risonanza. Va fatta una piccola parentesi sulla
valenza dell'EMOZIONE. Spesso si è data all'emozione una valenza negativa
di stato non ragionevole ma le " teorie contemporanee, sia
psicologiche, che filosofiche, concordano nel riconoscere alle emozioni un
significato proprio e oggettivo e nel considerarle forme di comportamento
specifico esprimenti un modo di essere fondamentale dell'uomo " ([4][16]);
dunque con l'emozione l'uomo modifica un suo stato esprimente una
determinata situazione vitale o un suo bisogno. Inoltre l'emozione include
in se sia l'aspetto cognitivo che quello fisiologico; comportamentalmente
infatti, l'emozione, si manifesta con modificazioni fisiologiche (stato
del corpo o facciale). Questa premessa ci è necessaria per comprendere che
l'ascolto musicale oltre che dipendere dalle caratteristiche culturali e
dalle abitudini dell'ascoltatore, dipende anche da tre fattori di ordine
psichico:
1- lo stato d'animo in cui si trova
l'ascoltatore;
2-l'esperienza precedente
all'ascolto;
3- il significato personale e
culturale che l'ascoltatore conferisce alle proprie emozioni.
Inoltre è corretto osservare che
nelle opere musicali sono frammiste spesso emozioni composite, come a dire
che ogni opera presenta sempre in se un carattere polisimbolico. Nelle
opere d'arte d'epoca romantica, per esempio, la gioia è spesso frammista
alla tristezza o alla malinconia ([5][17]).
Consideriamo anche la risonanza psicofisica che ha il ritmo; utilizzando
un tema melodico che si muove al ritmo del TACTUS, cioè con un andamento
regolare simile al battito cardiaco ( 60/70 battiti al minuto ), abbiamo
una risonanza psicofisica positiva, rilassante e meditativa, per es.:
([6][18]);
se invece alteriamo il TACTUS su un
semplice unisono, utilizzando un tempo sovr'accelerato, spezzando il tema
con una pausa improvvisa e alterando il timbro vocale otteniamo una
distorsione psichica che richiama un forte stato d'ansia, tipico della
musica dei film dell'orrore o dell'Heavy-metal:
([7][19]).
Tale discorso è valido anche
nell'utilizzazione armonica.
Se utilizziamo una tonalità
maggiore essa ci introduce in uno stato di calma e di quiete; se
utilizziamo invece una tonalità sospesa o di dominante (che cioè attende
una risoluzione nella tonica della tonalità) negando ogni risoluzione,
otteniamo una musica dinamica e di movimento, stato tipico della musica
Jazz ([8][20]).
Le ricerche dei fenomeni
linguistici aiutano la ricerca fisiognomica; interessante è, per esempio,
la valenza sacrale della vocale U, oppure quella della paura della
consonante R, e, ancora, il meditativo della consonante M. Vi è anche una
certa connotazione simbolica tra lo strumento udito e la categoria
sociale; per esempio il tamburo richiama un ambito militare, la
fisarmonica quello popolare. Certo tale percezione è variabile a seconda
del grado di educazione musicale dell'ascoltatore, ecco perché rimane
fondamentale anche per i simboli musicali un cammino di iniziazione. In
sintesi si possono tracciare due strati di significazione musicale:
- uno strato fonosimbolico,
aderente alle proprietà sonore intrinseche e legato saldamente alle
capacità percettive, cognitive e psicologiche;
- uno strato aderente ai codici
culturali.
Soltanto portando alla coscienza il
primo stadio e risignificando il secondo si può combattere la povertà
culturale della musica degli ultimi cinquant'anni anche nell'ambito
liturgico.
I SIMBOLI NEL
LINGUAGGIO MUSICALE
Il Simbolismo del Centro:
Tale simbolismo è legato al
criterio d'identità e di centralizzazione; il centro, infatti, è luogo
sacro per eccellenza; l'immagine di centro da senso ed ordine ( e di
ordine psichico prima di tutto ) contro le forze del Caos o del Nulla ([9][21]).
Alla luce di queste spiegazioni che ci vengono dalla scienza delle
religioni ([10][22]),
vediamo come ogni opera artistica e nel nostro caso la costruzione di
un'opera musicale, risponde al desiderio psicofisico di trovarsi in uno
spazio e una struttura ben ordinati.
Il ripercorrere a volte circolare
di uno stesso tema melodico, un preludio, una conclusione, indicano questa
necessità ([11][23]).
Certamente il simbolismo del centro appare dubbio in una musica
dodecafonica ricca di fluttuazioni armoniche, tali fluttuazioni non si
addicono alla necessità dell'uomo di organizzare la realtà e lo rendono
anche bio-psichicamente instabile ([12][24]).
Il Simbolismo
dell'Ascensione:
Il motivo del volo, dell'ascesa,
della scalata, dei gradini, si trova spesso nel mondo onirico dell'uomo,
nell'inconscio, ed esprime dunque un tema ricorrente dell'attività
psichica umana.
Anche l'esperienza mistica, di
qualsiasi culla religiosa, implica un'ascensione celeste ([13][25]),
( Gn 28.10ss ). Nel linguaggio musicale ciò è legato all'idea spaziale che
danno i suoni acuti e gravi; il passaggio dall'acuto al grave è percepito
come discesa, il passaggio dal grave all'acuto come ascesa. Il fenomeno
dell'innalzamento risulta tanto più evidente quanto più è veloce
l'esecuzione in scala ([14][26]).
Le figure ascensionali come quelle discensionali sono assai presenti nel
repertorio sacro; un esempio di slancio espressivo e ascensionale può
essere dato da questo salto di ottava nel Tota Pulchra di L. Refice,
al II quarto della 21ma misura, che qui riportiamo:
il salto d'ottava dalla 21ma alla
22ma misura, da pregnanza e luminosità alla parola HONORIFICENTIA.
Volendo invece trattare un esempio
discensionale possiamo osservare l'inno-invocazione del periodo liturgico
dell'Avvento Rorate caeli, la parte dell'inizio della seconda
strofa, ben esprime, in una mirabile consonanza di metrica testuale e
musicale, la discesa nel peccato:
Nel Don Giovanni di W. A.
Mozart, nella scena XV del finale del II atto, c'è una scena centrale e
conclusiva di tutta l'opera: l'incontro tra Don Giovanni e il
Commendatore.
Nella quartina:
"..non si pasce di cibo mortal/chi
si pasce di cibo celeste/altre cure più gravi di queste/altra brama
quaggiù mi guidò! ",
si odono i seguenti simbolismi;
dopo la disgregazione armonica sulle parole " chi si pasce di cibo
celeste " seguono una figurazione di scale cromatiche discendenti e
ascendenti per otto battute; tale contrasto ascensione/discensione esplica
il contrasto tra la figura del Commendatore=realtà assoluta, e il
Don Giovanni=realtà profana; anche l'intervento ritmico di
Leporello sottolinea il contrasto delle due modalità esistenziali ([15][27]).
Lo stesso simbolismo lo troviamo anche nella Marcia Slava di
Chaikowsky, qui però degradato a mero tecnicismo([16][28]).
Il Simbolismo della Luce:
" La luce è un valore universale
nella storia della nostra cultura atto a simbolizzare la vita nello
spirito quando si manifesta alla coscienza " ([17][29]).
Ciò ricorre spesso nel linguaggio; diciamo infatti vedo per dire
capisco, oppure diciamo mi é oscuro per dire non capisco.
L'immagine della luce è per tanto legata alla Verità; il sanscrito
Devah, il lituano Devas, l'antico prussiano Deiws, il
latino Deus, il greco Theos, l'irlandese Dia, il
gallico Devon, sono parole che provengono da una radice
indo-europea DE/O, che significa LUCE. Tale pregnanza
simbolica ha reso possibile a Gesù Cristo l'assunzione di tale linguaggio
( Gv 8.12 ) e la sua introduzione nel simbolo di fede Niceno-
Costantinopolitano: "..Luce da Luce, Dio vero da Dio vero.." ([18][30]).
In tutte le religioni la comprensione della realtà è simboleggiata come in
un lampo di luce, proprio perché tale intuizione è trans-mondana e viene
dall'alto. Nel linguaggio musicale il legame luce/trascendenza è molto
stretto, basti guardare e ascoltare la Passione secondo Matteo di
J. S. Bach. Al N. 73, dopo il recitativo, che descrive gli eventi cosmici
successivi alla morte di Cristo, segue un brevissimo intervento corale che
rappresenta il commento di coloro che avevano assistito all'accaduto: "Costui
era veramente Figlio di Dio! "( Mt 27.54 ).
E' un versetto
fondamentale
dal punto di vista
teologico perché
afferma la divinità
dell'uomo Cristo Gesù;
tale importanza teo-
logica è sottolineata
dalla musica che pur
non potendo fissare
il contenuto linguistico
delle parole, ne fissa
l'attenzione affettiva
potenziandone così il senso. Il
versetto corrisponde nella partitura a due sole battute:
a livello fonosimbolico la qualità
sinestesica della chiarezza luminosa è espressa dall'acuità del suono,
soprattutto la voce dei soprani; il tutto raggiunge l'apice proprio
sulle parole:
" Gottes
Sohn ", cioè Figlio di Dio.
Il Simbolismo Acquatico
dell'immersione e della Tenebra:
Le acque simboleggiano la totalità
della virtualità: esse precedono ogni forma, richiamano sia il Caos
primordiale, sia la fecondità della fonte; sia il
pre-formale/pre-natale, che il sostentamento e la vita. Ed è per
questo che il simbolismo delle acque implica sia la morte che la
rinascita; basti guardare il rito del battesimo presente in molte
religioni, soprattutto nella religione cristiana alla luce del Mistero
Pasquale " passione, morte e risurrezione" vissuto da Gesù Cristo;
le acque, pertanto, assumono valenza simbolica di morte - lavacro -
gestazione - rinascita. Nel linguaggio musicale tale simbolismo
" si fonda sulla sospensione temporanea delle relazioni sintattiche tra
i suoni nel loro evolversi "([19][31]);
sicché nasce un sistema a volte caotico, a volte di attesa verso un ordine
o compimento tematico musicale. Ad esempio prendiamo le prime sedici
misure con cui si apre il movimento della IX sinfonia di L. V. Beethoven;
qui c'è una lunga attesa dell'elemento motivico tutta basata su un bicordo
di quinta che producono gli archi in forma di tremolo; dopo la sedicesima
misura appare il tema vero e proprio ([20][32]).
Il simbolismo delle tenebre domina l'intero movimento della sinfonia e
appare sfociare nel luminosissimo " inno alla Gioia ". Per comprendere
bene il simbolismo di questa sinfonia va tenuto presente, a mio avviso,
il travaglio spirituale del compositore che l'ha assalito soprattutto
negli ultimi anni; ormai reso sordo e provato dalla vita, Beethoven
tira le somme sul suo passato sulla sua concezione di Dio e sulla
concezione di uomo. Egli fortemente influenzato dal pensiero romantico
aveva concepito Dio quasi come un avversario contro cui il vero uomo,
l'eroe romantico, deve erigersi a mò di sfida; proprio in ultimo il
compositore matura una nuova antropologia ed una nuova teologia: il vero
uomo, il vero eroe è l'essere umano che si riconosce creatura; il quale,
dalla vita pur dura e sofferta, matura un profondo abbandono ed un inno di
lode, di gioia, appunto l'Inno alla Gioia; la sinfonia segue questa
evoluzione spirituale([21][33]).
Nella quarta sinfonia di Bruckner, nelle quarantadue misure d'inizio del
primo movimento odiamo un tremolo misurato degli archi, accompagnato da
una indeterminatezza tonale di un accordo di nona alla settima battuta ([22][34]).
Nel " Sogno", brano musicale che esprime la dimensione onirica ([23][35]),
il pre-formale rimane costante e non approda a nessuna linea tematica
proprio perché vuole esprimere, nell'intreccio degli archi e delle voci
eteree, la indeterminatezza dell'accordo SI- 7/9; tale instabilità
armonica richiama appunto la dimensione inconscia dell'uomo.
Infantilismo e degradazione
dei simboli musicali:
Il degrado dei simboli musicali è
particolarmente presente nella musica di consumo o quella meramente
funzionale al lancio pubblicitario di un determinato prodotto. " Dei
simbolismi esaminati, sono soprattutto quelli dell'ascensione e della luce
ad emergere con maggior frequenza nelle loro versioni
infantilistiche " ([24][36]).
Si pensi, ad esempio, al
grido-annuncio della nota pubblicità di prodotti per la prima infanzia:
PLA- SMON; la voce modula in un'unica altezza, seguita dal timbro del
Gong, strumento simbolicamente funzionale all'annuncio
religioso/militare solenne,
( per approfondimenti,
[25][37];
consultare inoltre[26][38]).
Conclusioni:
Siamo giunti alla conclusione di
questo breve ma intenso itinerario nella valenza simbolica della musica;
molto è stato detto ma molto rimane ancora da dire, da scoprire...l'iniziazione
è sempre insufficiente perché, com'è stato già detto, il simbolo non può
essere racchiuso dal concetto; l'arte musicale ci aiuta dunque a
contemplare il simbolo, il quale ci rivela a noi stessi e ci apre
l'orizzonte di ciò che saremo!
BIBLIOGRAFIA
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sociologia della musica, Torino, Einaudi,
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JUNG C. G. , Psicologia
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Milano, Raffaello Cortino Editore, 1986
MUSICOGRAFIA
Gli esempi musicali segnati in
nota a piè di pagina si trovano registrati nella cassetta allegata al
presente lavoro nell'ordine di citazione.
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Zammerù Maskil - Cantate a Dio con arte -
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